prima di tutto, quelli che sbarcano da Tunisia e Algeria non sono tunisini e algerini, che sono pochi e in effetti non hanno ragioni per migrare;
in secondo luogo, si tratta di una continua scelta influenzata da tanti motivi, che si capiscono solo approfondendo le questioni;
in parte si tratta di politica di buon vicinato con stati non radicalizzati o laici, come la Tunisia, diplomazia preventiva; poi, la stessa diplomazia verso i paesi di origine, in cui le potenze occidentali hanno grandi interessi;
tu vedi il nigeriano babau, che ti spaventa; ma già ora il reddito medio di Abuja è uno dei più alti del mondo, tra 50 anni la Nigeria sarà un paese con un PIL molto più alto di quello italiano;
le comunità di certi paesi sono nel contempo dei ponti e degli "ostaggi" per le potenze occidentali, i cui maggiorenti sono legati a doppio filo alle élites in patria, e svolgono un'azione determinante nel garantire la sicurezza dei contratti e del personale;
per carità, l'immigrazione può non piacere; io nemmeno mi scandalizzo se uno si dichiara razzista; non discuto di principi, questioni valoriali e morali;
però se scegli di adottare una linea dura, devi anche mettere in conto che ti vengano meno certi appoggi, e poi improvvisamente ti rapiscono i tecnici ENI, ti rendono impossibili trivellazioni, saltano contratti che vanno a ditte francesi o cinesi, ecc... a fronte degli oneri economici e politici che comunque graverebbero su quelle politiche;
un governo, a prescindere dal colore politico, al dunque si trova di fronte a questo genere di pressioni, e nel solco di mezzo secolo di politica estera di prudenza e mediazione; non è che arriva un pirla che si alza al mattino, vuole fare la voce grossa e fa pasticci;
mutatis mutandis, guarda il casino che ha combinato Sarko in Libia, che alla fine ha inguaiato un po' tutti, pure nel tentativo di perseguire un interesse nazionale: uno poteva fare il tuo discorso: perché devo garantire un gaglioffo come Geddhafi ? mo' lo vedi il perché...
Berlusconi in quel caso aveva ragione; peccato che quando ha avuto la maggioranza più solida della storia italiana, dopo il 2001, e dopo il 2006, abbia sprecato l'occasione, e perso peso politico tra Merkel e Sarko, lasciando che l'italia diventasse il socio debole, perché non ha fatto riforme e si è esposto alla speculazione;
se, invece di abolire l'ICI e fare il demagogo fiscale avesse messo fieno in cascina, non si sarebbe dovuto piegare alle avventure libiche dei francesi.








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