chiariamo di nuovo una cosa: qui non si parla di mie opinioni - per me - bensì del tenore di un dibattito teologico millenario;
la perfezione divina consiste nell'assolutezza delle caratteristiche e prerogative divine, che in nulla possono essere limitate o fallaci, "sbagliate", ecc...
come sarebbe a dire non esatto ???sarebbe come dire che la giustizia divina non consegue "alla conoscenza" da parte di dio di noi uomini, il che non mi pare esatto.
se Dio è pre-sciente - hai presente il senso del suffisso "pre" ? - è evidente che quella conoscenza precede l'uomo nel suo agire, persino alla creazione dell'uomo stesso;
ma come è possibile che il libero arbitrio cambi qualcosa che Dio conosce in anticipo, senza determinare un "errore" nella sapienza divina ?ripeto quello che per me è "un dato". dio sa tutto, ma il libero arbitrio può "mutare" la realtà delle cose.
Gesù sapeva che Pietro lo avrebbe rinnegato, lo ha detto a Pietro prima che ciò avvenisse; se Pietro avesse ipoteticamente potuto non rinnegare e ciò fosse avvenuto, la prescienza di Gesù sarebbe stata smentita; e ciò non è possibile, a meno di negare quella perfezione, che se c'è nel Figlio, a maggior ragione sarà del Padre;
io davvero non capisco come persone adulte possano rimuovere questa logica elementare...
no, Dio non conosce il bene e il male, conosce tutto, ivi incluse le azioni future; questo è il punto;in altre parole pur conoscendo il bene e il male, dio mette noi uomini in condizione di scegliere tra "bene" e "male", e cioè di esercitare "una scelta", le cui conseguenze sono ovviamente note a lui, ma non a noi. è questo il fatto dirimente.
le conosce come il copione di un film, del quale peraltro è da ritenersi autore;
aridalli col falso sillogismo:allora, ripeto: se parli di creazione, allora chiami in causa la nozione di universo. se parli di universo e ne parli come di qualcosa di infinito, allora lo sono anche le sue dimensioni. se è così, e se dio conosce tutto, allora sa anche che ogni situazione è possibile, essa e il suo contrario. sta però all'uomo, cioè me te ecc., la libertà di scegliere, cioè il libero arbitrio...
no, non è tutto possibile; perché mai ???
se dio è onnisciente non esiste possibilità se non nel determinismo divino; può accadere solo ed esclusivamente ciò che Dio decide sin dal primo istante; hai presente non si muove foglia che Dio non voglia ?
e ti pare proprio male; siccome non conosci la dottrina e parti per contraddire così ad minchiam, ti sei dimenticato il trascurabile dettaglio per cui nasceremmo esattamente tutti peccatori, per via del peccato originale; e che, per emendare provvisoriamente quella condizione deve intervenire il battesimo;si. però mi pare che si parta dal presupposto che chiunque, volendo può redimersi. dipende appunto dal libero arbitrio, che è esso sì, parte dell'uomo, cioè qualcosa con cui "si nasce". e se c'è per tutti il libero arbitrio, allora non esistono peccatori "nati".
evidentemente, rispondi senza leggermi e capire quello che scrivo; il punto è che se il libero arbitrio bastasse all'uomo per discernere tra bene e male, senza un intervento diretto divino di conversione, il senso di quel peccato e tutta la dottrina ad esso connessa verrebbe buttato al cesso e tirato lo sciacquone;
lo puoi pure fare, beninteso; posto che si chiarisca che è la dottrina di Sandor, e non quella cristiana a cui mi riferisco;
oh, ma qui tutti ragionate rint'a cap vost', prescindendo dai fondamentali...così è facilissimo far entrare pure i famosi quattro elefanti in una 500: due davanti e due dietro
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beh, no, proprio non è così;si. sugli scacchi ti direi che si può adottare qualunque strategia, anche mettiamo le "espressioni" facciali, e non c'è problema. se poi parli di teologia accostandola alla logica, allora partiamo male. e ovviamente la teologia si basa su dogmi. la logica viene "dopo", e chiaramente non può spiegar tutto univocamente perché, come insegnava carneade, logicamente "si può" dimostrare tutto.
tu puoi partire da un assioma fideistico, tipo: Dio esiste, è creatore, ecc... la creazione intelligente non è né dimostrabile, né confutabile;
ma, fatto questo, il sistema che ci costruisci deve avere una sua logica;
altrimenti, ai fini immanenti di interazione col mondo reale produce solo dei non-sensi;
non dimenticare che - e qui dovresti intendere - la teologia deve poi produrre un sistema normativo, che deve avere un senso, se non vuoi concludere col semplice "capriccio" del giudice, e quindi dell'irrilevanza di ottemperare:
tu difendi un assistito adducendo le prove che quello non ha trasgredito la legge, e il giudice dice che la legge è lui e che lo condanna lo stesso; in quel momento, la legge non esiste più;
è non è questione di lana caprina:
se, nella definizione delle prerogative divine, è implicito l'esercizio del dominio divino sugli accadimenti del mondo, devi anche dare un senso logico alla morte del bambino innocente come retribuzione normativa;
e - se vuoi postulare pure un dio buono e giusto, misericordioso - argomentare quell'evento come manifestazione di bontà e giustizia, dovendo convincere chi quell'evento subisca;
perché se poi parli di misteri e imperscrutabilità divina, allora viene a cadere anche la remuneratività dell'ottemperanza alla legge; tu rispetti il codice, ma ti arriva la multa lo stesso; e allora, che senso ha il codice della strada ? nessuno.







così è facilissimo far entrare pure i famosi quattro elefanti in una 500: due davanti e due dietro
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