Citazione Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
la questione fondamentale che ho posto con quell'ipotesi la leudi tu:
e cioè che la tua pretesa di Verità è la stessa degli altri, una fra tante, e non monopolizza nemmeno i Vangeli, tanto è discutibile;


no; la storia dice che c'è di tutto e che la società è secolarizzata; sui documenti ci sarò pure una data, ma sulla legge c'è scritto che si può divorziare, che l'autodeterminazione individuale è intangibile, che è famiglia anche quella non fondata sul matrimonio e magari di persone dello stesso sesso;
peraltro, l'assurdità di questa tua idea è che contrasta con lo stesso universalismo della tua chiesa:
fosse valido il tuo principio, la Chiesa stessa dovrebbe sancire che se uno nasce al Cairo tra i musulmani tale dovrebbe restare, e ignorare Cristo, visto che uno nato qui dovrebbe - secondo la tua logica - essere cattolico; se ti legge un cattolico serio e preparato gli prende un coccolone


posto che io non sto parlando di me, ti ho solo fatto presente la circostanza che della finzione che metti in atto:

ti rivolgi alla potenziale clientela come se questa non vedesse i prodotti della "concorrenza", e fingi un monopolio spirituale e dottrinario, morale, che non c'è nei fatti, non perché lo dica io;
se tu hai un autosalone Fiat non è molto utile coltivare l'idea che quella sia l'unica marca disponibile o dire di comprare quella perché è la tradizione, o magari perché è il marchio della Juventus accanto hai il salone Peugeot, WV, Mazda... e c'è pure la gente che decide per la bicicletta e il treno;

cosa mi impedirebbe...?
se la fede è un dono divino, evidentemente nella tua ottica è Dio stesso che non me l'ha conferito, altrimenti l'avrei; potrei mai oppormi al volere divino, se tale fosse ?
e anche gli altri utenti credenti si allineerebbero alle tue pretese; forse, invece, Dio si serve della tua propaganda sgangherata proprio per illuminarli su quelle questioni, e suggerire loro che fanno bene a fidarsi della loro buona coscienza e buona fede, come essi fanno, perché non si nascondono nel risponderti.
La mia propaganda. Vedo che insisti. Sarei soltanto io a chiedere di lasciar spazio a Dio nel vivere civile? Nelle nostre scelte? Nelle nostre decisioni e impostazioni di Vita?

«Molto spesso, negli interventi pubblici sin qui pronunciati, ho evocato la formula di un nuovo umanesimo. Non ho mai pensato che fosse lo slogan di un governo. Ho sempre pensato che fosse l’orizzonte ideale per un intero Paese». Questa frase è stata pronunziata giovedì al Quirinale da Giuseppe Conte. Richiamando la Costituzione, si è fatto riferimento al 'primato della persona', come radice antropologica di ogni azione sociale, politica, culturale. Come tutti sanno, o dovrebbero sapere – e qui il rammarico per averlo troppo spesso tralasciato e dimenticato –, la nozione di 'persona', nella sua pregnanza ontologica, è stata consegnata (o, meglio, donata) all’Occidente dalle vicende delle dispute cristologiche e trinitarie dei primi secoli, messe in atto in ambito cristiano. Si è pensato l’umano a partire dall’identità di Cristo e dal mistero di Dio. Per la cultura pagana la persona era semplicemente la 'maschera' (prosopon), ovvero rappresentava il ruolo, che in ambito teatrale veniva assunto e interpretato dall’attore. Oltre la funzione pubblica, il cristianesimo, invita a considerare l’uomo nel suo rapporto con l’essere, piuttosto che col fare o col rappresentarsi. La trasposizione in ambito politico del concetto di persona passa attraverso la sua valenza giuridica. Come Antonio Rosmini aveva efficacemente dichiarato della sua 'Filosofia del diritto', «la persona ha nella sua stessa natura tutti i costitutivi del diritto: essa è dunque il diritto sussistente, l’essenza del diritto». La macchina si produce, la persona si genera. Questa unicità rende preziosa ogni persona e determina un’etica della sua salvaguardia a qualsiasi classe, religione, regione, cultura appartenga. Il nuovo umanesimo, che non intenda esprimersi nella forma di un acritico antropocentrismo, chiede così di declinarsi e di realizzarsi attraverso autentiche alleanze, spesso purtroppo infrante, fra uomo e natura, fra i generi, fra le generazioni, fra il cittadino e le istituzioni, fra emozione e ragione, fra popoli e religioni. Una saggia fatica che certo non può essere il risultato di un programma di Governo, ma che quel programma può ben ispirare e illuminare. E che richiede una visione culturale e antropologica alla quale i cristiani possono efficacemente contribuire.

Giuseppe Lorizio
Teologo, Pontificia Università Lateranense

https://www.avvenire.it/opinioni/pag...rlo-e-di-farlo

Hai letto attentamente? Lascia perdere il povero Conogelato, questa è una voce in più che si unisce alla ormai lunga lista di luminari e pensatori che credono sia necessario (specie dopo questo avvenimento epocale del virus) ripensare i nostri stili di Vita.
Te sei un essere senziente, Axe. Dotato di discernimento. Non puoi continuare nell'assurdo idioma "Poichè ognuno la pensa diversamente su Dio, vuol dire che nessuno può annunciarmi la Verità". Sei chiamato a scegliere, voglio dire. Ad uscire dall'equivoco, dal limbo dorato del lavarsene le mani. Gesù Cristo è o non è, per te, il Figlio di Dio?