Citazione Originariamente Scritto da Rachele Giacobi Visualizza Messaggio
La genuinità e l’umiltà di un credente dovrebbero essere una scelta personale e ciò contrasta con l’idea della predestinazione. Non si può chiedere a nessuno di essere umile se non è predestinato. Se un credente è vanitoso significa che era previsto che fosse così(come Giuda traditore) e non può farci altro. Non possono darti fastidio quei preti che criticano e si atteggiano a sapienti perché così era previsto per loro da sempre. Il credente umile non ha alcun merito perché il suo atteggiamento non dipende da lui ma dalla volontà di Dio .Con la predestinazione nessuno ha meriti,nessuno ha colpe;non c’è scelta:sia fatta solo la volontà di Dio. Io personalmente porto avanti la lotta quotidiana delle scelte che giorno dopo giorno sono costretta a fare
allora cambia teologia, perché quella cattolica non regge alla logica;

anche nella predestinazione, si può desiderare e sperare di essere destinati al bene; il messaggio paolino è proprio che conta il sentimento; Pietro si salva anche se è predestinato a tradire, ma anche a soffrire per questa cosa che lo ripugna; la sua salvezza è proprio quel suo essere una brava persona;

la predestinazione colpisce solo la vanità di chi si sente conforme e giusto perché obbedisce per opportunismo;
sia chiaro: è un escamotage di 5 secoli fa per non buttare le Scritture alle ortiche; sempre meglio di un catechismo che oggi - oggi - deve scrivere che Dio permette il male, e che questo è un grande "mistero".