Jaufré Rudel

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  • doxa
    Opinionista
    • 30/04/19
    • 2663

    #1

    Jaufré Rudel

    Dove ero rimasto ? Boh ! 😃
    Non ha importanza.

    Stamane sono andato in un “emporium” Ikea, il grande magazzino che vende arredamenti e cose per la casa. Mentre attraversavo i tortuosi corridoi, ho letto due cartelli,
    nel primo c’è scritto:

    “I ricordi sono la nostra storia. La nostra vita passata”.

    Sull’altro: “la vita è condivisione”.

    Sono affermazioni banali, ma condivisibili.


    Dopo averli letti, per strana connessione la mia mente si è distaccata dal vedere le cose e mi ha fatto ricordare due strofe, tratte da una lunga poesia scritta da Giosue Carducci, titolata:“Jaufré Rudel”, compresa nella raccolta “Rime e ritmi”, pubblicata nel 1898.

    […]
    Contessa, che è mai la vita?
    È l’ombra d’un sogno fuggente.
    La favola breve è finita,
    il vero immortale è l’amor.

    […]
    La donna su ’l pallido amante
    chinossi recandolo al seno.
    Tre volte la bocca tremante
    co ’l bacio d’amore baciò,

    […]

    Chi era Jaufré Rudel ? Un trovatore occitano del XII secolo, dedito al tema dell’amor de lonh (l’amore da lontano), come l’amore virtuale che nasce nei forum e altri social.

    Si narra che Rudel s’innamorò della contessa di Tripoli dopo averne ascoltato le lodi da alcuni pellegrini di ritorno da Antiochia, città nell’attuale Turchia.

    La città di Tripoli citata da Rudel non è quella in Libia ma in Libano, situata 85 chilometri a nord della capitale, Beirut.

    Senza aver mai visto la predetta contessa (da alcuni ricercatori identificata con Melisenda, figlia del re Baldovino II di Gerusalemme) compose per lei dei testi per canzoni con “bella musica e povere parole”. Decise d’incontrarla e fece parte della seconda crociata, durante la quale egli morì.

    Secondo la leggenda:

    si ammalò durante il viaggio;
    giunto morente a Tripoli, fu portato davanti alla contessa;
    la vide, la riconobbe, l’abbracciò;
    e morì tra le sue braccia.

    Questa storia, già considerata leggendaria dagli studiosi medievali, ispirò vari poeti.
    Di Jaufré Rudel restano alcune canzoni. Sono dominate dalla sofferenza per la distanza geografica da lei.

    Ed ora a noi.

    Per me la vita è la quotidianità, con eventi voluti o subìti.

    E per voi ?

    Last edited by doxa; Ieri, 20:33.
  • Vega
    Opinionista

    • 04/05/05
    • 17970

    #2
    Sopravvivenza!😅
    Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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    • King Kong
      رباني
      • 05/07/17
      • 2388

      #3
      Tema ricorrente nella letteratura araba e persiana: l'amore lontano, l'amore contrastato, l'amore che non trova il compimento e se lo trova deve essere clandestino e se é clandestino finisce quasi sempre in tragedia.
      Basti pensare alle figure di Layla e Majnun, dove Majnun é il soprannome attribuito al giovane Qays ibn al-Mulawwah ibn Muzāhim che ha visto Layla (secondo altre versioni ha passato con lei l'infanzia, secondo altre ancora era lui il tutore delle sue pecore) e se ne innamora perdutamente. La famiglia di lei non approva un rapporto, lui beduino, lei nobile, e nottetempo la trasferisce in un luogo sconosciuto. Lui impazzisce (Majnun = il pazzo) e passa il resto della sua vita da vagabondo alla sua ricerca cantando lodi d'amore strazianti ai margini di città e nella profonditá dei deserti.
      Decine di racconti su questa falsariga si trovano nelle "Mille e una notte" e nel Shāh-Nāmeh, il "Libro persiano dei re".
      Un tema che é stato divulgato in Europa da Shakespeare (Romeo e Giulietta) e poi da Johann Wolfgang von Goethe (Le affinità elettive), Flaubert (Madame Bovary)...
      E allora cosè la vita?
      Un anelito, una tensione emotiva, un desiderio per qualcosa di indefinito che ci risulta comunque lontano, fuori dalle nostre possibilità, una compulsione che ci porta o alla depressione o agli eccessi. "Se dovessi rinascere, allora..."
      Raramente c'é un lieto fine, ma per questo é necessario uno sforzo e un percorso tra mille ostacoli (Renzo e Lucia).
      Una metafora della vita che può arrivare a far male.
      Ma, per quel che mi riguarda, non vedo altra possibilitá che percorrere la strada che ci é stata assegnata.
      Che ci piaccia o no.

      Aut hic aut nullubi

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      • Ale
        Opinionista

        • 18/08/20
        • 21495

        #4
        Ricordi e condivisione? Allora la vita è un forum!
        ...no scherzo, per me la vita (n.b, quella che merita di essere vissuta) è la ricerca e l'apprezzamento dei piaceri, anche i più piccoli
        ...probabilmente sarò avvantaggiato dalla mia zona di residenza, ma qua c'è veramente di tutto e si può spassarsela anche senza grosse disponibilità economiche
        ...e poi tinire vivi interessi e curiosità, provare attività nuove, rispolverare vecchie sopite, sperimentare la resilienza, qualche filosofia etc etc.....
        Mens sana in corpore sano

        Počasi se daleč pride 🐌

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        • doxa
          Opinionista
          • 30/04/19
          • 2663

          #5
          Vi ringrazio per la vostra partecipazione.

          Nella tramoggia immetto altri punti di vista.

          Cos’è la vita ?

          La vita è un fenomeno biologico ed esperienza soggettiva, influenzata dalle relazioni, dalle emozioni e dalle scelte individuali.

          Il biologo evoluzionista Ernst Mayr (1904-2005) scrisse: “Definire la natura dell'entità chiamata vita è stato uno dei maggiori obiettivi della biologia. La questione è che la parola vita suggerisce qualcosa come una sostanza o forza, e per secoli filosofi e biologi hanno provato ad identificare questa sostanza o forza vitale senza alcun risultato”.

          Dal punto di vista biologico, la vita comprende crescita, metabolismo, riproduzione e adattamento degli organismi viventi dalla nascita alla morte.
          La vita è regolata da informazioni genetiche contenute nel DNA, che codifica le istruzioni per lo sviluppo e il funzionamento di ogni organismo.

          Erwin Schrödinger, nel suo libro: “Che cos'è la vita?” propose che la cellula viva sia governata da una struttura molecolare che contiene il codice genetico e permette la trasmissione ereditaria delle informazioni.

          Oltre alla definizione scientifica, la vita può essere vista come la somma di esperienze, emozioni, pensieri, scelte e conoscenze che un individuo accumula durante la propria esistenza.

          Ogni persona percepisce la vita in modo unico: per alcuni può essere un'avventura piena di gioie e sfide, per altri un percorso di riflessione e crescita personale.

          In sintesi, la vita è un concetto multidimensionale: dal punto di vista scientifico, è un insieme di processi biologici regolati dal codice genetico; dal punto di vista filosofico, è l'insieme delle esperienze e delle percezioni che definiscono l'esistenza di ciascun individuo.
          Comprendere la vita significa quindi esplorare sia la sua struttura biologica sia il significato che essa assume nella nostra esperienza quotidiana.

          🖐

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          • doxa
            Opinionista
            • 30/04/19
            • 2663

            #6
            Nel precedente post ho scritto che la vita è un concetto multidimensionale. Oltre la vita fisica c’è anche la cosiddetta “vita spirituale”, tanto cara a Cono e Pax.

            Nell’antica lingua greca la vita fisica viene denominata “bios”, la vita spirituale “zoé”.

            La tradizione biblica e l’antica filosofia greca assegnano ai due termini significati distinti.

            La Bibbia esalta le due dimensioni.

            Nell’antico Testamento la vita fisica è descritta nella Genesi, con la creazione divina di Adamo: “Il Signore Dio plasmò l’uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente” (2, 7).

            Il “respiro di vita” (in ebraico “ruah”) appartiene a ogni vivente, ma l’uomo riceve un’ulteriore vita, un altro soffio vitale, in ebraico "nishmat-hajjim", che indica la coscienza, orientata verso la vita spirituale.

            Il cardinale Gianfranco Ravasi in un suo articolo su “Famiglia Cristiana” evidenzia che nell’antica concezione semitica la vita fisica è rappresentata dal sangue, che non deve essere versato né toccato. Il corpo umano non è considerato un’appendice, ma connesso con l’interiorità della persona. E’ per questo che nel Nuovo Testamento è considerato come “tempio dello Spirito Santo che né in noi e che riceviamo da Dio” (1 Corinzi 6, 19).

            La vita fisica è considerata sacra e dono di Dio. La malattia e la morte vengono reputate in connessione col peccato (vedi la cosiddetta “teoria della retribuzione”, che scorge un nesso tra colpa e dolore) mentre la vita è espressione di salvezza.

            La seconda traiettoria ci mostra che la vita fisica è collegata alla trascendenza. Nel battesimo cristiano si riceve un altro “respiro-spirito” che ci dona la vita spirituale. E’ quella che Paolo di Tarso chiama “vita secondo lo Spirito”: essa è partecipazione alla vita del Cristo risorto”.
            L’evangelista Giovanni la chiama “vita eterna” la vita divina a noi donata per grazia: “Dio ci ha dato la vita eterna..."
            Last edited by doxa; Oggi, 10:53.

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            • dark lady
              la viaggiatrice
              • 09/03/05
              • 70526

              #7
              OT: Ciao Doxa, come va? Eravamo preoccupati!!!
              “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

              Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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              • dark lady
                la viaggiatrice
                • 09/03/05
                • 70526

                #8
                Originariamente Scritto da doxa Visualizza Messaggio
                Dove ero rimasto ? Boh ! 😃
                Non ha importanza.

                Stamane sono andato in un “emporium” Ikea, il grande magazzino che vende arredamenti e cose per la casa. Mentre attraversavo i tortuosi corridoi, ho letto due cartelli,
                nel primo c’è scritto:

                “I ricordi sono la nostra storia. La nostra vita passata”.

                Sull’altro: “la vita è condivisione”.

                Sono affermazioni banali, ma condivisibili.


                Dopo averli letti, per strana connessione la mia mente si è distaccata dal vedere le cose e mi ha fatto ricordare due strofe, tratte da una lunga poesia scritta da Giosue Carducci, titolata:“Jaufré Rudel”, compresa nella raccolta “Rime e ritmi”, pubblicata nel 1898.

                […]
                Contessa, che è mai la vita?
                È l’ombra d’un sogno fuggente.
                La favola breve è finita,
                il vero immortale è l’amor.

                […]
                La donna su ’l pallido amante
                chinossi recandolo al seno.
                Tre volte la bocca tremante
                co ’l bacio d’amore baciò,

                […]

                Chi era Jaufré Rudel ? Un trovatore occitano del XII secolo, dedito al tema dell’amor de lonh (l’amore da lontano), come l’amore virtuale che nasce nei forum e altri social.

                Si narra che Rudel s’innamorò della contessa di Tripoli dopo averne ascoltato le lodi da alcuni pellegrini di ritorno da Antiochia, città nell’attuale Turchia.

                La città di Tripoli citata da Rudel non è quella in Libia ma in Libano, situata 85 chilometri a nord della capitale, Beirut.

                Senza aver mai visto la predetta contessa (da alcuni ricercatori identificata con Melisenda, figlia del re Baldovino II di Gerusalemme) compose per lei dei testi per canzoni con “bella musica e povere parole”. Decise d’incontrarla e fece parte della seconda crociata, durante la quale egli morì.

                Secondo la leggenda:

                si ammalò durante il viaggio;
                giunto morente a Tripoli, fu portato davanti alla contessa;
                la vide, la riconobbe, l’abbracciò;
                e morì tra le sue braccia.

                Questa storia, già considerata leggendaria dagli studiosi medievali, ispirò vari poeti.
                Di Jaufré Rudel restano alcune canzoni. Sono dominate dalla sofferenza per la distanza geografica da lei.

                Ed ora a noi.

                Per me la vita è la quotidianità, con eventi voluti o subìti.

                E per voi ?


                Mi è venuta in mente una citazione: "la vita è quello che ti succede mentre sei impegnato a fare altri progetti", tratta dalla canzone Beautiful Boy di John Lennon, scritta nel 1980 per il figlio Sean. E' un po' il mio leit motiv: per me la vita è l'oggi. E' vivere il presente. Questo non significa non pensare al futuro, ma senza perdere di vista quello che ci accade nella quotidianità. E a vivere al massimo ogni giornata, godendoci le cose belle che ci capitano.
                “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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                • doxa
                  Opinionista
                  • 30/04/19
                  • 2663

                  #9
                  Ciao Dark, 😀😘 tutto O K

                  Torno al tema.

                  Nell’antica cultura greca classica “bìos” designava le modalità e la qualità dell’esistenza individuale, invece zôê rimandava alla vita in senso oggettivo.

                  Nel Nuovo Testamento questa distinzione è talora invertita, ad esempio, la “vita eterna”, cioè la qualità divina che viene donata da Dio al giusto in comunione con lui, è definita zôê.

                  Comunque la Bibbia esalta entrambe le dimensioni, quella fisica e quella spirituale.

                  Nel Nuovo Testamento “bìos” è presente solo 10 volte, zôê 135 e zaô (=vivere), 140, con una serie di derivati.

                  Il cardinale Gianfranco Ravasi in un suo articolo titolato: “Voi siete forestieri e di passaggio”, pubblicato su “Famiglia Cristiana “ dello scorso 10 luglio, si domanda: “Che cos’è la nostra vita?”

                  Risponde usando una frase del mistico Giovanni di Kronstadt (1828 – 1908): “Il cammino di un viandante: appena ha raggiunto la meta, gli si aprono le porte, abbandona gli abiti da viaggio e il bastone da pellegrino ed entra in casa sua”. In tal modo il mistico russo rappresentava la parabola della vita: un pellegrinaggio. Allora come non pensare al popolo biblico pellegrino verso la Terra promessa nell’esodo dall’Egitto. Il segno più alto, una volta entrati in essa, sarà il pellegrinaggio a Sion, cioè al tempio.

                  Il Salmo 84 raffigura il pellegrinaggio e l’arrivo al tempio. Là l’orante contempla il volo felice degli uccelli che hanno i nidi nel santuario, simbolo della sorte fortunata di coloro che, soprattutto i sacerdoti, hanno in quel luogo sacro, una residenza perpetua e non temporanea (come il pellegrino) in intimità con Dio.

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                  • King Kong
                    رباني
                    • 05/07/17
                    • 2388

                    #10
                    Originariamente Scritto da doxa Visualizza Messaggio
                    La vita è un fenomeno biologico ed esperienza soggettiva, influenzata dalle relazioni, dalle emozioni e dalle scelte individuali...

                    la vita comprende crescita, metabolismo, riproduzione e adattamento degli organismi viventi dalla nascita alla morte...

                    La vita è regolata da informazioni genetiche contenute nel DNA, che codifica le istruzioni per lo sviluppo e il funzionamento di ogni organismo...

                    la cellula viva sia governata da una struttura molecolare che contiene il codice genetico e permette la trasmissione ereditaria delle informazioni...


                    dal punto di vista scientifico, è un insieme di processi biologici regolati dal codice genetico;..

                    Comprendere la vita significa quindi esplorare sia la sua struttura biologica sia il significato che essa assume nella nostra esperienza quotidiana...

                    🖐
                    Esprimo solo il mio punto di vista. Di tutte le spiegazioni possibili del fenomeno Vita, quello scientifico o biologico mi sembra il meno interessante. Ha certamente le sue applicazioni, ma non risponde alla domanda del Carducci del primo post.
                    Per dire, quando conosco tutte le funzioni biologiche del mio corpo non ho in mano nè l'immortalità, nè la capacità di riprodurre con tutti gli elementi della nostra chimica, una vita in provetta se non parto da un elemento già vivo biologicamente. Quindi, oltre a tutto quello che possiamo vedere al microscopio, esiste un elemento fondamentale che sfugge alla nostra osservazione.


                    Originariamente Scritto da doxa Visualizza Messaggio


                    Il “respiro di vita” (in ebraico “ruah”) appartiene a ogni vivente, ma l’uomo riceve un’ulteriore vita, un altro soffio vitale, in ebraico "nishmat-hajjim", che indica la coscienza, orientata verso la vita spirituale...
                    La ruah ebraica e l'arabo ruh, il soffio, sono forse il segreto della vita. Un elemento impossibile da riprodurre ma che abbiamo ereditato da un altro essere che già lo aveva a disposizione.
                    Hai citato l'Antico Testamento.Sostituisci alla parola "Vanità" di Qoelet la parola "un Soffio" e rende un duplice concetto. Primo é il soffio indispensabile alla vita. Secondo la durata effimera della stessa, lunga quanto un soffio.
                    Aut hic aut nullubi

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                    • follemente
                      Opinionista

                      • 22/12/09
                      • 11774

                      #11
                      Bentornato, Doxa!

                      Sull'argomento io condivido quanto ha scritto (a questo potrei aggiungere "Che tu sia per me il coltello" di David Grossman che parla di un rapporto amoroso quasi esclusivamente epistolare, in cui i due innamorati si aprono l'un l'altro come con nessuno nella vita reale) e scrive, anche oggi, King Kong.

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