Umilta' e umilta'

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  • axeUgene
    Opinionista

    • 17/04/10
    • 24578

    #1

    Umilta' e umilta'

    a partire da una considerazione di Cono, ho avuto un rigurgito di sentimenti ambivalenti e indigesti su quella che sembrerebbe indubitabilmente una virtù;

    che significa essere umili e come si manifesta concretamente l'Umiltà ?

    quali sono le luci e ombre che accompagnano l'esercizio di questa virtù, oppure la sua ostentazione ?
    c'è del lardo in Garfagnana
  • efua
    Posh&Rebel
    • 07/12/11
    • 34901

    #2
    Essere umili per come la vedo io significa farti gli affari tuoi e -per quanto ti e' possibile- guardare piu' all'orto tuo che quello altrui. Conosco un sacco di gente umile, anzi direi che quasi totalmente so tutti umili.
    Frustrati/e, repressi/e.
    Gente che dell'umilita' se ne fa un vanto/uno scudo per fa che?
    Io sono umile facendomi i caxxi miei.
    Per il resto sono superba, dopotutto se sono una persona mediamente intelligente e lo rilevo nella mia vita mi devo mortificare pure per quello?
    Non vedo che male farei io agli altri o perche' dovrebbero sentirsi "minacciati" da me.
    A quanto pare non e' cosi'.
    Il troppo blaterare io so umile nasconde parecchio vorrei ma non posso ma per non soffrire me lo trasformo in non voglio.
    -Healthy body, clear mind, peaceful spirit-

    -Where there’s will there’s a way-

    -Work hard have fun & be nice-


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    • Misterikx
      whatever..
      • 24/03/05
      • 15327

      #3
      magari uno pensa di lavorare lavorare lavorare con umilta´accumulando ricchezze senza essersi accorto di essere sfociato nell´abnegazione..

      Sono giunto a questa conclusione osservando il mio datore di lavoro che lascia libero il lavapiatti 2 giorni a settimana per spadellare lui stesso..cos´e´umilta? ma perfavore!
      " Non siamo in un salotto borbonico col mignolo sollevato e l'inchino obbligatorio. Qui siamo tutti uguali. Non ti aspettare in un forum cose difficili da trovare pure tra amici e parenti." Nahui

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      • conogelato
        Candle in the wind

        • 17/07/06
        • 66024

        #4
        Essere umili è innanzitutto non vantarsi e non gloriarsi delle eventuali virtù possedute: Proprio come dice San Paolo "Che cosa possiedi che tu non abbia ricevuto? E se l'hai ricevuto, perchè te ne vanti come se non l'avessi ricevuto?" (1.Cor 4,7)
        E' accettare la storia, la nostra storia personale; è considerare gli altri superiori a noi; il nostro prossimo come una risorsa e un aiuto prezioso...
        Si manifesta concretamente come perfezioni abituali dell'intelligenza e della volontà che regolano i nostri atti, ordinano le nostre passioni e guidano la nostra condotta secondo la ragione e secondo la fede. Esse procurano felicità, padronanza di sé e gioia per condurre una vita moralmente buona. L'uomo e la donna virtuosi (poichè si, come dice Axe, l'umiltà è una virtù) praticano liberamente il bene, senza sforzo. Direi anzi che ne è la naturale conseguenza.
        amate i vostri nemici

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        • IlNickDiSempre
          Opinionista
          • 11/07/12
          • 251

          #5
          L'umiltà è una virtù nel senso che l'uomo ha tanto da imparare e il suo sapere non puó essere illimitato; ergo essere umili significa riconoscere i proprio limiti e le proprie mancanze.

          Non sono umile nell'atteggiamento.
          Artisti. Non bisogna mai prenderli troppo sul serio: sono tutti -Dante compreso- bambini in castigo.

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          • nahui
            Astensionista

            • 05/03/09
            • 21040

            #6
            Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
            Essere umili è innanzitutto non vantarsi e non gloriarsi delle eventuali virtù possedute: Proprio come dice San Paolo "Che cosa possiedi che tu non abbia ricevuto? E se l'hai ricevuto, perchè te ne vanti come se non l'avessi ricevuto?" (1.Cor 4,7)
            E' accettare la storia, la nostra storia personale; è considerare gli altri superiori a noi; il nostro prossimo come una risorsa e un aiuto prezioso...
            Si manifesta concretamente come perfezioni abituali dell'intelligenza e della volontà che regolano i nostri atti, ordinano le nostre passioni e guidano la nostra condotta secondo la ragione e secondo la fede. Esse procurano felicità, padronanza di sé e gioia per condurre una vita moralmente buona. L'uomo e la donna virtuosi (poichè si, come dice Axe, l'umiltà è una virtù) praticano liberamente il bene, senza sforzo. Direi anzi che ne è la naturale conseguenza.
            Per curiosità, tu ti ritieni umile Cono?
            Perchè a volte uno da un'impressione diversa da quella che in buona fede crede di dare. L'autocompiacimento sfrenato di persone, pur buone, che ho conosciuto e frequentato in ambiente cattolico è una delle cause principali del mio allontanamento dalla Chiesa intesa come umano consesso di adoranti Cristo

            Mio padre, gran sbruffone, ripete sempre che la modestia è il paravento degli imbecilli. Poi in coda viene il suo "La propaganda è l'anima del commercio" In genere a me gli sbruffoni danno noia, in particolare quelli che sentono il bisogno di sfoggiare compulsivamente abilità o saperi. A volte con certe signore non riesco ad inserirmi nel discorso, tale è la foga di dire: "IO faccio un'ottima parmigiana di melanzane, IO la pizza la faccio solo in casa, no perchè IO sono esigentissima in materia di scarpe, IO ero a cena giusto ieri con Massimo Eccellentissimo.... ecc. ecc. ecc.
            Immagino ci siano i corrispettivi maschili dei medesimi deliranti discorsi. E allora qualche volta penso con sconcerto che la maggior parte dei miei conoscenti mi ritiene una decerebrata ignorante, solo perchè non li investo con i resoconti torrenziali delle mie attività dopo i primi convenevoli. E allora qualche volta penso anche che tutto sommato questa è una forma di egoismo, perchè conservo i miei saperi e le mie ricette invece di diffondere il mio Verbo. Egoismo e forse superbia. Quindi forse i veri umili ed insicuri sono loro, e la superba sono io che sto zitta e buona ad ascoltarli, e intanto penso "Ma guarda stà deficente chi si crede di essere".
            Apprezzo l'umiltà che viene dalla massima: "Una sola cosa so, di nulla sapere", che è quella dei sapienti che ascoltano con attenzione anche i cretini. L'umiltà in questo senso è condizione base della conoscenza, perchè se parti dal presupposto che già sai, non imparerai più nulla di nuovo, non ti porrai più in posizione critica nei confronti di te stesso e del mondo. Spesso ho praticato una finta umiltà come tecnica di mimetismo in gruppi nei quali ero appena entrata, tipicamente nei luoghi di lavoro.
            Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
            (George Bernard Shaw)

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            • Bauxite
              Cosmo-Agonica

              • 25/12/09
              • 36341

              #7
              Non credo che esistano persone umili, piuttosto esistono atteggiamenti che ricordano l'idea di umiltà che, tra precetti religiosi, cultura personale e sociale, ci si è costruiti. In tal senso si può assumere una posa, un atteggiamento di umiltà quando ci si trova in una situazione che non ci è propria o ci è nuova, in cui ancora dobbiamo mettere radici o tra persone che non conosciamo.
              È un esercizio per imparare a conoscere, ascoltare, ma non può definirsi una dote innata.

              Non può essere umile il remissivo, che forse è solo frustrato.
              Non definirei umile un santo, perché non è privo di convinzione per quello che predica, perché non credo che sia privo di orgoglio che pure accompagna ogni essere umano.

              Se esiste umiltà essa è nella capacità di ascolto dell'altro e nella mancanza di pregiudizi.
              Da una parte è data dalla predisposizione, in parte si può imparare nei propri limiti ad applicarla.

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              • efua
                Posh&Rebel
                • 07/12/11
                • 34901

                #8
                Originariamente Scritto da Bauxite Visualizza Messaggio
                [..]Se esiste umiltà essa è nella capacità di ascolto dell'altro e nella mancanza di pregiudizi.[..]
                *

                Nahui la moltitudine di persone dall'IO compulsivo sono solo dei poveri disgraziati che se non "si vantano" loro, nessuno gli riconosce nessun merito
                -Healthy body, clear mind, peaceful spirit-

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                • dark lady
                  la viaggiatrice
                  • 09/03/05
                  • 70446

                  #9
                  Concordo pienamente con Baux. L'umiltà non è una dote innata, ma un esercizio di spirito. Certo, si può essere o meno predisposti, ma si può anche imparare ad esserlo. Una persona molto sicura di sè, come lo sono io, farà sicuramente più fatica a essere umile, ma ci si può comunque riuscire. E sì, credo che dovremmo esercitarla tutti, dai politici in giù, visto che al contrario oggi la moda più diffusa sembra essere l'autoreferenzialità...
                  “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                  Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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                  • conogelato
                    Candle in the wind

                    • 17/07/06
                    • 66024

                    #10
                    Riflessioni che trovo belle, vere e profonde, le vostre.
                    amate i vostri nemici

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                    • axeUgene
                      Opinionista

                      • 17/04/10
                      • 24578

                      #11
                      mi viene in mente il finale de "L'avvocato del diavolo", in cui l'avvocato di provinci, interpretato da Keanu Reeves, si "sveglia" alla fine di un processo in cui sta difendendo un colpevole di violenza su una studentessa;
                      nel sogno ad occhi aperti, lui si scopre figlio di Satana in persona e avvocato "raccomandato" di successo a NY, ma decide di suicidarsi per mandare a rotolo i progetti satanici; perciò, rinuncia a difendere il professore violentatore;
                      immediatamente dopo, gratificato dalla sua virtù, prromette un'esclusiva ad un giornalista, che si rivela come lo stesso Satana, il quale afferma: "ah, la Vanità... è il mio peccato preferito" !

                      questo, per dire che il confine tra virtù e peccato contiguo ad essa è molto labile in un continuum di comportamenti;

                      è molto difficile esprimere giudizi analitici sull'atteggiamento di umiltà interiore, o intellettuale, peraltro in genere frutto di curiosità e preparazone, poiché la conoscenza approfondita dovrebbe indurre a diffidare del pregiudizio che è presupposto di superbia;

                      è più accessibile un giudizio sull'accezione virtuosa dell'Umiltà a partire dall'effetto che genera sugli altri e dal rapporto in cui essa si pone rispetto ad altri valori e cmportamenti;

                      nello specifico, la storia mostra che a coloro posti in stato di soggezione, schiavi, servi, plebi, donne, ecc, l'umiltà (con la "u" minuscola) è stata prescritta come virtù essenziale da chi teneva quelle persone al giogo, rimandando direttamente all'Obbedienza: siate umili=non vi ribellate (poiché non siete abbastanza per porvi sullo stesso piano di chi vi comanda);

                      al tempo stesso, una persona che ostenti la propria umiltà - cioè quella che viene ritenuta una virtù - si pone inevitabilmente in competizione morale con gli altri, i quali si sentono in colpa se non accettano - come dice Cono - di considerare gli altri "superiori";
                      quando l'umiltà diviene umiliazione ostentata di sé, mortificazione, vittimismo e martirio, diventa evidente ad un osservatore esterno il desiderio aggressivo di castrazione delle pulsioni altrui alla gioia, poiché chi è gioioso si sente in colpa alla presenza di persone che si autoinfliggono una penitenza;

                      tutto questo, per dire che se una persona è davvero umile, difficilmente qualcuno noterà ictu oculi quella virtù, esattamente quanto si dice della più profana eleganza
                      c'è del lardo in Garfagnana

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                      • axeUgene
                        Opinionista

                        • 17/04/10
                        • 24578

                        #12
                        Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
                        Una persona molto sicura di sè, come lo sono io, farà sicuramente più fatica a essere umile
                        io ho un'esperienza diversa: in genere, ho notato che le persone molto sicure di sé, a diverso titolo, sono le più disponibili a porsi sullo stesso piano dell'interlocutore poiché non sentono minacciata la propria identità da smentite alle proprie idee o conoscenze, che si sentono comunque in grado di padroneggiare; mi viene in mente il mio ex-suocero, ex militare ed ingegnere, CEO di una multinazionale e curiosissimo di tutto, disposto ad ascoltare con attenzione le idee di tutti itipi; poi magari le liquidava con una battuta, ma soprattutto se implicavano anche stronzaggine; e comunque si tratta di un francese, quindi "per natura superbo" ;

                        mentre mi sembra che siano le persone più insicure ad essere meno capaci di confrontarsi "umilmente", poiché il confronto rischia sempre di evidenziare i motivi di insicurezza.
                        c'è del lardo in Garfagnana

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                        • conogelato
                          Candle in the wind

                          • 17/07/06
                          • 66024

                          #13
                          Per arrivare davvero a considerare gli altri superiori a sè, c'è bisogno di un lungo cammino interiore, infatti. Costellato da tantissime cadute, fra l'altro: La nostra natura...la nostra ìndole tende all'egocentricità, al culto (a volte esasperato) di noi stessi.
                          amate i vostri nemici

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                          • efua
                            Posh&Rebel
                            • 07/12/11
                            • 34901

                            #14
                            Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                            [..] al tempo stesso, una persona che ostenti la propria umiltà - cioè quella che viene ritenuta una virtù - si pone inevitabilmente in competizione morale con gli altri, i quali si sentono in colpa se non accettano - come dice Cono - di considerare gli altri "superiori";
                            quando l'umiltà diviene umiliazione ostentata di sé, mortificazione, vittimismo e martirio, diventa evidente ad un osservatore esterno il desiderio aggressivo di castrazione delle pulsioni altrui alla gioia, poiché chi è gioioso si sente in colpa alla presenza di persone che si autoinfliggono una penitenza;

                            tutto questo, per dire che se una persona è davvero umile, difficilmente qualcuno noterà ictu oculi quella virtù, esattamente quanto si dice della più profana eleganza
                            Si, il confine tra l'Umilta' e l'umilta' e' difficilissimo se non impossbile da definire.
                            Nel corso della mia vita finora posso dire di preferire colui che e' gioiso che la gioia se l'e' creata come meglio crede e non ha nulla "da invidiarti" che lo sfigato ostentato-virtuoso.
                            Sta gente puo' ucciderti, davvero.
                            Cerco di vivere con gioia e non mi sento per niente in colpa perche' non sono priva di difficolta' e anche se lo fossi, non sono affari del mondo.
                            Non mi vedo ne' superiore, ne' inferiore a nessuno, mi vedo bene dove mi trovo.
                            Considerare gli altri superiori, il merito, la grandezza di una persona la riconosco pure ma mica a prescindere.
                            -Healthy body, clear mind, peaceful spirit-

                            -Where there’s will there’s a way-

                            -Work hard have fun & be nice-


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                            • axeUgene
                              Opinionista

                              • 17/04/10
                              • 24578

                              #15
                              Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                              Per arrivare davvero a considerare gli altri superiori a sè, c'è bisogno di un lungo cammino interiore, infatti. Costellato da tantissime cadute, fra l'altro: La nostra natura...la nostra ìndole tende all'egocentricità, al culto (a volte esasperato) di noi stessi.
                              ma perché superiori ?
                              Gesù ha detto "ama il tuo prossimo come te stesso" non "più di te stesso"; e avrà avuto le sue ragioni per esprimersi così, no ?
                              undici e lode è un voto non contemplato e chi è umile e non egocentrico si accontenta di meno glorificazione
                              c'è del lardo in Garfagnana

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