Originariamente Scritto da andreric
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Basta la parte scritta in maiuscolo per avere un sunto di quello che è il vostro dio e di chi è il credente.
Tanto spreco di parole su pace, amore, rispetto, sia per la figura di dio che per il credente stesso, quando poi basta un rigo per scoperchiare quello che realmente sta a alla base e che tante volte vi viene fatto notare.
A che serve dio e la religione? A tabbare i buchi, i bisogni e le debolezze delle persone, che, pre comprensibilmente, cercano un appiglio, un aiuto, una speranza. Ma la conseguenza è anche quella dell'opportunismo. Un dio plasmato sui bisogni del bisognoso. Non è certamente un rapporto di amore totale di disinteresse.
Chi è dio? una specie di dittatore che se ti pieghi a lui, ti aiuta e ti accetta. Da quella frase iniziale non emerge certo un dio disinteressato, amorevole. D'altronde è pure scritto a chiare lettere che è colui che remunera. Prendendo a prestito un modo di dire (tale cane tale padrone) potremmo benissimo dire tale credente, tale dio.
Che poi questo dio che vuole che gli altri lo adorino, che lo riconoscano e gli ubbidiscano, mettendo in cattiva luce chi non lo fa, è nè più e nè meno che la solita rivalsa umana verso chi non viene visto di buon occhio, verso il non credente o diversamente credente, percepito come "nemico".
Insomma gente, anche oggi la solita figura cacina e contraddittoria di credenti che fanno finta di essere buoni, pacifici e che non si aspettano nulla in cambio.

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