Paradosso

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  • arecata
    • 03/04/13
    • 5519

    #1

    Paradosso

    Trovo ingiusto che un anziano, raggiunta l'età della pensione, avendone maturati i diritti, continui a lavorare facendo da tappo ai giovani e questo accade assai frequentemente tra i colletti ed i camici bianchi.

    Trovo ingiusto che le donne, ancora oggi, debbano lottare per la parità dei diritti e siano, comunque discriminate nel rapporto economico sul lavoro.

    E' giusto, invece, avere un riferimento numerico per le quote rosa, ma di certo alcune attività risultano difficilmente praticabili da entrambi i sessi.

    Il buon senso, premesso quanto sopra, dovrebbe prevalere, ma assai spesso non è cosi. Oggi porto alla vostra attenzione quest'articolo del Corsera che riguarda un 'caso' accaduto in Inghilterra, ed è venuto alla luce, ma di casi analoghi ce ne è da per tutto.

    Pánta rhêi hōs potamós

    arecata è il 2° nick-name di Blasel
  • Ale
    Opinionista

    • 18/08/20
    • 21320

    #2
    Mi dà, la pagina richiesta non è stata trovata...
    ...puoi riprovare, od al caso farci un sunto dell'articolo?
    Mens sana in corpore sano

    Počasi se daleč pride 🐌

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    • bumble-bee
      ...

      • 10/12/09
      • 15569

      #3
      Ce ne sono di cose ingiuste in Italia...
      Bambol utente of the decade

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      • arecata
        • 03/04/13
        • 5519

        #4
        Originariamente Scritto da Ale Visualizza Messaggio
        Mi dà, la pagina richiesta non è stata trovata...
        ...puoi riprovare, od al caso farci un sunto dell'articolo?
        In breve questo 50enne ha fatto causa, e l'ha vinta, per discriminazione sull'assunzione. C'era questa opportunità di lavoro, il 50enne ha superato brillantemente tutti i test ed era il primo in graduatoria, ma al suo posto è stata assunta una donna non ancora 30enne. Chieste spiegazioni alla responsabile dell'attività e delle assunzioni ha ottenuto la seguente risposta :"E' un reparto dove la maggioranza dei dipendenti è donna ed io non sono in grado di essere superiore e dirigere un uomo che ha età quasi il doppio della mia."
        Mi sembra che sia stato risarcito con 8mila strerline
        Pánta rhêi hōs potamós

        arecata è il 2° nick-name di Blasel

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        • Ale
          Opinionista

          • 18/08/20
          • 21320

          #5
          Originariamente Scritto da arecata Visualizza Messaggio
          In breve questo 50enne ha fatto causa, e l'ha vinta, per discriminazione sull'assunzione. C'era questa opportunità di lavoro, il 50enne ha superato brillantemente tutti i test ed era il primo in graduatoria, ma al suo posto è stata assunta una donna non ancora 30enne. Chieste spiegazioni alla responsabile dell'attività e delle assunzioni ha ottenuto la seguente risposta :"E' un reparto dove la maggioranza dei dipendenti è donna ed io non sono in grado di essere superiore e dirigere un uomo che ha età quasi il doppio della mia."
          Mi sembra che sia stato risarcito con 8mila strerline
          Meno male un pò di giustizia...
          ...pretendono che lavoriamo fino alla morte ma poi nessuno vuole assumerci a noi più diciamo stagionati
          Mens sana in corpore sano

          Počasi se daleč pride 🐌

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          • bumble-bee
            ...

            • 10/12/09
            • 15569

            #6
            Noi "stagionati" abbiamo l'esperienza, anche di vita, che ci aiuta ad affrontare situazioni che ad un giovane possono sembrare problemi insormontabili.

            In ufficio siamo in quattro all'operativo. un 52enne (io), un 48enne e due trentenni.

            Ebbene ogni volta che accade qualcosa di nuovo, riesco sempre a venirne a capo in un modo o nell'altro, perché cerco sempre a mantenermi freddo e aspettare
            quei tempi giusti che in qualche modo fanno attenuare o sgonfiare il problema, permettendomi di attivarmi per ciò che va effettivamente fatto e non tentato,
            affannosamente.

            Dico sempre ai miei giovani colleghi che il nostro mestiere non è così diverso da quello di un panettiere, il quale impasta lievito, farina e acqua e lascia che il pane lieviti, prima di infornarlo,
            piuttosto che farlo subito. I tempi di attesa sono essenziali.

            Spesso nel mio mestiere, riceviamo ordini e commesse urgenti per la quale sembra che non ci sia mai tempo sufficiente per eseguirli o porre rimedio ad un problema... a volte invece,
            basta attendere, anche un'ora, prima di eseguire l'ordine richiesto, per ricevere successivamente un ordine contrario o diverso dal primo o molto più frequentemente, un annullamento dello stesso.

            Mentre loro si affannano ad eseguire l'ordine, salvo poi doverlo annullare o cambiare, sempre su richiesta del cliente, io rimango impassibile e attendo che le cose si aggiustino da sole dando il tempo
            al cliente stesso di riflettere e ripensarci, vittima anche lui della fretta che fa giungere ad errate conclusioni e quindi operazioni da svolgere che in un secondo momento, si rivelano non adeguate.

            Insomma è una sorta d'istinto che ti viene naturale dopo anni e anni che svolgi un lavoro che, per sua natura, è ripetitivo.... e chi ha anni alle spalle come li ho io, ebbene, è sempre padrone della situazione,
            anche quando sembra che sia accaduto o stia per accadere una catastrofe.

            Purtroppo questa qualità, l'esperienza, non viene più presa in considerazione oggigiorno.
            Last edited by bumble-bee; 16-01-2021, 23:09.
            Bambol utente of the decade

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            • Ale
              Opinionista

              • 18/08/20
              • 21320

              #7
              Originariamente Scritto da bumble-bee Visualizza Messaggio
              Noi "stagionati" abbiamo l'esperienza, anche di vita, che ci aiuta ad affrontare situazioni che ad un giovane possono sembrare problemi insormontabili.

              In ufficio siamo in quattro all'operativo. un 52enne (io), un 48enne e due trentenni.

              Ebbene ogni volta che accade qualcosa di nuovo, riesco sempre a venirne a capo in un modo o nell'altro, perché cerco sempre a mantenermi freddo e aspettare
              quei tempi giusti che in qualche modo fanno attenuare o sgonfiare il problema, permettendomi di attivarmi per ciò che va effettivamente fatto e non tentato,
              affannosamente.

              Dico sempre ai miei giovani colleghi che il nostro mestiere non è così diverso da quello di un panettiere, il quale impasta lievito, farina e acqua e lascia che il pane lieviti, prima di infornarlo,
              piuttosto che farlo subito. I tempi di attesa sono essenziali.

              Spesso nel mio mestiere, riceviamo ordini e commesse urgenti per la quale sembra che non ci sia mai tempo sufficiente per eseguirli o porre rimedio ad un problema... a volte invece,
              basta attendere, anche un'ora, prima di eseguire l'ordine richiesto, per ricevere successivamente un ordine contrario o diverso dal primo o molto più frequentemente, un annullamento dello stesso.

              Mentre loro si affannano ad eseguire l'ordine, salvo poi doverlo annullare o cambiare, sempre su richiesta del cliente, io rimango impassibile e attendo che le cose si aggiustino da sole dando il tempo
              al cliente stesso di riflettere e ripensarci, vittima anche lui della fretta che fa giungere ad errate conclusioni e quindi operazioni da svolgere che in un secondo momento, si rivelano non adeguate.

              Insomma è una sorta d'istinto che ti viene naturale dopo anni e anni che svolgi un lavoro che, per sua natura, è ripetitivo.... e chi ha anni alle spalle come li ho io, ebbene, è sempre padrone della situazione,
              anche quando sembra che sia accaduto o stia per accadere una catastrofe.

              Purtroppo questa qualità, l'esperienza, non viene più presa in considerazione oggigiorno.
              Noto con piacere che non sono l'unico ad applicare la filosofia di Zeland anche sul lavoro...
              ...essa dice essenzialmente che togliendo importanza alle cose esse si ridimensionano, in pratica quello che facciamo io e te prendendocela con calma
              ...apparentemente tale filosofia non sarebbe consona ad un vice responsabile, però avendo pazienza ci si accorge che alla lunga paga
              ...quando aveva la mia età il mio vecchio si godeva la pensione già da un anno e mezzo, orsiccome io ce l'ho ancora lunghetta ho dovuto giocoforza adattarmi per resistere
              ...senza mancare mai ai miei doveri non eccedo nemmeno dall'altra parte spingendomi a fare oltre il mio come invece fa qualcun altro (cosa apparentemente gradita ancora più in alto,) per questo il responsabile dev'essere giovane ed ambizioso [e, aggiungerei io, anche un pò illuso ]
              ...da un paio d'anni il mio mantra è, si lavora per vivere e non si vive per lavorare nonché, tutti siamo utili e nessuno indispensabile
              ...e buona domenica belli
              Mens sana in corpore sano

              Počasi se daleč pride 🐌

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              • arecata
                • 03/04/13
                • 5519

                #8
                L'esperienza, oggi, è terribilmente sottovalutata.

                E' pur vero che per alcune categorie professionali può essere più vantaggioso che la formazione avvenga sul campo, ma, in generale, l'esperienza è indispensabile il più delle volte.
                Pánta rhêi hōs potamós

                arecata è il 2° nick-name di Blasel

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