mica tanto; anche perché il circolo non è vizioso, ma in quella prassi il paradosso serve per far riflettere sul senso, ma è anche una fregatura, perché non ti consente di aggirare il principio;
non hai letto bene:Chi amerà di più colui che ci azzera il debito che abbiamo nei suoi confronti? Tu che gli devi 100 euro od io che gli debbo 10.000 euro?
Facile quindi capire chi lo amerà di più; la risposta è certa.
Non capisco dove sta il dubbio.
la prima frase dice: è perdonata perché ha amato; cioè, all'amore consegue il perdono;
nella seconda si dice: ama poco perché si è visto poco rimettere i suoi debiti, perdonato poco;
cioè, la causa è ribaltata;
ora, il senso di tutto questo, non può essere tanto prescrittivo, perché non c'è imperio, ma descrittivo: vedete come funziona la questione ? poi, sta a voi regolarvi...
no, no... il giusto in quella frase è chi osserva la legge; è detto proprio, "seriamente"; lì non si chiede al giusto di omettere l giudizio secondo la legge, ma di perdonare, che è una cosa diversa, e cioè l'indulto della pena come atto di forza della legge stessa, che è il punto che ti facevo osservare;
il perdono presuppone il riconoscimento da parte di entrambi del torto e della ragione; perdona chi sia riconosciuto avere ragione; infatti, al perdono deve corrispondere il pentimento, che è il riconoscimento del proprio torto, e il ripromettersi di non reiterare;
ma se il conflitto è irriducibile verte sulla giustizia, cioè il presunto peccatore non ritiene di aver peccato, ma che la legge sia in errore, il perdono diventa solo un escamotage retorico per riaffermare il primato della legge:
chi è che si appella alla clemenza della corte ? il colpevole, non certo l'innocente; oppure l'innocente che sa di trovarsi di fronte ad una corte ingiusta, che lo condannerà comunque;
lo scritto del chierico che hai riportato non descrive affatto un Gesù rivoluzionario, anzi; e probabilmente è storicamente pure corretto, senti che ti dico![]()
è molto verosimile che il vero Gesù, per quanto potesse avercela con certi suoi preti, non si sognasse nemmeno di sovvertire la Legge, perché la cosa non era minimamente nelle corde di quella cultura; poteva, invece, certamente incorporare una pietà -tolleranza nelle pieghe di quei paradossi tanto comuni, che verosimilmente doveva essere una prassi comune di attenuazione di un sistema altrimenti rigidamente ossessivo;
se leggi le barzellette di Moni Ovadia sugli ebrei, oltre a contenere sempre paradossi, è pieno di rabbini che offrono occasioni ai fedeli di argomentare la liceità di una trasgressione, pur restando devoti; e questa roba non è spuntata fuori dal nulla; si vede che era il normale processo adattativo;
se ti ascolti la conferenza di Barbero sul sesso nel medioevo cristiano italiano - bellissima - vedi che è un po' la stessa cosa, delle barzellette, intendo.







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