@Axe
però sostieni uno che dice "prima gli italiani", e "purtroppo i rom italiani ce li dobbiamo tenere"; il combinato disposto di questa ideologia in relazione al razzismo fascista è palese, fattuale, direbbe Feltri;

Lo slogan "prima gli italiani" ha diverse sfaccettature. Per quanto riguarda l'immigrazione clandestina di massa, il "prima gli italiani" è collegato con la sostenibilità del welfare. E' cioè un problema di risorse, non è un problema razzista.
E' del tutto evidente che decine di migliaia di clandestini ogni anno che arrivano vanno a creare una pressione insostenibile sul welfare. Da dove credi che arrivino i 35 euro al giorno per clandestino che paghiamo alle cooperative o agli alberghi? Dalle nostre tasche.
Per non parlare dell'uso delle scuole, degli ospedali, delle case popolari etc etc. In quanto "indigenti", i clandestini hanno diritto a tutto, spesso scavalcando i cittadini italiani indigenti che si vedono scavalcati nelle graduatorie.
La solidarietà è anche un problema di risorse. Quindi...non solo si fanno entrare decine di migliaia di clandestini ogni anno, ma occorre anche finanziare con le tasse il welfare per accogliere i clandestini. E spesso i clandestini scavalcano nelle graduatorie gli indigenti italiani. Tutte risorse che vengono prelevate dal popolo italiano per cosa? Per risolvere i problemi dell'Africa? A questo va aggiunto che l'Italia già vive una profonda crisi economica e le risorse sono limitate.
Una follia. A meno che qualcuno non pensi di risolvere i problemi dell'Africa deportando tutti gli africani in Italia.

Dice Salvini: «Prima vengono i cittadini italiani e poi tutto il mondo. I fenomeni direbbero razzismo, egoismo, eh no buon senso. Secondo voi se ho un pezzo di pane lo do a mio figlio o vado a bussare dal vicino e lo do al figlio del vicino?»
«Se ho un pezzo di pane e mio figlio ha fame io sfamo mio figlio o il condominio del vicino? Prima un sindaco pensa ai cittadini di Caltanissetta e poi pensa al resto del mondo.»
Difficile dargli torto. E' un problema di risorse e di sostenibilità del welfare. Il razzismo non c'entra nulla.
Chi parla di razzismo, per me, ha dei seri problemi psicologici.

Per quanto riguarda i Rom, Salvini ha sempre parlato di "campi Rom". Se c'è un Rom che vive in Italia da generazioni, ha un lavoro, ha una casa e fa una vita compatibile col nostro sistema sociale, ma chi se lo fila? Ma chi gli dice niente?

Il problema NON E' il Rom. Ma sono i CAMPI ROM.
Così come il problema non è l'immigrato. Ma è L'IMMIGRAZIONE CLANDESTINA DI MASSA E INCONTROLLATA.

Ora...è del tutto evidente che i CAMPI ROM sono incompatibili col nostro sistema sociale. Per il semplice fatto che gli "abitanti" dei CAMPI ROM vivono di espedienti, RUBANO e portano violenza e degrado sociale nei quartieri in cui si insediano. E i cittadini di quei quartieri non si lamentano perchè sono razzisti, ma si lamentano perchè aumentano i furti negli appartamenti, i borseggi etc etc

Quando Salvini parla dei ROM, parla dei CAMPI ROM e di chi vive nei CAMPI ROM e per campare RUBA. Credimi...un ROM che fa una vita adeguata ai nostri standard sociali (ha un lavoro e una abitazione) non crea nessun problema a nessuno. Nemmeno a Salvini.

Di seguito riporto un articolo del Tempo in cui i cittadini romani chiedevano aiuto a Salvini.
Parlare di razzismo in questo caso può farlo solo uno di sinistra...perchè quelli di sinistra hanno dei seri problemi a rapportarsi con la vita reale e vivono in una loro bolla ideologica che esiste solo nella loro testa.

Seicento insediamenti nomadi abusivi, più di 4.000 persone outlaw: una bomba pronta a scoppiare fra le mani della città. L’avanzata dei rom al comando di Roma è da allarme rosso. A fine 2013 Il Tempo ne documentò 127 in totale, cifra contenuta in un dossier riservato della polizia municipale. Oggi il dato si è quasi triplicato. Con situazioni segnalate che rischiano di degenerare. A nulla sono serviti gli appelli, rimasti inascoltati, dei residenti scesi perfino in strada più e più volte a manifestare contro la convivenza obbligata con l’illegalità. Dallo smaltimento a rischio dei rifiuti allo spaccio di droga, al degrado dilagante delle discariche a cielo aperto passando per le lotte fra clan delle varie comunità. La mappa choc attraversa tutti i Municipi, tratteggiando un fenomeno dai contorni sfuggenti dal centro alla periferia, complicato da identificare nei dettagli.