Poesie

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  • dark lady
    la viaggiatrice
    • 09/03/05
    • 70446

    #1711
    Rivedo le tue lettere d’amore
    illuminata adesso da un distacco,
    senza quasi rancore.

    L’illusione era forte a sostenerci,
    ci reggevamo entrambi negli abbracci,
    pregando che durassero gli intenti.
    Ci promettemmo il sempre degli amanti,
    certi nei nostri spiriti divini.

    E hai potuto lasciarmi,
    e hai potuto intuire un’altra luce
    che seguitasse dopo le mie spalle.

    Mi hai resuscitato dalle scarse origini
    con richiami di musica divina,
    mi hai resa divergenza di dolore,
    spazio, per la tua vita di ricerca
    per abitarmi il tempo di un errore.

    E mi hai lasciato solo le tue lettere,
    onde io le ribevessi nella tua assenza.

    Vorrei un figlio da te,
    che sia una spada lucente,
    come un grido di alta grazia,
    che sia pietra, che sia novello Adamo,
    lievito del mio sangue
    e che dissolva più dolcemente
    questa nostra sete.

    Ah se t’amo!
    Lo grido ad ogni vento
    gemmando fiori da ogni stanco ramo,
    e fiorita son tutta
    e di ogni velo vò scerpando il mio lutto
    perché genesi sei della mia carne.

    Ma il mio cuore trafitto dall’amore
    ha desiderio di mondarsi vivo,
    e perciò, dammi un figlio delicato!
    Un bellissimo vergine viticcio
    da allacciare al mio tronco.

    E tu, possente padre,
    tu olmo ricco di ogni forza antica,
    mieterai dolci ombre alle mie luci.

    Alda Merini - Lettere
    “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

    Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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    • follemente
      Opinionista

      • 22/12/09
      • 11727

      #1712
      Escolzia, la poesia di Borges mi piace molto, potresti indicarmi dove si trova?

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      • Jerda
        No Excuses
        • 12/04/19
        • 3167

        #1713
        A Shropshire Lad, XIII

        When I was one-and-twenty
        I heard a wise man say,
        ‘Give crowns and pounds and guineas
        But not your heart away;

        Give pearls away and rubies
        But keep your fancy free.’
        But I was one-and-twenty,
        No use to talk to me.

        When I was one-and-twenty
        I heard him say again,
        ‘The heart out of the bosom
        Was never given in vain;
        ’Tis paid with sighs a plenty
        And sold for endless rue.’
        And I am two-and-twenty,
        And oh, ’tis true, ’tis true.

        A. E. Housman
        Originariamente Scritto da BiO-dEiStA
        Questa sì che è vita, altro che la marea di boiate pseudoscientifiche con cui una mandria di dilettanti pagati a peso d'oro continua a riempirci la testa e a mandare a puttane il paese.
        Ben ritrovati.

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        • dark lady
          la viaggiatrice
          • 09/03/05
          • 70446

          #1714
          Bevvi un sorso di vita.
          Vi dirò quanto lo pagai:
          Precisamente un'esistenza.
          il prezzo di mercato, dicevano.

          Mi pesarono, granello per granello
          bilanciarono fibra con fibra.
          Poi mi porsero il valore del mio essere:
          Un solo grammo di cielo.

          Bevvi un sorso di vita (Emily Dickson)
          “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

          Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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          • restodelcarlino
            giullare

            • 13/05/19
            • 12523

            #1715
            Originariamente Scritto da follemente Visualizza Messaggio
            Escolzia, la poesia di Borges mi piace molto, potresti indicarmi dove si trova?
            Posso rispondere io?
            "Two English Poems" scritti tra il 1933ed il 1934. E' la seconda lirica.

            In originale:
            What can I hold you with?
            I offer you lean streets, desperate sunsets, the
            moon of the jagged suburbs.
            I offer you the bitterness of a man who has looked
            long and long at the lonely moon.
            I offer you my ancestors, my dead men, the ghosts
            that living men have honoured in bronze:
            my father's father killed in the frontier of
            Buenos Aires, two bullets through his lungs,
            bearded and dead, wrapped by his soldiers in
            the hide of a cow; my mother's grandfather
            --just twentyfour-- heading a charge of
            three hundred men in Peru, now ghosts on
            vanished horses.
            I offer you whatever insight my books may hold,
            whatever manliness or humour my life.
            I offer you the loyalty of a man who has never
            been loyal.
            I offer you that kernel of myself that I have saved,
            somehow --the central heart that deals not
            in words, traffics not with dreams, and is
            untouched by time, by joy, by adversities.
            I offer you the memory of a yellow rose seen at
            sunset, years before you were born.
            I offer you explanations of yourself, theories about
            yourself, authentic and surprising news of
            yourself.
            I can give you my loneliness, my darkness, the
            hunger of my heart; I am trying to bribe you
            with uncertainty, with danger, with defeat.

            Jorge Luis Borges
            ...vassapé...

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            • dark lady
              la viaggiatrice
              • 09/03/05
              • 70446

              #1716
              Autunno. Già lo sentimmo venire
              nel vento d'agosto,
              nelle pioggie di settembre
              torrenziali e piangenti
              e un brivido percorse la terra
              che ora, nuda e triste,
              accoglie un sole smarrito.
              Ora che passa e declina,
              in quest'autunno che incede
              con lentezza indicibile,
              il miglior tempo della nostra vita
              e lungamente ci dice addio.

              Autunno - Vincenzo Cardarelli
              “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

              Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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              • Escolzia
                Opinionista

                • 10/08/16
                • 7520

                #1717
                Originariamente Scritto da follemente Visualizza Messaggio
                Escolzia, la poesia di Borges mi piace molto, potresti indicarmi dove si trova?
                Originariamente Scritto da restodelcarlino Visualizza Messaggio
                Posso rispondere io?
                "Two English Poems" scritti tra il 1933ed il 1934. E' la seconda lirica.

                In originale:
                What can I hold you with?
                I offer you lean streets, desperate sunsets, the
                moon of the jagged suburbs.
                I offer you the bitterness of a man who has looked
                long and long at the lonely moon.
                I offer you my ancestors, my dead men, the ghosts
                that living men have honoured in bronze:
                my father's father killed in the frontier of
                Buenos Aires, two bullets through his lungs,
                bearded and dead, wrapped by his soldiers in
                the hide of a cow; my mother's grandfather
                --just twentyfour-- heading a charge of
                three hundred men in Peru, now ghosts on
                vanished horses.
                I offer you whatever insight my books may hold,
                whatever manliness or humour my life.
                I offer you the loyalty of a man who has never
                been loyal.
                I offer you that kernel of myself that I have saved,
                somehow --the central heart that deals not
                in words, traffics not with dreams, and is
                untouched by time, by joy, by adversities.
                I offer you the memory of a yellow rose seen at
                sunset, years before you were born.
                I offer you explanations of yourself, theories about
                yourself, authentic and surprising news of
                yourself.
                I can give you my loneliness, my darkness, the
                hunger of my heart; I am trying to bribe you
                with uncertainty, with danger, with defeat.

                Jorge Luis Borges
                Ciao Folli, leggo solo ora, ma vedo che ti ha già risposto il Restodelcarlino; per una versione italiana mi sembra che la trovi trai i libri della casa editrice Adelphi.

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                • Escolzia
                  Opinionista

                  • 10/08/16
                  • 7520

                  #1718
                  Invincibile estate


                  Mia cara,
                  nel bel mezzo dell’odio
                  ho scoperto che vi era in me
                  un invincibile amore.
                  Nel bel mezzo delle lacrime
                  ho scoperto che vi era in me
                  un invincibile sorriso.
                  Nel bel mezzo del caos
                  ho scoperto che vi era in me
                  un’ invincibile tranquillità.
                  Ho compreso, infine,
                  che nel bel mezzo dell’inverno,
                  ho scoperto che vi era in me
                  un’invincibile estate.
                  E che ciò mi rende felice.
                  Perché afferma che non importa
                  quanto duramente il mondo
                  vada contro di me,
                  in me c’è qualcosa di più forte,
                  qualcosa di migliore
                  che mi spinge subito indietro.

                  Albert Camus

                  Comment

                  • follemente
                    Opinionista

                    • 22/12/09
                    • 11727

                    #1719
                    Originariamente Scritto da restodelcarlino Visualizza Messaggio
                    Posso rispondere io?
                    "Two English Poems" scritti tra il 1933ed il 1934. E' la seconda lirica.

                    In originale:
                    What can I hold you with?
                    I offer you lean streets, desperate sunsets, the
                    moon of the jagged suburbs.
                    I offer you the bitterness of a man who has looked
                    long and long at the lonely moon.
                    I offer you my ancestors, my dead men, the ghosts
                    that living men have honoured in bronze:
                    my father's father killed in the frontier of
                    Buenos Aires, two bullets through his lungs,
                    bearded and dead, wrapped by his soldiers in
                    the hide of a cow; my mother's grandfather
                    --just twentyfour-- heading a charge of
                    three hundred men in Peru, now ghosts on
                    vanished horses.
                    I offer you whatever insight my books may hold,
                    whatever manliness or humour my life.
                    I offer you the loyalty of a man who has never
                    been loyal.
                    I offer you that kernel of myself that I have saved,
                    somehow --the central heart that deals not
                    in words, traffics not with dreams, and is
                    untouched by time, by joy, by adversities.
                    I offer you the memory of a yellow rose seen at
                    sunset, years before you were born.
                    I offer you explanations of yourself, theories about
                    yourself, authentic and surprising news of
                    yourself.
                    I can give you my loneliness, my darkness, the
                    hunger of my heart; I am trying to bribe you
                    with uncertainty, with danger, with defeat.

                    Jorge Luis Borges
                    Originariamente Scritto da Escolzia Visualizza Messaggio
                    Ciao Folli, leggo solo ora, ma vedo che ti ha già risposto il Restodelcarlino; per una versione italiana mi sembra che la trovi trai i libri della casa editrice Adelphi.
                    Thank you!

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                    • follemente
                      Opinionista

                      • 22/12/09
                      • 11727

                      #1720
                      Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
                      Bevvi un sorso di vita.
                      Vi dirò quanto lo pagai:
                      Precisamente un'esistenza.
                      il prezzo di mercato, dicevano.

                      Mi pesarono, granello per granello
                      bilanciarono fibra con fibra.
                      Poi mi porsero il valore del mio essere:
                      Un solo grammo di cielo.

                      Bevvi un sorso di vita (Emily Dickson)
                      *

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                      • dark lady
                        la viaggiatrice
                        • 09/03/05
                        • 70446

                        #1721
                        Tra me e la mia coscienza
                        c' è un abisso
                        nel cui fondo invisibile scorre
                        il rumore di un fiume lontano dai soli,
                        il cui suono reale è cupo e freddo -
                        Ah, in qualche punto del pensare della nostra anima,
                        freddo e scuro e incredibilmente vecchio,
                        in se stesso e non nella sua dichiarata apparenza.

                        Il mio ascoltare è diventato il mio vedere
                        quel sommerso fiume senza luogo.
                        Il suo rumore silenzioso libera sempre
                        il mio pensiero dal potere del mio pensiero di sognare.
                        Una temibile realtà appartiene
                        a quel fiume di mute, astratte canzoni
                        che parlano della non realtà
                        del suo andare verso nessun mare.
                        Ecco! Con gli occhi del mio sognato sentire
                        io sento il non visto fiume trasportare
                        verso dove non va tutte le cose
                        di cui è fatto il mio pensiero - il Pensiero
                        in Sé, e il Mondo, e Dio, che
                        fluttuano in quell' impossibile fiume.

                        Ah, le idee di Dio, del Mondo,
                        di Me stesso e del Mistero,
                        come da uno sconosciuto bastione colpito,
                        scorrono con quel fiume verso quel mare
                        che non ha raggiunto né raggiungerà mai
                        e apparterrà al suo moto legato alla notte.
                        Oh, ancora verso quel sole su quella spiaggia
                        di quell' inattingibile oceano!

                        L'abisso - Fernando Pessoa
                        “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                        Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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                        • Pazza_di_Acerra
                          люблю беспокоиться
                          • 09/12/09
                          • 28840

                          #1722
                          L'accenno di un canto primaverile

                          Il vento portò da lontano
                          l'accenno di un canto primaverile,
                          chissà dove, lucido e profondo
                          si aprì un pezzetto di cielo.
                          In questo azzurro smisurato,
                          fra barlumi della vicina primavera
                          piangevano burrasche invernali,
                          si libravano sogni stellati.
                          Timide, cupe e profonde
                          piangevano le mie corde.
                          Il vento portò da lontano
                          le sue squillanti canzoni.

                          Aleksandr Blok
                          semel in anno licet insanire, cotidie melius

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                          • dark lady
                            la viaggiatrice
                            • 09/03/05
                            • 70446

                            #1723
                            Originariamente Scritto da Pazza_di_Acerra Visualizza Messaggio
                            L'accenno di un canto primaverile

                            Il vento portò da lontano
                            l'accenno di un canto primaverile,
                            chissà dove, lucido e profondo
                            si aprì un pezzetto di cielo.
                            In questo azzurro smisurato,
                            fra barlumi della vicina primavera
                            piangevano burrasche invernali,
                            si libravano sogni stellati.
                            Timide, cupe e profonde
                            piangevano le mie corde.
                            Il vento portò da lontano
                            le sue squillanti canzoni.

                            Aleksandr Blok
                            Splendida!
                            “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                            Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

                            Comment

                            • Kanyu
                              *

                              • 10/05/19
                              • 23112

                              #1724
                              GREGORY CORSO: BOMB


                              BOMBA

                              Incalzatrice della storia Freno del tempo Tu Bomba
                              Giocattolo dell'universo Massima rapinatrice di cieli Non posso odiarti
                              Forse che l'odio il fulmine scaltro la mascella di un asino
                              La mazza nodosa di Un Milione di A.C. la clava il flagello l'ascia
                              Catapulta Da Vinci tomahawk Cochise acciarino Kidd pugnale Rathbone
                              Ah e la triste disperata pistola Verlaine Puskin Dillinger Bogart
                              E non ha S. Michele una spada infuocata S. Giorgio una lancia Davide una fionda
                              Bomba sei crudele come l'uomo ti fa e non sei più crudele del cancro
                              Ogni uomo ti odia preferirebbe morire in un incidente d'auto per un fulmine annegato
                              Cadendo dal tetto sulla sedia elettrica di infarto di vecchiaia di vecchiaia O Bomba
                              Preferirebbe morire di qualsiasi cosa piuttosto che per te Il dito della morte è indipendente
                              Non sta all'uomo che tu bum o no La Morte ha distrutto da un pezzo
                              il suo azzurro inflessibile Io ti canto Bomba Prodigalità della Morte Giubileo della Morte
                              Gemma dell'azzurro supremo della Morte Chi vola si schianterà al suolo la sua morte sarà diversa
                              da quella dello scalatore che cadrà Morire per un cobra non è morire per del maiale guasto
                              Si può morire in una palude in mare e nella notte per l'uomo nero
                              Oh ci sono morti come le streghe d'Arco Agghiaccianti morti alla Boris Karloff
                              Morti insensibili come un aborto morti senza tristezza come vecchio dolore Bowery
                              Morti nell'abbandono come la Pena Capitale morti solenni come i senatori
                              E morti impensabili come Harpo Marx le ragazze sulla copertina di Vogue la mia
                              Proprio non so quanto sia terribile la MortePerBomba Posso solo immaginarlo
                              Eppure nessuna morte di cui io sappia ha un'anteprima così buffa Panoramo
                              una città la città New York che straripa a occhi desolati rifugio nel subway
                              Centinaia e centinaia Un precipitare di umanità Tacchi alti piegati
                              Capelli spinti indietro Giovani che dimenticano i pettini
                              Signore che non sanno cosa fare delle borse della spesa
                              Impassibili distributori automatici di gomma Ma 3° rotaia pericolosa lo stesso
                              Ritz Brothers del Bronx sorpresi sul treno A
                              La sorridente réclame del Schenley sorriderà sempre
                              Morte Folletto Bomba Satiro Bombamorte
                              Tartarughe che esplodono sopra Istanbul
                              La zampa del giaguaro che balza
                              per affondare presto nella neve artica
                              Pinguini piombati contro la Sfinge
                              La cima dell'Empire State
                              sfrecciata in un campo di broccoli in Sicilia
                              Eiffel a forma di C nei Magnolia Gardens
                              S. Sofia atletica Bomba sportiva
                              I templi dell'antichità
                              finite le loro grandiose rovine
                              Elettroni Protoni Neutroni
                              che raccolgono capelli Esperidi
                              che percorrono il dolente golf dell'Arcadia
                              che raggiungono timonieri di marmo
                              che entrano nell'anfiteatro finale
                              con un senso di imnodia di tutte le Ilio
                              annunciando torce di cipressi
                              correndo con pennacchi e stendardi
                              e tuttavia conoscendo Omero con passo aggraziato
                              Ecco la squadra del Presente in visita
                              la squadra del Passato in casa
                              Lira e tuba insieme congiunte
                              Odi e wurstel soda oliva uva
                              galassia di gala usciere togato
                              e in alta uniforme O felici posti a sedere
                              Applausi e grida e fischi eterei
                              La presenza bilione del più grande pubblico
                              Il pandemonio di Zeus
                              Hermes che corre con Owens
                              La Palla lanciata da Buddha
                              Cristo che picchia la palla
                              Lutero che corre alla terza base
                              Morte planetaria Osanna Bomba
                              Fa sbocciare la rosa finale O Bomba di Primavera
                              Vieni con la tua veste di verde dinamite
                              libera dalla macchina l'occhio inviolato della Natura
                              Davanti a te. li Passato raggrinzito
                              dietro dl te il Futuro che ci saluta O Bomba
                              Rimbalza nell'erbosa aria da tromba
                              come la volpe nell'ultima tana
                              tuo campo l'universo tua siepe la terra
                              Salta Bomba rimbalza Bomba scherza a zig zag
                              Le stelle uno sciame d'api nella tua borsa tintinnante
                              Angeli attaccati ai tuoi piedi giubileo
                              ruote di pioggialuce sul tuo scanno
                              Sei attesa e guarda sei attesa
                              e i cieli sono con te
                              osanna Incalescente gloriosa liaison
                              BOMBA O strage antifonia fusione spacco BUM
                              Bomba fa l'infinito una Improvvisa fornace
                              distendi il. tuo Spazzare che abbracci moltitudini
                              avviati orribile agenda
                              Stelle del Carro pIaneti carnaio elementi di carcassa
                              Fa' cadere l'universo salta ciucciante coi dito in bocca
                              sui suo da tanto da tanto morto Neanche
                              Dal tuo minuscolo peloso occhio spastico
                              espelli diluvi dl celestiali vampiri
                              Dal tuo grembo invocante
                              vomita turbini di grandi vermi
                              Squarcia Il tuo ventre o Bomba
                              dal tuo ventre fa' sciamare saluti di avvoltolo
                              incalza col tuoi moncherini stellati dl iena
                              lungo il margine del Paradiso
                              Bomba O finale Pied Piper
                              sole e lucciola valzeggiano dietro la tua sorpresa
                              Dio abbandonato zimbello
                              Sono la Sua rada falso-narrata apocalisse
                              Lui non può sentire le un-bel-giorno
                              profanazioni del tuo flauto
                              Lui è rovesciato sordo nell'orecchio pustoloso del Silenziatore
                              il Suo Regno un'eternità di cera vergine
                              Trombe tappate non Lo annunciano
                              Angeli sigillati non Lo cantano
                              Un Dio senza tuoni Un Dio morto
                              Bomba il tuo BUM la Sua tomba,
                              Che io mi chini su un tavolo di scienza
                              astrologo che guazza in prosa di draghi
                              quasi esperto dl guerre bombe soprattutto bombe
                              Che io sia incapace di odiare ciò che è necessario amare
                              Che io non possa esistere in un mondo che consente
                              un bimbo abbandonato in un parco un uomo morto sulla sedia elettrica
                              Che io sia capace di ridere di tutte le cose
                              dl tutte quelle che so e quelle che non so per nascondere il mio dolore
                              Che dica di essere un poeta e perciò amo ogni uomo
                              sapendo che le mie parole sono la riconosciuta profezia di ogni uomo
                              e le mie non parole un non minore riconoscimento,
                              che io sia multiforme
                              uomo che Insegue le grandi bugie dell'oro
                              poeta che vaga tra ceneri luminose
                              come mi immagino
                              un sonno con denti di squalo un mangia-uomini di sogni
                              Allora non ho bisogno di esser davvero esperto di bombe
                              Per fortuna perché se le bombe ml sembrassero larve
                              non dubiterei che diventerebbero farfalle
                              C'è un inferno per le bombe
                              Sono laggiù Le vedo laggiù
                              Stan li e cantano canti
                              soprattutto canti tedeschi
                              e due lunghissimi canti americani
                              e vorrebbero che ci fossero altri canti
                              specialmente canti russi e cinesi
                              e qualche altro lunghissimo canto americano
                              Povera piccola Bomba che non sarai mal
                              un canto eschimese io ti amo
                              voglio mettere una caramella
                              nella tua bocca forcuta
                              Una parrucca di Goldilocks sulla tua zucca pelata
                              e farti saltellare con me come Hansel e Gretel
                              sullo schermo di Hollywood
                              O Bomba in cui tutte le cose belle
                              Morali e fisiche rientrano ansiose
                              fiocco di fata colto dal
                              più grande albero dell'universo
                              lembo di paradiso che dà
                              un sole alla montagna e al formicaio
                              Sto In piedi davanti alla tua fantastica porta gigliale
                              Ti porto rose Midgardian muschio d'Arcadia
                              Rinomati cosmetici delle ragazze del paradiso
                              Dammi il benvenuto non temere, la tua porta aperta
                              né il grigio ricordo del tuo freddo fantasma
                              nè i ruffiani del tuo tempo incerto
                              il loro crudele sciogliersi terreno
                              Oppenheimer è seduto
                              nella buia tasca di Luce
                              Fermi è disseccato nei Mozambico della Morte
                              Einstein la sua boccamito
                              una ghirlanda di patelle sulla testa di calamari lunari
                              Fammi entrare Bomba sorgi da quell'angolo da topo gravido
                              non temere le nazioni del mondo con le scope alzate
                              O Bomba ti amo
                              Voglio baciare il tuo clank mangiare il tuo bum
                              Sei un peana un acmé dl urli
                              un cappello lirico del Signor Tuono
                              fai risuonare le tue ginocchia di metallo
                              BUM BUM BUM BUM BUM
                              BUM tu cieli e BUM tu soli
                              BUM BUM tu lune tu stelle BUM
                              notti tu BUM tu giorni tu BUM
                              BUM BUM tu venU tu nubi tu nembi
                              Fate BANG voi laghi voi Oceani BING
                              Barracuda BUM e coguari BUM
                              Ubanghi BANG orangutang
                              BING BANG BONG BUM ape orso scimmion
                              tu BANG tu BONG tu BING
                              la zanna la pinna la spanna
                              Si Si In mezzo a noi cadrà una bomba
                              Fiori balzeranno di gioia con le radici doloranti
                              Campi si inginocchieranno orgogliosi sotto gli halleluia del vento
                              Bombe-garofano sbocceranno Bombe-alce rizzeranno le orecchie
                              Ah molte bombe quel giorno intimidiranno gli uccelli in aspetto gentile
                              Eppure non basta dire che una bomba cadrà
                              sia pure sostenere che il fuoco celeste uscirà
                              Sappiate che la terra madonnerà in grembo la Bomba
                              che nel cuore degli uomini a venire altre bombe nasceranno
                              bombe da magistratura avvolte in ermellino tutto bello
                              e si pianteranno sedute sui ringhiosi imperi della terra
                              feroci con baffi d'oro.


                              Nell'originale questa poesia ha la forma di un fungo atomico. Lo so, è abbastanza lunga però se uno ha voglia di leggerla troverà qui dentro l'anima della Beat Generation.
                              "Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi"

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                              • Jerda
                                No Excuses
                                • 12/04/19
                                • 3167

                                #1725
                                edit
                                Originariamente Scritto da BiO-dEiStA
                                Questa sì che è vita, altro che la marea di boiate pseudoscientifiche con cui una mandria di dilettanti pagati a peso d'oro continua a riempirci la testa e a mandare a puttane il paese.
                                Ben ritrovati.

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