mettiamo da parte i rarissimi casi di ermafroditismo; nell'ambito di ciascun genere, contraddistinto dai genitali, hai un'infinità di gradazioni ormonali, che producono tipi umani vistosamente indefiniti, a fronte di altri molto caratterizzati;
posto che non è affatto detto che queste influiscano sulle preferenze sessuali, beninteso, nemmeno vale il contrario; nel senso che effettivamente un appartenente al genere maschile per connotazione genitale potrebbe essere dal punto di vista ormonale molto più vicino ad una donna, e viceversa, con implicazioni psicologiche importanti;
ora, il punto sarebbe:
siccome queste circostanze si producono già nell'infanzia e nell'adolescenza, come ci si deve regolare nei confronti di un minore che cerchi la propria auto-determinazione ?
se un adolescente presenta caratteri indefiniti, al di là dell'apparato genitale, e una psicologia altrettanto indefinita, è giusto che la famiglia si adoperi per forzare un carattere anziché un altro ? la questione si pone anche perché socialmente la stragrande maggioranza delle famiglie prova disagio nei confronti di un figlio non conforme, anche perché avverte una pressione ed un pregiudizio sociale;
per questo diventa necessario il riconoscimento di una condizione naturalmente incerta; è un po' come se riconoscessimo solo le persone coi capelli biondi-biondi, o neri-neri, e non tutte le varietà del castano o del rosso, negando a questi ultimi una dignità sociale;
nota che non è affatto raro che le famiglie intervengano con "terapie" ormonali e iniziative educative per forzare i figli verso un genere o un altro; quanto possiamo considerare legittima la cosa, e perché ? la domanda non è retorica; uno potrebbe rispondere: lo faccio per il bene di mio figlio, che così non subirà pregiudizi; che è una risposta tipica, e pure in parte in buona fede;
ma è giusto forzare una persona a conformarsi invece che combattere un pregiudizio ? anche perché in quei casi, si rischia molto facilmente di fallire, sovrapporre al pregiudizio sociale e ambientale anche quello famigliare, per cui quella persona davvero si sente "colpevole" di una naturale non conformità allo standard del suo genere meramente genitale;
qui, invece, la circostanza è raccontata come se ci fosse un gruppo di eccentrici ideologizzati che per propri motivi persegue la confusione psico-sessuale dei propri o altrui figli per il solo gusto di far casino, per sfizio; l'Inghilterra vittoriana e georgiana ha prodotto più mitologie omo e di genderismo del resto della storia, proprio con l'imposizione di standard rigidissimi; qualcosa vorrà dire, no ?
a meno di non sostenere che Dio fosse dal momento della creazione un fan dei film di James Ivory![]()







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