beh, questo non è vero; nel tuo caso, faccio un'eccezione, perché finora non hai mai espresso precetti concreti;
ma la regola è che il religioso per primo aggredisce con un giudizio morale assoluto - poiché attribuito a Dio - chi "vive e lascia vivere": ai matrimoni o ai battesimi non si presentano atei a contestare; ma i religiosi manifestano in massa e si adoperano per condizionare i diritti altrui - che non condizionano in alcun modo la loro libertà di vivere secondo i principi religiosi - alle unioni civili, e prima ancora al divorzio, alla contraccezione, ecc...
se non parti da questa asimmetria, ove il liberale non-confessionale non pretende, a differenza del religioso, che tutta la società si uniformi al precetto, falsi ogni prospettiva;
qui ti sarebbe richiesta una certa riflessione, che supera quell'apparente polemicità che ti può infastidire;Costoro non lasciano nessun monopolio, vorrebbero proprio far sparire i credenti dal forum.
Escludo che a qualche credente possa far piacere un dibattito con costoro. Giustamente hanno le loro convinzioni, come quasi tutti, e non mi sembra che siano terreno di semina per il credente, ma soltanto terreno di conflitto.
la negazione, come l'affermazione, che alla base della creazione vi sia un disegno divino intelligente è oziosa, inutile, dato chi fonda su un assioma di fede, indimostrabile; in questo, anche l'ateo in qualche modo è un "credente"; alcuni teologi sostengono persino che questa posizione sia una dimostrazione implicita dell'esistenza di Dio;
inoltre, qualsiasi ateo che comunque obbedisca ad imperativi morali categorici, prescindendo dal suo utile, afferma un principio superiore necessario, anche se non lo chiama "Dio"; verosimile, si tratta della quasi totalità , dato che è veramente difficile trovare individui privi di qualsiasi limite morale;
l'ateo, in sostanza, non contende l'ambito assiomatico del credente, ed è per questo che le autorità religiose prediligono il confronto con le sue posizioni, dato che si rivolgono a chi è in cerca di una morale radicata nel trascendente; cioè, chi abbia la propensione a credere, non importa troppo in cosa, sarà sempre più attratto da una visione religiosa che da una ateistica;
la vera "minaccia", al contrario, è il pluralismo delle fedi e, in misura esponenziale, delle confessioni affini; l'ebraismo, che peraltro non fa proselitismo, non è una minaccia; ma il cristianesimo protestante è stato ostacolato e oscurato con ogni mezzo, poiché contende lo stesso attraente mercato della fede, e con gli esiti che ci portano al punto successivo:
Non uccidere... eppure tutte le società lo fanno o lo hanno fatto legalmente; la pena di morte è stata abolita proprio dalle società a-confessionali, mentre la quasi totalità ha sempre applicato il biblico occhio per occhio, interpretando il comandamento come "non assassinare", illegalmente;Di questo Dio ha dato una spiegazione superficiale: mettere alla prova i credenti con rivelazioni diverse...
Tutti conosciamo i 10 comandamenti. In un testo buddhista, "La preziosa ghirlanda", scritto da Nagarjuna attorno al 100 a.C., leggiamo:
Non uccidere, non rubare più, rinunciare alle mogli degli altri, astenersi completamente dalla parola falsa, seminatrice di zizzania, dura e insensata, rinunciare alla cupidigia, alle intenzioni nocive e alle idee dei nichilisti: questi sono i dieci sentieri bianchi dell’azione, i loro opposti sono i neri.
Non prendere intossicanti, una buona condotta di vita, non fare del male, pudica generosità , onorare chi merita onore, e amare: questa in breve è la pratica. Pratica non vuol dire mortificare il corpo, dal momento che non abbiamo cessato di nuocere agli altri e non li aiutiamo. (8-11)
anche il confine tra cupidigia e onesta mercede è una nozione contendibile, così come quello della proprietà e del furto: cosa dovrebbe fare il povero che non può nutrire i propri figli di fronte al ricco che non sia nemmeno caritatevole ?
e poi tutta la disciplina sulla sessualità e la famiglia; è lecito il divorzio ? e la contraccezione ? il sesso prematrimoniale ? quello omosessuale ?
o la disponibilità della propria vita: è lecito per il malato terminale decidere autonomamente di porre fine alla propria sofferenza ?
su queste circostanze concrete ci si divide anche tra correligionari, che condividono Dio, Cristo, trinità e resurrezione, comandamenti e Scritture, almeno in parte, ed è su questo che cadono le religioni;
perché il punto non è certo quello di affermare un dio, ma di affermarne la volontà e il precetto in un modo che risulti evidente e univoco dalle fonti, senza possibilità di interpretazione, che invece ci sono, e in misura radicale, spesso opposte;
nota che nessuno mette in discussione il codice della strada; puoi dire che un certo limite di velocità sia eccessivo; ma se lo superi e ti multano, non troverai avvocato che ti difende o consiglia il ricorso;
al contrario, la legge religiosa è contesa, e in proporzioni tali da imporre l conclusione che essa sia inadatta a precettare;
il risultato è che l'unico contesto in cui può davvero operare il dio del credente è quella della propria personale coscienza che elabora quei precetti; non molto diverso da ciò che fa un qualsiasi ateo, con la differenza che quest'ultimo semplicemente non chiama "Dio" la fonte di quell'imperativo;
ora, io non so quali siano le tue personali convinzioni in termini di quei precetti e comportamenti concreti; ma, posso quasi scommettere che nella stragrande maggioranza dei casi quelli che tu definisci "atei" in concreto hanno un orientamento molto simile a quello di chi non sia cattolico o islamico, e su una maggioranza di questioni concrete; e se tu esprimessi le tue personali posizioni, al di là delle questioni teologiche, affinità e distanze si vedrebbero chiaramente.







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