quindi, ad un Gesù convenzionale, scritto nero su bianco in un linguaggio che dovremmo intendere tutti, senza equivoci ed interpretazioni personali;
finché ripeti che poi quel Gesù è una cosa che intendi tu, diversa da quella degli altri, cosa dovrei voler capire ?
i fatti ? e quali sarebbero ? dove stanno ?Ti rirammento questo semplicissimo pensiero espresso dagli apostoli rappresentati da Pietro: " ..e dove andremo? Tu solo hai parole di vita eterna", riferito a Gesù; ma io più che parole intenderei anche a fatti assistiti, solamente con le parole non ci si convince del tutto.
qui, fino a prova contraria, abbiamo lo scritto molto postumo e di terza mano di gente coinvolta che racconta di cose mai viste, miracoli, resurrezioni, ecc... questi non sono fatti;
ti rammento che sulla base di queste cose, tu e molti altri affermate una morale rivolta a tutti come "divina", che nei fatti - quelli concreti, appurabili, visto che quell'Ente non si è manifestato in modo impositivo anche a chi non ci crede, né fuori dall'alveo di quelli che lo volevano "vedere" - è umanissima: gente che pretende di dire agli altri come devono vivere, e che questa morale sia superiore, indiscutibile e non negoziabile;
hai scritto che Gesù indicherebbe come "essere uomo", nel senso di maschio, di genere, e ora dici che avresti evinto questa nozione dai vangeli; ma se ti chiedo di spiegarmi questa cosa, non mi rispondi, non sei in grado di stabilire una connessione tra il testo convenzionale e l'idea che dovrebbe comunicare a tutti, spiegare il come e perché;
ti sembra un modo efficace per promuovere la validità di un'idea ?







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