non vuol dire nulla perché, con quel "si" impersonale, manca il soggetto: chi dovrebbe fare cosa per la famiglia, e come ?
se non specifichi questo in termini normativi, è fuffa, mera esortazione a pensarla come te, che 'un la sa nemmen d'acqua calda;
marxista ? ma quando mai ???Non noti la contraddizione? Te che sei di estrazione marxista, propugni invece la priorità del diritto individuale.
tu ti relazioni ad un interlocutore immaginario, confacente alle risposte che sei addestrato a dare;
per me, il principio liberale dell'autodeterminazione individuale, della libertà personale che pone tutti gli individui su un piano di parità alla nascita, è irrinunciabile
appunto, tu hai una nozione positiva - cioè che vuole prescrivere esplicitamente il fine dell'esistenza - del cd. Bene comune, da stato etico, che è inevitabilmente autoritario, a volte fascista, altre comunista, altre ancora teocratico;Io che sono di estrazione cattolica, quella del Bene Comune. Dell'ALTRO come Valore. Dell'importanza della relazione.
parli dell'ALTRO come valore, ma con l'altro ti puoi relazionare solo in due modi:
a) o pensi di poter stabilire cosa sia bene anche per gli altri, e quindi ti sostituisci alla loro determinazione dei fini dell'esistenza in modo dirigista; e questo è quello che fanno le dittature;
b) oppure stabilisci che, posto il limite di non condizionare la vita e la libertà altrui, ognuno decide da sé i propri valori e i fini della propria esistenza, e che l'autorità pubblica deve limitare al massimo l'ingerenza in queste scelte, confinandola esclusivamente alla necessità di impedire che la libertà di Tizio infici quella di Caio e Sempronio;
quando parli di Bene comune sembri non accorgerti che in nome di quello, si potrebbe anche ritenere un bene il divieto della religione o la limitazione per legge delle nascite, come nei paesi sovietizzati o in Cina;
a me, da liberale, non passerebbe per l'anticamera del cervello di appoggiare un'idea del genere; al contrario, sono vincolato dalle mie idee a combatterla, a tutela della tua libertà individuale di autodeterminarti e di quelle che sono tue intangibili scelte private;
ma tu, a tua volta, dovresti essere tenuto a riconoscere questo principio, astenendoti dalla tentazione di definire quale sia il bene per gli altri e una morale che giudichi il loro comportamento quanto a scelte private, analoghe alle tue, che sono garantite;
questo è il nostro patto sociale democratico;
quando spunta fuori Pillon e, in nome della "famiglia" vuole scardinare il diritto a divorziare, o quello delle coppie diverse ad essere riconosciute dalla legge, senza che questi comportamenti in nulla vincolino o condizionano la tua libertà di vivere la famiglia tradizionale, sta violando questo patto e sta muovendo guerra; lui e chi ne appoggia le pretese, giustamente sconfessate pure dal papa;
Cono, avere figli può ben essere naturale; sposarsi no, perché il matrimonio - e soprattutto quello indissolubile che piace a te - è quanto di più innaturale si possa immaginare; lo dice la scienza, l'antropologia, la storia, la cronaca;Non esiste niente, credimi, di più operativo...di più concreto al tempo d'oggi, che il ritorno alla Naturalità. Alla Semplicità. Incontrarsi, amarsi, sposarsi e avere figli è (dovrebbe essere) la cosa più naturale e semplice del mondo. Eppure oggi è rivoluzionario!
lo dice anche il buon senso: se quella famiglia che intendi tu fosse "naturale", tutti si sposerebbero, naturalmente, senza alcun bisogno di difese accorate, esattamente come non c'è alcun bisogno di esortare qualcuno a mettersi a tavola all'ora di pranzo, o respirare;
nell'articolo della Perina, non una marxista o attivista gender, madre di tre figli, è riportato il dato di una correlazione positiva tra il lavoro femminile ben retribuito e la procreazione;
pertanto, vuoi davvero più figli ? battiti per il lavoro femminile retribuito al pari di quello maschile, e avrai più figli, così come mostra il dato di realtà;
è un problema quando il carisma si pretende di genere, come nel tuo caso; cioè, attribuisce ruoli - e conseguente potere, perché questa è la conseguenza - in base al sesso di nascita; perché questo lede il principio fondamentale di uguaglianza, pari opportunità e autodeterminazione delle persone, oltretutto sulla base di un'idea veramente fantasiosa e assurda, cioè questa, che hai enunciato:
questa roba è incompatibile con la democrazia e i suoi principi fondamentali, perché postula una disparità attitudinale per nascita tra generi, la cui traduzione pratica determinerebbe una gerarchia di potere su quella base, visto che si delimitano campi, quelli che tu non vuoi che si "invadano";
e si postula un'attitudine diversa alla moralità in base alla condizione biologica di nascita, esattamente come per il razzismo, visto che si attribuisce all'uomo, per il fatto stesso di essere portatore di bacchiolo per nascita, l'attitudine alla guida, alle regole, ai comportamenti, quindi al mondo dei valori, della morale;
questo - oltre ad essere difficilmente sostenibile in termini pratici, visti i tanti delinquenti uomini, la stragrande maggioranza tra chi delinque ed è socialmente deviante, padri inclusi - nel mondo occidentale, di tradizione cristiana ed egualitaria, è assolutamente inammissibile, irricevibile; sostenere queste idee è un atto di guerra ideologica contro metà del genere umano;
poi, sei comunque libero di far tua questa concezione; ma devi aver bene presente come essa si pone nei confronti dei valori condivisi e i motivi del rifiuto da parte, oramai, di una quasi totalità delle persone in Occidente.







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