
Originariamente Scritto da
axeUgene
lato mio conta poco o nulla, di fronte alle prassi consolidate; sull'inconscio ho difficoltà; sul pre-conscio, complessi e nevrosi molto meno;
Edipo - o chiamalo pulsione reattivo-aggressiva xyz, o Gennarino - a me torna perfettamente, in mezzo a svariate altre metabolizzazioni di conflitti tipici e relative articolazioni;
curioso: la biologa: istinto di auto-conservazione/aggressività e riproduzione/sessualità sono le due fondamentali pulsioni animali; nella tua logica bio-meccanicista dovrebbero pesare quasi al 100%
invece, sostieni che
non è tutto lì , evidentemente rimandando a elaborazioni culturali;
ma, quando ti si fa presente esattamente il conflitto tra pulsioni ed elaborazioni culturali, rimandi a un imprecisato e supposto meccanicismo biologico, che in effetti solo su aggressività e sessualità può fondarsi, visto che gli altri comportamenti evolutivamente premianti sono secondari, adattamenti sociali di specie; coccodrilli, leoni e umani diramano diversamente, ma in comune hanno aggressività e sessualità;
su quest'ultima ti scappa un
per fortuna, che è proprio un lapsus freudiano in un discorso scientifico che si suppone ispirato a neutralità empirica; niente di strano: la sessualità ti mette a disagio, come per la maggior parte delle persone; il bigottismo - più o meno sublimato - ha molto successo perché la sessualità rimanda in automatico proprio alle ragioni di fragilità identitaria, destabilizza, soprattutto nel mondo borghese e libero;
due secoli fa, belli o brutti, se sani saremmo stati destinati ad accoppiarci e figliare nei rispettivi slot sociali; livello competitivo relativamente basso; magari due sorelle contadine potevano nutrire una modica invidia per quella che aveva sposato il contadino più bello o ricco, ma più o meno l'investimento era quello, e ci si faceva pace;
nella società libera la competizione è senza limiti, e senza garanzie; puntualmente, nel mondo di cui mostrava nostalgia Cono, tutti avevano quella collocazione garantita, ad attenuare tutto; mentre nel mondo della libertà, siamo tutti nudi: quanto trombi, con chi, quanti ti hanno considerat*, e quanto appetibili, e quanto hanno investito ?
qualsiasi discorso crudo sulla pulsione sessuale rivela una condizione dei più relativamente fragile in termini di competizione e identità; accontentarsi di essere seconde o terze scelte non ha più alibi sociali, i vincoli che suscitano nostalgia: un figo ne tromba dieci e nove morti di figa restano in bianco e rosicano; ma il figo ne sposa una o due e investe su quelle, mentre le altre non si riproducono e retrocedono;
oppure ci si accontenta modicamente, ma sempre riflessi in quel quadro senza sconti;
è ovvio che il discorso diretto sul peso della sessualità imbarazza i più, visto che raramente l'esperienza rimanda ad un appagamento sereno; e ti viene quel "per fortuna"
qui si è parlato tanto di sesso e desiderio, proprio con Cono in religioni, perché è l'unico modo indiretto; se uno apre un vero 3d sulla sessualità, nelle prime due pagine è un trionfo di commenti standard e abbottonati, e alla terza qualcuno inizia a buttarla in vacca con battute goliardiche;
per forza: un discorso crudo e realistico sbatte in faccia a tutti una condizione per lo più frustrante, un grande divario tra desiderio e condizione reale, che i più vogliono rimuovere;
la sessualità non è così importante, però c'è un culo anche nella pubblicità di una smerigliatrice al brico, e il 90% di quello che ci vendono funge da status di appetibilità/competizione sessuale, la dieta, la palestra, i simboli del potere e della libertà dal bisogno; Rocco è un prodigio della natura e nessuno si mette in competizione; Berlusconi - 5 figli

- e tantissime divagazioni suscita invidia; e suscita rabbia quello che non si accontenta della Lorella, o Dark, perché manifestano la libertà dal bisogno di accontentarsi.