invidia sessuale e controllo

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  • Doppio
    Superstite
    • 04/08/10
    • 4917

    #16
    Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
    Nietszche era un filosofo, e popperianamente, negando loro il crisma della scientificità.
    Ne sarebbe stato senzaltro felice.


    Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
    io ho solo osservato un aspetto generale, modellato su una proprietà transitiva:
    a) mortificazione = castrazione, almeno in via generale;

    b) morale = mortificazione, almeno, in via generale, del perseguimento della potenza sessuale, più o meno mediata da attributi significanti;

    quindi, c) morale = castrazione tendenziale, controllo della sessualità altrui;

    il cui corollario è la propensione a camuffare da morale e probità anche il sentimento di invidia sessuale generato dal raffronto, che, in quanto invidia, non può riscuotere una patente sociale di sentimento nobile.
    Ok, ma c'è una sostanziale differenza tra il controllo sulle proprie pulsioni e il rifuito delle proprie pulsioni: quest'ultimo può essere facilmente identificato con mortificazione o castrazione, ma il primo è l'esatto opposto, è l'essere padroni di se. Ivi dunque c'è un dualismo, da un lato abbiamo i deboli che incapaci di controllare le proprie passioni possono decidere di rifiutarle o esserne schiavi, ma sempre deboli restano e se vogliamo guardare agli effetti mondani saranno manipolabili a piacimento dai preti o dai papponi (di ogni sorta, da quelli propriamente detti, ai pubblicitari che ti fanno comprare Tabù o non trombi più), ma dall'altro lato abbiamo persone che non possono essere soggiogate in alcun modo, se non sono nobili questi che deve fare uno per entrare nell'elite degli uomini liberi?
    Non avete ancora visto niente

    Moderatore droghe

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    • Aquila Nera
      Opinionista
      • 15/07/13
      • 176

      #17
      Cito Elio

      tutte le donne pensano che gli uomini sono dei porci. Tutti gli uomini pensano che le donne sono troie.
      Bene, se ci organizziamo scopiamo tutti.

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      • efua
        Posh&Rebel
        • 07/12/11
        • 34901

        #18
        Originariamente Scritto da Aquila Nera Visualizza Messaggio
        Cito Elio

        tutte le donne pensano che gli uomini sono dei porci. Tutti gli uomini pensano che le donne sono troie.
        Bene, se ci organizziamo scopiamo tutti.
        -Healthy body, clear mind, peaceful spirit-

        -Where there’s will there’s a way-

        -Work hard have fun & be nice-


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        • axeUgene
          Opinionista

          • 17/04/10
          • 24578

          #19
          Originariamente Scritto da Doppio Visualizza Messaggio
          Ok, ma c'è una sostanziale differenza tra il controllo sulle proprie pulsioni e il rifuito delle proprie pulsioni: quest'ultimo può essere facilmente identificato con mortificazione o castrazione, ma il primo è l'esatto opposto, è l'essere padroni di se. Ivi dunque c'è un dualismo, da un lato abbiamo i deboli che incapaci di controllare le proprie passioni possono decidere di rifiutarle o esserne schiavi, ma sempre deboli restano e se vogliamo guardare agli effetti mondani saranno manipolabili a piacimento dai preti o dai papponi (di ogni sorta, da quelli propriamente detti, ai pubblicitari che ti fanno comprare Tabù o non trombi più), ma dall'altro lato abbiamo persone che non possono essere soggiogate in alcun modo, se non sono nobili questi che deve fare uno per entrare nell'elite degli uomini liberi?
          si, vabbè, ma questo sofisticato dilemma riguarda un'infinitesima quota elitaria di coloro che potrebbero soddisfare le passioni, ma decidono di imporsi un controllo; la tua definizione dell'élite di uomini liberi implica necessariamente una libertà di scelta, che è condizione di pochissimi già in partenza;

          la realtà del gut'n'mud, di intestino e fanghiglia della vita comune vede una quasi totalità di spossessati senza scelta, che subiscono fantozzianamente il successo altrui, di cui sono invidiosi;

          la morale della continenza e della modestia offre loro un paravento a quel sentimento di invidia, che comunque non sarebbe gratificante se esplicito, e lo trasforma in aspirazione "nobile";
          e il sospetto poi nasce spontaneo se appena uno si pone la domanda:

          da dove esce fuori questa cosa per cui il controllo delle proprie passioni spinto all'estremo, all'ascesi, sarebbe un "valore" degno di essere perseguito ? cosa c'è di "degno" in tutto ciò, a che fine ? qual è l'effetto concreto dell'abnegazione ostentata ?

          a meno che tu non sposti l'asticella e mi passi come "nobile" perché mi limito a due bicchieri di vino a pasto invece di diventare alcolizzato, e cambio una donna ogni due mesi invece di ogni settimana

          ripeto: qui si parla di morale e moralismo e dei sentimenti che questi integrano nei comuni rapporti sociali, nella mentalità, non del monaco zen che sta nel monastero per i caxxi suoi e persegue il suo percorso;
          anche le virtù della modestia, della mortificazione e dell'umiltà ostentata sono un "prodotto" ideologico, destinato esattamente a quella fascia di "consumatori" che non si possono permettere altro, e il cui marketing è esattamente fondato sull'incapacità, sulla mancata potenza derivante dal non saper accettare la condizione identitaria subalterna come imposta;

          in altri termini, quelli - mi riferisco alle masse impotenti - non padroneggiano la loro passione egoica di sentirsi vittoriosi, e si devono drogare con una morale ascetica che di quel successo è succedaneo.
          Last edited by axeUgene; 16-08-2013, 16:34.
          c'è del lardo in Garfagnana

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          • Doppio
            Superstite
            • 04/08/10
            • 4917

            #20
            A me non sembra affatto questa gran cosa avere il controllo di se... mi sembrerebbe invece un bello schifo non averlo. Poi se mi dici che le masse (personalmente tutte queste masse non le ho mai viste, ma forse è perché esco più spesso dopo il tramonto) è davvero difficile, beh, mi spiace per loro, ma nemmeno troppo. Alla fin fine che differenza fa se si fanno manipolare dai preti o dai papponi, saranno schiavi in ogni caso e in ogni caso saranno vittime delle illusioni indotte da una parte o dall'altra, ergo saranno invidiosi o vanagloriosi, ma tra schiavi, sai che differenza.

            Non è il monaco zen il punto di riferimento, se ti isoli in un monastero di qualsiasi risma non avrai difficoltà nel autocontrollo, ma si può benissimo vivere nel mondo e non lasciarlo vivere la vita al proprio posto, no, davvero, ma è tanto difficile?
            da dove esce fuori questa cosa per cui il controllo delle proprie passioni spinto all'estremo, all'ascesi, sarebbe un "valore" degno di essere perseguito ? cosa c'è di "degno" in tutto ciò, a che fine ? qual è l'effetto concreto dell'abnegazione ostentata ?
            Non c'è un estremo, in ogni situazione specifica avrai o non avrai il controllo, ogniqualvolta avrai il controllo di te stesso la tua scelta giusta o sbagliata che sia sarà una scelta libera, ogniqualvolta che ti lascerai sopraffare sarà una scelta indotta... l'ostentazione non c'entra nulla.
            Non avete ancora visto niente

            Moderatore droghe

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            • Bauxite
              Cosmo-Agonica

              • 25/12/09
              • 36341

              #21
              (Forse mi è piaciuto non capire.)

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              • axeUgene
                Opinionista

                • 17/04/10
                • 24578

                #22
                Originariamente Scritto da Doppio Visualizza Messaggio
                Alla fin fine che differenza fa se si fanno manipolare dai preti o dai papponi, saranno schiavi in ogni caso e in ogni caso saranno vittime delle illusioni indotte da una parte o dall'altra, ergo saranno invidiosi o vanagloriosi, ma tra schiavi, sai che differenza.
                intanto non vedo dove stanno i papponi quando semplicemente una persona vive una sessualità più libera di altri; non paga mica nessuno, né tantomeno è necessariamente soggetta a induzioni eterodirette;
                la differenza c'è, eccome, dato che statisticamente chi può scegliersi, permettersi la libertà sessuale, lo ha storicamente sempre fatto, mentre il costume castigato è essenzialmente subìto;

                io non la vedo la schiavitù, a meno che non sia compulsione patologica, dipendenza;
                altrimenti, siamo sempre schiavi: del cibo, dato che dobbiamo mangiare; dell'acqua, dell'aria, delle relazioni sociali...
                il fatto che io decida di vivere in modo piacevole quando possibile, non implica certo una compulsione, una mancanza di controllo; rispetto a quale standard poi, stabilito da chi ?

                Originariamente Scritto da Doppio Visualizza Messaggio
                Non c'è un estremo, in ogni situazione specifica avrai o non avrai il controllo, ogniqualvolta avrai il controllo di te stesso la tua scelta giusta o sbagliata che sia sarà una scelta libera, ogniqualvolta che ti lascerai sopraffare sarà una scelta indotta... l'ostentazione non c'entra nulla.
                qui non ho proprio capito il senso, alla luce di quanto scritto prima:

                mi faresti un esempio in modo tale che io possa capire in cosa consiste "avere controllo", rispetto a quali parametri, quali comportamenti, stabiliti come, da chi e in nome di cosa ?

                qui la questione di partenza che ho posto è molto semplice:
                ci sono persone in grado di soddisfare il proprio desiderio, assecondando la natura che lo ha reso piacevole, poiché ciò risponde funzionalmente al disegno della specie;

                altre che vorrebbero, ma non possono, non in quella modalità desiderata; e allora invidiano;
                siccome l'invidia è un sentimento censurato, questa viene metabolizzata e trasformata nell'adesione ad una morale che fa di quella rinuncia obbligata una virtù - che in quelle circostanze dobbiamo ritenere ipocrita - e un tratto di superiorità "morale".
                c'è del lardo in Garfagnana

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                • Cerbero
                  Dito nel Culo
                  • 13/10/10
                  • 634

                  #23
                  Axe mi sembra tu stia dicendo che un prete o una suora siano persone che -non riuscendo a trombare- abbiano deciso di intraprendere la carriera religiosa per poter far vedere quanto sono bravi
                  Scherzi a parte, forse il discorso è troppo ampio e in realtà tutto è molto più semplice... Tutti cercano di trombare, ma per forza di cose alcune persone sono più brave di altre nel riuscirci... le altre faranno un po' come la volpe e l'uva, denigreranno quelli capaci, e faranno mostra della loro 'moralità'. Sbaglio o volevi dire questo?
                  "Beati i giusti, perché saranno giustiziati". (Angelo Cecchelin)

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                  • axeUgene
                    Opinionista

                    • 17/04/10
                    • 24578

                    #24
                    Originariamente Scritto da Cerbero Visualizza Messaggio
                    Axe mi sembra tu stia dicendo che un prete o una suora siano persone che -non riuscendo a trombare- abbiano deciso di intraprendere la carriera religiosa per poter far vedere quanto sono bravi
                    no, no, per carità...
                    le scelte individuali e i motivi che le ispirano non si discutono, tatomeno in astratto;

                    Scherzi a parte, forse il discorso è troppo ampio e in realtà tutto è molto più semplice... Tutti cercano di trombare, ma per forza di cose alcune persone sono più brave di altre nel riuscirci... le altre faranno un po' come la volpe e l'uva, denigreranno quelli capaci, e faranno mostra della loro 'moralità'. Sbaglio o volevi dire questo?
                    hmmm... in parte, anche se questo è solo l'aspetto più evidente della questione;

                    se andiamo, come Gualtiero Marchesi , ad "aprire il raviolo" osservando le reazioni psicologiche delle persone nelle circostanze in cui si manifesta - in tanti modi - una competizione sessuale accanto al costume sessuale storicamente accertato, probabilmente capiamo anche come e perché si è modellata una certa morale, a chi questa è rivolta e come essa opera nell'educare, indurre comportamenti, ecc...

                    mi succede spesso di osservare che determinati "valori" associati ad una morale vengano enunciati come scontati, e che nessuno si periti di porsi domande, come nel caso del controllo e della "schiavitù" di cui scrive Doppio, la virtù dell'asceta, ecc...

                    ovviamente, si dovrebbe far lo stesso per "valori" diversi, e infatti la mia domanda parte dalla constatazione di ciò che ha sempre fatto chi si fosse trovato nella condizione di scegliere, che è un dato statisticamente oggettivo.
                    c'è del lardo in Garfagnana

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                    • bumble-bee
                      ...

                      • 10/12/09
                      • 15569

                      #25
                      Uff... quanto chiacchiere!!!

                      Si starebbe tutti meglio se le donne la dessero più spesso e un pò a tutti. Io per esempio, se fossi donna la darei a tutti!!!

                      (non è vero!)
                      Bambol utente of the decade

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                      • Doppio
                        Superstite
                        • 04/08/10
                        • 4917

                        #26
                        Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                        intanto non vedo dove stanno i papponi quando semplicemente una persona vive una sessualità più libera di altri; non paga mica nessuno, né tantomeno è necessariamente soggetta a induzioni eterodirette;
                        Dove stanno l'ho detto prima, a parte quelli veri e propri cosa dire dei pubblicitari che utilizzano il sesso come merce di scambio per indurre i consumatori a fare scelte piuttosto che altre, ma possiamo anche pensare alle mete vacanziere e ai villaggi turistici, oppure ancora il livellamento della televisione sempre più in basso che passa attraverso l'ammiccamento sessuale, o in campo medico dove è nata la figura del sessuologo (che si trovino un lavoro di giorno). Che il sesso sia una merce è questione assodata, come ogni merce ha i suoi mercanti che cercheranno sempre di convincerci che avere il loro prodotto ci renderà liberi.
                        Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                        la differenza c'è, eccome, dato che statisticamente chi può scegliersi, permettersi la libertà sessuale, lo ha storicamente sempre fatto, mentre il costume castigato è essenzialmente subìto;
                        È la differenza tra illudersi di essere liberi e sapere di non esserlo, almeno chi ne è consapevole può lottare, chi si illude ha già perso.

                        Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                        io non la vedo la schiavitù, a meno che non sia compulsione patologica, dipendenza;
                        altrimenti, siamo sempre schiavi: del cibo, dato che dobbiamo mangiare; dell'acqua, dell'aria, delle relazioni sociali...
                        il fatto che io decida di vivere in modo piacevole quando possibile, non implica certo una compulsione, una mancanza di controllo; rispetto a quale standard poi, stabilito da chi ?
                        Devi saperlo tu se fai una determinata scelta per te o per rispondere all'immagine che vorresti che il mondo avesse di te, sei tu che hai aperto le danze in termini essenzialmente relazionali pensando alla libertà costituita dall'essere aldisopra degli altri. Non si tratta di decidere di vivere in modo piacevole quando possibile, ma di poter fare anche altrimenti senza per questo perdere il proprio status. In una condizione nella quale un uomo vale solo a livello relazionale questo non può avvenire, oggi sei ricco e bello, scopi con chi vuoi, e tutti ti invidiano, domani sei vecchio sdentato e in miseria e tutti ti mangiano in testa. A chi serve questo genere di potenza?


                        Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                        qui non ho proprio capito il senso, alla luce di quanto scritto prima:

                        mi faresti un esempio in modo tale che io possa capire in cosa consiste "avere controllo", rispetto a quali parametri, quali comportamenti, stabiliti come, da chi e in nome di cosa ?
                        Avere il controllo di se è essere il metro della validità delle proprie azioni, non la socetà, non mio padre, non l'esempio dei ricchi e famosi, ma io e solo io, ecco in nome di cosa, nel nome di Io. È la possibilità di vivere il proprio pensiero indipendente e fregarsene se gi altri pensano che non vada bene così... da un lato e dall'altro, non c'è una veste diversa se uno decide di conformarsi ad un protocollo sociale per il quale deve privarsi di qualche scopata o se decide di conformarsi a quello per cui se uno torna dalle vacanze e non ha trombato è uno sfigato: nel primo caso ti privi senza una tua ragione della suddetta scopata, nel secondo caso magari opterai l'ultimo giorno delle vacanze per trombarti un poco dignitoso comodino con le tette giusto per poterlo raccontare e, se hai un minimo di amor proprio, saprai che sei molto più sfigato per quello che tu sai di esserti fatto che per quanto gli altri avrebbero potuto dire o pensare... la differenza sostanziale è che da un lato almeno le regole sono ben definite perciò attenercisi è una scelta quantomeno consapevole, non che lo approvi, ma lo capisco se uno è troppo debole per decidere per se.
                        Non avete ancora visto niente

                        Moderatore droghe

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                        • okno
                          Party Crasher
                          • 30/03/06
                          • 15292

                          #27
                          Io, come Rambaldo Melandri (che di relazioni se ne intende), sono convinto che si sta tanto bene tra amici, e mi chiedo perché 'un si nasca tutti finocchi.
                          "Tipo piacevole. Mai scontato. Non banale." - Utente da Empoli


                          -=1313=-

                          Comment

                          • conogelato
                            Candle in the wind

                            • 17/07/06
                            • 66024

                            #28
                            Originariamente Scritto da Doppio Visualizza Messaggio
                            A me non sembra affatto questa gran cosa avere il controllo di se... mi sembrerebbe invece un bello schifo non averlo. Poi se mi dici che le masse (personalmente tutte queste masse non le ho mai viste, ma forse è perché esco più spesso dopo il tramonto) è davvero difficile, beh, mi spiace per loro, ma nemmeno troppo. Alla fin fine che differenza fa se si fanno manipolare dai preti o dai papponi, saranno schiavi in ogni caso e in ogni caso saranno vittime delle illusioni indotte da una parte o dall'altra, ergo saranno invidiosi o vanagloriosi, ma tra schiavi, sai che differenza.

                            Non è il monaco zen il punto di riferimento, se ti isoli in un monastero di qualsiasi risma non avrai difficoltà nel autocontrollo, ma si può benissimo vivere nel mondo e non lasciarlo vivere la vita al proprio posto, no, davvero, ma è tanto difficile?

                            Non c'è un estremo, in ogni situazione specifica avrai o non avrai il controllo, ogniqualvolta avrai il controllo di te stesso la tua scelta giusta o sbagliata che sia sarà una scelta libera, ogniqualvolta che ti lascerai sopraffare sarà una scelta indotta... l'ostentazione non c'entra nulla.
                            Molto bene! Si è davvero LIBERI quando diveniamo capaci di disciplinare i nostri istinti: L'Uomo non è come il pavone evocato da Axe. Ma molto, molto di più.
                            amate i vostri nemici

                            Comment

                            • axeUgene
                              Opinionista

                              • 17/04/10
                              • 24578

                              #29
                              Originariamente Scritto da Doppio Visualizza Messaggio
                              Dove stanno l'ho detto prima, a parte quelli veri e propri cosa dire dei pubblicitari che utilizzano il sesso come merce di scambio per indurre i consumatori a fare scelte piuttosto che altre, ma possiamo anche pensare alle mete vacanziere e ai villaggi turistici, oppure ancora il livellamento della televisione sempre più in basso che passa attraverso l'ammiccamento sessuale, o in campo medico dove è nata la figura del sessuologo (che si trovino un lavoro di giorno). Che il sesso sia una merce è questione assodata, come ogni merce ha i suoi mercanti che cercheranno sempre di convincerci che avere il loro prodotto ci renderà liberi.
                              ma che c'entra questo con le propensioni autentiche ?
                              chi ha potuto, anche nel passato remoto, quando non c'erano pubblicitari, si è ritagliato ampi spazi di libertà sessuale, spesso negandola agli altri; questa cosa la dimentichi sempre...
                              oltretutto, anche nel mondo animale c'è questa competizione;

                              È la differenza tra illudersi di essere liberi e sapere di non esserlo, almeno chi ne è consapevole può lottare, chi si illude ha già perso.
                              a questo rispondo assieme all'ultima frase; ma anticipo: anche chi pensa di esercitare un controllo si illude...

                              Devi saperlo tu se fai una determinata scelta per te o per rispondere all'immagine che vorresti che il mondo avesse di te, sei tu che hai aperto le danze in termini essenzialmente relazionali pensando alla libertà costituita dall'essere aldisopra degli altri. Non si tratta di decidere di vivere in modo piacevole quando possibile, ma di poter fare anche altrimenti senza per questo perdere il proprio status. In una condizione nella quale un uomo vale solo a livello relazionale questo non può avvenire, oggi sei ricco e bello, scopi con chi vuoi, e tutti ti invidiano, domani sei vecchio sdentato e in miseria e tutti ti mangiano in testa. A chi serve questo genere di potenza?
                              intanto, hai vissuto scegliendo quello che volevi (o pensavi di volere, se credi), mentre gli altri che ti criticano si son fatti mangiare in testa tutta la vita, non potendo scegliere;

                              ma poi, io non l'ho mai posta come una questione di status; semmai, è esattamente lo status che viene perseguito come via d'accesso alla libertà sessuale, che è una delle tipiche facoltà e licenze del potere;

                              Avere il controllo di se è essere il metro della validità delle proprie azioni, non la socetà, non mio padre, non l'esempio dei ricchi e famosi, ma io e solo io, ecco in nome di cosa, nel nome di Io. È la possibilità di vivere il proprio pensiero indipendente e fregarsene se gi altri pensano che non vada bene così...
                              ma quando mai... anche questa è un'ideologia come le altre, e anche questa può essere tacciata di essere illusione, la validità delle proprie azioni farà comunque riferimento ad un'etica, che non può essere autoriferita come se tu fossi nato per partenogenesi su un'isola deserta;

                              da un lato e dall'altro, non c'è una veste diversa se uno decide di conformarsi ad un protocollo sociale per il quale deve privarsi di qualche scopata o se decide di conformarsi a quello per cui se uno torna dalle vacanze e non ha trombato è uno sfigato: nel primo caso ti privi senza una tua ragione della suddetta scopata, nel secondo caso magari opterai l'ultimo giorno delle vacanze per trombarti un poco dignitoso comodino con le tette giusto per poterlo raccontare e, se hai un minimo di amor proprio, saprai che sei molto più sfigato per quello che tu sai di esserti fatto che per quanto gli altri avrebbero potuto dire o pensare... la differenza sostanziale è che da un lato almeno le regole sono ben definite perciò attenercisi è una scelta quantomeno consapevole, non che lo approvi, ma lo capisco se uno è troppo debole per decidere per se.
                              ma cosa sono questi esempi estremi e forzati dei vacanzieri ?

                              perché devi ricondurre tutto alla schiavitù nei confronti di presunte ideologie quando è evidente dalla notte dei tempi che l'uomo ha sempre perseguito la maggior libertà possibile ?
                              dai sovrani poligami, satrapi vari, alle vite libertine di tutti i potenti, lo ius primae noctis, le libertà codificate di tutte le classi agiate e sacerdotali, fino a quelle degli agiati di oggi;
                              non è che questa gente trombava e tromba perché deve raccontarlo al ritorno dalle vacanze;
                              lo facevano e lo fanno perché questo è il comportamento istintivo per cui la natura ci ha programmati, e che la cultura ha successivamente disciplinato per i molti; mentre i potenti continuano ad assecondare quell'istinto;

                              quello che racconti tu dei vacanzieri è solo il risultato dello scimmiottamento di quel comportamento, indice del "vorrei ma non posso"; sono uova di lompo del supermercato
                              ma anziché criticare la mia osservazione, la conferma esattamente;

                              quando in un gruppo di amici maschi si sviluppa un confronto ed entrano - anche solo casualmente - in gioco le frequentazioni femminili, quelli che hanno avuto solo una relazione diventano improvvisamente aggressivi e polemici, ed è una cosa che si taglia col coltello nell'atmosfera; non c'entra nulla l'eventuale motivazione dei "pluralisti";
                              il sentimento che si produce è tipicamente un complesso d'inferiorità e una conseguente invidia, come se quelli avessero "vissuto di meno" e in quel momento si sentissero defraudati di qualcosa che manca loro e avrebbero desiderato, a prescindere dalla qualità delle rispettive vite;

                              e quel "qualcosa" è esattamente l'istinto ancestrale che chi può ha sempre assecondato, in tutte le epoche e che nel mondo naturale misura la potenza, almeno del maschio;
                              per le donne si verificano meccanismi analoghi, ma ovviamente con modalità diverse.
                              c'è del lardo in Garfagnana

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                              • Misterikx
                                whatever..
                                • 24/03/05
                                • 15327

                                #30
                                Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                                Si è davvero LIBERI quando diveniamo capaci di disciplinare i nostri istint
                                e perche?
                                l´istinto di sopravvivenza o di procreazione sono stati messi li´per intrappolarci?
                                e (l´eventuale ) disciplina chi ce la detta?
                                ..no aspetta provo a indovinare...
                                " Non siamo in un salotto borbonico col mignolo sollevato e l'inchino obbligatorio. Qui siamo tutti uguali. Non ti aspettare in un forum cose difficili da trovare pure tra amici e parenti." Nahui

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