Citazione Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
Abbiamo a che fare con un'emergenza educativa pazzesca, Hawke! Non possiamo continuare a delegare gli altri, anche se virtuosi come i nonni o la scuola....
I Figli hanno principalmente bisogno dei loro Genitori. E se questi dedicano gran parte delle loro giornate al lavoro, alla carriera e ai soldi, difficilmente sarà possibile una relazione, un dialogo attraverso il quale trasmettere indirizzi, priorità e Valori in grado di guidarli e orientarli nella Vita.



Ai genitori, in particolare, è chiesta una presa di coscienza delle responsabilità educative mediante seminari, conferenze e focus group organizzati dalle stesse scuole. E’ in gioco il rapporto tra le generazioni ed un futuro migliore per tutti. Troppe famiglie registrano un fallimento nell’educazione dei propri figli che appaiono viziati dal troppo benessere. Bisogna ripartire dalla comunicazione emotiva e dai legami affettivi per affrontare il terremoto attuale nella relazione tra genitori e figli. La famiglia di oggi è troppo fragile. Occorre una politica organica per la famiglia ed un serio progetto di scuola per genitori.


Di fronte ai molti ragazzi viziati dobbiamo interrogarci sulle enormi facilitazioni esistenziali che non incoraggiano l’autonomia e la crescita dei figli. Dobbiamo comprendere le cause della incomunicabilità emotiva tra le generazioni. Essendo troppo fragile la comunicazione emotiva in famiglia e nella scuola, dobbiamo avviare veri e propri percorsi formativi per apprendere a comunicare. All’amore latino, di tipo egoistico urge sostituire un serio accompagnamento lungo le vie difficili della vita per aiutare una piccola persona a crescere con i suoi tempi.

Serve una grande iniezione di autorevolezza. Quanto sono patetiche certe figure genitoriali e di alcuni docenti inesperti! Non c’è progetto educativo senza regole e senza l’autorevolezza necessaria a declinarle. Essere adulti implica credibilità, coerenza, buon senso, autorevolezza. Dobbiamo ricreare spazi per un dialogo educativo: oratori, scuole aperte di pomeriggio con attività interessanti, aule didattiche decentrate nel territorio.

Rimane importante l’educazione fra pari ma determinante è dare l’esempio nel rispetto delle regole da parte degli adulti.


Resta sullo sfondo il problema principale che è alla base del disagio giovanile:
Cono io ho parlato di CONTRIBUIRE all'educazione non di DELEGARE il ruolo di genitori ad altri.
I figli hanno bisogno di modelli educativi validi a prescindere che i genitori lavorino fuori casa entrambi o meno, nessuno t'insegna ad essere genitore e per quanto cerchi di far bene qualcosa si sbaglia sempre, di solito ci si rifà ai modelli dei propri genitori o si cerca di prenderne le distanze se non ritenuti validi.
I figli non hanno bisogno che i genitori siano loro amici, ce li hanno già gli amici coetanei, hanno bisogno di genitori che li sappiano ascoltare, aiutare, e sostenerli nel percorso di crescita, che diano loro delle regole, ma non soltanto i genitori dovrebbero contribuire all'educazione, anche la scuola, i nonni. Non è solo l'educazione dei genitori ad influire sulla formazione, educazione a valori di un figlio, anche l'ambiente in cui vive, le amicizie che frequenta, altrimenti se lasciato tutto ai genitori che futuro dovrebbero avere i figli dei delinquenti? Una tara!
Difficile che figli cresciuti in famiglie mafiose, con accanto madri che non lavorano, che diventino poi magistrati in lotta contro la mafia e la famiglia, quindi non regge il discorso dei genitori che lavorano entrambi e abbandonati a se stessi, perchè conosco tanti bravi ragazzi cresciuti con genitori entrambi lavoratori studiosi e universitari, il punto non è se una madre lavora o meno, il punto è il modello educativo e l'ambiente in cui si cresce, le frequentazioni che si hanno.
E per ultimo ogni epoca ha i suoi scontri generazionali, basta vedere al '68.