Poesie

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  • Bauxite
    Cosmo-Agonica

    • 25/12/09
    • 36341

    #1891
    Sai che la Dickinson morì nubile e senza prole?

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    • Bauxite
      Cosmo-Agonica

      • 25/12/09
      • 36341

      #1892
      Portami il girasole ch'io lo trapianti
      nel mio terreno bruciato dal salino,
      e mostri tutto il giorno agli azzurri specchianti
      del cielo l'ansietà del suo volto giallino.

      Tendono alla chiarità le cose oscure,
      si esauriscono i corpi in un fluire
      di tinte: queste in musiche. Svanire
      è dunque la ventura delle venture.

      Portami tu la pianta che conduce
      dove sorgono bionde trasparenze
      e vapora la vita quale essenza;
      portami il girasole impazzito di luce.


      Eugenio Montale

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      • conogelato
        Candle in the wind

        • 17/07/06
        • 66028

        #1893
        Se potrò impedire a un cuore di spezzarsi

        Se potrò impedire a un Cuore di spezzarsi
        Non avrò vissuto invano
        Se potrò alleviare il Dolore di una Vita
        O lenire una Pena
        O aiutare un Pettirosso caduto
        A rientrare nel suo nido
        Non avrò vissuto invano.

        EMILY DICKINSON
        amate i vostri nemici

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        • conogelato
          Candle in the wind

          • 17/07/06
          • 66028

          #1894
          Ti supplico, mio Dio, cerca di esistere,
          almeno un poco per me,
          apri i tuoi occhi, ti supplico!
          O Signore, cerca di seguire ciò che succede,
          sforzati di vedere, te ne prego!
          Vivere senza testimoni, quale inferno!
          Per questo, forzando la mia voce,
          io grido, io urlo Padre mio, ti supplico e piango: esisti!

          Aleksandr Zinovyev












          Aleksandr Zinovyev
          amate i vostri nemici

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          • conogelato
            Candle in the wind

            • 17/07/06
            • 66028

            #1895
            “Alla vigilia di Natale”, poesia di Bertolt Brecht

            Oggi siamo seduti, alla vigilia di Natale,

            noi, gente misera,

            in una gelida stanzetta,

            il vento corre fuori, il vento entra.

            Vieni, buon Signore Gesù, da noi,

            volgi lo sguardo:

            perché tu ci sei davvero necessario.
            amate i vostri nemici

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            • efua
              Posh&Rebel
              • 07/12/11
              • 34901

              #1896
              Il più bello dei mari
              è quello che non navigammo.
              Il più bello dei nostri figli
              non è ancora cresciuto.
              I più belli dei nostri giorni
              non li abbiamo ancora vissuti.
              E quello
              che vorrei dirti di più bello
              non te l'ho ancora detto.

              Nazim Hikmet
              -Healthy body, clear mind, peaceful spirit-

              -Where there’s will there’s a way-

              -Work hard have fun & be nice-


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              • conogelato
                Candle in the wind

                • 17/07/06
                • 66028

                #1897
                Bella! Non la conoscevo.
                amate i vostri nemici

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                • Bauxite
                  Cosmo-Agonica

                  • 25/12/09
                  • 36341

                  #1898

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                  • conogelato
                    Candle in the wind

                    • 17/07/06
                    • 66028

                    #1899
                    INSEGUENDO QUEL SUONO

                    Il suono della tua voce

                    coglie nell’aria

                    un invisibile

                    immobilizzandolo

                    in un attimo eterno.


                    Quell’eco è entrata in me

                    frantumando i cristalli fragili

                    del mio sospeso presente

                    …senza ritorno.

                    Dovrò cercare futuro

                    inseguendo quel suono

                    io stesso disperata eco

                    a ritrovarmi.



                    ENNIO MORRICONE

                    Nella vita di Ennio Morricone non c’era solo la musica. Il compositore era prima di tutto un uomo appassionato. Amava il calcio, il gioco degli scacchi e amava sopra ogni altra cosa Maria Travia, il grande e unico amore della sua vita, a cui dedicò l’unica poesia che avesse mai scritto. Si intitola “Inseguendo quel suono” e dà il titolo anche alla biografia del compositore, pubblicata da Mondadori nel 2016.

                    L’amore con Maria Travia
                    Più di 70 anni di matrimonio con l’adorata moglie Maria Travia che gli ha dato quattro figli. Un amore nato piano piano e cresciuto fra le mura di un ospedale. I due giovani si conobbero nel 1950, Maria era amica della sorella del Maestro. Poi la ragazza ebbe un incidente grave in macchina col padre e rimase ingessata dal collo alla vita. Morricone le rimase accanto in ospedale e nella convalescenza. Così nacque il loro amore. Proprio a Maria, Morricone ha dedicato l’Oscar per la Miglior Colonna Sonora nel 2016: “Lo dedico a mia moglie Maria Travia, mio mentore”, aveva dichiarato davanti a tutta la platea. “Nell’amore come nell’arte la costanza è tutto”, diceva il Maestro. “Non so se esistano il colpo di fulmine o l’intuizione soprannaturale. So che esistono la tenuta, la coerenza, la serietà, la durata”.

                    amate i vostri nemici

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                    • Bauxite
                      Cosmo-Agonica

                      • 25/12/09
                      • 36341

                      #1900
                      Agosto

                      Agosto. In sei mesi
                      Non ho letto un libro
                      a parte una cosa intitolata La ritirata da Mosca
                      di Caulaincourt.
                      Comunque sono contento.
                      Vado in macchina con mio fratello,
                      beviamo una pinta di Old Crow.
                      Non abbiamo in mente nessuna meta,
                      andiamo e basta.
                      Chiudessi gli occhi per un minuto
                      Ecco, sarei perduto, ma
                      potrei stendermi e dormire per sempre
                      sul ciglio della strada.
                      Mio fratello mi dà di gomito.
                      Tra un minuto, chissà, accadrà qualcosa.


                      Raymond Carver

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                      • Bauxite
                        Cosmo-Agonica

                        • 25/12/09
                        • 36341

                        #1901
                        Tu mi vorresti come uno dei tuoi gatti

                        Tu mi vorresti come uno dei tuoi gatti
                        castrati e paralleli: dormono in fila infatti
                        e fanno i gatti solo di nascosto
                        quando non li vedi. Ma io non sarò mai
                        castrata e parallela. Magari me ne vado,
                        ma tutta di traverso e tutta intera.


                        Patrizia Cavalli

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                        • Bauxite
                          Cosmo-Agonica

                          • 25/12/09
                          • 36341

                          #1902
                          Ode alla cipolla


                          Cipolla
                          luminosa ampolla,
                          petalo su petalo
                          s’è formata la tua bellezza
                          squame di cristallo t’hanno accresciuta
                          e nel segreto della terra buia
                          s’è arrotondato il tuo ventre di rugiada.
                          Sotto la terra
                          è avvenuto il miracolo
                          e quando è apparso
                          il tuo lento germoglio verde,
                          e sono nate
                          le tue foglie come spade nell’orto,
                          la terra ha accumulato i suoi beni
                          mostrando la tua nuda trasparenza,
                          e come con Afrodite il mare remoto
                          copiò la magnolia
                          per formare i seni,
                          la terra così ti ha fatto,
                          cipolla,
                          chiara come un pianeta,
                          e destinata a splendere
                          costellazione fissa,
                          rotonda rosa d’ acqua,
                          sulla
                          mensa
                          della povera gente.
                          Generosa
                          sciogli
                          il tuo globo di freschezza
                          nella consumazione
                          bruciante nella pentola,
                          e la balza di cristallo
                          al calore acceso dell’ olio
                          si trasforma in arricciata piuma d’oro.

                          Ricorderò anche come feconda
                          la tua influenza l’ amore dell’ insalata
                          e sembra che il cielo contribuisca
                          dandoti forma fine di grandine
                          a celebrare la tua luminosità tritata
                          sugli emisferi di un pomodoro
                          Ma alla portata
                          delle mani del popolo,
                          innaffiata con olio,
                          spolverata
                          con un po’ di sale,
                          ammazzi la fame
                          del bracciante nel duro cammino.

                          fata madrina
                          avvolta
                          in delicata
                          carta, esci dal suolo,
                          eterna, intatta, pura,
                          come semenza d’astro,
                          e quando ti taglia
                          il coltello in cucina
                          sgorga l’ unica lacrima
                          senza pena.
                          Ci hai fatto piangere senza affliggerci.

                          Tutto quel che esiste ho celebrato, cipolla,
                          ma per me tu sei
                          più bella di un uccello
                          dalle piume accecanti,
                          ai miei occhi sei
                          globo celeste, coppa di platino,
                          danza immobile
                          di anemone innevato

                          e vive la fragranza della terra
                          nella tua natura cristallina.

                          Pablo Neruda

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                          • Bauxite
                            Cosmo-Agonica

                            • 25/12/09
                            • 36341

                            #1903
                            La cipolla


                            La cipolla è un’altra cosa
                            Interiora non ne ha.
                            Completamente cipolla
                            fino alla cipollità.
                            Cipolluta di fuori,
                            cipollosa fino al cuore,
                            potrebbe guardarsi dentro
                            senza provare timore.
                            In noi ignoto e selve
                            di pelle appena coperti,
                            interni d’inferno,
                            violenta anatomia,
                            ma nella cipolla – cipolla,
                            non visceri ritorti.
                            Lei più e più volte nuda,
                            fin nel fondo e così via.

                            Coerente è la cipolla,
                            riuscita è la cipolla.
                            Nell’una ecco sta l’altra,
                            nella maggiore la minore,
                            nella seguente la successiva,
                            cioè la terza e la quarta.
                            Una centripeta fuga.
                            Un’eco in coro composta.

                            La cipolla, d’accordo:
                            il più bel ventre del mondo.
                            A propria lode di aureole
                            da sé si avvolge in tondo.
                            In noi – grasso, nervi, vene,
                            muchi e secrezioni.
                            E a noi resta negata
                            l’idiozia della perfezione.

                            Wislawa Szymborska

                            Comment

                            • Escolzia
                              Opinionista

                              • 10/08/16
                              • 7520

                              #1904

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                              • Bauxite
                                Cosmo-Agonica

                                • 25/12/09
                                • 36341

                                #1905
                                Passato


                                I ricordi, queste ombre troppo lunghe
                                del nostro breve corpo,
                                questo strascico di morte
                                che noi lasciamo vivendo,
                                i lugubri e durevoli ricordi,
                                eccoli già apparire:
                                melanconici e muti
                                fantasmi agitati da un vento funebre.
                                E tu non sei piú che un ricordo.
                                Sei trapassata nella mia memoria.
                                Ora sí, posso dire
                                che m’appartieni
                                e qualche cosa fra di noi è accaduto
                                irrevocabilmente.
                                Tutto finí, cosí rapido!
                                Precipitoso e lieve
                                il tempo ci raggiunse.
                                Di fuggevoli istanti ordí una storia
                                ben chiusa e triste.
                                Dovevamo saperlo che l’amore
                                brucia la vita e fa volare il tempo.

                                Vincenzo Cardarelli

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