l'alternativa è che tu dia retta a quello che ti pare a te riguardo alla condizione di un'altra persona; cioè, gli imponi il tuo soggettivo;
perché qui si discute di condizionare la vita di persone che sono in affidamento, come i minori;
è inutile che mi confuti il punto citando la teoria delle stringhe, che non c'entra una cippa;
poi incontri una "ragazza", che si vede benissimo che è quasi un maschio, naturalmente, e tale si sente e vuole essere, e che fai ? le rendi inferno la vita per costringerla a vivere nel modo che a te rende più tranquillo, perché sei abituato a pensare che si può essere solo Rossella O'Hara o Brett Butler, bianco o nero ?
da' retta: io vengo da una cultura non troppo diversa dalla tua e non sono tanto più giovane; anche se può non essere facile, certe cose le capisci solo se le vivi, se incontri persone in carne ed ossa che hanno un problema, e sono persone come te e me;
il resto sono elucubrazioni di gente che sfrutta circostanze umane per imporre il proprio ordine di idee, politico, religioso, ecc... laddove si tratterebbe solo di sensibilità umana.







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