Rispondo da qui senza leggere il seguito, che poi leggerò.
Prova ad immaginare l'esempio che feci tempo fa; immaginiamo Dio come una trasmittente che trasmette in tempo reale, reale di Dio e non nostro poiché nella vista, nell'udito e nel pensiero, insomma nella materia siamo limitati dal corpo che reagisce alla realtà qualche decimo di secondo dopo la provocazione; noi quindi saremmo delle radio riceventi. L'esempio calzerebbe se pensiamo che è un Dio di tutti, basterebbe sintonizzarsi in quella lunghezza d'onda. Il mondo è vario, si potrebbe anche pensare, allora ognuno sente la stazione di suo gradimento dato che, come la parabola dei primi semini gettati al vento dal seminatore in cui il merlo vorace li becca subito, appena usciti dalla mano, in quei decimi o centesimi, ma è quasi lo stesso, di secondo che ci distacca dal reale, reale che è nell'immediato, dove si possono, in quei pochi decimo di ritardo, inserire e quindi ricevere messaggi sbagliati ai fini della personale salvezza, che per adesso possiamo intendere come vita eterna; cioè la morte è l'illusione ricevuta in quei pochi decimi di secondo in cui l'immateriale si trasforma in materia, o lo spirito si trasforma in corpo ( qui ci sarebbe da discutere sul Gesù che tu consideri intermediario, ma che io considero parte principale perché lui parla la lingua umana).
Ebbene quelle emittenti possono essere avversari di Dio, ma non perché più forti di Dio, ma perché strutturalmente boicottano e mentono come la zizzania che era stata gettata di notte ( visto che Dio viene considerato luce e l'oppositore tra Dio e noi ombra, tenebra, come risulta chiaro dai ritrovamenti di Qumran ).
Quindi l'avversario della parabola del vangelo non sarebbe l'avversario di Dio ma risulterebbe l'avversario del rapporto tra Dio e noi, dato che è strutturalmente possibile che vi sia un'entità intermedia.
Il consiglio che mi sento di dare è: sintonizzarsi nel canale di Dio.
E se non ci si riuscisse si possono leggere le istruzioni lasciate da Gesù sul Vangelo.







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