le idee sono sempre in relazione con l'altro, a meno di postulare l'agnosticismo morale, che per uno che si dice "cristiano" è una contraddizione in termini;
poniamo che vi sia una dottrina che affermi che i capelli rossi sono un segno di predisposizione negativa, e chi li ha sia maligno; ora, se io non prendo posizione, in effetti sto acconsentendo a quella persecuzione, non sono certo "innocente"; sto solo aderendo a quell'idea per interposta persona; insomma, un vigliacchetto;
il compromesso è possibile su questioni negoziabili, quantitative; ma sui principi di giustizia, libertà , uguaglianza, costituisce comunque una presa di posizione; legittima, ma mai neutrale; se la si spaccia per neutrale, è solo ipocrisia;
ora, se la mia personale inquietudine di fronte alle persone di genere incerto mi porta a lasciare che queste subiscano ingiustizie o ghettizzazioni, comunque argomentata, io sono complice; non è una mia fantasia; anche l'inazione o l'omissione in diritto penale configura colpa o dolo eventuale, se non intenzionalità vera e propria; tu puoi anche dire: me ne frego, ma poi devi sapere che puoi finire in una qualche Norimberga o essere sommerso nella tua identità di ignavo di fronte all'ingiustizia ignorata; a maggior ragione se ti proclami seguace di un sistema morale, come quello evangelico, cioè ti dichiari consapevole di questioni di giustizia.







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