Un figlio... subito!!!

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  • conogelato
    Candle in the wind

    • 17/07/06
    • 66028

    #61
    Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
    figurati se mi permetto di giudicare te o altri...

    io ti riporto solo il sentimento che mi evoca leggere quello che scrivi, che vale tanto quanto, ossia una porzione limitatissima di ciò che sei ed esprimi;

    però, in tutta sincerità, ti dico che i tuoi commenti non comunicano affatto una gioia a cui vien voglia di avvicinarsi, ma piuttosto un'angoscia che fa fuggire e suscita pietà, perché mostra il desiderio di controllo, l'insicurezza, il conflitto; che - beninteso - è condizione comune a tutti noi, ma non è detto che le riposte debbano necessariamente implicare l'urto e il giudizio;

    le opinioni mi stanno tutte bene; trovo meno tollerabili quelle espresse dalla cattedra con leggerezza e pregiudizio nei confronti delle situazioni umane altrui, e che sono palesemente frutto di luoghi comuni o scarsa ponderazione; tutto qui
    Qua non vado certo in cerca di applausi e consensi. Incontrando le persone poi, mi sento piccolo, inadeguato, precario.....ti confesso che più di una volta ho avuto la tentazione di gettare la spugna: Ho già i miei (e grossi) di problemi! Eppure vado avanti. Avvertendo che spesso Dio chiama proprio i peggiori a rendere testimonianza, a portare una parola di sollievo a chi soffre. E poi c'è Cona eh....lei è più testarda di un mulo!
    amate i vostri nemici

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    • Morwen
      Cinnamon Girl
      • 03/12/09
      • 7242

      #62
      Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
      L'ho premesso ieri: Non stiamo discutendo su chi ha torto e chi ragione, chi è migliore e chi peggiore, Morwen. Si tratta di prendere atto di un modo di vivere, nel quale siamo immersi profondamente. E che scarta a priori, a prescindere, la sofferenza, la precarietà, la debolezza e le difficoltà delle Persone. Eccheddiamine, la Vita non è solo perfezione, bellezza, efficienza e conto in banca:! Ha una sua intrinseca dignità! Anche se si è malati, anche se si è down, anche se si è solo un puntino nel grembo materno....
      Sono d'accordo con quello che dici riguardo al fatto che la Vita non sia solo perfezione, bellezza, salute, soldi e benessere. C'è la malattia, c'è il dolore, c'è la fame, la paura, la precarietà. Però un genitore, facendo nascere un bambino che sarà per sempre costretto a letto, che non potrà mai correre, viaggiare, amare, procreare, innamorarsi e vivere in modo autonomo, sta compiendo un atto di amore immenso o lo sta condannando ad una vita d'inferno? Siamo così sicuri che quel bambino, qualora avesse potuto scegliere, avrebbe voluto vivere quella vita?
      E io, futura madre, non ho forse il diritto di decidere se voglio o meno un figlio gravemente malato, che magari morirà prima di me?
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      • nahui
        Astensionista

        • 05/03/09
        • 21040

        #63
        Poi se ci sono altri figli, decidi anche della loro vita...
        Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
        (George Bernard Shaw)

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        • Morwen
          Cinnamon Girl
          • 03/12/09
          • 7242

          #64
          Io dico solo che non si può dire "hai scartato il rifiuto", non è giusto.
          Cosa prova una donna quando dalla gioia della gravidanza passa alla paura che qualcosa che non vada e alla certezza che il suo bambino sarà affetto da una malformazione genetica, o non potrà camminare, o avrà difficoltà cognitive? Cosa succede dentro di lei? E cosa succede al suo compagno? Come si affronta questa situazione? Come se ne esce? Bisogna per forza essere pronte e preparate altrimenti si è cattive e inadeguate ad essere madri? Si può arrendersi e dire "non ce la faccio, tutto questo non posso sopportarlo" senza essere additate come delle assassine?
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          • nahui
            Astensionista

            • 05/03/09
            • 21040

            #65
            Io ho grande rispetto per chi passa la vita ad accudire un figlio malato. Ma durante la gestazione si deve poter scegliere. Come giustamente faceva notare Axe, non si tratta di una degenerazione della società consumistica, perchè in passato, quando questa possibilità di scelta non esisteva, le cose andavano ancora peggio: bambini uccisi appena nati, o abbandonati nei boschi, annegati come gattini, rinchiusi in casa per vergogna. Nel mondo animale i cuccioli malati non vengono nutriti, o vengono soppressi dalla stessa madre. Oggi chi decide di accogliere un figlio gravemente malato fa una scelta consapevole, e proprio per questo può dedicarsi a lui con amore.
            Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
            (George Bernard Shaw)

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            • Morwen
              Cinnamon Girl
              • 03/12/09
              • 7242

              #66
              E difatti mi viene in mente che gli individui affetti da sindrome di down hanno adesso molte più possibilità di integrazione e crescita, rispetto a qualche generazione fa.
              Nel paese di mia nonna, paesello ligure di contadini con una comunità aggregata attorno alla Chiesa si contavano 2 ragazzi down e 1 affetto da handicap mentale e fisico (forse distrofia di Duchenne ma non vorrei dire una cavolata). I ragazzi down li vedevo di sfuggita, erano tenuti in casa, nascosti, semi-analfabeti e trattati come bambini. Uno purtroppo è deceduto mentre l'altra adesso ha circa 50 anni ma è ancora convinta di averne 12,non sa leggere, non è andata a scuola, la vestono come una bambina.E' la figlia da nascondere agli occhi del paese. Quindi non c'è stato "scarto", per buona pace di cono, ma c'è vergogna, ignoranza e paura, che sono anche peggiori.
              Adesso che vado a nuoto c'è una ragazza down che partecipa alle Olimpiadi, e disegna gli abiti di gara per sè e per la squadra. La differenza è abissale, per fortuna.
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              • efua
                Posh&Rebel
                • 07/12/11
                • 34903

                #67
                Durante la gravidanza feci i controlli di routine e decisi di fare l'amniocentesi.
                Ho conosciuto Laura, di Milano, madre di Alessandro, bimbo con sindrome di Down.
                Solo alla nascita seppe della condizione particolare del bambino.
                A sole sei settimane di vita di Alessandro seppe di avere un tumore al seno, quindi tutto cio' che ne consegue.
                Ultimamente nei controlli di routine ha scoperto che il tumore si e' evoluto interessando una vertebra.
                Come potrei io giudicare l'operato di qualcuno solo perche' a me sembra giusto procedere in un modo?
                -Healthy body, clear mind, peaceful spirit-

                -Where there’s will there’s a way-

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                • Morwen
                  Cinnamon Girl
                  • 03/12/09
                  • 7242

                  #68
                  L'amniocentesi è un esame molto importante e di certo non si fa perchè si considera "potenziale scarto" il proprio bambino.
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                  Charles Bukowsky

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                  • efua
                    Posh&Rebel
                    • 07/12/11
                    • 34903

                    #69
                    L'amniocentesi di routine da noi, qui non lo e'.
                    Personalmente venivo da tre anni di cure per curare il mio ovaio megalomane, per cui volevo essere informata di ogni cosa, riflettere e ponderare le mie scelte.
                    Mi sembra nella logica delle cose.
                    -Healthy body, clear mind, peaceful spirit-

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                    • Il gatto
                      Opinionista
                      • 21/11/09
                      • 12721

                      #70
                      Originariamente Scritto da Morwen Visualizza Messaggio
                      Io dico solo che non si può dire "hai scartato il rifiuto", non è giusto.
                      Cosa prova una donna quando dalla gioia della gravidanza passa alla paura che qualcosa che non vada e alla certezza che il suo bambino sarà affetto da una malformazione genetica, o non potrà camminare, o avrà difficoltà cognitive? Cosa succede dentro di lei? E cosa succede al suo compagno? Come si affronta questa situazione? Come se ne esce? Bisogna per forza essere pronte e preparate altrimenti si è cattive e inadeguate ad essere madri? Si può arrendersi e dire "non ce la faccio, tutto questo non posso sopportarlo" senza essere additate come delle assassine?
                      Pure normale che, al sicuro nei propri fortini, si valuti a gratisse le drammatiche scelte degli altri e, come mediamente succede, il 50% ti lapida qualunque cosa tu faccia.
                      Ottimo motivo, quando si sta in certi problemi, per prendere le proprie decisioni senza comunicarle a chi non ha necessita' di sapere e tanto meno cercarvi supporto per una situazione non sua.

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                      • Morwen
                        Cinnamon Girl
                        • 03/12/09
                        • 7242

                        #71
                        Sono d'accordo, la gente meno sà, meglio è.
                        Moderatore Viaggi
                        Moderatore Musica

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                        Charles Bukowsky

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                        • Il gatto
                          Opinionista
                          • 21/11/09
                          • 12721

                          #72
                          Ovviamente, il che sposta il fine teorico della discussione che, dal condizionare su criteri propri le scelte personali altrui, che personali restano essendo personale il problema, tende ad attenuare la drammaticita' di tali scelte, ovvero a risolverne le problematiche legali ed economiche.
                          Ogni cosa che e' tecnicamente fattibile si fa, poi e' onere di chi sceglie fare, non fare, in che modo farlo.
                          Ogni momento scegliamo per noi è per gli altri, che cambia farlo nei momenti iniziali e terminali di una vita? Se non per gli impatti sugli equilibri di influenza sociale dei grossi gruppi di pressione.

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