Vorrei discutere con voi di un dilemma che mi attanaglia in questo periodo, ma non solo... È uno di quegli schemi che si ripetono nella mia vita, segno che sbaglio qualcosa. Mi spiego: io amo la pace ed odio i conflitti, tendo ad evitarli, ma questo ha come prezzo perdere qualcosa. Insomma, essere una persona di pace significa prenderla mondanamente in quel posto, nonché passare regolarmente per fessa.
A me pare vero proprio il contrario, una discussione a mio avviso ha un senso quando porta beneficio e arricchimento a entrambe le parti, purtroppo molte persone sono invece dell'idea che le discussioni siano delle dispute in cui vengono esposte tesi contrapposte e una parte debba "vincere" (con gli argomenti o che l'imposizione), mediamente non mi presto a questo secondo caso, ma non mi percepisco come screditato nelle mie tesi solo perché non le metto in conflitto, anzi.
Ti faccio un esempio: con la mia ex eravamo politicamente molto dissonanti, quasi agli antipodi, cosa che a me era sempre piaciuta, mi metteva nella posizione di guardare le cose da una direzione opposta alla mia, in particolare per le questioni politiche, che non sono indiscussi assiomi matematici, nondimeno molto polarizzanti, ovvero sappiamo benissimo che sono opinioni ampiamente discutibili, eppure tendiamo ad arroccarci su posizioni in linea con il nostro schieramento quasi per (espressione calzante) partito preso.
Inutile dire che ci confrontassimo spesso su questioni politiche, entrambi però eravamo civili e capaci di confrontarci senza degenerare, di solito. Ricordo però una volta in cui eravamo su un argomento piuttosto controverso, sul quale ero però abbastanza ferrato anche per conoscenza diretta, ergo avevo argomentazioni molto solide, difficili da demolire; ebbene in quel caso, in maniera decisamente inconsueta lei si incazzo e cominciò a sbraitare, lasciandomi interdetto, visto che non era una persona verbalmente aggressiva, di natura, le chiesi pertanto perché fosse diventata improvvisamente tanto ostile, mi rispose qualcosa del tipo di "non sono d'accordo e devo pur difendermi". La discussione fini li, dato che non avevo alcuna intenzione di spostarla su un piano incivile, ma la semplice affermazione precedente metteva in chiara evidenza il fatto che proprio l'essersi posta in opposizione conflittuale, tra l'altro per mancanza di argomenti costituiva già di per se una sconfitta in quella che altrimenti non sarebbe nemmeno stata una competizione, non c'era bisogno di dirlo, lo sapevamo entrambi chi aveva vinto... ora, se avessi raccolto la provocazione lasciandomi coinvolgere nel litigio probabilmente sarei stato facilmente attaccabile... è un attimo passare dalla parte del torto.
In pratica è mia impressione che sia chi cerca il conflitto ad evidenziare la propria mancanza, al limite se si impunta dimostra la propria prepotenza, in quel caso magari può ritenere che la persona su cui si impone sia la fessa, ma chi se ne frega dell'opinione e della vanagloria di un prepotente? Se ci si abbassa al livello di chi ha torto si ha torto due volte: contro l'avversario e contro se stessi.
In pratica è mia impressione che sia chi cerca il conflitto ad evidenziare la propria mancanza, al limite se si impunta dimostra la propria prepotenza, in quel caso magari può ritenere che la persona su cui si impone sia la fessa, ma chi se ne frega dell'opinione e della vanagloria di un prepotente? Se ci si abbassa al livello di chi ha torto si ha torto due volte: contro l'avversario e contro se stessi.
Sante parole. Il mio stesso ragionamento di quando mi rifiuto di litigare pur sapendo di avere ragione, non avrei saputo dirlo meglio.
Non si ha fiducia negli altri perché essi se la meritano, ma perché merita di averla colui che la prova.
A me pare vero proprio il contrario, una discussione a mio avviso ha un senso quando porta beneficio e arricchimento a entrambe le parti, purtroppo molte persone sono invece dell'idea che le discussioni siano delle dispute in cui vengono esposte tesi contrapposte e una parte debba "vincere" (con gli argomenti o che l'imposizione), mediamente non mi presto a questo secondo caso, ma non mi percepisco come screditato nelle mie tesi solo perché non le metto in conflitto, anzi.
Ti faccio un esempio: con la mia ex eravamo politicamente molto dissonanti, quasi agli antipodi, cosa che a me era sempre piaciuta, mi metteva nella posizione di guardare le cose da una direzione opposta alla mia, in particolare per le questioni politiche, che non sono indiscussi assiomi matematici, nondimeno molto polarizzanti, ovvero sappiamo benissimo che sono opinioni ampiamente discutibili, eppure tendiamo ad arroccarci su posizioni in linea con il nostro schieramento quasi per (espressione calzante) partito preso.
Inutile dire che ci confrontassimo spesso su questioni politiche, entrambi però eravamo civili e capaci di confrontarci senza degenerare, di solito. Ricordo però una volta in cui eravamo su un argomento piuttosto controverso, sul quale ero però abbastanza ferrato anche per conoscenza diretta, ergo avevo argomentazioni molto solide, difficili da demolire; ebbene in quel caso, in maniera decisamente inconsueta lei si incazzo e cominciò a sbraitare, lasciandomi interdetto, visto che non era una persona verbalmente aggressiva, di natura, le chiesi pertanto perché fosse diventata improvvisamente tanto ostile, mi rispose qualcosa del tipo di "non sono d'accordo e devo pur difendermi". La discussione fini li, dato che non avevo alcuna intenzione di spostarla su un piano incivile, ma la semplice affermazione precedente metteva in chiara evidenza il fatto che proprio l'essersi posta in opposizione conflittuale, tra l'altro per mancanza di argomenti costituiva già di per se una sconfitta in quella che altrimenti non sarebbe nemmeno stata una competizione, non c'era bisogno di dirlo, lo sapevamo entrambi chi aveva vinto... ora, se avessi raccolto la provocazione lasciandomi coinvolgere nel litigio probabilmente sarei stato facilmente attaccabile... è un attimo passare dalla parte del torto.
In pratica è mia impressione che sia chi cerca il conflitto ad evidenziare la propria mancanza, al limite se si impunta dimostra la propria prepotenza, in quel caso magari può ritenere che la persona su cui si impone sia la fessa, ma chi se ne frega dell'opinione e della vanagloria di un prepotente? Se ci si abbassa al livello di chi ha torto si ha torto due volte: contro l'avversario e contro se stessi.
Condivido in toto.
In effetti anch'io ho notato che solitamente chi inizia a sbraitare è carente di argomentazioni da contrapporre. Il che non è che ti metta automaticamente dalla parte della ragione, perché credo che non esistano depositati della verità assoluta. Ma sicuramente pone l'altro dalla parte del torto.
“Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]
Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .
Insomma però fare sesso sulla scia del nervo ancora un po' rabbioso è... è.
Solo che se non hai fatto pace per niente, rischi di ricominciare peggio di prima appena finito.
Non si ha fiducia negli altri perché essi se la meritano, ma perché merita di averla colui che la prova.
Sulla scia del rabbioso
Secondo me
E’ meglio non mettere proprio mano
Se poi l’incazzatura c’e’ perché non si scopa
Può essere che un’applicazione possa pure aiutare
Nei restanti casi
Meglio desistere.
Eh dipende da quanto si è arrabbiati, dal tipo di litigio (o meglio dallo stato di salute della coppia). Fino a un certo punto mi è piaciuto molto, dopo fu altra storia altra vita. Ora non litigo QUASI più
Non si ha fiducia negli altri perché essi se la meritano, ma perché merita di averla colui che la prova.
Beh allora, diciamo che se si litiga per una cazzata ci sta anche di risolvere tutto a letto, può anche esser un buon modo per sdrammatizzare. Nelle discussioni serie ovviamente è fuori luogo.
“Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]
Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .
Mi verrebbe voglia di fare l'amore dopo un litigio solo ove mai, e sottolineo ove mai, lui riuscisse a farmi cambiare idea con la forza della sua dialettica ed intelligenza, suscitando in me ammirazione e lussuria. Quindi mai.
Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
(George Bernard Shaw)
A leggervi mi rendo conto di essere proprio troppo facile, nel senso di gnoccolona. A me basta che mi fanno ridere e mi sciolgo...mi sa che devo tirarmela di più
Non si ha fiducia negli altri perché essi se la meritano, ma perché merita di averla colui che la prova.
Mi verrebbe voglia di fare l'amore dopo un litigio solo ove mai, e sottolineo ove mai, lui riuscisse a farmi cambiare idea con la forza della sua dialettica ed intelligenza, suscitando in me ammirazione e lussuria. Quindi mai.
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