Il Vostro Pensiero In Questo Momento...

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  • dark lady
    la viaggiatrice
    • 09/03/05
    • 70446

    #65206
    E' un ottimo obiettivo, Regina!

    Oggi giornata uggiosa e umida. Ma soprattutto lunga.
    “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

    Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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    • efua
      Posh&Rebel
      • 07/12/11
      • 34901

      #65207
      Buon novembre a tutti!

      Gli uccelli cantano cmq pero’
      Oggi il bimbo del piano di sopra sta dando abbastanza i numeri
      La gioia
      -Healthy body, clear mind, peaceful spirit-

      -Where there’s will there’s a way-

      -Work hard have fun & be nice-


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      • follemente
        Opinionista

        • 22/12/09
        • 11727

        #65208
        Ancora un appunto sulla torta ed il caffè Sacher a Trieste ed i motivi del suo successo, radicati nella storia della città, come ci illustra in un editoriale lo scrittore Diego Marani.

        Lo pubblico perché magari qualcuno non potrebbe capirli, dal di fuori.

        La geopolitica della Sacher: il ritorno all’Austria felix attraverso una fetta di torta
        Dietro alla corsa dei triestini ad accaparrarsi la torta del nuovo caffè viennese aperto a Trieste lo scrittore Marani legge il desiderio di ricreare l’impero, liberandosi dall’italianità mal sopportata

        DIEGO MARANI
        06 Giugno 2023
        Aggiornato alle 16:12
        3 minuti di lettura

        Una delle Sachertorte esposte in vetrina a Trieste (Lasorte)



        TRIESTE Appena arrivata a Trieste, la Sachertorte già divide e suscita una di quelle tipiche risse d’opinione che periodicamente si scatenano nella città più levantina dell’estinto impero asburgico e più asburgica della repubblica italiana. Quel che si è detto e scritto sulla Linea Aerea Decaposto, meglio nota come Ovovia, o sulle peripezie della Triestina ultima fra gli ultimi, rischia di diventare risibile al confronto della polemica sulla Sachertorte il cui prezzo elevato ha indignato i numerosi avventori che ai primi di giugno si sono scagliati come un sol uomo nei locali del Caffè Sacher di Via Dante fino ad esaurirne le scorte.

        Strano argomento quello del caro-torta, per una città di gaudenti ed edonisti che non lesinano certo nelle spese di piacere. Da Capodistria a Corfù, i ristoratori si sfregano le mani quando sentono arrivare una comitiva di triestini. Ma tant’è, gente che paga senza batter ciglio 45 euro per un ceviche all’Harrys Piccolo, gli 8,9 euro per una fetta di Sacher no, non riesce proprio a digerirli. E il sindaco Dipiazza ha un bel predicare l’ovvietà che chi non ha i soldi può sempre guardarsela e basta la fetta di Sacher, come si guarda una Ferrari che non ci si può permettere.



        Il fatto è che in realtà qui non si sta parlando di torte. Qui c’è in ballo ben di più. In quella fetta al cioccolato i triestini si aspettavano la liberazione da tutti i loro mali, la redenzione dall’italianità stracciona in cui sono precipitati ormai più di un secolo fa con la sconfitta degli inventori della Sachertorte e da cui non si sono più risollevati. In fin dei conti perfino la guarigione dalla loro triestinità, quel male invisibile, che si manifesta come una malinconia, una vanità, una tonalità dell’abbronzatura, mai troppa mai poca, un parlare da soli nel vento, un inveire perpetuo contro tutto quello che non è triestino.


        La Sachertorte doveva essere la pozione magica che li avrebbe infine resi felici, meno scontrosi, meno arrabbiati col mondo, nuovamente austriaci, di quell’Austria così immaginaria che non è neppure nei libri e che i triestini sognano come un paradiso perduto. Laddove non arriva la geopolitica talvolta ci arriva una glassa al cioccolato e come sono caduti i confini di Slovenia e Croazia, perché non può cadere quel confine interiore che ha sempre fatto i triestini stranieri ovunque, in Austria come in Italia? Adesso che i pronipoti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo ridiscendono in Audi con orgogliosa sicurezza le valli che i loro bisnonni avevano risalito in disordine e senza speranza, stavolta per comperarci casa a Trieste e venirci in vacanza, i triestini sognano un ritorno dell’Austria Felix, una rincarnata principessa Sissi che con un bacio al cioccolato li trasformi da rospi in principi, loro da più di un secolo dannati a un’italianità di recupero.


        E se l’Austria torna ad abbracciare il suo più grande porto, come può essere che la Sachertorte costi un occhio della testa? No, la Sacher è del popolo e va distribuita gratis, come il pane dopo la rivoluzione, come i sacchi di riso dell’ONU nelle terre colpite dalla carestia, come l’ostia in chiesa. Devono essere i marinai della Kriegsmarine sbarcati al molo Audace a ribobinare la storia e andare incontro alla gente con una fetta di Sacher in mano e allegramente dilagare, coi mustacchi sporchi di cioccolata, nelle strade e nelle piazze della ritrovata Trieste, infine riunita alla madrepatria. A prezzo politico e calmierato, la Sacher deve diventare uno dei prodotti del paniere che misura l’inflazione, un’unità di misura del benessere di una città, della felicità individuale, su una scala da uno a cinque. Cinque Sacher come un hotel cinque stelle. Come stai oggi? Tre Sacher!

        Ma chissà se l’Austria non stia davvero lanciando una diplomazia della Sachertorte e non voglia davvero riconquistarsi il suo impero a suon di dessert? Un Drang nach Osten a suon di cioccolata, un Sachentorteraum, insomma. Magari a Tito sarebbe andata meglio se invece del IX corpo d’armata avesse mandato in città una catena di Kava Baklava. Con la neonata geopolitica del dessert anche paesi insignificanti possono spianarsi la via a sconfinate conquiste e nuove, inaudite statalità possono nascere dal nulla con la sola forza dello zucchero candito. Ci hanno mai pensato in Carso a lanciare un’offensiva di “zavate” con la crema o di “strucoli in straza”? Dal Mura all’Isonzo, dalla Drava al Leita, Opicina allora potrebbe diventare la capitale di una nuova repubblica transfrontaliera, quella forse che ci è sempre mancata, la Sladoslavia.
        Last edited by follemente; 07-06-2023, 13:05.

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        • LadyHawke
          Osservatrice

          • 29/04/19
          • 9323

          #65209
          La Sachertorte doveva essere la pozione magica che li avrebbe infine resi felici, meno scontrosi, meno arrabbiati col mondo, nuovamente austriaci, di quell’Austria così immaginaria che non è neppure nei libri e che i triestini sognano come un paradiso perduto. Lad
          Quindi cioccolato fa bene all' umore....mettiamo la Sacher nei nostri cannoni....se proprio proprio si vuole combattere una guerra anche qui per riunirsi all' antico impero austriaco...
          La vita è veramente molto semplice, ma noi insistiamo nel renderla complicata.
          Confucio

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          • dark lady
            la viaggiatrice
            • 09/03/05
            • 70446

            #65210
            La riunione incombe, l'emicrania pure. Due cose che, tendenzialmente, insieme non stanno proprio benissimo.
            “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

            Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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            • Kanyu
              *

              • 10/05/19
              • 23112

              #65211
              Perchè a Verona non si trovano più le sigarette di contrabbando???
              Devo tirare le orecchie a qualche mio ex collega
              "Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi"

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              • Ale
                Opinionista

                • 18/08/20
                • 21320

                #65212
                Originariamente Scritto da follemente Visualizza Messaggio
                Ancora un appunto sulla torta ed il caffè Sacher a Trieste ed i motivi del suo successo, radicati nella storia della città, come ci illustra in un editoriale lo scrittore Diego Marani.

                Lo pubblico perché magari qualcuno non potrebbe capirli, dal di fuori.

                La geopolitica della Sacher: il ritorno all’Austria felix attraverso una fetta di torta
                Dietro alla corsa dei triestini ad accaparrarsi la torta del nuovo caffè viennese aperto a Trieste lo scrittore Marani legge il desiderio di ricreare l’impero, liberandosi dall’italianità mal sopportata

                DIEGO MARANI
                06 Giugno 2023
                Aggiornato alle 16:12
                3 minuti di lettura

                Una delle Sachertorte esposte in vetrina a Trieste (Lasorte)



                TRIESTE Appena arrivata a Trieste, la Sachertorte già divide e suscita una di quelle tipiche risse d’opinione che periodicamente si scatenano nella città più levantina dell’estinto impero asburgico e più asburgica della repubblica italiana. Quel che si è detto e scritto sulla Linea Aerea Decaposto, meglio nota come Ovovia, o sulle peripezie della Triestina ultima fra gli ultimi, rischia di diventare risibile al confronto della polemica sulla Sachertorte il cui prezzo elevato ha indignato i numerosi avventori che ai primi di giugno si sono scagliati come un sol uomo nei locali del Caffè Sacher di Via Dante fino ad esaurirne le scorte.

                Strano argomento quello del caro-torta, per una città di gaudenti ed edonisti che non lesinano certo nelle spese di piacere. Da Capodistria a Corfù, i ristoratori si sfregano le mani quando sentono arrivare una comitiva di triestini. Ma tant’è, gente che paga senza batter ciglio 45 euro per un ceviche all’Harrys Piccolo, gli 8,9 euro per una fetta di Sacher no, non riesce proprio a digerirli. E il sindaco Dipiazza ha un bel predicare l’ovvietà che chi non ha i soldi può sempre guardarsela e basta la fetta di Sacher, come si guarda una Ferrari che non ci si può permettere.



                Il fatto è che in realtà qui non si sta parlando di torte. Qui c’è in ballo ben di più. In quella fetta al cioccolato i triestini si aspettavano la liberazione da tutti i loro mali, la redenzione dall’italianità stracciona in cui sono precipitati ormai più di un secolo fa con la sconfitta degli inventori della Sachertorte e da cui non si sono più risollevati. In fin dei conti perfino la guarigione dalla loro triestinità, quel male invisibile, che si manifesta come una malinconia, una vanità, una tonalità dell’abbronzatura, mai troppa mai poca, un parlare da soli nel vento, un inveire perpetuo contro tutto quello che non è triestino.


                La Sachertorte doveva essere la pozione magica che li avrebbe infine resi felici, meno scontrosi, meno arrabbiati col mondo, nuovamente austriaci, di quell’Austria così immaginaria che non è neppure nei libri e che i triestini sognano come un paradiso perduto. Laddove non arriva la geopolitica talvolta ci arriva una glassa al cioccolato e come sono caduti i confini di Slovenia e Croazia, perché non può cadere quel confine interiore che ha sempre fatto i triestini stranieri ovunque, in Austria come in Italia? Adesso che i pronipoti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo ridiscendono in Audi con orgogliosa sicurezza le valli che i loro bisnonni avevano risalito in disordine e senza speranza, stavolta per comperarci casa a Trieste e venirci in vacanza, i triestini sognano un ritorno dell’Austria Felix, una rincarnata principessa Sissi che con un bacio al cioccolato li trasformi da rospi in principi, loro da più di un secolo dannati a un’italianità di recupero.


                E se l’Austria torna ad abbracciare il suo più grande porto, come può essere che la Sachertorte costi un occhio della testa? No, la Sacher è del popolo e va distribuita gratis, come il pane dopo la rivoluzione, come i sacchi di riso dell’ONU nelle terre colpite dalla carestia, come l’ostia in chiesa. Devono essere i marinai della Kriegsmarine sbarcati al molo Audace a ribobinare la storia e andare incontro alla gente con una fetta di Sacher in mano e allegramente dilagare, coi mustacchi sporchi di cioccolata, nelle strade e nelle piazze della ritrovata Trieste, infine riunita alla madrepatria. A prezzo politico e calmierato, la Sacher deve diventare uno dei prodotti del paniere che misura l’inflazione, un’unità di misura del benessere di una città, della felicità individuale, su una scala da uno a cinque. Cinque Sacher come un hotel cinque stelle. Come stai oggi? Tre Sacher!

                Ma chissà se l’Austria non stia davvero lanciando una diplomazia della Sachertorte e non voglia davvero riconquistarsi il suo impero a suon di dessert? Un Drang nach Osten a suon di cioccolata, un Sachentorteraum, insomma. Magari a Tito sarebbe andata meglio se invece del IX corpo d’armata avesse mandato in città una catena di Kava Baklava. Con la neonata geopolitica del dessert anche paesi insignificanti possono spianarsi la via a sconfinate conquiste e nuove, inaudite statalità possono nascere dal nulla con la sola forza dello zucchero candito. Ci hanno mai pensato in Carso a lanciare un’offensiva di “zavate” con la crema o di “strucoli in straza”? Dal Mura all’Isonzo, dalla Drava al Leita, Opicina allora potrebbe diventare la capitale di una nuova repubblica transfrontaliera, quella forse che ci è sempre mancata, la Sladoslavia.
                Wow che poema!
                ...se bastasse una fetta di torta per tornare agli antichi splendori, altro che 9 euro.....comprerei pure la torta intera
                Mens sana in corpore sano

                Počasi se daleč pride 🐌

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                • Kanyu
                  *

                  • 10/05/19
                  • 23112

                  #65213
                  Originariamente Scritto da Ale Visualizza Messaggio
                  Wow che poema!
                  ...se bastasse una fetta di torta per tornare agli antichi splendori, altro che 9 euro.....comprerei pure la torta intera
                  Ale, il Cecco-Beppe nostalgico...
                  Beh, non posso darti nemmeno torto
                  "Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi"

                  Comment

                  • dark lady
                    la viaggiatrice
                    • 09/03/05
                    • 70446

                    #65214
                    Ora si sono aggiunti anche i bruciori di stomaco. Ma che bella giornatina!
                    “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                    Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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                    • Ale
                      Opinionista

                      • 18/08/20
                      • 21320

                      #65215
                      Originariamente Scritto da Kanyu Visualizza Messaggio
                      Ale, il Cecco-Beppe nostalgico...
                      Beh, non posso darti nemmeno torto
                      Avendo una certa età ho avuto la fortuna di sentire racconti da gente che ha vissuto quel periodo...
                      ...io credo che i racconti con cognizione di causa, specie se concordano tutti, siano più affidabili dei libri di storia
                      Mens sana in corpore sano

                      Počasi se daleč pride 🐌

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                      • ReginaD'Autunno
                        Sovrana di Bellezza

                        • 01/05/19
                        • 12109

                        #65216
                        Certe volte è meglio vivere poco ma bene, che tanto e male...
                        Corteggiata da l'aure e dagli amori, siede sul trono de la siepe ombrosa, bella regina dè fioriti odori, in colorita maestà la rosa CLAUDIO ACHILLINI
                        La regina del sud sorgerà nel giudizio. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone.(MT12:42)

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                        • Ale
                          Opinionista

                          • 18/08/20
                          • 21320

                          #65217
                          Originariamente Scritto da ReginaD'Autunno Visualizza Messaggio
                          Certe volte è meglio vivere poco ma bene, che tanto e male...
                          Certe volte?!? 😳
                          ...sempre direi!
                          Mens sana in corpore sano

                          Počasi se daleč pride 🐌

                          Comment

                          • follemente
                            Opinionista

                            • 22/12/09
                            • 11727

                            #65218
                            Originariamente Scritto da LadyHawke Visualizza Messaggio
                            Quindi cioccolato fa bene all' umore....mettiamo la Sacher nei nostri cannoni....se proprio proprio si vuole combattere una guerra anche qui per riunirsi all' antico impero austriaco...



                            Beh, ma Trieste è stata austriaca per secoli e secoli e secoli... la cultura del sì, del da e del ja...

                            Originariamente Scritto da Ale Visualizza Messaggio
                            Wow che poema!
                            ...se bastasse una fetta di torta per tornare agli antichi splendori, altro che 9 euro.....comprerei pure la torta intera

                            Originale viennese, tra l'altro!

                            Originariamente Scritto da Kanyu Visualizza Messaggio
                            Ale, il Cecco-Beppe nostalgico...
                            Beh, non posso darti nemmeno torto

                            Comment

                            • bumble-bee
                              ...

                              • 10/12/09
                              • 15569

                              #65219
                              La torta viennese mi piace...

                              Folle mi dici una peculiarità austriaca, italiana e slovena che potremmo trovare in voi (ex) asburgici?


                              Io di italiano ho la faccia di bronzo e l'intraprendenza, di greco, la fierezza, ma soprattutto la bellezza, di siciliano ho il concetto di sacralità dell'ospite e la galanteria verso le donne, tutte, indistintamente in stile puparo, hai presente l'orlando furioso?
                              Last edited by bumble-bee; 07-06-2023, 21:05.
                              Bambol utente of the decade

                              Comment

                              • efua
                                Posh&Rebel
                                • 07/12/11
                                • 34901

                                #65220
                                Sono arrivata a letto e tra poco dormo
                                Buonanotte
                                -Healthy body, clear mind, peaceful spirit-

                                -Where there’s will there’s a way-

                                -Work hard have fun & be nice-


                                Comment

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