Dove ero rimasto ? Boh ! 😃
Non ha importanza.
Stamane sono andato in un “emporium” Ikea, il grande magazzino che vende arredamenti e cose per la casa. Mentre attraversavo i tortuosi corridoi, ho letto due cartelli,
nel primo c’è scritto:
“I ricordi sono la nostra storia. La nostra vita passata”.
Sull’altro: “la vita è condivisione”.
Sono affermazioni banali, ma condivisibili.ù
Dopo averli letti, per strana connessione la mia mente si è distaccata dal vedere le cose e mi ha fatto ricordare due strofe, tratte da una lunga poesia scritta da Giosue Carducci, titolata:“Jaufré Rudel”, compresa nella raccolta “Rime e ritmi”, pubblicata nel 1898.
[…]
Contessa, che è mai la vita?
È l’ombra d’un sogno fuggente.
La favola breve è finita,
il vero immortale è l’amor.
[…]
La donna su ’l pallido amante
chinossi recandolo al seno.
Tre volte la bocca tremante
co ’l bacio d’amore baciò,
[…]
Chi era Jaufré Rudel ? Un trovatore occitano del XII secolo, dedito al tema dell’amor de lonh (l’amore da lontano), come l’amore virtuale che nasce nei forum e altri social.
Si narra che Rudel s’innamorò della contessa di Tripoli dopo averne ascoltato le lodi da alcuni pellegrini di ritorno da Antiochia, città nell’attuale Turchia.
La città di Tripoli citata da Rudel non è quella in Libia ma in Libano, situata 85 chilometri a nord della capitale, Beirut.
Senza aver mai visto la predetta contessa (da alcuni ricercatori identificata con Melisenda, figlia del re Baldovino II di Gerusalemme) compose per lei dei testi per canzoni con “bella musica e povere parole”. Decise d’incontrarla e fece parte della seconda crociata, durante la quale egli morì.
Secondo la leggenda:
si ammalò durante il viaggio;
giunto morente a Tripoli, fu portato davanti alla contessa;
la vide, la riconobbe, l’abbracciò;
e morì tra le sue braccia.
Questa storia, già considerata leggendaria dagli studiosi medievali, ispirò vari poeti.
Di Jaufré Rudel restano alcune canzoni. Sono dominate dalla sofferenza per la distanza geografica da lei.
Ed ora a noi.
Per me la vita è la quotidianità, con eventi voluti o subìti.
E per voi ?

Non ha importanza.
Stamane sono andato in un “emporium” Ikea, il grande magazzino che vende arredamenti e cose per la casa. Mentre attraversavo i tortuosi corridoi, ho letto due cartelli,
nel primo c’è scritto:
“I ricordi sono la nostra storia. La nostra vita passata”.
Sull’altro: “la vita è condivisione”.
Sono affermazioni banali, ma condivisibili.ù
Dopo averli letti, per strana connessione la mia mente si è distaccata dal vedere le cose e mi ha fatto ricordare due strofe, tratte da una lunga poesia scritta da Giosue Carducci, titolata:“Jaufré Rudel”, compresa nella raccolta “Rime e ritmi”, pubblicata nel 1898.
[…]
Contessa, che è mai la vita?
È l’ombra d’un sogno fuggente.
La favola breve è finita,
il vero immortale è l’amor.
[…]
La donna su ’l pallido amante
chinossi recandolo al seno.
Tre volte la bocca tremante
co ’l bacio d’amore baciò,
[…]
Chi era Jaufré Rudel ? Un trovatore occitano del XII secolo, dedito al tema dell’amor de lonh (l’amore da lontano), come l’amore virtuale che nasce nei forum e altri social.
Si narra che Rudel s’innamorò della contessa di Tripoli dopo averne ascoltato le lodi da alcuni pellegrini di ritorno da Antiochia, città nell’attuale Turchia.
La città di Tripoli citata da Rudel non è quella in Libia ma in Libano, situata 85 chilometri a nord della capitale, Beirut.
Senza aver mai visto la predetta contessa (da alcuni ricercatori identificata con Melisenda, figlia del re Baldovino II di Gerusalemme) compose per lei dei testi per canzoni con “bella musica e povere parole”. Decise d’incontrarla e fece parte della seconda crociata, durante la quale egli morì.
Secondo la leggenda:
si ammalò durante il viaggio;
giunto morente a Tripoli, fu portato davanti alla contessa;
la vide, la riconobbe, l’abbracciò;
e morì tra le sue braccia.
Questa storia, già considerata leggendaria dagli studiosi medievali, ispirò vari poeti.
Di Jaufré Rudel restano alcune canzoni. Sono dominate dalla sofferenza per la distanza geografica da lei.
Ed ora a noi.
Per me la vita è la quotidianità, con eventi voluti o subìti.
E per voi ?
