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Discussione: Sigmund Freud, pescatore dell'inconscio

  1. #46
    Opinionista L'avatar di axeUgene
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    Veramente, visto che difendi la psicanalisi e anche quella di origine, credo stia a te portare qualche elemento a favore delle pippe freudiane & C.

    Tanto la psicologia moderna non sempre vede di buon occhio la psicanalisi e in generale, certe teorie di Freud sono messe in discussione e non prese più ad esempio.
    l'argomento a favore te l'ho esposto: un secolo di prassi e senza confutazione;

    ovviamente, in un set tanto complesso di discipline, si trova di tutto; mo', una disamina appena informata, dovrebbe partire da questo:
    prima di Freud, tutta la società occidentale riteneva che l'educazione e la morale non producessero scorie: avevi una pulsione aggressiva o sessuale ? la reprimevi e tutto andava a posto; come ignorare la produzione di monossido di carbonio in seguito a combustione; altrimenti eri un delinquente da punire o un matto da recludere in manicomio, prima una strega, ecc...

    Freud non veniva da un ambiente liberale; ma era un medico ed era abituato ad osservare l'eziologia; quando si è trovato di fronte a comportamenti eccentrici e inspiegabili gli è venuta questa intuizione, probabilmente mutuata dai sistemi di protezione fisiologica di fronte a shock e traumi, per cui il comportamento eccentrico assolveva ad una funzione analoga a quella delle reazioni fisiologiche in stato di stress o trauma;

    la genialità di Freud è stata quella di aver intuito, senza elementi davvero concreti, ma solo per quell'analogia con la fisiologia, che anche la costrizione delle pulsioni animali umane produceva reazioni di risulta, anziché un ripristino dell'armonia morale senza conseguenze;

    il mondo di prima ignorava tutto e governava con la colpa; ignorava la psichiatria e la neurologia; 14-18 si punivano i soldati vittime di shock come vigliacchi; adesso arrivava questo medico a spiegare addirittura come tutte le interazioni educative con le pulsioni potessero produrre scorie tali da menomare il normale comportamento umano, al di là della morale; e che, in ogni caso, come in fisica, la repressione delle pulsioni produce metaboliti che restano in circolo e hanno un qualche "costo di smaltimento", anche se spesso occulto;

    il mondo non è stato più lo stesso, e così il modo di guardare ai comportamenti umani e le loro dinamiche;
    cosa vuoi che conti il fine tuning delle scuole ? di fronte a uno che scopre il monossido di carbonio e constata il soffocamento, il processo chimico che riguarda gli alveoli polmonari non cambia la circostanza che quello ti ha spiegato in anticipo di almeno mezzo secolo una conseguenza che nessuno aveva nemmeno immaginato in termini di causa-effetto;

    mo' , uno può avere le opinioni che crede, più o meno informate; magari è intimamente bigotto o incupito e gli dà fastidio si evochi la sessualità come una pulsione fondamentale anche per le persone, ma se non ha presente la rivoluzione che le intuizioni di Freud hanno compiuto è solo una capra; come uno che ignori Darwin o Einstein.
    c'� del lardo in Garfagnana

  2. #47
    Opinionista L'avatar di Ninag
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    Senza togliere nulla a Freud, che ha il merito di aver lavorato sulla complessità delle pulsioni umane. In “Lectures on Conditioned Reflexes” (1923), Pavlov fa notare che l’idea di considerare l’uomo una macchina governata da complessi riflessi nervosi è stata introdotta da René Descartes tre secoli prima. Pavlov si basa sulla fisiologia del cervello per condurre una “indagine puramente oggettiva delle attività nervose superiori”. Egli è stato influenzato dal lavoro di Ivan Sechenov, fondatore della psicologia materialista, che sosteneva che i processi mentali fossero reazioni riflessive del sistema nervoso. Pavlov utilizzò la teoria di Sechenov per dimostrare sperimentalmente il fenomeno del condizionamento classico( stimolo-risposta).

  3. #48
    Opinionista L'avatar di Vega
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    Citazione Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
    l'argomento a favore te l'ho esposto: un secolo di prassi e senza confutazione;

    ovviamente, in un set tanto complesso di discipline, si trova di tutto; mo', una disamina appena informata, dovrebbe partire da questo:
    prima di Freud, tutta la società occidentale riteneva che l'educazione e la morale non producessero scorie: avevi una pulsione aggressiva o sessuale ? la reprimevi e tutto andava a posto; come ignorare la produzione di monossido di carbonio in seguito a combustione; altrimenti eri un delinquente da punire o un matto da recludere in manicomio, prima una strega, ecc...

    Freud non veniva da un ambiente liberale; ma era un medico ed era abituato ad osservare l'eziologia; quando si è trovato di fronte a comportamenti eccentrici e inspiegabili gli è venuta questa intuizione, probabilmente mutuata dai sistemi di protezione fisiologica di fronte a shock e traumi, per cui il comportamento eccentrico assolveva ad una funzione analoga a quella delle reazioni fisiologiche in stato di stress o trauma;

    la genialità di Freud è stata quella di aver intuito, senza elementi davvero concreti, ma solo per quell'analogia con la fisiologia, che anche la costrizione delle pulsioni animali umane produceva reazioni di risulta, anziché un ripristino dell'armonia morale senza conseguenze;

    il mondo di prima ignorava tutto e governava con la colpa; ignorava la psichiatria e la neurologia; 14-18 si punivano i soldati vittime di shock come vigliacchi; adesso arrivava questo medico a spiegare addirittura come tutte le interazioni educative con le pulsioni potessero produrre scorie tali da menomare il normale comportamento umano, al di là della morale; e che, in ogni caso, come in fisica, la repressione delle pulsioni produce metaboliti che restano in circolo e hanno un qualche "costo di smaltimento", anche se spesso occulto;

    il mondo non è stato più lo stesso, e così il modo di guardare ai comportamenti umani e le loro dinamiche;
    cosa vuoi che conti il fine tuning delle scuole ? di fronte a uno che scopre il monossido di carbonio e constata il soffocamento, il processo chimico che riguarda gli alveoli polmonari non cambia la circostanza che quello ti ha spiegato in anticipo di almeno mezzo secolo una conseguenza che nessuno aveva nemmeno immaginato in termini di causa-effetto;

    mo' , uno può avere le opinioni che crede, più o meno informate; magari è intimamente bigotto o incupito e gli dà fastidio si evochi la sessualità come una pulsione fondamentale anche per le persone, ma se non ha presente la rivoluzione che le intuizioni di Freud hanno compiuto è solo una capra; come uno che ignori Darwin o Einstein.


    Dopo l'ennesimo post di discorsi vari e supercazzole, ancora non siamo arrivati a sapere, lato tuo, se c'è davvero il complesso di Edipo, Elettra, invidia del pene, le fasi orale ecc..., l'incoscio nudo e crudo ecc...così come li aveva pensati Freud.

    Che poi lui l'aveva buttata molto sul lato sessuale, l'aggressività, ma non è tutto lì. Riguardo il lato sessuale, cosa ormai superata, sempre per fortuna, è guardare alla sessualità femminile a partire da quella maschile, come Freud e altri dopo di lui avevano fatto.
    Poi diciamo anche che la psicanalisi ha sempre un pò sofferto di una certa macchinosità e tortuosità di concetti, che più spesso sembrano arzigogoli pittoreschi e filosofico-metafisici. Hai fatto tu un esempio, quello del bambino che subirebbe addirittura l'onnipotenza del padre. Sono anche questi i concetti che rovinano la psicanalisi. Forse un bambino reagisce ad altri elementi che non un concetto come l'onnipotenza, che probabilmente non è alla sua portata, cognitivamente e culturalmente, probabilmente è solo reazione al no che ostacola l'obiettivo, l'aggressività paterna se c'è, tono di voce ecc...

    Se dei meriti ci sono, non è nemmeno tutto oro quello che luccica e oggi non è tutto preso per oro colato così come i vecchi soloni della psicanalisi avevano teorizzato, che ti piaccia o no. E non capisco questa tua strenua difesa di quello che è superato dato che ti piace sapere ed informarti.
    Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

  4. #49
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    Senza togliere nulla a Freud, che ha il merito di aver lavorato sulla complessità delle pulsioni umane. In “Lectures on Conditioned Reflexes” (1923), Pavlov fa notare che l’idea di considerare l’uomo una macchina governata da complessi riflessi nervosi è stata introdotta da René Descartes tre secoli prima. Pavlov si basa sulla fisiologia del cervello per condurre una “indagine puramente oggettiva delle attività nervose superiori”. Egli è stato influenzato dal lavoro di Ivan Sechenov, fondatore della psicologia materialista, che sosteneva che i processi mentali fossero reazioni riflessive del sistema nervoso. Pavlov utilizzò la teoria di Sechenov per dimostrare sperimentalmente il fenomeno del condizionamento classico( stimolo-risposta).
    questi però sono segmenti diversi della risposta: è come per un mezzo di trasporto l'osservazione del rapporto tra peso, potenza e velocità; a parità di queste, la performance di un trattore o di un camion sono diverse in rapporto al terreno;
    Freud si occupa di una fase successiva, e cioè dell'interazione tra quella scatola A - in cui si generano pulsioni fondamentali, variamente osservabili e definibili come circostanza relativamente autonoma - e la scatola-contenitore più grande B, dell'ambiente socio-culturale che educa e pone vincoli; e, soprattutto, produce risposte involontarie, "perversioni" della pulsione originaria, sotto forma di comportamenti tipici e ricorrenti;

    nessuna teoria precedente cercava di spiegare il perché di comportamenti apparentemente privi di senso razionale, quindi di scelta: il furto rischioso di oggetti di nessun valore o utilità infungibile - un rossetto da pochi euro da parte di una signora agiata - rituali ossessivo-compulsivi - aprire e chiudere il gas dieci volte prima di uscire di casa - o le parafilie sessuali - la necessità di proiettare il desiderio ordinario su dettagli e modalità senza le quali non si prova piacere - i lapsus, ecc...

    l'importanza di questa cosa sta in due circostanze:
    a) l'eccentricità irrazionale del comportamento mostra un tratto di irresponsabilità morale del soggetto, che agisce sotto il peso di una necessaria coazione; la signora che ruba il rossetto non è una ladra, ma soffre di una patologia;
    b) se - come in effetti avviene - l'intervento terapeutico è in grado di incidere sostanzialmente su questi comportamenti, rafforzando le correlazioni ipotizzate, è ragionevolmente possibile ipotizzare altre correlazioni che pure producono comportamenti meno estremi sotto il profilo sociale, ma che privatamente generano una sofferenza o una disfunzionalità "minore"; che so, il figlio imprenditore che fallisce per non superare il padre, anche lui fallito, si spiega facilmente con un "Edipo", giusta o meno che sia la spiegazione:
    il figlio compensa la pulsione aggressiva nei confronti del padre - censurata dalla morale - rinunciando ad "ucciderlo" metaforicamente col proprio successo;

    la figlia molto amata da madre infelice che sabota le proprie relazioni per un'inconsapevole forma di solidarietà, senza la quale si sentirebbe in colpa in un modo insostenibile;

    o la generale gestione di una modica, ma anche grande infelicità che offre un sollievo rispetto ad una percepita punizione incombente e angosciosa;

    questi, e altri esempi tipici, spiegano bene il "vantaggio" di tanti comportamenti, da quelli più eccentrici e invalidanti, ad altri che comunque comportano menomazioni, e per i quali ogni spiegazione non può essere ricondotta a semplici meccanismi fisiologici.
    c'� del lardo in Garfagnana

  5. #50
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    questi però sono segmenti diversi della risposta: è come per un mezzo di trasporto l'osservazione del rapporto tra peso, potenza e velocità; a parità di queste, la performance di un trattore o di un camion sono diverse in rapporto al terreno;
    Sinceramente faccio spesso fatica a capire certe argomentazioni. Un esempio del genere, come lo relaziono con le teorie ed i tipi di apprendimento, di cui quello classico citato da Ninag? E cosa c'entra tutto quello che scrivi dopo, la cleptomania, le parafilie?
    Sembra sempre che tu voglia spostare il discorso, riempiendo lo spazio con tutta una marea di altri discorsi che girano e rigirano, saltano di quà e di là.
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  6. #51
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    per i quali ogni spiegazione non può essere ricondotta a semplici meccanismi fisiologici.
    Vorrei farti notare però, che per esempio, un fatto come controllare e ricontrollare il gas chiuso o la porta di casa per esempio, ha anche (sottolineo anche) la sua bella base biologica dato che si attivano nel cervello quei meccanismi che mettono in relazioni noi stessi col mondo esterno e quindi una cosa come l'ansia che in questo caso anticipa un potenziale pericolo e fa parte di quell'allerta che ci scatta in maniera naturale, anche se qui diventa in un certo senso una reazione ipertrofica. Il corpo viene attivato da questa prospettiva di pericolo. Pare che in chi sviluppi ossessioni e compulsioni, ci sia un deficit di serotonina. Non tutto si esaurisce qui, di sicuro ci sta altro che non è stato ancora ben compreso sulla parte biochimica del cervello e neurologica. Questo per il lato biologia e dintorni.
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  7. #52
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    che so, il figlio imprenditore che fallisce per non superare il padre, anche lui fallito, si spiega facilmente con un "Edipo", giusta o meno che sia la spiegazione:
    il figlio compensa la pulsione aggressiva nei confronti del padre - censurata dalla morale - rinunciando ad "ucciderlo" metaforicamente col proprio successo;
    Classico esempio di supercazzola psicanalitica. Ma succede così? Sarà scientifica una spiegazione così o la solita teoria che sa un pò di mitopoiesi?
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  8. #53
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    Dopo l'ennesimo post di discorsi vari e supercazzole, ancora non siamo arrivati a sapere, lato tuo, se c'è davvero il complesso di Edipo, Elettra, invidia del pene, le fasi orale ecc..., l'incoscio nudo e crudo ecc...così come li aveva pensati Freud.
    lato mio conta poco o nulla, di fronte alle prassi consolidate; sull'inconscio ho difficoltà; sul pre-conscio, complessi e nevrosi molto meno;
    Edipo - o chiamalo pulsione reattivo-aggressiva xyz, o Gennarino - a me torna perfettamente, in mezzo a svariate altre metabolizzazioni di conflitti tipici e relative articolazioni;
    Che poi lui l'aveva buttata molto sul lato sessuale, l'aggressività, ma non è tutto lì. Riguardo il lato sessuale, cosa ormai superata, sempre per fortuna


    curioso: la biologa: istinto di auto-conservazione/aggressività e riproduzione/sessualità sono le due fondamentali pulsioni animali; nella tua logica bio-meccanicista dovrebbero pesare quasi al 100%
    invece, sostieni che non è tutto lì , evidentemente rimandando a elaborazioni culturali;

    ma, quando ti si fa presente esattamente il conflitto tra pulsioni ed elaborazioni culturali, rimandi a un imprecisato e supposto meccanicismo biologico, che in effetti solo su aggressività e sessualità può fondarsi, visto che gli altri comportamenti evolutivamente premianti sono secondari, adattamenti sociali di specie; coccodrilli, leoni e umani diramano diversamente, ma in comune hanno aggressività e sessualità;

    su quest'ultima ti scappa un per fortuna, che è proprio un lapsus freudiano in un discorso scientifico che si suppone ispirato a neutralità empirica; niente di strano: la sessualità ti mette a disagio, come per la maggior parte delle persone; il bigottismo - più o meno sublimato - ha molto successo perché la sessualità rimanda in automatico proprio alle ragioni di fragilità identitaria, destabilizza, soprattutto nel mondo borghese e libero;

    due secoli fa, belli o brutti, se sani saremmo stati destinati ad accoppiarci e figliare nei rispettivi slot sociali; livello competitivo relativamente basso; magari due sorelle contadine potevano nutrire una modica invidia per quella che aveva sposato il contadino più bello o ricco, ma più o meno l'investimento era quello, e ci si faceva pace;
    nella società libera la competizione è senza limiti, e senza garanzie; puntualmente, nel mondo di cui mostrava nostalgia Cono, tutti avevano quella collocazione garantita, ad attenuare tutto; mentre nel mondo della libertà, siamo tutti nudi: quanto trombi, con chi, quanti ti hanno considerat*, e quanto appetibili, e quanto hanno investito ?
    qualsiasi discorso crudo sulla pulsione sessuale rivela una condizione dei più relativamente fragile in termini di competizione e identità; accontentarsi di essere seconde o terze scelte non ha più alibi sociali, i vincoli che suscitano nostalgia: un figo ne tromba dieci e nove morti di figa restano in bianco e rosicano; ma il figo ne sposa una o due e investe su quelle, mentre le altre non si riproducono e retrocedono;
    oppure ci si accontenta modicamente, ma sempre riflessi in quel quadro senza sconti;

    è ovvio che il discorso diretto sul peso della sessualità imbarazza i più, visto che raramente l'esperienza rimanda ad un appagamento sereno; e ti viene quel "per fortuna"

    qui si è parlato tanto di sesso e desiderio, proprio con Cono in religioni, perché è l'unico modo indiretto; se uno apre un vero 3d sulla sessualità, nelle prime due pagine è un trionfo di commenti standard e abbottonati, e alla terza qualcuno inizia a buttarla in vacca con battute goliardiche;
    per forza: un discorso crudo e realistico sbatte in faccia a tutti una condizione per lo più frustrante, un grande divario tra desiderio e condizione reale, che i più vogliono rimuovere;

    la sessualità non è così importante, però c'è un culo anche nella pubblicità di una smerigliatrice al brico, e il 90% di quello che ci vendono funge da status di appetibilità/competizione sessuale, la dieta, la palestra, i simboli del potere e della libertà dal bisogno; Rocco è un prodigio della natura e nessuno si mette in competizione; Berlusconi - 5 figli - e tantissime divagazioni suscita invidia; e suscita rabbia quello che non si accontenta della Lorella, o Dark, perché manifestano la libertà dal bisogno di accontentarsi.
    c'� del lardo in Garfagnana

  9. #54
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    Sinceramente faccio spesso fatica a capire certe argomentazioni. Un esempio del genere, come lo relaziono con le teorie ed i tipi di apprendimento, di cui quello classico citato da Ninag? E cosa c'entra tutto quello che scrivi dopo, la cleptomania, le parafilie?
    Sembra sempre che tu voglia spostare il discorso, riempiendo lo spazio con tutta una marea di altri discorsi che girano e rigirano, saltano di quà e di là.
    non sono io a spostare il discorso, ma si tratta proprio di due segmenti distinti di un sistema:
    la pulsione opera in sé come la parte di sistema in cui si dà fuoco a un certo quantitativo di polvere da sparo, e può essere rilevante quantità e concentrazione, ecc...
    la psicanalisi si occupa dell'interazione tra quella componente in un sistema canna/culatta/proietto; è ovvio che la qualità della polvere da sparo ha un rilievo - se è bagnata non esplode, se è poca non basta, se troppa esplode il pezzo - ma quello che interessa è il comportamemento del sistema nel complesso a partire dall'osservazione del fenomeno: se vieni bombardata da dietro un palazzo puoi ben ipotizzare che ci sia un mortaio; da dietro una montagna sarà un obice, mentre un tiro diretto ti offre altre indicazioni.
    c'� del lardo in Garfagnana

  10. #55
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    Vorrei farti notare però, che per esempio, un fatto come controllare e ricontrollare il gas chiuso o la porta di casa per esempio, ha anche (sottolineo anche) la sua bella base biologica dato che si attivano nel cervello quei meccanismi che mettono in relazioni noi stessi col mondo esterno e quindi una cosa come l'ansia che in questo caso anticipa un potenziale pericolo e fa parte di quell'allerta che ci scatta in maniera naturale, anche se qui diventa in un certo senso una reazione ipertrofica. Il corpo viene attivato da questa prospettiva di pericolo. Pare che in chi sviluppi ossessioni e compulsioni, ci sia un deficit di serotonina. Non tutto si esaurisce qui, di sicuro ci sta altro che non è stato ancora ben compreso sulla parte biochimica del cervello e neurologica. Questo per il lato biologia e dintorni.
    ecco, no:
    si trattasse di ipertrofia, come ipotizzi, la farmacologia interverrebbe con farmaci serotonergici modulabili posologicamente; non solo;
    questi fenomeni si connotano proprio per un'eccentricità che si staglia in un quadro altrimenti "normale" di performance: lo scompenso fisiologico, tipicamente inficia la performance complessiva del sistema-individuo, come la batteria scarica di un'auto o l'hardware di un pc; il sistema non parte, da fermo non ti si accendono le luci e non funziona il telecomando di controllo delle porte; in caso contrario, magari è il motorino d'avviamento; oppure la centralina che blocca tutto per un'errata diagnosi degli scarichi; se un pc parte, il so funziona correttamente, ma il software non riconosce le date dopo il 2000, come per il famoso millennium bug, è un problema di software;
    non ha molto senso pratico sottolineare che quel software per funzionare necessita di un hardware a posto; questo lo sappiamo, ma non ci serve, non spiega, non ci indirizza alla soluzione;

    siccome già ai tempi di Freud i pazienti ossessivo-compulsivi o agorafobici venivano sostanzialmente guariti dalla terapia, ripristinando una funzionalità "normale" del sistema-individuo, si è continuato a lavorare sul software; il che non interferisce in nessun modo sul lavoro di chi ripara la macchina e i circuiti;

    a parte rarissimi delinquenti, nessun psicanalista prende in carico un paziente il cui stato potrebbe essere causato da una patologia fisiologica; prima di tutto lo manda da uno psichiatra; sarà questo a valutare e poi optare per una terapia farmacologica, o rimandare allo psicologo, o integrare entrambi i percorsi;
    se si tratta di professionisti coscienziosi, non prescrivono farmaci ad minchiam.
    c'� del lardo in Garfagnana

  11. #56
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    lato mio conta poco o nulla, di fronte alle prassi consolidate; sull'inconscio ho difficoltà; sul pre-conscio, complessi e nevrosi molto meno;
    Edipo - o chiamalo pulsione reattivo-aggressiva xyz, o Gennarino - a me torna perfettamente, in mezzo a svariate altre metabolizzazioni di conflitti tipici e relative articolazioni;



    curioso: la biologa: istinto di auto-conservazione/aggressività e riproduzione/sessualità sono le due fondamentali pulsioni animali; nella tua logica bio-meccanicista dovrebbero pesare quasi al 100%
    invece, sostieni che non è tutto lì , evidentemente rimandando a elaborazioni culturali;

    ma, quando ti si fa presente esattamente il conflitto tra pulsioni ed elaborazioni culturali, rimandi a un imprecisato e supposto meccanicismo biologico, che in effetti solo su aggressività e sessualità può fondarsi, visto che gli altri comportamenti evolutivamente premianti sono secondari, adattamenti sociali di specie; coccodrilli, leoni e umani diramano diversamente, ma in comune hanno aggressività e sessualità;

    su quest'ultima ti scappa un per fortuna, che è proprio un lapsus freudiano in un discorso scientifico che si suppone ispirato a neutralità empirica; niente di strano: la sessualità ti mette a disagio, come per la maggior parte delle persone; il bigottismo - più o meno sublimato - ha molto successo perché la sessualità rimanda in automatico proprio alle ragioni di fragilità identitaria, destabilizza, soprattutto nel mondo borghese e libero;

    due secoli fa, belli o brutti, se sani saremmo stati destinati ad accoppiarci e figliare nei rispettivi slot sociali; livello competitivo relativamente basso; magari due sorelle contadine potevano nutrire una modica invidia per quella che aveva sposato il contadino più bello o ricco, ma più o meno l'investimento era quello, e ci si faceva pace;
    nella società libera la competizione è senza limiti, e senza garanzie; puntualmente, nel mondo di cui mostrava nostalgia Cono, tutti avevano quella collocazione garantita, ad attenuare tutto; mentre nel mondo della libertà, siamo tutti nudi: quanto trombi, con chi, quanti ti hanno considerat*, e quanto appetibili, e quanto hanno investito ?
    qualsiasi discorso crudo sulla pulsione sessuale rivela una condizione dei più relativamente fragile in termini di competizione e identità; accontentarsi di essere seconde o terze scelte non ha più alibi sociali, i vincoli che suscitano nostalgia: un figo ne tromba dieci e nove morti di figa restano in bianco e rosicano; ma il figo ne sposa una o due e investe su quelle, mentre le altre non si riproducono e retrocedono;
    oppure ci si accontenta modicamente, ma sempre riflessi in quel quadro senza sconti;

    è ovvio che il discorso diretto sul peso della sessualità imbarazza i più, visto che raramente l'esperienza rimanda ad un appagamento sereno; e ti viene quel "per fortuna"

    qui si è parlato tanto di sesso e desiderio, proprio con Cono in religioni, perché è l'unico modo indiretto; se uno apre un vero 3d sulla sessualità, nelle prime due pagine è un trionfo di commenti standard e abbottonati, e alla terza qualcuno inizia a buttarla in vacca con battute goliardiche;
    per forza: un discorso crudo e realistico sbatte in faccia a tutti una condizione per lo più frustrante, un grande divario tra desiderio e condizione reale, che i più vogliono rimuovere;

    la sessualità non è così importante, però c'è un culo anche nella pubblicità di una smerigliatrice al brico, e il 90% di quello che ci vendono funge da status di appetibilità/competizione sessuale, la dieta, la palestra, i simboli del potere e della libertà dal bisogno; Rocco è un prodigio della natura e nessuno si mette in competizione; Berlusconi - 5 figli - e tantissime divagazioni suscita invidia; e suscita rabbia quello che non si accontenta della Lorella, o Dark, perché manifestano la libertà dal bisogno di accontentarsi.
    Bla bla bla

    Insomma, è possibile sapere se esistono o no il complesso di Edipo, l'invidia del pene, le fasi, l'inconscio quale magazzino delle rimozioni ecc...?
    Mille giri di parole, supercazzole, addirittura una mia presunta difficoltà col sesso, senti un pò, per sviare il discorso e la credibilità di quello che scrivo. Che mezzucci bassi hai!
    E quota per bene la frase, che io avevo parlaro della sessualità femminile vista sempre dal lato maschile, tipo cose come l'invidia del pene. E' chiaro che, vuoi per i tempi, per ideologia, convizioni proprie, bias, la tendenza potesse essere quella, permeando certe spiegazioni di un certo maschilismo.
    E' inutile che fai finta di fare quello che spiega perché l'interlocutore avrebbe preso un granchio o non si rende conto dell'argomento.

    In realtà sessualità e aggressività non sono le sole ragioni che guidano il comportamento degli animali, per quanto la riproduzione sia, come sappiamo, importante per la vita e la continuazione delle specie. Fattene una ragione. Hai voglia con le solite pippe su Freud e le due pulsioni principali sulle quali si era fissato.
    Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

  12. #57
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    ecco, no:
    si trattasse di ipertrofia, come ipotizzi, la farmacologia interverrebbe con farmaci serotonergici modulabili posologicamente; non solo;
    questi fenomeni si connotano proprio per un'eccentricità che si staglia in un quadro altrimenti "normale" di performance: lo scompenso fisiologico, tipicamente inficia la performance complessiva del sistema-individuo, come la batteria scarica di un'auto o l'hardware di un pc; il sistema non parte, da fermo non ti si accendono le luci e non funziona il telecomando di controllo delle porte; in caso contrario, magari è il motorino d'avviamento; oppure la centralina che blocca tutto per un'errata diagnosi degli scarichi; se un pc parte, il so funziona correttamente, ma il software non riconosce le date dopo il 2000, come per il famoso millennium bug, è un problema di software;
    non ha molto senso pratico sottolineare che quel software per funzionare necessita di un hardware a posto; questo lo sappiamo, ma non ci serve, non spiega, non ci indirizza alla soluzione;

    siccome già ai tempi di Freud i pazienti ossessivo-compulsivi o agorafobici venivano sostanzialmente guariti dalla terapia, ripristinando una funzionalità "normale" del sistema-individuo, si è continuato a lavorare sul software; il che non interferisce in nessun modo sul lavoro di chi ripara la macchina e i circuiti;

    a parte rarissimi delinquenti, nessun psicanalista prende in carico un paziente il cui stato potrebbe essere causato da una patologia fisiologica; prima di tutto lo manda da uno psichiatra; sarà questo a valutare e poi optare per una terapia farmacologica, o rimandare allo psicologo, o integrare entrambi i percorsi;
    se si tratta di professionisti coscienziosi, non prescrivono farmaci ad minchiam.
    E magari due pasticchette ci sta che vengano prescritte. La farmacologia per adesso, che va ad agire sulla biochimica del cervello in questo ambito, ti tira fuori antidepressivi, ansiolitici, stabilizzatori dell’umore, non ti riassembla i neuroni, non ti cambia la rete neurale, la memoria di quello che a tizio fa paura per esempio. Le tue tiritere sui farmaci &C. puoi anche smettere di farle. Fatica risparmiata.

    Che poi, non sono sempre chiare le cause scatenanti di cose come i DOC, Disturbi ossessivo-compulsivi.
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  13. #58
    Opinionista L'avatar di axeUgene
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    Bla bla bla

    Insomma, è possibile sapere se esistono o no il complesso di Edipo, l'invidia del pene, le fasi, l'inconscio quale magazzino delle rimozioni ecc...?
    Mille giri di parole, supercazzole, addirittura una mia presunta difficoltà col sesso, senti un pò, per sviare il discorso e la credibilità di quello che scrivo. Che mezzucci bassi hai!
    te l'ho bell'e detto: esistono eccome, in quel determinato quadro occidentale come li ha descritti Freud, salvo correzioni di forma e dibattito;
    il "mezzuccio" consiste nel rimandarti alla prassi ?
    E quota per bene la frase, che io avevo parlaro della sessualità femminile vista sempre dal lato maschile, tipo cose come l'invidia del pene. E' chiaro che, vuoi per i tempi, per ideologia, convizioni proprie, bias, la tendenza potesse essere quella, permeando certe spiegazioni di un certo maschilismo.
    E' inutile che fai finta di fare quello che spiega perché l'interlocutore avrebbe preso un granchio o non si rende conto dell'argomento.
    boh... non credo interessi a nessuno la forma obsoleta di un secolo fa;
    In realtà sessualità e aggressività non sono le sole ragioni che guidano il comportamento degli animali, per quanto la riproduzione sia, come sappiamo, importante per la vita e la continuazione delle specie. Fattene una ragione. Hai voglia con le solite pippe su Freud e le due pulsioni principali sulle quali si era fissato.
    "importante" ? tra le altre cose... prova a fare senza, e vediamo che succede

    l'aggressività è determinante per i predatori, ma anche in termini selettivi intra-specie per decidere chi si accoppia; ma, in ipotesi, una popolazione con risorse iper abbondanti potrebbe riprodursi al limite e per un lungo periodo non competere troppo; noi siamo l'esempio e infatti ci riproduciamo a tasso geometrico; già si vedono i problemi, però;

    qui sei tu a fare la vaga su altri fattori; quali e quanto determinanti, non si capisce;

    resta che continuiamo da sempre a fare guerre e competere per il sesso, che è anche quello che vende tutto e si vende ovunque;
    ma tu ne sai una più del diavolo; a te non la si fa, c'hai lasscièenza dalla tua parte
    c'� del lardo in Garfagnana

  14. #59
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    boh... non credo interessi a nessuno la forma obsoleta di un secolo fa
    Ma se mi tiri fuori che Edipo c'è e tutto il resto anche, va da sé che la forma obsoleta vale anche adesso, no?

    Quali fattori nel comportamento animale? Se guardiamo ai mammiferi, ti pare che per sopravvivere ci sia solo aggressività e riproduzione? Cure parentali, socialità, gioco, forme di cooperazione e altruismo? Un esempiuccio, i suricati che fanno la sentinella al branco a turno. I lupi, che sono branchi di individui della famiglia, con qualche membro esterno che si aggiunge. E di sicuro non stanno lì a scannarsi l'uno con l'altro per l'aggressività reciproca. Per dire
    Le strategie di comportamento e sopravvivenza sono varie.
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  15. #60
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    E magari due pasticchette ci sta che vengano prescritte. La farmacologia per adesso, che va ad agire sulla biochimica del cervello in questo ambito, ti tira fuori antidepressivi, ansiolitici, stabilizzatori dell’umore, non ti riassembla i neuroni, non ti cambia la rete neurale, la memoria di quello che a tizio fa paura per esempio. Le tue tiritere sui farmaci &C. puoi anche smettere di farle. Fatica risparmiata.

    Che poi, non sono sempre chiare le cause scatenanti di cose come i DOC, Disturbi ossessivo-compulsivi.
    "non sono chiare le cause" non ci serve a una cippa, in ambito scientifico, beninteso; i fumogeni alla "non possiamo escludere che..." servono per le trasmissioni TV su mitologie e fregnacce, tipo Giacobbo;

    quando Einstein e la quantistica confliggono, si prende atto di quello che funziona operativamente; idem per le questioni psichiche; funziona ? risolve ? anche se non abbiamo conferme che offrono un quadro di sistema, finché non viene fuori una teoria più efficiente, ci teniamo quella;
    così ragiona la comunità scientifica quando si trova di fronte a campi di indeterminatezza;

    se le tue obiezioni avessero un senso, qualcuno ci avrebbe già preso un Nobel; siccome così non è, hai un'occasione imperdibile; ma sbrigati: l'offerta scade lunedì 19 gennaio.
    c'� del lardo in Garfagnana

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