Cosa mina una relazione?

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  • axeUgene
    Opinionista

    • 17/04/10
    • 24581

    #76
    Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
    Non lo dico io, ma la realtà intorno a noi: Le cause di separazione e di divorzio sono in continua crescita.....
    non sarà che si tratta di coppie male assortite all'origine, che si sono sposate per motivi sbagliati e con leggerezza, magari sotto la spinta di quelle pressioni che ricordava anche Dark ?
    io non ho mai conosciuto nessuno felice di troncare una relazione minimamente seria, e in genere chi lo fa deve affrontare una serie di grandi difficoltà e traumi psicologici e materiali di ogni genere, dal cambiare casa, affrontare una grave caduta del tenore di vita, fino alla perdita di amicizie e affetti, nonché strascichi di litigi, dispetti e a volte anche peggio;
    non credo proprio che si affronti tutto questo con superficialità...

    Mi spiace che non leggi le parole del papa su cosa voglia dire lottare, gioire e soffrire insieme, Axeugene.
    Non si tratta di essere sado-masochisti, nel Matrimonio. Quanto di venirsi incontro reciprocamente: Nei pregi e nei difetti, nelle difficoltà e nelle mete da raggiungere insieme!
    ma le bellissime parole del papa valgono per le coppie ancora vive, in cui c'è ancora un dialogo e un senso comune;

    ma quando le mete da raggiungere insieme non ci sono più, perché uno vuole una cosa e l'altro un'altra e non ci si parla perché si sa che ogni confronto riproduce questa separazione di fatto, la lotta è solo quella di uno che si impone sull'altro e ne annulla i desideri.
    c'è del lardo in Garfagnana

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    • conogelato
      Candle in the wind

      • 17/07/06
      • 66028

      #77
      Nell'arco di un Matrimonio, chi è che con sperimenta mai una crisi, una impasse, un momento di dubbio....
      A volte, addirittura, tali crisi possono risultare benefiche: Sono occasioni per rimettersi in gioco, per chiarire o riconsiderare le mete e gli obbiettivi della coppia. Condivido invece quello che dici sui Matrimoni un po' affrettati, basati esclusivamente sull'entusiasmo dei primi sentimenti. Il caro, vecchio e dimenticato fidanzamento per imparare a capirsi e a conoscersi, oggi fà addirittura ridere: Ma era importante. Importantissimo!
      amate i vostri nemici

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      • axeUgene
        Opinionista

        • 17/04/10
        • 24581

        #78
        Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
        Nell'arco di un Matrimonio, chi è che con sperimenta mai una crisi, una impasse, un momento di dubbio....
        A volte, addirittura, tali crisi possono risultare benefiche: Sono occasioni per rimettersi in gioco, per chiarire o riconsiderare le mete e gli obbiettivi della coppia
        Condivido invece quello che dici sui Matrimoni un po' affrettati, basati esclusivamente sull'entusiasmo dei primi sentimenti. Il caro, vecchio e dimenticato fidanzamento per imparare a capirsi e a conoscersi, oggi fà addirittura ridere: Ma era importante. Importantissimo!
        ma guarda che è il contrario di quello che dici:

        oggi tutti si fidanzano e raramente si sposano; il più delle volte, ci si sposa i ambienti tradizionalisti per le pressioni delle famiglie, per conformismo o per assenza di altri obbiettivi nell'esistenza; insomma, per colmare un vuoto; e purtroppo spesso si fanno anche i figli per lo stesso motivo egoistico;

        il punto è che a 20/25 anni non si ha l'esperienza e la conoscenza della vita per capire davvero gli altri, né la personalità è strutturata a sufficienza; la persona che ti sembrava meravigliosa in una frequentazione da fidanzati, diventa insopportabile e si sbraca nella convivenza; oppure semplicemente evolve in una direzione che ti è estranea, perché fatalmente quando si vuole piacere si mettono in mostra i propri lati migliori, e spesso ci si illude sui pregi del partner;

        ma perseverare nell'errore, solo per spirito di coerenza e abnegazione non mi sembra una strategia che migliora il mondo.
        c'è del lardo in Garfagnana

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        • nahui
          Astensionista

          • 05/03/09
          • 21040

          #79
          Ma almeno le coppie non sposate possono lasciarsi?
          Parliamo del perchè si lasciano le coppie non sposate.
          Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
          (George Bernard Shaw)

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          • axeUgene
            Opinionista

            • 17/04/10
            • 24581

            #80
            Originariamente Scritto da nahui Visualizza Messaggio
            Ma almeno le coppie non sposate possono lasciarsi?
            Parliamo del perchè si lasciano le coppie non sposate.
            penso per gli stessi motivi di quelle sposate, anche se con meno impicci burocratici;

            quando le cose stanno così, ha'voglia a magna' tonno

            c'è del lardo in Garfagnana

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            • efua
              Posh&Rebel
              • 07/12/11
              • 34903

              #81
              Perche' le motivazioni per le quali si lasciano le coppie non sposate dovrebbero essere diverse da chi ha deciso, in piena coscienza, -si spera- di regolarizzarsi davanti allo stato e dio?
              Magari ci sara' pure gente per la quale le cose risultano un pochettino diverse?
              Come con chi ha i figli e chi e' senza figli, paro paro.
              -Healthy body, clear mind, peaceful spirit-

              -Where there’s will there’s a way-

              -Work hard have fun & be nice-


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              • nahui
                Astensionista

                • 05/03/09
                • 21040

                #82
                Scherzavo, Efua: era un modo per bypassare le discussioni ecumeniche di Cono.
                Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
                (George Bernard Shaw)

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                • dark lady
                  la viaggiatrice
                  • 09/03/05
                  • 70460

                  #83
                  Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                  Nell'arco di un Matrimonio, chi è che con sperimenta mai una crisi, una impasse, un momento di dubbio....
                  A volte, addirittura, tali crisi possono risultare benefiche: Sono occasioni per rimettersi in gioco, per chiarire o riconsiderare le mete e gli obbiettivi della coppia. Condivido invece quello che dici sui Matrimoni un po' affrettati, basati esclusivamente sull'entusiasmo dei primi sentimenti. Il caro, vecchio e dimenticato fidanzamento per imparare a capirsi e a conoscersi, oggi fà addirittura ridere: Ma era importante. Importantissimo!
                  Fidanzamento? Beh c'è la convivenza per imparare a conoscersi. Solo vivere sotto lo stesso tetto ti permette di conoscere davvero una persona.
                  Anche a fronte di questo i matrimoni troppo affrettati sono abbastanza assurdi oggigiorno...
                  “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                  Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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                  • conogelato
                    Candle in the wind

                    • 17/07/06
                    • 66028

                    #84
                    Allora, per prima cosa ripeto ancora che la mia è la visione cattolica della coppia, dell'amore e della vita. Massimo rispetto per chi non la condivide e compie altre scelte: Ma una cosa è il fidanzamento in vista del Matrimonio, che proietta i partner verso una promessa a-temporale, definitiva, fiduciosa l'uno dell'altro e una cosa la convivenza, nella quale "ci si prova" a vicenda a scanso di equivoci. Oggi non si vuol più rischiare nulla: Sentimentalmente (oggi ti amo, domani chissà...) economicamente (i bambini son tanto belli ma....costano) psicologicamente (già ho a che fare con le mie angoscie, se non ci capiamo, ognuno per la sua strada) sessualmente (ma...come andrà a letto?) e via discorrendo. Manca (o si è persa) la voglia di andare incontro al futuro con gioia, con speranza, con quel minimo di incosciente entusiasmo necessario a chi decide di mettersi in cammino insieme. Fidandosi. Dell'altro e di Dio!
                    amate i vostri nemici

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                    • dark lady
                      la viaggiatrice
                      • 09/03/05
                      • 70460

                      #85
                      Rischiare? Direi che se si può evitare di rischiare è meglio, visto che poi chi ci rimette in eventuali separazioni sono i figli per primi. E non solo nelle separazioni, ma anche nei casi di coppie male assortite. E' bene pensarci molto, sia prima di sposarsi che di fare figli, ed essere certi, prima, di essere in grado poi di portare avanti un impegno a questo livello.
                      La convivenza peraltro è un'ottima palestra pre-matrimonio, che ormai anche molti sacerdoti accettano senza problemi (anzi, fanno persino i corsi pre-matrimoniali per conviventi).
                      La voglia di andare incontro al futuro con gioia ci può essere ma le inculate son sempre dietro l'angolo e la precauzione non è mai troppa. Tu non sai mai con chi hai davvero a che fare finché non sperimenti cosa significa viverci insieme.
                      “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                      Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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                      • axeUgene
                        Opinionista

                        • 17/04/10
                        • 24581

                        #86
                        Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                        Oggi non si vuol più rischiare nulla: Sentimentalmente (oggi ti amo, domani chissà...) economicamente (i bambini son tanto belli ma....costano) psicologicamente (già ho a che fare con le mie angoscie, se non ci capiamo, ognuno per la sua strada) sessualmente (ma...come andrà a letto?) e via discorrendo. Manca (o si è persa) la voglia di andare incontro al futuro con gioia, con speranza, con quel minimo di incosciente entusiasmo necessario a chi decide di mettersi in cammino insieme. Fidandosi. Dell'altro e di Dio!
                        Cono, guarda che l'idea di matrimonio cui ti riferisci e che contrapponi all'"oggi" è una fantasia, e praticamente non è mai esistita, se non per alcuni ceti borghesi di alcune epoche, né la sua funzionalità nei termini che rivendichi ha mai potuto essere testata;

                        nelle campagne, dove viveva la quasi totalità delle persone, il prete andava a benedire, sposare, coppie già conviventi e spesso con figli; la vita era talmente breve e faticosa, le persone ignoranti e abbrutite, che tutti bei propositi erano completamente sconosciuti ai più, che vivevano in un ordine rigidamente definito in cui la libertà di scelta non era nemmeno concepita;

                        però si cornificavano alla grande, e stime scientifiche riportano che una percentuale compresa tra il 25 e il 35 % dei figli fosse stabilmente concepita con uomini diversi dai mariti;
                        d'altro canto, diversivi e licenze - come ho avuto modo di descrivere - sono sempre stati facoltà dei ceti abbienti e potenti, quelli che avevano il tempo e l'istruzione per dilettarsi anche coi sentimenti, come documentato sin dall'antichità.
                        c'è del lardo in Garfagnana

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                        • conogelato
                          Candle in the wind

                          • 17/07/06
                          • 66028

                          #87
                          Ma allora noi siamo mosche bianche! I credenti e i non credenti che si sposano (in comune come in chiesa) son ridotti a desaparecidos ininfluenti? E a chi si rivolge Papa Francesco quando parla alle famiglie? E' fuori dal mondo anche lui? E se la risposta è "no" a cosa mirano coloro che parlano di "ceti borghesi" di "persone ignoranti e abbrutite" che si sposavano (e continuano a sposarsi, dunque!) solo per consuetudine? La cosa fà molto pensare....
                          amate i vostri nemici

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                          • axeUgene
                            Opinionista

                            • 17/04/10
                            • 24581

                            #88
                            Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                            Ma allora noi siamo mosche bianche! I credenti e i non credenti che si sposano (in comune come in chiesa) son ridotti a desaparecidos ininfluenti?
                            veramente sei tu che hai parlato del continuo aumento delle separazioni; poi io ho aggiunto che soprattutto la gente evita di sposarsi...

                            E a chi si rivolge Papa Francesco quando parla alle famiglie? E' fuori dal mondo anche lui? E se la risposta è "no" a cosa mirano coloro che parlano di "ceti borghesi" di "persone ignoranti e abbrutite" che si sposavano (e continuano a sposarsi, dunque!) solo per consuetudine? La cosa fà molto pensare....
                            no, aspetta: io ho fatto un ragionamento più articolato, in risposta alla tua argomentazione per cui "oggi non si vuol rischiare più nulla...", che presuppone logicamente il fatto che ci sia stato uno "ieri" in cui si rischiava, ci si metteva in gioco;

                            ma si tratta di un "ieri" - nel tempo e nei luoghi, un oggi dei paesi meno sviluppati - in cui semplicemente il costume sociale non lasciava alcuna scelta, e perciò non li puoi portare ad elemento di comparazione, come se fosse intervenuta una qualche forma di corruzione di una condizione felice;
                            a meno che tu non voglia considerare corruzione la libertà delle persone di sottrarsi a situazioni d oppressione o infelicità.
                            c'è del lardo in Garfagnana

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                            • conogelato
                              Candle in the wind

                              • 17/07/06
                              • 66028

                              #89
                              Partiamo da due angolazioni diverse, ma forse vogliamo dire la stessa cosa: Oggi la priorità, per le persone, è NON SOFFRIRE, NON RISCHIARE, NON AVERE FREGATURE....
                              Chiaro che questa cultura dell'assicurarsi la vita ad ogni costo, questa cultura del provvisorio della quale parla Papa Francesco, ben lungi dal portare pace e serenità, stà svuotando e rimpicciolendo i rapporti fra i sessi, Axeugene. Mi pare evidente come ci sia in giro tanta tanta infelicità nelle coppie. Tanti rapporti conflittuali che vengon fuori nonostante quella presunta libertà o liberazione che tanto decanti e reclamizzi.
                              Dio propone una via di realizzazione e di felicità, all'Uomo e alla Donna, attraverso il Matrimonio. Dio esiste davvero! Anzi, dirò di più: Dio ama, desidera, essere messo alla prova. Poi stà alla nostra libertà accettare il discorso o cedere ai dubbi, alla nostra poca fede, al nostro poco coraggio....
                              E questo vale per i credenti, ma anche per i non credenti. Sono migliaia e migliaia coloro che si sposano civilmente e continuano a vivere felicemente insieme da anni, da lustri, da decenni! Come si fà a dire che il Matrimonio è un'istituzione vetusta? Borghese? Imposta? Da retrogradi?
                              amate i vostri nemici

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                              • axeUgene
                                Opinionista

                                • 17/04/10
                                • 24581

                                #90
                                Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                                Partiamo da due angolazioni diverse, ma forse vogliamo dire la stessa cosa: Oggi la priorità, per le persone, è NON SOFFRIRE, NON RISCHIARE, NON AVERE FREGATURE....
                                guarda che io non parto da nessuna angolazione, non dico si deve fare così o cosà; mi limito ad osservare cosa accade;
                                non mi sembra proprio che le persone evitino di esporsi, dato che comunque si soffre e si investe;
                                certo, le persone equilibrate cercano di evitare passi avventati;

                                Chiaro che questa cultura dell'assicurarsi la vita ad ogni costo, questa cultura del provvisorio della quale parla Papa Francesco, ben lungi dal portare pace e serenità, stà svuotando e rimpicciolendo i rapporti fra i sessi, Axeugene. Mi pare evidente come ci sia in giro tanta tanta infelicità nelle coppie. Tanti rapporti conflittuali che vengon fuori nonostante quella presunta libertà o liberazione che tanto decanti e reclamizzi.
                                Dio propone una via di realizzazione e di felicità, all'Uomo e alla Donna, attraverso il Matrimonio. Dio esiste davvero! Anzi, dirò di più: Dio ama, desidera, essere messo alla prova. Poi stà alla nostra libertà accettare il discorso o cedere ai dubbi, alla nostra poca fede, al nostro poco coraggio....
                                E questo vale per i credenti, ma anche per i non credenti. Sono migliaia e migliaia coloro che si sposano civilmente e continuano a vivere felicemente insieme da anni, da lustri, da decenni! Come si fà a dire che il Matrimonio è un'istituzione vetusta? Borghese? Imposta? Da retrogradi?
                                ma chi ha mai scritto che il matrimonio è un'istituzione borghese e le altre cose che mi attribuisci ?
                                Cono, per favore, prima di criticare leggi quello che scrivo;

                                io ho scritto che in passato solo i borghesi potevano permettersi di elaborare un senso alla condizione matrimoniale, come testimonia tanta letteratura ottocentesca che racconta dei matrimoni borghesi, Karenina, Bovary, ecc...
                                perché la vita dei ceti popolari era talmente dura, abbrutita, che le nozioni di sentimento, "realizzazione e felicità" di cui parli tu, erano sconosciute ai più;

                                perciò, non è che la condizione di oggi è la perversione di una situazione felice del passato, che felice non era affatto; era solo rassegnata;

                                comunque, non ho certo bisogno di "reclamizzare" la libertà, che non è un prodotto che si vende; nemmeno penso che la libertà comporti necessariamente la felicità;
                                anzi, essere liberi comporta responsabilità e spesso disagio, perché chi è libero deve dare l'esempio e mostrarsi per quel che è, senza l'alibi di dover obbedire.
                                c'è del lardo in Garfagnana

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