aspetta, non confondere il piano declamatorio di propaganda interna - capisco che colpisca la tua fantasia - con la realtà diplomatica percepibile in base agli atti concreti: fino al 1940, quindi già in piena guerra, la politica nazista si atteggiava a quella di una normo-potenza revisionista (del trattato di Versailles), cioè molto aggressiva, ma con obiettivi limitati, che si traducevano in offerte di resa nell'ambito del sistema internazionale, con dinamiche analoghe a quelle del 19, annessioni, trattati, come Monaco, Molotov-Ribbentrop, ecc...
una lettura comune di questa politica era quella dell'ordinarietà di potenza, non dell'annientamento e della guerra totale; cioè - fai attenzione qui - la percezione - interna tedesca, ma anche della maggior parte degli interlocutori e osservatori stranieri - delle possibilità era di una resa negoziata degli alleati per quella che Hitler aveva sempre presentato come "pace stabile", "giusta", con le annessioni dei territori di etnicità tedesca, altre stipulazioni, secondo la linea Anschluss-Sudeti, che poteva sfociare nel recupero di Alsazia e Lorena o di limitate aree a sovranità polacca;
solo alcuni analisti americani leggevano il Mein Kampf in modalità non-europea, per cui tra il dire e il fare...
quello che conta davvero è che non vi è stato un passaggio di consenso, consapevole, tra la modalità limitata e la condizione di irreversibile guerra totale, in cui quella massa di consenso per Hitler abbia potuto valutare la circostanza per cui l'eventuale sconfitta avrebbe comportato - in quel quadro - conseguenze molto peggiori di quelle di Versailles; questo è un pensiero che hanno cominciato a maturare solo alcune gerarchie militari, a guerra iniziata, e che alla fine ha prodotto l'attentato del 44;
la lettura omogeneizzante e retrospettiva della storia, come un continuum di intenzionalità coerenti e uniformi è proprio un grave errore di metodo;
li conosco bene; ma non basta che quelli abbiano formulato tesi balzane a rendere le loro idee compatibili al dettato evangelico, eh... quando leggi "il prossimo tuo" in quel contesto narrativo, non sei autorizzato a pensare che quel "prossimo" implichi limitazioni di tipo "razziale", quando tutto il costrutto precettistico generale è egualitario; non è che il prefetto può interpretare la normativa sul rilascio o la sospensione delle patenti di guida nel senso di concederle secondo il suo arbitrio personale, chi gli sta simpatico, antipatico, ecc... stravolgendo in senso satrapico una disciplina di una facoltà che ha valore di generalità ed astrattezza;ti ripeto l'invito a rileggere i veri rosemberg, langhden, lagarde, gobineau, ecc.
un reato diverso, con conseguenze molto diverse;è comunque "istigazione a delinquere", che costituisce anche essa reato.
la questione concettuale è che se tu incarichi un'agenzia di recupero crediti di ingiungermi un pagamento non sei responsabile di eventuali modalità criminali nelle quali quell'ingiunzione viene effettuata, se non nella misura in cui sei consapevole o hai istigato a quelle modalità.la madre poi...si tratta di esercizio della patria potestà, che risulta complesso discernere dalle violenze gratuite, cioè non finalizzate all'educazione della prole ma dipendenti da altri problemi, come ad esempio l'alcolismo...







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