ma che dici? la popolazione di un qualsiasi stato ha bisogno innanzitutto dei beni primari che eventualmente le sono garantiti da rapporti collaborativi con l'estero e non c'entrano guerre, che si fannno sempre per ragioni di ordinaria amministrazione, almeno "al giorno d'oggi". così hai una europa ricca e pacifica e soprattutto civile. e dall'altra parte dell'oceano hai gente che quando non ce la fa più a mantenerli tutti, invia gli scarti della globalizzazione in guerra. detto ciò la guerra è anche "affari", ma solo come soprammercato e quando strettamente necessario. come la guerra in iraq, quest'ultima però anche a fini geopolitici di spartizione del mondo fra bush cattolico e mettiamo "khamenei" iraniano. tutto ciò col benestare dell'europa, sempre meno forte e sempre più dipendente.
i cinesi obbediscono a voce sola, alle proprie esigenze di popolo, che in quanto tale ha un proprio carattere. c'è del misticismo anche dopo il crollo di un regime comunista, durato una settantina d'anni, un "nano" di fronte a quella che è stata la cina negli ultimi 10.000 anni, gli anni del Celeste Impero, della Terra di mezzo, tra cielo e terra.
se conti gli anni di storia e di civiltà precomuniste in cina, potrebbero anche passare altri 50 anni capitalismo prima di un repentino ritorno alle vecchie abitudini con cavallo e calesse.
tutto giusto ma "collaborativi" direi di no. i cinesi non sono il congo, anzi hanno "loro" mire espansionistiche sull'africa subsahariana. non c'è da scherzare.
l'iran è ad oggi l'eminenza grigia del panarabismo. non si espone ma comanda, sempre attraverso capi in ultima istanza non laici ma religiosi.







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