Originariamente Scritto da conogelato
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Mi sembra inutile parlare di un dio buono in assoluto se prevede una sofferenza senza fine. Non ne esce una qualche contraddizione nella coscienza di dio, se così si può dire, e come concilia di nuovo il male con il suo voler debellare il male a la sua bontà?
E la,coscienza del credente, che di quà sosterebbe non violenza, l'amare il nemico, il porgere l'altra guancia, come concilia la presenza dell'opposto nell'aldilà?



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