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Il negativo è subentrato successivamente e il creato è parzialmente sfuggito al suo creatore e ai suoi intenti.
ancora una volta, contraddici l'onnipotenza, affermando un creato che sfugge al creatore;


Citazione Originariamente Scritto da Arcobaleno Visualizza Messaggio
Questa è una domanda sensata. In base a ciò che vediamo oggi e alla storia del passato si tratterebbe di un errore di Dio. In base a ciò che vedremo, secondo quanto previsto - e cioè un paradiso terrestre abitato da tutti gli uomini, tra circa 3.500 anni - potrebbe avere un senso logico. Io credo che ce l'avrà, ma è un atto di fede nelle profezie di Dio.

Io non costruirei quel razzo, sapendo che esploderà in volo. Se, però, prevedo che per arrivare a costruire un razzo perfettamente funzionante, occorrono alcuni esperimenti, lo costruirei. Tutto ciò, ovviamente, se pensassi che quel razzo porterà molti benefici.
se ti servono alcuni esperimenti, vuol dire che non sei perfetto, né onnisciente; altrimenti faresti la cosa giusta da subito;

questa ritrosia di Arcobaleno a constatare la contraddizione, non è stupidità, ma si capisce leggendo la sua dottrina:

Secondo il Libro di Mormon, Gesù visitò i nativi americani dopo la sua resurrezione[17]. Comune a quasi[18] tutte le chiese mormoni è il rifiuto del dogma trinitario.[19] Secondo la concezione dello Smith, il Padre e il Figlio sono persone del tutto distinte, dotate di forma umana e in carne e ossa, unite da una volontà comune. Questa volontà comune è lo Spirito Santo, che non ha invece forma umana. Dio padre, cioè il Padre Celeste, è un ex uomo[20] che ha ottenuto la perfezione divina, e ha stabilito la propria residenza nei pressi di un ipotetico pianeta, Kolob[21].


è chiaro che questo dio non è quello trascendentale della tradizione cristiana, perfetto e assoluto, ma qualcosa di simile alle divinità pagane greche;
ovviamente, lui si guarda bene dall'esporre la dottrina nella sua completezza, perché allora addio concordia tra "credenti";

dalla lettura di questo passo si evince bene l'impossibilità di qualsiasi terreno teologico comune, incluse quelle che per noi sono convenzioni ovvie sulla natura divina da discutere; lui sta proprio su un altro piano, totalmente incompatibile sul piano teologico, ed è inevitabile che ribadirà sempre concetti estranei; basta saperlo e la discussione è risolta; tanto, se lo lasciamo solo con Cono, non rischia più il rogo