Jaufré Rudel

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  • doxa
    Opinionista
    • 30/04/19
    • 2660

    #1

    Jaufré Rudel

    Dove ero rimasto ? Boh ! 😃
    Non ha importanza.

    Stamane sono andato in un “emporium” Ikea, il grande magazzino che vende arredamenti e cose per la casa. Mentre attraversavo i tortuosi corridoi, ho letto due cartelli,
    nel primo c’è scritto:

    “I ricordi sono la nostra storia. La nostra vita passata”.

    Sull’altro: “la vita è condivisione”.

    Sono affermazioni banali, ma condivisibili.


    Dopo averli letti, per strana connessione la mia mente si è distaccata dal vedere le cose e mi ha fatto ricordare due strofe, tratte da una lunga poesia scritta da Giosue Carducci, titolata:“Jaufré Rudel”, compresa nella raccolta “Rime e ritmi”, pubblicata nel 1898.

    […]
    Contessa, che è mai la vita?
    È l’ombra d’un sogno fuggente.
    La favola breve è finita,
    il vero immortale è l’amor.

    […]
    La donna su ’l pallido amante
    chinossi recandolo al seno.
    Tre volte la bocca tremante
    co ’l bacio d’amore baciò,

    […]

    Chi era Jaufré Rudel ? Un trovatore occitano del XII secolo, dedito al tema dell’amor de lonh (l’amore da lontano), come l’amore virtuale che nasce nei forum e altri social.

    Si narra che Rudel s’innamorò della contessa di Tripoli dopo averne ascoltato le lodi da alcuni pellegrini di ritorno da Antiochia, città nell’attuale Turchia.

    La città di Tripoli citata da Rudel non è quella in Libia ma in Libano, situata 85 chilometri a nord della capitale, Beirut.

    Senza aver mai visto la predetta contessa (da alcuni ricercatori identificata con Melisenda, figlia del re Baldovino II di Gerusalemme) compose per lei dei testi per canzoni con “bella musica e povere parole”. Decise d’incontrarla e fece parte della seconda crociata, durante la quale egli morì.

    Secondo la leggenda:

    si ammalò durante il viaggio;
    giunto morente a Tripoli, fu portato davanti alla contessa;
    la vide, la riconobbe, l’abbracciò;
    e morì tra le sue braccia.

    Questa storia, già considerata leggendaria dagli studiosi medievali, ispirò vari poeti.
    Di Jaufré Rudel restano alcune canzoni. Sono dominate dalla sofferenza per la distanza geografica da lei.

    Ed ora a noi.

    Per me la vita è la quotidianità, con eventi voluti o subìti.

    E per voi ?

    Last edited by doxa; Ieri, 20:33.
  • Vega
    Opinionista

    • 04/05/05
    • 17970

    #2
    Sopravvivenza!😅
    Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

    Comment

    • King Kong
      رباني
      • 05/07/17
      • 2386

      #3
      Tema ricorrente nella letteratura araba e persiana: l'amore lontano, l'amore contrastato, l'amore che non trova il compimento e se lo trova deve essere clandestino e se é clandestino finisce quasi sempre in tragedia.
      Basti pensare alle figure di Layla e Majnun, dove Majnun é il soprannome attribuito al giovane Qays ibn al-Mulawwah ibn Muzāhim che ha visto Layla (secondo altre versioni ha passato con lei l'infanzia, secondo altre ancora era lui il tutore delle sue pecore) e se ne innamora perdutamente. La famiglia di lei non approva un rapporto, lui beduino, lei nobile, e nottetempo la trasferisce in un luogo sconosciuto. Lui impazzisce (Majnun = il pazzo) e passa il resto della sua vita da vagabondo alla sua ricerca cantando lodi d'amore strazianti ai margini di città e nella profonditá dei deserti.
      Decine di racconti su questa falsariga si trovano nelle "Mille e una notte" e nel Shāh-Nāmeh, il "Libro persiano dei re".
      Un tema che é stato divulgato in Europa da Shakespeare (Romeo e Giulietta) e poi da Johann Wolfgang von Goethe (Le affinità elettive), Flaubert (Madame Bovary)...
      E allora cosè la vita?
      Un anelito, una tensione emotiva, un desiderio per qualcosa di indefinito che ci risulta comunque lontano, fuori dalle nostre possibilità, una compulsione che ci porta o alla depressione o agli eccessi. "Se dovessi rinascere, allora..."
      Raramente c'é un lieto fine, ma per questo é necessario uno sforzo e un percorso tra mille ostacoli (Renzo e Lucia).
      Una metafora della vita che può arrivare a far male.
      Ma, per quel che mi riguarda, non vedo altra possibilitá che percorrere la strada che ci é stata assegnata.
      Che ci piaccia o no.

      Aut hic aut nullubi

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      • Ale
        Opinionista

        • 18/08/20
        • 21490

        #4
        Ricordi e condivisione? Allora la vita è un forum!
        ...no scherzo, per me la vita (n.b, quella che merita di essere vissuta) è la ricerca e l'apprezzamento dei piaceri, anche i più piccoli
        ...probabilmente sarò avvantaggiato dalla mia zona di residenza, ma qua c'è veramente di tutto e si può spassarsela anche senza grosse disponibilità economiche
        ...e poi tinire vivi interessi e curiosità, provare attività nuove, rispolverare vecchie sopite, sperimentare la resilienza, qualche filosofia etc etc.....
        Mens sana in corpore sano

        Počasi se daleč pride 🐌

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