Risposta seria:
un giorno mi sono persa nel reparto di storia dell'università
Pensavo che Il Grande Psicologo volesse lasciarmi ( in quel caso non successe nulla invece) perchè invaghito di una psichiarta del suo reparto (bella manica di matti vero?). Di colpo ho sentito che i miei studi, la scoperta del cui valore mi aveva fatto sentire finalmente di avere una direzione, in realtà erano una cosa ridicola, che ero in ritardo e che dovevo solo vergognarmi. Sotto l'effetto di questi pensieri sono entrata nei cunicoli della ghiacciaia per sostenere il mio adorato esame sulla stregoneria e li mi sono resa conto di non capire più dove mi stavo muovendo, se in alto o in basso, se a destra o a sinistra. Allora mi sono seduta abbracciando le ginocchia aspettando che arrivasse qualcuno. é arrivato un bel ragazzo alla fine, e mi ha portato dove dovevo andare. Al ritorno la strada si è rivelata essere cosèì semplice che solo il mio stato mentale poteva giustificare il mio smarrimento.
Bisogna distinguere bene: alcuni sono spinti da un'invincibile ansia interiore, altri sono semplicemente coglioni. Le sfumature intermedie sono davvero minime.
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