stefagna carissima, tu capirai bene che se il lenzuolo non è perfettamente simmetrico, si avverte quel fastidiosissimo effetto di trazione irregolare che necessita un pari controbilanciamento delle coperte; ma ciò diviene addirittura impossibile nel caso del copripiumone, dove le trazioni asimmetriche addirittura si accumulano...
il marito di una collega di madre ogni volta che fa il letto prende il metro da sarta e controlla la lunghezza di lenzuola e coperte, per non far fregare il piumino a moglie appiccica il nastro bioadesivo al piumino prima di andare a dormire
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E allora mi sa che devo convolare a nozze, gestisco in modo pessimo piumino e lenzuola, se se ne accorge e mi prova, scappa
Matrimonio e convivenza fu proprio argomento di discussione, in riva al mare, con una mia "amica".
Lei mi disse: "Vedrai quando sarai sposata e avrai dei figli finirai di vivere"
La reputai una povera disgraziata per tre ragioni:
1) parlava con una persona che vive questa storia da anni, piu' del suo matrimonio che se potesse, altro che valigia..pure senza se ne andrebbe.
2) ne parlava nel modo triste in cui fanno le persone che ritengono l'istituzione come La Sistemazione sociale per eccellenza.
3) Cercava, peraltro senza riuscirci, di mascherare una condizione vissuta malissimo come una cosa da farsi.
E meno male che almeno in parte siamo ancora artefici della nostra esistenza.
Fino a qualche anno fa qualcuno ancora mi chiedeva: Quando ti sistemi?
Mio padre mi ha detto "te la vorrai fare una famiglia, prima o poi sì?"
Gli ho risposto che ho già una famiglia.
L'ipocrisia anni'80, matrimonio a 24 anni e corna per i restanti 50.
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Ho intervistato due sociologhe su questo argomento (il calo dei matrimoni e l'aumento delle convivenze), e ho potuto apprendere due punti di vista ben diversi.
Una mi diceva che si tratta di un fenomeno già diffuso in tutta Europa, e che in Italia arriviamo in ritardo. Secondo lei questa nuova impostazione di famiglia permette, rispetto al passato, di vivere rapporti più veri. La donna un tempo spesso era obbligata a subire rapporti di coppia insoddisfacenti per il bene dei figli, perché quella era la mentalità comune, mentre oggi alla base della coppia c'è il piacere dello stare insieme.
L'altra diceva che il problema dell'Italia è che siamo una società vecchia, che non ci sono tutele per i giovani, i quali non riescono a costruirsi un progetto di vita. Questo li porta a restare in famiglia, a non impegnarsi più di tanto, ad aver paura di mettersi in gioco. Diceva anche che se non si mettono in atto politiche di sostegno ai giovani e alla famiglia la nostra società rischierà di crollare.
Sono due punti di vista ben antitetici, che mi hanno fatto riflettere su quante possibili interpretazioni si possano dare a uno stesso problema...
mi sembrano due punti di vista facilmente integrabili invece, la società si ammoderna e si scoprono nuovi modi legittimi per stare assieme, e al contempo questi nuovi modi sono anche più alla portata di tutti a livello economico e non richiedono particolari investimenti finanziari ma solo emotivi. certo, l'opinione della seconda sociologa mi sembra un po' viziato dal pregiudizio di fondo che la società si debba basare sull'istituzione matrimonio per non sgretolarsi.
comunque io da giovane virgulto ero molto più categorica a riguardo, dichiaravo di non volermi sposare per niente al mondo neanche se mi capitasse la persona giusta al momento giusto, lo vedevo come un vendermi alle logiche del pregiudizio e del costume e una cosa a cui non mi sarei mai e poi mai piegata. ora sono molto più aperta sulla questione, della serie se lo stato non cambia le sue leggi da qui a x anni non voglio che per un pallino ideologico il mio compagno non possa godere di determinati privilegi solo perché mi sono impuntata di non mettere una firma su un pezzo di carta. ovvio che preferirei che le cose cambiassero, però il compromesso ora lo sto vedendo sotto una luce meno negativa di prima, io li accontento tanto a me non cambia un cazzo e ottengo tutti i benefici che mi spettano di diritto.
No, tu non sei una persona cattiva, tu sei fantastica, sei la persona che preferisco...
Peccato che di tanto in tanto sai essere una gran troia.
La cosa se vogliamo simpatica e' che a queste persone che mi chiedono: Quando ti sposi?
Che poi sono le stesse che mi raccontano della fine della loro esistenza post funzione, rispondo: Non ho capito mi dici che e' una tragedia sposarsi e chiedi a me quando lo faccio? Evidentemente ho trovato la strada della felicita'
La scorsa fine estate siamo stati con il mio compagno qualche giorno nella casa d'origine del padre, arroccati su un cucuzzolo di una montagna, un piccolo centro popolato oramai da poche anime.
Mentre prendevamo possesso dell'abitato sentimmo due anziani coniugi dirsi tra loro: E' lu figlio di ****** di ****** con la moglie.
Ci vuole poco ad essere moglie
Poi pero' nei giorni che seguirono si unirono altre notizie e al coro si unirono altre donnine: E' lu primo figlio, chillu ca sta for, chillu ca nun e' sposato
Giorni belli, una casetta, i prodotti della terra che le persone ci portavano, si erano pure unite a noi due gatte
Terme a 10 minuti.
La mia famiglia che non deve vedersi ufficializzata da nessuno.
Ho intervistato due sociologhe su questo argomento (il calo dei matrimoni e l'aumento delle convivenze), e ho potuto apprendere due punti di vista ben diversi.
Una mi diceva che si tratta di un fenomeno già diffuso in tutta Europa, e che in Italia arriviamo in ritardo. Secondo lei questa nuova impostazione di famiglia permette, rispetto al passato, di vivere rapporti più veri. La donna un tempo spesso era obbligata a subire rapporti di coppia insoddisfacenti per il bene dei figli, perché quella era la mentalità comune, mentre oggi alla base della coppia c'è il piacere dello stare insieme.
In Italia arriviamo in ritardo anche perchè il tasso di occupazione femminile è uno dei più bassi d'europa. Secondo me i due fenomeni sono collegati. Fino a quando la donna continuerà a farsi mantenere le coppie saranno più portate a rimanere insieme sia per una questione di status, sia per ragioni economiche (donne che dovrebbero campare con gli alimenti e uomini che dovrebbero darli). In questo momento secondo me siamo un una fase di transione fra la vecchia società, quella che si è sviluppata con il boom dei consumi, in cui l'uomo era il capofamiglia e le necessità attuali derivanti da un cambiamento del sistema produttivo (ciao ciao fordismo) e dalla flessibilità del lavoro. Il fatto che la donna lavori oggi è indispensabile per diverse ragioni. Vogliamo mantenere un tenore di vita alto e con un solo stipendio non è possibile, il posto fisso non è più così fisso, quindi nella famiglia non si può fare affidamento solo su un reddito ed entrambi i componenti dovrebbero lavorare per avere sicurezza economica.
L'indipendenza economica femminile porta anche ad una minore subordinazione e quindi ad una maggiore libertà nella scelta del partner/dei partner.
L'altra diceva che il problema dell'Italia è che siamo una società vecchia, che non ci sono tutele per i giovani, i quali non riescono a costruirsi un progetto di vita. Questo li porta a restare in famiglia, a non impegnarsi più di tanto, ad aver paura di mettersi in gioco. Diceva anche che se non si mettono in atto politiche di sostegno ai giovani e alla famiglia la nostra società rischierà di crollare.
Sono due punti di vista ben antitetici, che mi hanno fatto riflettere su quante possibili interpretazioni si possano dare a uno stesso problema...
Su questo invece non sono completamente d'accordo. La società è cambiata e non possiamo pretendere che le istituzioni familiari non varino con essa. Se è vero che abbiamo meno tutele è anche vero che il nostro modello di famiglia è vecchio. L'idea è di sposarsi, fare il mutuo per comprare casa e poi fare figli. Se adesso, in virtù della situazione economica globale, questo non è possibile dobbiamo solo rinnovare la nostra idea di famiglia e di "normale corso delle cose". Dopotutto se siamo a questo punto è anche perchè le 3 generazioni passate hanno usufruito di supporti che andavano al di là delle loro possibilità.
La scorsa fine estate siamo stati con il mio compagno qualche giorno nella casa d'origine del padre, arroccati su un cucuzzolo di una montagna, un piccolo centro popolato oramai da poche anime.
Mentre prendevamo possesso dell'abitato sentimmo due anziani coniugi dirsi tra loro: E' lu figlio di ****** di ****** con la moglie.
Ci vuole poco ad essere moglie
Poi pero' nei giorni che seguirono si unirono altre notizie e al coro si unirono altre donnine: E' lu primo figlio, chillu ca sta for, chillu ca nun e' sposato
Giorni belli, una casetta, i prodotti della terra che le persone ci portavano, si erano pure unite a noi due gatte
Terme a 10 minuti.
La mia famiglia che non deve vedere ufficializzata da nessuno.
Bello, anche io ho una casetta in un posto esattamente così (se mio padre non la vende)
Ci sono anziani che chiamano mio padre ancora "Signurinu", in segno di rispetto
Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
(George Bernard Shaw)
comunque io da giovane virgulto ero molto più categorica a riguardo, dichiaravo di non volermi sposare per niente al mondo neanche se mi capitasse la persona giusta al momento giusto, lo vedevo come un vendermi alle logiche del pregiudizio e del costume e una cosa a cui non mi sarei mai e poi mai piegata. ora sono molto più aperta sulla questione, della serie se lo stato non cambia le sue leggi da qui a x anni non voglio che per un pallino ideologico il mio compagno non possa godere di determinati privilegi solo perché mi sono impuntata di non mettere una firma su un pezzo di carta. ovvio che preferirei che le cose cambiassero, però il compromesso ora lo sto vedendo sotto una luce meno negativa di prima, io li accontento tanto a me non cambia un cazzo e ottengo tutti i benefici che mi spettano di diritto.
Grazie, hai risposto alla domanda che non osavo fare perché vedo un po' di gente nervosa sulla questione e non oso più sfidare la sorte facendo domande. Mi chiedevo quelli che sono assolutamente contro il matrimonio se lo facciano per "lotta dura senza paura" contro lo Stato, perché oggi come oggi il matrimonio dà tutele che altre forme di convivenza non danno ed avevo già risolto il risolvibile prima di sposarmi, qualcosa si può fare, non tutto e beh se è una questione di principio bene, ma faccio sempre fatica a capire le questioni di principio.
Capisco che uno creda di essere eterno e che non avrà mai sfighe colossali.
Mia madre non mi ha mai detto esplicitamente di sposarmi o convivere, solo che "vorrebbe vedermi sistemata" non ho mai capito a cosa si riferisca
un tempo avrei detto matrimonio e figli;
oggi, dopo 25 anni di Bbiutiful e sdoganamento del porno, direi che consiste nell'aver sposato un uomo, e poi in sequenza tutti i suoi parenti e ffini maschi e maggiorenni, nonché avere una chiara idea su chi preferisci tra il guardiacaccia, il cavallo e il dobermann
oggi, dopo 25 anni di Bbiutiful e sdoganamento del porno, direi che consiste nell'aver sposato un uomo, e poi in sequenza tutti i suoi parenti e ffini maschi e maggiorenni, nonché avere una chiara idea su chi preferisci tra il guardiacaccia, il cavallo e il dobermann
Ora non esageriamo gli incesti a mani bassi ci sono dalla tragedia greca.
Non a caso ho sposato una donna con cinque sorelle, tutte belle. I fratelli sono già meno il mio tipo, ma vedremo.
Grazie, hai risposto alla domanda che non osavo fare perché vedo un po' di gente nervosa sulla questione e non oso più sfidare la sorte facendo domande. Mi chiedevo quelli che sono assolutamente contro il matrimonio se lo facciano per "lotta dura senza paura" contro lo Stato, perché oggi come oggi il matrimonio dà tutele che altre forme di convivenza non danno ed avevo già risolto il risolvibile prima di sposarmi, qualcosa si può fare, non tutto e beh se è una questione di principio bene, ma faccio sempre fatica a capire le questioni di principio.
Capisco che uno creda di essere eterno e che non avrà mai sfighe colossali.
Quoto tutto
Anche a me è capitato di interagire con persone che non accettano il matrimonio come istituzione e che negano categoricamente di sposarsi un giorno.
Il criterio dell'utilità penso che ad un certo punto sia quello più efficace. I principi sono bellissimi, ma buttarsi la zappa sui piedi che senso ha, chi ci perde?
Posso farti anche l'esempio contrario. Utilità al non matrimonio.
Mia madre doveva decidere se sposarsi col suo attuale compagno (e mantenere la sua religione di testimone di geova) o non sposarsi. Ha scelto la seconda opzione (che le ha causato un sacco di problemi troppo lunghi da raccontare) per motivazioni economiche perchè non voleva sentirsi vincolata e non voleva che i frutti del nostro lavoro andassero a chi non se li era sudati (compagno e eventualmente suoi figli). So che può sembrare una cosa venale e brutta a dirsi e a farsi, ma io l'ho capita. Ha voluto proteggersi e proteggerci. Quindi 4 conti in tasca bisogna farseli, oltre al fatto (più importante) che non possiamo mai sapere cosa ci succederà quindi dobbiamo salvaguardarci. Penso che se un giorno le dovesse succedere qualcosa vorrebbe che fossimo noi figli a decidere per lei.
Questo è scorretto nei confronti del suo compagno? Può darsi, ma è libera di scegliere per fortuna.
Per tutele legate al matrimonio cosa si intende?
Di mio sono pochissimo legata ai beni materiali.
Sono pragmatica e piuttosto fattiva.
Di famiglia, non mi lamento e sono figlia unica.
A campa', campo, nonostante le sfighe che non devono essere per forza colossali.
Quando hai il giusto non ti devi sbattere nemmeno piu' di tanto per gestirlo
Grazie, hai risposto alla domanda che non osavo fare perché vedo un po' di gente nervosa sulla questione e non oso più sfidare la sorte facendo domande. Mi chiedevo quelli che sono assolutamente contro il matrimonio se lo facciano per "lotta dura senza paura" contro lo Stato, perché oggi come oggi il matrimonio dà tutele che altre forme di convivenza non danno ed avevo già risolto il risolvibile prima di sposarmi, qualcosa si può fare, non tutto e beh se è una questione di principio bene, ma faccio sempre fatica a capire le questioni di principio.
Capisco che uno creda di essere eterno e che non avrà mai sfighe colossali.
Nessuna questione di principio, semplicemente non mi interessa, non lo ritengo necessario e non credo risolva eventuali sfighe colossali, di eredità o che renda tutto "più semplice" in caso di decesso prematuro o altro. Ho visto talmente tante coppie devastarsi in nome del sacro vincolo del matrimonio da non riuscire proprio a vederlo come una forma di tutela.
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