Poesie

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  • darklazy
    Opinionista
    • 20/03/06
    • 76

    #151
    [COLOR="Blue"]le poesie che avete citato son tutte bellissime e potrei elencarvi 1 miriade di altre poesie altrettanto belle ma... forse la pi

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    • =lorus=
      malinconico pazzo
      • 28/12/05
      • 1054

      #152
      "Soldati"
      si sta
      come d'autunno
      sugli alberi
      le foglie
      Giuseppe Ungharetti
      il peggior nemico di me stesso....

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      • Zazzauser
        Orribile grassone
        • 05/06/05
        • 5297

        #153
        Bellissima questa di Ungaretti anche se ne preferisco altre.
        [I][B][FONT="Century Gothic"][COLOR="Navy"]"...Cose errate che paiono giuste dapprima, ma per quanto ci

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        • Zazzauser
          Orribile grassone
          • 05/06/05
          • 5297

          #154
          GIUSEPPE UNGARETTI

          Veglia (23 dicembre 1915)

          Un'intera nottata
          buttato vicino
          a un compagno
          massacrato
          con la sua bocca
          digrignata
          volta al plenilunio
          con la congestione
          delle sue mani
          penetrata
          nel mio silenzio
          ho scritto
          lettere piene d'amore.
          Non sono mai stato
          tanto
          attaccato alla vita.
          [I][B][FONT="Century Gothic"][COLOR="Navy"]"...Cose errate che paiono giuste dapprima, ma per quanto ci

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          • pavese78
            Opinionista
            • 23/03/06
            • 103

            #155
            Ungraetti

            Giunone

            Tonda quel tanto che mi da tormento
            distacchi la tua coscia di sull'altra
            dilati la tua furia un'acre notte.
            Il sito con parte della mia vita dentro...
            www.marcolimiti.info

            ------------------------------------------------------
            Ero felice, solo non mi rendevo conto che ero felice Woody Allen
            ------------------------------------------------------
            i libri di una piccola casa editrice possono regalare grandi emozioni!
            www.progettocultura.it

            Comment

            • Xilinx23
              The Count
              • 01/06/05
              • 41139

              #156
              Mario Luzi
              La notte lava la mente



              [I]Poco dopo si
              Membro del Consiglio degli Admin


              [RIGHT][I]L'ironia

              Comment

              • Tomleo
                Banned
                • 19/03/05
                • 2045

                #157
                Un organetto suona per la via
                la mia finestra è aperta e vien la sera
                sale dai campi alla stanzuccia mia
                un alito gentil di primavera.

                Non so perchè mi tremano i ginocchi
                non so perchè mi sale il pianto agli occhi

                Ecco, chino la testa in sulla mano
                e penso a te che sei cosi lontano.

                Comment

                • Ailis
                  Banana
                  • 06/05/05
                  • 5301

                  #158
                  La mia preferita è "La pioggia nel pineto" di Gabriele D'annunzio

                  Taci. Su le soglie
                  del bosco non odo
                  parole che dici
                  umane; ma odo
                  parole più nuove
                  che parlano gocciole e foglie
                  lontane.
                  Ascolta. Piove
                  dalle nuvole sparse.
                  Piove su le tamerici
                  salmastre ed arse,
                  piove sui pini
                  scagliosi ed irti,
                  piove sui mirti
                  divini,
                  su le ginestre fulgenti
                  di fiori accolti,
                  sui ginestri folti
                  di coccole aulenti,
                  piove sui nostri volti
                  silvani,
                  piove sulle nostre mani
                  ignude,
                  sui nostri vestimenti
                  leggieri,
                  su i freschi pensieri
                  che l'anima schiude
                  novella,
                  su la favola bella
                  che ieri
                  l'illuse, che oggi m'illude,
                  o Ermione
                  Odi? La pioggia cade
                  su la solitaria
                  verdura
                  con un crepitio che dura
                  e varia nell'aria
                  secondo le fronde
                  più rade, men rade.
                  Ascolta. Risponde
                  al pianto il canto
                  delle cicale
                  che il pianto australe
                  non impaura,
                  nè il ciel cinerino.
                  E il pino
                  ha un suono, e il mirto
                  altro suono, e il ginepro
                  altro ancora, stromenti
                  diversi
                  sotto innumerevoli dita.
                  E immersi
                  noi siam nello spirto
                  silvestre,
                  d'arborea vita viventi;
                  e il tuo volto ebro
                  è molle di pioggia
                  come un foglia,
                  e le tue chiome
                  auliscono come
                  le chiare ginestre,
                  o creatura terrestre
                  che hai nome
                  Ermione.
                  Ascolta, ascolta. L'accordo
                  delle aeree cicale
                  a poco a poco
                  più sordo
                  si fa sotto il pianto
                  che cresce;
                  ma un canto vi si mesce
                  più roco
                  che di laggiù sale,
                  dall'umida ombra remota.
                  più sordo e più fioco
                  s'allenta, si spegne.
                  Sola una nota
                  ancora trema, si spegne,
                  risorge, treme, si spegne.
                  Non s'ode voce del mare.
                  Or s'ode su tutta la fronda
                  crosciare
                  l'argentea pioggia
                  che monda,
                  il croscio che varia
                  secondo la fronda
                  più folta, men folta.
                  Ascolta.
                  La figlia dell'aria
                  è muta; ma la figlia
                  del limo lontane,
                  la rana,
                  canta nell'ombra più fonda,
                  chi sa dove, chi sa dove!
                  E piove su le tue ciglia,
                  Ermione.
                  Piove su le tue ciglia nere
                  sì che par tu pianga
                  ma di piacere; non bianca
                  ma quasi fatta virente,
                  par da scorza tu esca.
                  E tutta la vita è in noi fresca
                  aulente,
                  il cuor nel petto è come pesca
                  intatta,
                  tra le palpebre gli occhi
                  son come polle tra l'erbe,
                  i denti negli alveoli
                  son come mandorle acerbe.
                  E andiam di fratta in fratta,
                  or congiunti or disciolti
                  (e il verde vigor rude
                  ci allaccia i malleoli
                  c'intrica i ginocchi)
                  chi sa dove, chi sa dove!
                  E piove su i nostri volti
                  silvani,
                  piove sulle nostre mani
                  ignude,
                  sui nostri vestimenti
                  leggieri,
                  su i freschi pensieri
                  che l'anima schiude
                  novella,
                  su la favola bella
                  che ieri
                  m'illuse, che oggi t'illude,
                  o Ermione.
                  "Nulla si sa, tutto si immagina"
                  Federico Fellini

                  Comment

                  • Giusy
                    Opinionista
                    • 12/03/06
                    • 232

                    #159
                    Saprai che non t'amo e che t'amo
                    Pablo Neruda
                    Saprai che non t'amo e che t'amo
                    perché la vita è in due maniere,
                    la parola è un'ala del silenzio,
                    il fuoco ha una metà di freddo.

                    Io t'amo per cominciare ad amarti,
                    per ricominciare l'infinito,
                    per non cessare d'amarti mai:
                    per questo non t'amo ancora.

                    T'amo e non t'amo come se avessi
                    nelle mie mani le chiavi della gioia
                    e un incerto destino sventurato.

                    Il mio amore ha due vite per amarti.
                    Per questo t'amo quando non t'amo
                    e per questo t'amo quando t'amo.
                    [COLOR="Teal"]...perch

                    Comment

                    • Giusy
                      Opinionista
                      • 12/03/06
                      • 232

                      #160
                      Ho sceso, dandoti il braccio
                      Eugenio Montale
                      Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
                      E ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
                      Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
                      Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
                      Le coincidenze, le prenotazioni,
                      le trappole, gli scorni di chi crede
                      che la realtà sia quella che si vede.

                      Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
                      Non già perché con quattr'occhi forse si vede di più.
                      Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
                      Le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
                      erano le tue.

                      QUESTA L'ADORO...
                      [COLOR="Teal"]...perch

                      Comment

                      • pavese78
                        Opinionista
                        • 23/03/06
                        • 103

                        #161
                        IL sogno di John Donne (1572 - 1631)

                        Per nessun altro, amore, avrei spezzato
                        questo beato sogno.
                        Buon tema per la ragione,
                        troppo forte per la fantasia.
                        Sei stata saggia a svegliarmi. E tuttavia
                        tu non spezzi il mio sogno, lo prolunghi.
                        Tu così vera che pensarti basta
                        per fare veri i sogni e storia le favole.
                        Entra tra queste braccia. Se ti sembrò
                        più giusto per me non sognare tutto il sogno,
                        ora viviamo il resto.

                        Come un lampo o un bagliore di candela
                        i tuoi occhi, non già il rumore, mi destarono.
                        Così (poichè tu ami il vero)
                        io ti credetti sulle prime un angelo.
                        Ma quando vidi che mi vedevi in cuore,
                        che conoscevi i miei pensieri meglio di un angelo,
                        quando interpretasti il sogno, sapendo
                        che la troppa gioia mi avrebbe destato
                        e venisti, devo confessare
                        che sarebbe stato sacrilegio crederti altro da te.

                        Il venire, il restare ti rivelò: tu sola.
                        Ma ora che ti allontani
                        dubito che tu non sia più tu.
                        Debole quell'amore di cui più forte è la paura,
                        e non è tutto spirito limpido e valoroso
                        se è misto di timore, di pudore, di onore.
                        Forse, come le torce
                        sono prima accese e poi spente, così tu fai con me.
                        Venisti per accendermi, vai per venire. E io
                        sognerò nuovamente
                        quella speranza, ma per non morire.


                        Genio assoluto fra i poeti d'amore!!!!!!!!1
                        Il sito con parte della mia vita dentro...
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                        Ero felice, solo non mi rendevo conto che ero felice Woody Allen
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                        Comment

                        • Zazzauser
                          Orribile grassone
                          • 05/06/05
                          • 5297

                          #162
                          [QUOTE=Giusy]Saprai che non t'amo e che t'amo
                          Pablo Neruda
                          Saprai che non t'amo e che t'amo
                          perch
                          [I][B][FONT="Century Gothic"][COLOR="Navy"]"...Cose errate che paiono giuste dapprima, ma per quanto ci

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                          • Xilinx23
                            The Count
                            • 01/06/05
                            • 41139

                            #163
                            Off-topic!

                            Come da decisione comune col creatore dell'altro thread, unisco le discussioni.


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                            [RIGHT][I]L'ironia

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                            • printempsdouce
                              Opinionista
                              • 06/04/06
                              • 46

                              #164
                              Nuda sei semplice (Cento sonetti d'amore, XXVII)

                              Nuda sei semplice come una delle tue mani,
                              liscia, terrestre, minima, rotonda, trasparente,
                              hai linee di luna, strade di mela,
                              nuda sei sottile come il grano nudo.
                              Nuda sei azzurra come la notte a Cuba,
                              hai rampicanti e stelle nei tuoi capelli,
                              nuda sei enorme e gialla
                              come l'estate in una chiesa d'oro.
                              Nuda sei piccola come una delle tue unghie,
                              curva, sottile, rosea finché nasce il giorno
                              e t'addentri nel sotterraneo del mondo.
                              come in una lunga galleria di vestiti e di lavori:
                              la tua chiarezza si spegne, si veste, si sfoglia
                              e di nuovo torna a essere una mano nuda.

                              - Pablo Neruda

                              anche l'erotismo può essere elegante e raffinato!

                              ps...un omaggio a chi volle che questa poesia fosse anche mia
                              Last edited by printempsdouce; 08-04-2006, 12:16.

                              Comment

                              • Tomleo
                                Banned
                                • 19/03/05
                                • 2045

                                #165
                                Quando tu dormirai dimendicata
                                sotto la terra grassa
                                e la croce di Dio sarà piantata
                                ritta sulla tua cassa.
                                Quando ti crolleran marce le gote
                                entro i denti malfermi
                                e nelle occhiaie tue fetenti e vuote
                                brulicheranno i vermi..

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