Ronaldinho salva il Milan: 1-1Atalanta in dieci, pari a 7' dalla fine
A sette minuti dalla fine, Ronaldinho ha trovato il gol che evita al Milan l'ennesima sconfitta e, forse, salva la panchina di Leonardo. A Bergamo, contro l'Atalanta, finisce 1-1 dopo una gara in cui comunque i rossoneri hanno ancora molto stentato nel gioco. Decisiva, sull'1-0 per i nerazzurri (Tiribocchi al 21') l'espulsione di Radovanovic. Nella ripresa, dopo una palla-gol e una traversa di Pato, il forcing rossonero ha prodotto almeno il pari.
LA PARTITA
La canzone del Milan rimane la stessa: parole amare, armonia inesistente, stecche a bizzeffe. Cambia solo il finale, che stavolta non parla di una sconfitta e può almeno raccontare di un gol all'attivo e proprio di Ronaldinho, giocatore-simbolo dell'irresistibile discesa rossonera e "cattivo" dell'immediata vigilia dopo la scoperta della sua ennesima fuga verso discoteche e ore piccole.
Era comuque difficile, pressoché utopico, aspettarsi una rivoluzione in pochi giorni. Gli uomini sono quelli, giocatore e allenatore, e non basta tentare di metterci un minimo di cuore, di orgoglio per vincere le partite. Specie se anche stavolta il primo tiro nello specchio di Storari è quello buono per colpire al mento il povero Diavolo e lasciarlo lì, esanime, per terra. E non si può parlare di sfortuna se la prima conclusione dell'Atalanta corrisponde a un'occasione pulita, irrinunciabile per un giocatore che ha sempre avuto buon feeling con il gol come Tiribocchi. L'1-0 nasce dalla fascia sinistra rossonera, dove Zambrotta, non protetto da alcun centrocampista alla faccia dell'iniziale 4-4-2 provato da Leonardo, non ha opposto resistenza a chiunque abbia provato con energia dalla sua parte, così come fa Radovanovic nell'azione che porta al vantaggio atalantino. Proprio Radovanovic, al 40', è l'uomo che inietta una fialetta di speranza nelle vene milaniste. Già ammonito, trattiene Pato sulla linea di centrocampo: Rocchi, più fiscale di qualsiasi evasione, lo butta fuori scatenando l'ira violenta degli atalantini e del loro pubblico. Ai milanisti, invece, la rabbia di constatare che, senza un cambio di marcia, dieci avversari corrono più e meglio dei loro eroi in ribasso.
La traduzione di questa esigenza compiuta da Leonardo è apparentemente paradossale: entra Ronaldinho in un Milan che conosce l'ennesima genesi tattica a gara in corso. Adesso è un 4-2-3-1 con Nesta e Favalli di guardia e tutti gli altri ammucchiati davanti. Pato, dopo soli 3 minuti, fa e disfa davanti a Consigli: grande a costruirsi lo spazio per il tiro, incredibile l'errore -ma bravo anche il portiere atalantino- quando l'1-1 sembra cosa fatta. Usciti Tiribocchi e Doni (causa: Gattuso), anche l'angosciato ma determinatissimo Nesta si butta avanti offrendo piedi e idee molto migliori di quelle proposte da chi l'assist-man dovrebbe farlo per mestiere. L'arrembaggio rossonero non fa saltare i sismografi, ma produce situazioni buone per il sospiratissimo gol. La più grande è sui piedi di Pato, che arriva per primo su una respinta di Consigli su rasoiata di Ronaldinho: porta spalancata, palla sulla traversa. Pare una maledizione, una inedita giustizia per una squadra così male in arnese. Poi, dall'ennesima mischia, il perfetto assist di Nesta per lo stop di petto e la zampata del Gaucho nell'angolino basso. Dopo quasi quattro partite intere, la sfera è nella rete altrui. La nuova, bruciante sconfitta è evitata. Che tutto ciò sia sufficiente per rimettere in piedi un progetto continua a rimanere ai confini dell'utopia calcistica.
Contattato nella serata di ieri da La Gazzetta dello Sport, il petroliere albanese Rezart Taçi, dopo aver ribadito che Silvio Berlusconi non è intenzionato a cedere il Milan ma che se le cose dovessero cambiare sarebbe pronto a valutare la sua proposta, è andato anche nel dettaglio della possibile operazione: "Se sono pronto a spendere 700 milioni? Non c'è problema. Il mio gruppo è abituato a prendere impegni rilevanti e a portarli a termine. E un'idea vincente co­me questa non può che trova­re consensi. Perciò sono sicuro di poter aver i finanziamenti necessari. Se sono consapevole che poi il Milan necessiterebbe di ulteriori investimenti? Lo so benissimo. E garantisco che farei di tutto per tenere il Milan dove merita: in cima al tetto del mondo. Come penso di poter portare a compimento un'operazione del genere dopo che è fallito l'acquisto del Bologna per 20 milioni di euro? Attenzione agli equivoci. Era tutto fatto per il Bologna, ma non ho assolutamente cambia­to idea per motivi economici. Del resto il mio gruppo fattura 7 miliardi di euro e pondera sempre bene i propri passi. Se qualcuno mi ha consigliato di aspettare il Milan? Diciamo che da tifoso rosso­nero ho ritenuto fosse meglio pazientare ancora un po'. Per­ché prendere in giro i bologne­si se nel frattempo poteva aprirsi una porta più grande?"
Dinho più Pato, Roma beffata
I giallorossi non chiudono: 2-1 Milan
Il Milan torna al successo battendo per 2-1 la Roma nel posticipo dell'8.a giornata. Un successo in rimonta, quello rossonero, nato dopo un primo tempo di stenti, chiuso sull'1-0 per i giallorossi, in gol con Menez dopo 3'. La Roma, complice anche un rigore non concesso, non ha chiuso il match e nella ripresa ha subìto il ritorno rossonero: 1-1 di Ronaldinho su rigore al 56', raddoppio di Pato, su assist di Dinho, al 67'. Espulso Ambrosini.
Milan, grande impresa a Madrid.
Champions, battuto 3-2 il Real Madrid
Impresa del Milan, che batte 3-2 il Real di Kakà e torna da Madrid con tre punti fondamentali per il passaggio del turno. Il tutto nonostante la serata nerissima di Dida - papere su Raul e Drenthe - e dell'arbitro De Bleeckere, che ha annullato un gol regolare a T. Silva sul 2-2. Sta di fatto che, dopo il vantaggio firmato dal capitano merengues e l'uno-due di Pirlo e Pato (17' st e 21'st), è lo stesso brasiliano a decidere il match al 43' st.
Stasera, Dida a parte, è stato un godimento allo stato puro.
Speriamo ma ora giustamente come dice Reginella serve continuità. Leo stasera non ha sbagliato una mossa, è stato grande anche lui a partire dal fatto che nessuno si aspettava tutti insieme Pirlo, Seedorf, Dinho, Pato e Inzaghi fino ad arrivare ai cambi.
menomale che ci siamo ripresi, Dida inizialmente ci ha fatto fare na bella figuraccia, ha praticamente passato la palla all'avversario.... DIO che urlo che ho emesso ....hi hi hi
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