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Ezechia guarisce in risposta alla preghiera — Fin dai tempi di Davide, non ci fu più re che abbia saputo ristabilire il Regno di Dio in un tempo di apostasia, di scoraggiamento, come fece Ezechia. Il sovrano, ora morente, aveva servito il suo Dio con fedeltà, aveva rinfrancato la fiducia del popolo in Jehovah, come loro supremo sovrano. E come Davide, ora poteva implorare: O Eterno, DIO della mia salvezza, io grido giorno e notte davanti a te. Giunga fino a te la mia preghiera, tendi l’orecchio al mio grido, perché l’anima mia è sazia di male e la mia vita è giunta fino allo Sceol. (Salmo 88:1-3) Poiché tu sei la mia speranza, o Signore, o Eterno, la mia fiducia fin dalla mia fanciullezza. Tu sei stato il mio sostegno fin dal grembo di mia madre; sei tu che mi hai tratto dal grembo di mia madre; a te andrà sempre la mia lode. Sono diventato per molti come un prodigio, ma tu sei il mio forte rifugio. La mia bocca è ripiena della tua lode e proclama la tua gloria tutto il giorno. Non rigettarmi nel tempo della vecchiaia; non abbandonarmi quando il mio vigore viene meno. (Salmo 71:5-18) Colui che è prodigo in compassioni e che mai si esauriscono, (Lamentazioni 3:22) ascoltò la preghiera del suo servo. Isaia non era ancora giunto al cortile centrale che la parola dell’Eterno gli fu rivolta dicendo: «Torna indietro e di’ a Ezechia, principe del mio popolo: “Così parla l’Eterno, il DIO di Davide tuo padre: Ho udito la tua preghiera e ho visto le tue lacrime; ecco, io ti guarisco; nel terzo giorno salirai alla casa dell’Eterno. Aggiungerò alla tua vita quindici anni, libererò te e questa città dalle mani del re di Assiria e proteggerò questa città per amore di me stesso e per amore di Davide mio servo. (2 Re 20:4-6) — Review and Herald, May 6, 1915