1982-2012 C'ho quasi 30 anni!

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  • Baboulenka
    Opinionista
    • 25/01/09
    • 14527

    #16
    Originariamente Scritto da Morwen Visualizza Messaggio
    Io sono una donna a tutti gli effetti eppure per certi aspetti, a dire il vero moltissimi aspetti, mi sento ancora" poco matura", pur essendo consapevole che per certi altri sono molto più matura dei miei coetanei.
    Che generazione siamo, noi nati nei primi anni'80?
    Voi, che trentenni siete o eravate? Ho aperto un thread all'insegna del luogo comune? Forse sì, ma guardandomi attorno vedo tanti trentenni spaesati e coi piedi ben piantati sulle nuvole. Voi vi sentite così?
    Come ti capisco, anche io mi sento come te! Non sento di avere quasi 30 anni. Forse la sensazione viene amplificata dal fatto che la vediamo con gli occhi di chi ha vissuto prima di noi. "A questa età dovremmo avere un lavoro stabile e una famiglia" ma purtroppo in molto casi non è possibile.
    Non solo sono cambiati i tempi storici, in termini di crisi economica e di differenze sociali, ma siamo cambiati noi. Siamo molto più individualisti e forse abbiamo obiettivi diversi da chi ci ha preceduto. D'altra parte ci è stato inculcato quale dovrebbe essere il modo giusto di vivere e in certi casi penso che ci sentiamo quasi in colpa per non poter portare avanti quel modus vivendi. Uno degli step per diventare adulti era quello di "impegnarsi" in qualcosa, che fosse il lavoro o la famiglia. Non potendolo fare siamo in una sorta di limbo dal quale non sappiamo come uscire.
    Personalmente io mi sento ancora una ragazzina e come dici tu, per certi versi, immatura. Però non sento questo momento come negativo, è solo un diverso procedere delle cose e della vita.

    I solemnly swear that i am up to no good...

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    • Full di Jack
      Opinionista
      • 29/04/12
      • 904

      #17
      Quando avevo vent'anni i cinquantenni mi sembravano vecchi-vecchi, ormai impotenti, il cui unico desiderio era fare l' orto e giocare a bocce in attesa del calar del sipario; oggi che sono cinquantenne faccio ancora le stesse cose di sempre, amici, partite, concerti, biliardo, canne, casini vari... e faccio tutto ciò con piu' entusiasmo e sicurezza che a trenta, ho piu' "faccia da culo" e vedo che questo vale in generale per tutta la mia generazione, non ci vergognamo mai, neppure quando dovremmo.

      Non so se sia cambiato il mondo o se anche i nostri genitori hanno fatto lo stesso percorso e noi da ventenni non lo capivamo perchè avevamo una visione solo parziale per l' inesperienza... però se guardo certe foto antiche ci sono facce di quarantenni che ne dimostrano settanta!
      A presto!

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      • Il gatto
        Opinionista
        • 21/11/09
        • 12721

        #18
        I problemi usurano e invecchiano.
        Vedevi le foto di gente che ha fatto la guerra la fame dove essere benestanti era una situazione elitaria.
        Sono in seguito mancati questi fatttori e il rissultato medio e' cambiato migliorando con il miglioramento del contesto
        .

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        • Morwen
          Cinnamon Girl
          • 03/12/09
          • 7242

          #19
          Originariamente Scritto da Baboulenka Visualizza Messaggio
          Siamo molto più individualisti e forse abbiamo obiettivi diversi da chi ci ha preceduto. D'altra parte ci è stato inculcato quale dovrebbe essere il modo giusto di vivere e in certi casi penso che ci sentiamo quasi in colpa per non poter portare avanti quel modus vivendi. Uno degli step per diventare adulti era quello di "impegnarsi" in qualcosa, che fosse il lavoro o la famiglia. Non potendolo fare siamo in una sorta di limbo dal quale non sappiamo come uscire.
          Personalmente io mi sento ancora una ragazzina e come dici tu, per certi versi, immatura. Però non sento questo momento come negativo, è solo un diverso procedere delle cose e della vita.
          Brava, hai messo a fuoco un punto molto importante. Ci è stato detto di studiare, di imparare, di laurearci, di realizzarci. Nella mia famiglia, io e mia sorella siamo"quelle laureate", perché mia madre e mio padre hanno lasciato la scuola a 15 anni per lavorare sodo e altri cugini si sono gettati neìle attività di famiglia-e col senno di poi hanno decisamente fatto la scelta migliore.Se avessimo lasciato l'università ( e con le ultime riforme la tentazione c'è stata) avremmo deluso le aspettative di tutti. Ora che siamo laureate siamo precarie dal punto di vista lavorativo allo stesso modo di ragazzi e ragazze che han lasciato il liceo.
          Mia madre ha venduto negli anni'80 un negozio di alimentari a Santa Margherita Ligure per comprare casa e non farci vivere in affitto. Oggi francamente rimpiango quella scelta, perchè forse ora avremmo qualcosa di solido dal punto di vista lavorativo, dato che con la mia bella laurea e il mio master faccio la commessa.
          Anche io come te, non vedo questi 30 anni vissuti in modo negativo, riflettevo però sul fatto che tra i 30 anni di mia madre e i 30 miei c'è davvero un abisso in termini di vissuto lavorativo e di privato.
          Una cosa che ho notato è la necessità dei trentenni di oggi di vivere in modo adulto e responsabile (ad esempio attraverso il matrimonio vissuto quasi come tappa dovuta e necessaria)per poi rendersi conto che non si è pronti, che era presto per fare il grande passo, e che la voglia di divertirsi e di vivere in modo spensierato è ancora molto forte, molto più da ventenni che da trentenni.
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          • bumble-bee
            ...

            • 10/12/09
            • 15569

            #20
            Il fatto è che la società cambia, si evolve e di conseguenza cambiano i bisogni e le aspettative. Mettiamoci anche i desideri dei genitori per i propri figli, ecco che alla fine ci troviamo a fare delle scelte per accontentare loro e farli sentire realizzati.... e poi noi facciamo lo stesso : non essendoci realizzati a nostra volta, riponiamo sui figli tutti i nostri desideri mancati, trovando soddisfazione quando riusciamo ad ottenerli tramite loro. E' un circolo vizioso

            Ma del resto come fare altrimenti? Oggi la laurea equivale al diploma di una volta. Cioè se non sei laureato non trovi lavoro. In verità anche se hai la laurea, non trovi lavoro lo stesso, o lo trovi sotto forma di sfruttamento a vita, magari. Ecco che un negozio di generi alimentari, magari, ti da più sicurezza nell'immediato, piuttosto che dieci o più anni di... "praticantato"... che ti rendono schiavo del sistema e assolutamente dipendente.

            Caspita il lavoro deve avere la peculiarità di renderti libero di scegliere, libero di sognare e quindi realizzare... insomma libero di vivere e non schiavo del sistema.
            Bambol utente of the decade

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            • evalorn
              Opinionista
              • 28/01/06
              • 852

              #21
              Lascia stare le cifre, le statistiche e le paure che il mondo ti induce, Morwen: Sei amata da Dio, così come sei. Ed hai il sacrosanto diritto di compiere le tue libere scelte di vita!
              Massì dai, mettiamo al mondo un bambino senza aver neanche i soldi per mantenere noi stessi, senza sapere se il contratto semestrale sarà rinnovato o meno.. tanto siamo amati da dio..

              A Morwen: io son nato qualche anno dopo di te, abbiamo più o meno la stessa età. Lavorativamente son messo peggio, son stato sempre in condizione precaria negli ultimi 5 anni, ora non lavoro proprio e distribuisco CV da quasi un anno....

              Premesso che ho altre priorità, anche se avessi una situazione economicamente favorevole non credo che penserei a metter su famiglia.. credo che l'unica cosa da fare, anche per chi desidera fortemente avere un figlio, sia aspettare di potersi permettere di compiere questa scelta...

              Mettere al mondo una creatura senziente non significa solo finanziarle un'educazione e farle qualche regalo, ma anche finanziare le sue passioni , che siano sportive o artistiche, e questo ha un prezzo non indifferente (non bisogna certo esser ricchi, ma ci vuole un buon stipendio, soprattutto se si deve anche cominciare a pagare un mutuo)....
              Questi 'interessi secondari' sono importanti come il pane, fanno la differenza tra un bambino dalle mente sveglia, brillante che si trasforma in uno scienziato, artista, o altro.. ed uno frustrato che odia se stesso e la sua vita perché sente di non aver avuto la possibilità di auto-realizzarsi...
              "Il Silenzio del tempo che viene a mancare
              l'hai visto triturato da una Grande Bocca adorna di denti aguzzi
              questo è l'abisso dell'eco spezzato. E non penso si debba aggiungere altro." C.B.

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              • Mulligan
                Mandrappone
                • 20/07/11
                • 740

                #22
                Originariamente Scritto da Lex Visualizza Messaggio
                strage di cuori
                son qua ad aspettarti!
                [CENTER][COLOR=#ff0000][FONT=palatino linotype][SIZE=3][B][QUOTE=terra;1379612]la cosa semplice

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                • Morwen
                  Cinnamon Girl
                  • 03/12/09
                  • 7242

                  #23
                  Originariamente Scritto da evalorn Visualizza Messaggio
                  Massì dai, mettiamo al mondo un bambino senza aver neanche i soldi per mantenere noi stessi, senza sapere se il contratto semestrale sarà rinnovato o meno.. tanto siamo amati da dio..

                  A Morwen: io son nato qualche anno dopo di te, abbiamo più o meno la stessa età. Lavorativamente son messo peggio, son stato sempre in condizione precaria negli ultimi 5 anni, ora non lavoro proprio e distribuisco CV da quasi un anno....

                  Premesso che ho altre priorità, anche se avessi una situazione economicamente favorevole non credo che penserei a metter su famiglia.. credo che l'unica cosa da fare, anche per chi desidera fortemente avere un figlio, sia aspettare di potersi permettere di compiere questa scelta...

                  Mettere al mondo una creatura senziente non significa solo finanziarle un'educazione e farle qualche regalo, ma anche finanziare le sue passioni , che siano sportive o artistiche, e questo ha un prezzo non indifferente (non bisogna certo esser ricchi, ma ci vuole un buon stipendio, soprattutto se si deve anche cominciare a pagare un mutuo)....
                  Questi 'interessi secondari' sono importanti come il pane, fanno la differenza tra un bambino dalle mente sveglia, brillante che si trasforma in uno scienziato, artista, o altro.. ed uno frustrato che odia se stesso e la sua vita perché sente di non aver avuto la possibilità di auto-realizzarsi...
                  Sono d'accordo. Ho un'amica che è figlia di una ragazza madre, eternamente precaria e che è cresciuta grazie alla pensione del nonno.
                  La sua vita è tutto un "avrei voluto ma non ho potuto" e i conflitti con se stessa e con sua madre sono molto forti e complicati.
                  E' riuscita comunque a laurearsi ma ha dovuto ripiegare su Genova anzichè su un'università estera, vivere in provincia, lavorare studiando e lasciar perdere la musica e la sua passione per il piano.
                  Io sto seriamente pensando al futuro che sarò in grado di dare ai miei eventuali figli, ed è frustrante sapere già che dovrò chiedere una mano a mio padre o al padre del mio compagno.
                  Moderatore Viaggi
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                  • conogelato
                    Candle in the wind

                    • 17/07/06
                    • 66028

                    #24
                    Se ti metti a calcolare, a valutare, a soppesare, a monetizzare.....alla fine non solo per un figlio: avrai difficoltà anche a porre in essere tutte le altre scelte! Vivi il tuo sogno, Morwen, le tue aspettative, le tue aspirazioni. Bùttati, credici! Disposta anche a lottare e a soffrire. Certo!
                    amate i vostri nemici

                    Comment

                    • Misterikx
                      whatever..
                      • 24/03/05
                      • 15327

                      #25
                      Originariamente Scritto da Kyra Visualizza Messaggio
                      Domanda a bruciapelo: e' davvero cosi' scontato che tu sia piu' immatura di quanto lo fosse tua madre alla tua eta'?
                      allora non esistevano computer per celebrare introspettive pubbliche..ci si sbatteva,alla grande, e basta.
                      " Non siamo in un salotto borbonico col mignolo sollevato e l'inchino obbligatorio. Qui siamo tutti uguali. Non ti aspettare in un forum cose difficili da trovare pure tra amici e parenti." Nahui

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                      • Morwen
                        Cinnamon Girl
                        • 03/12/09
                        • 7242

                        #26
                        Originariamente Scritto da Misterikx Visualizza Messaggio
                        allora non esistevano computer per celebrare introspettive pubbliche..ci si sbatteva,alla grande, e basta.
                        Bel luogo comune.
                        Negli anni'80 i trentenni eran tutti maturi, eh si.
                        Moderatore Viaggi
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                        • Il gatto
                          Opinionista
                          • 21/11/09
                          • 12721

                          #27
                          Dipende dalla persona e dalle situazioni in cui si vive, semmai un impegno lavorativo, o famigliare, metteva alla prova l'adeguatezza della persona alla situazione dando una evidenza concreta dell'essere adeguati, o inadeguati, cosa che ora resta più a lungo a livello potenziale e la preoccupazione può essere data dall'incertezza di cosa succederà al battesimo del fuoco, ma sono cose a cui è meglio arrivare senza fretta e con la dovuta preparazione del contesto, tanto non si perde niente ritardando i problemi.

                          Comment

                          • evalorn
                            Opinionista
                            • 28/01/06
                            • 852

                            #28
                            Se ti metti a calcolare, a valutare, a soppesare, a monetizzare.....alla fine non solo per un figlio: avrai difficoltà anche a porre in essere tutte le altre scelte! Vivi il tuo sogno, Morwen, le tue aspettative, le tue aspirazioni. Bùttati, credici! Disposta anche a lottare e a soffrire. Certo!
                            'Monetizzare' nel caso specifico - di quello si parlava- significa preoccuparsi di quello che sarà il futuro della creatura che vai a mettere al mondo...

                            Da come l'hai scritto poi non si capisce cosa intendi... Vivi il tuo sogno, vai così....
                            E' una questione anche pratica. E' incredibile sei riuscito a scrivere un post liberamente interpretabile sotto le spoglie d'un consiglio....

                            Alla ok, secondo me hai detto più o meno la stessa cosa che ho detto io. Morwen , come tanti altri ragazzi nostri coetanei deve 'vivere il suo sogno' quindi , per poterlo fare, deve prima aspettare di godere di una effettiva stabilità economica oltreché affettiva, dopo di che si potrà buttare come dici tu, ecc... Perfetto.

                            Vale per lei per me per tutti e per tutte le stagioni.
                            "Il Silenzio del tempo che viene a mancare
                            l'hai visto triturato da una Grande Bocca adorna di denti aguzzi
                            questo è l'abisso dell'eco spezzato. E non penso si debba aggiungere altro." C.B.

                            Comment

                            • evalorn
                              Opinionista
                              • 28/01/06
                              • 852

                              #29
                              Sono d'accordo. Ho un'amica che è figlia di una ragazza madre, eternamente precaria e che è cresciuta grazie alla pensione del nonno.
                              La sua vita è tutto un "avrei voluto ma non ho potuto" e i conflitti con se stessa e con sua madre sono molto forti e complicati.
                              E' riuscita comunque a laurearsi ma ha dovuto ripiegare su Genova anzichè su un'università estera, vivere in provincia, lavorare studiando e lasciar perdere la musica e la sua passione per il piano.
                              Io sto seriamente pensando al futuro che sarò in grado di dare ai miei eventuali figli, ed è frustrante sapere già che dovrò chiedere una mano a mio padre o al padre del mio compagno.
                              E pensa che ci son casi peggiori di quelli della tua amica... figli di tossici dal destino segnato.... se ci avessero pensato due volte avrebbero fatto male solo a loro stessi....

                              In accordo con la filosofia buddhista mettere al mondo un essere umano equivale a generare dolore (come cantava De' Andre') a generare sofferenza.... ma cavolo, non per questo non si deve pensare agli aspetti pratici....
                              Ci sarà pure la sofferenza esistenziale che è inevitabile... ma sarà meglio nascere in un ambiente sicuro (e purtroppo in questo mondo la sicurezza è data anche dal denaro... questo è un dato di fatto) piuttosto che in un limbo d'insicurezze economiche e/o precarietà affettiva .

                              PS: due miei vicini di casa, giovane coppia... son sull'orlo della povertà oltreché di una crisi di nervi.... Sento lui che urla al neonato come una bestia, se piange troppo... E' brava gente, ma ha raggiunto il limite. Guarda caso è la solita storia : lei rimasta incinta, non ci pensavano ad avere un bambino ma tant'è... meglio non abortire che i genitori cattolici piantano un casino... Qualcuno ci aiuterà... Ed eccoli lì. Infelici più che mai.

                              Scusa la brutalità. Non ci son solo esempi negativi .. la mia è una famiglia sfasciata ma accogliente... come tantissime altre..... ed io son per la famiglia (etero, omo, multietnica, stereo... solo che pragmaticamente penso che oltre all'affetto ed alla convinzione che sono essenziali ci vuole stabilità economica).. un concetto semplice che molti si ostinano a non capire
                              "Il Silenzio del tempo che viene a mancare
                              l'hai visto triturato da una Grande Bocca adorna di denti aguzzi
                              questo è l'abisso dell'eco spezzato. E non penso si debba aggiungere altro." C.B.

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                              • Morwen
                                Cinnamon Girl
                                • 03/12/09
                                • 7242

                                #30
                                Sono di nuovo d'accordo con te, soprattutto sull'ultima parte.
                                Famiglia in tutti i sensi, ma che sia in grado di dare stabilità economica oltre che affettiva.
                                Poi è anche vero che per come siamo messi oggi bisogna buttarsi senza paracaduta per fare dei figli, perchè nemmeno il posto alle Poste è più tanto sicuro

                                Comunque, per chi ha più di 30 anni...come avete festeggiato il giorno del vostro compleanno?come avete vissuto l'arrivo dei 30?
                                Moderatore Viaggi
                                Moderatore Musica

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                                Charles Bukowsky

                                Comment

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