
Originariamente Scritto da
axeUgene
io insisto sul fatto che l'immaginario positivo di coppia sia rimasto grossomodo lo stesso, e il cambiamento che vedi tu è una rassegnazione, o spesso la nevrosi violenta che si produce in conseguenza dell'apertura delle gabbie;
cioè, tutti gli approcci al desiderio su cui si origina la coppia sono rimasti generalmente inconsapevoli, visto che continuano a concepire gli stessi obiettivi esistenziali, si fanno e rifanno sempre gli stessi errori, si crede sempre che quella sia la formula esclusiva, e si continua a soffrire nello stesso modo per quelli che si vivono come "fallimenti";
io, senza essere "nuovo" o educato diversamente, non riesco a pensare alle mie relazioni finite come a dei "fallimenti", né a provare rancore; anzi, senza esagerare nell'enfasi, finite le storie ho abbastanza la percezione - ora sì, priva di alcun fine diverso - di "amore", nel senso di stima, apprezzamento per quel modo di essere che sono stato felice di aver condiviso e che forse condividerei ancora, ce ne fosse l'occasione;
peraltro, qualche anno fa m'è pure capitato, a distanza di 20 anni
retrospettivamente, penso che un'educazione diversa da quella, tutto sommato molto tradizionale, che ho ricevuto mi avrebbe aiutato ad arrivare prima a questo minimo grado di relativa serenità, essendoci arrivato per vie molto traverse e tortuose.