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  • follemente
    Opinionista

    • 22/12/09
    • 11727

    #76
    “Lucia di Lammermoor”, l’opera seria più famosa di Gaetano Donizetti.

    Il libretto, di Salvatore Cammarano, è ispirato a una novella di Sir Walter Scott ambientata nel XVI secolo. Lucia, una ragazza di nobile famiglia, si innamora dell’unico erede della casata rivale, Edgardo, e il loro amore viene osteggiato con l’inganno dal fratello di lei, Enrico. L’amore avrà la meglio sui giochi di potere, ma a carissimo prezzo, e la passione tra i due prevarrà anche sul senno e la ragione di entrambi.

    Indiscussa la popolarità dell’aria “Il dolce suono” o “Scena della pazzia”, ripresa in diverse versioni pop, una delle quali figura anche nella colonna sonora de “Il quinto elemento” di Luc Besson. Celebre quanto struggente anche il gran finale “Tu che a Dio spiegasti l’ali”, annoverato tra i più bei brani tenorili di tutti i tempi.

    Per i melomani, la scena della pazzia

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    • follemente
      Opinionista

      • 22/12/09
      • 11727

      #77
      Posto anche il sestetto Chi mi frena in tal momento del II atto, che adoro, per tutti.





      Lo spettacolo del regista Giulio Ciabatti è ben concepito nella sua sobria e scabra eleganza.
      La vicenda si svolge su di una scena fissa rappresentata da un piano inclinato che simula un terreno aspro e pietroso dove si muovono i protagonisti e il coro. Allestimento minimalista ma curato.





      Il direttore Fabrizio Maria Carminati mi è sembrato protagonista di una lettura davvero rimarchevole della partitura donizettiana, mettendone in luce la profonda vena drammatica senza soffocare le molte pause elegiache improntate a quello stile nobilmente larmoyant che la caratterizza.
      L’orchestra ha risposto in pieno e con grande incisività e precisione alle sollecitazioni del direttore, brillando in tutte le sezioni, comprese quelle più a rischio per gli attacchi scoperti. Ottimo il rendimento, tra gli altri, del primo flauto e dell’arpa.

      Il soprano Aleksandra Kubas-Kruk è sembrata animata da eccellenti intenzioni interpretative, ha uno strumento adatto alla parte ma purtroppo ha sporcato una prestazione di buon livello con due acuti completamente fuori fuoco proprio là dove tutti attendono le interpreti di Lucia e cioè nella grande scena della pazzia.
      Bravissimo Piero Pretti nei panni di Edgardo, di cui ha colto con vigore sia gli slanci eroici sia i ripiegamenti più intimi e meditativi con una voce di bel colore, un’emissione sana e una linea di canto impeccabile, oltre che con una recitazione sobria e calibrata.
      Bravo anche Devid Cecconi nella parte di Enrico che gli si addice per temperamento e vocalità.

      Il pubblico ha apprezzato tutta la compagnia di canto e in generale questa produzione, acclamando intensamente tutti i protagonisti e tributando un trionfo a Piero Pretti, Devid Cecconi e Fabrizio Maria Carminati.
      Last edited by follemente; 25-03-2018, 17:50.

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      • follemente
        Opinionista

        • 22/12/09
        • 11727

        #78
        Prosa

        Mariti e mogli, adattamento teatrale di uno dei film più celebri di Woody Allen, nel quale il regista newyorchese compie con la consueta ironia e divertimento un’attenta analisi della psiche dell’uomo contemporaneo.

        Un nubifragio trasforma una consueta serata tra amici in una claustrofobica occasione di sfoderare pubbliche confessioni, malcelati sotterfugi, rivelazioni, intrighi clandestini. Lo scroscio notturno di rivelazioni è aperto da un marito e moglie che annunciano la loro separazione civile e condivisa solo a livello di facciata, perché quando lui si mette con una ragazza più giovane, ma soprattutto quando lei fa altrettanto con un quarantenne, i due riscoprono la gelosia e l’amore perduto.
        Un altro legame di coppia che invece sembrava inossidabile ed inscalfibile finisce per sgretolarsi.

        P.S. Il “figo” della serata era molto somigliante ad Axe.

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        • follemente
          Opinionista

          • 22/12/09
          • 11727

          #79
          Prosa

          Tempi nuovi di Cristina Comencini

          Una pièce molto simpatica in cui il vento dei tempi moderni incombe su una famiglia. Una coppia di mezza età ha due figli: uno aiuta il padre, professore di storia, con il computer, in cambio di ricerche storiche scolastiche, l’altra rivela di essersi lasciata con il ragazzo pluriennale che veniva anche in casa a dormire e di essersi messa con una giovane che, tra l’altro, si è fatta inseminare artificialmente tra lo sconcerto generale.
          Carino, sinora la Comencini non si è ancora smentita.

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          • follemente
            Opinionista

            • 22/12/09
            • 11727

            #80
            Teatro lirico

            Così fan tutte, Mozart

            Per amor del cielo, belle arie e bella musica, ma il libretto e la vicenda sono assolutamente datati (magari lo sono anche altri, ma questo mi ha dato non poco fastidio, con l’inganno a discapito delle due sorelle e appellativi come “cornacchie spennacchiate” e “galline” che dovrebbero figliare).
            Mi spiace per Mozart, ma un’opera maschilista come questa non riesco a digerirla.

            Senza tener conto del fatto che l’allestimento e la regia sono stati troppo statici, proprio in un’opera che fa della mutevolezza il suo perno.
            Bravi i cantanti, a parte Despina.

            Posto solo Soave sia il vento

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            • Pazza_di_Acerra
              люблю беспокоиться
              • 09/12/09
              • 28840

              #81
              Originariamente Scritto da follemente Visualizza Messaggio
              Teatro lirico

              Così fan tutte, Mozart


              Mi spiace per Mozart, ma un’opera maschilista come questa non riesco a digerirla.

              Che c'entra Mozart? Prenditela con Da Ponte!
              semel in anno licet insanire, cotidie melius

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              • follemente
                Opinionista

                • 22/12/09
                • 11727

                #82
                Originariamente Scritto da Pazza_di_Acerra Visualizza Messaggio
                Che c'entra Mozart? Prenditela con Da Ponte!
                Si scrive prima il libretto o la musica?

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                • Pazza_di_Acerra
                  люблю беспокоиться
                  • 09/12/09
                  • 28840

                  #83
                  Il libretto.
                  semel in anno licet insanire, cotidie melius

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                  • follemente
                    Opinionista

                    • 22/12/09
                    • 11727

                    #84
                    Originariamente Scritto da Pazza_di_Acerra Visualizza Messaggio
                    Il libretto.
                    Ed allora anche Mozart è complice!

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                    • Pazza_di_Acerra
                      люблю беспокоиться
                      • 09/12/09
                      • 28840

                      #85
                      Originariamente Scritto da follemente Visualizza Messaggio
                      Ed allora anche Mozart è complice!
                      Macchè complice! Si divertivano come matti quei due!
                      E poi, parlare di maschilismo in un'opera di fine '700 mi sembra alquanto curioso!
                      semel in anno licet insanire, cotidie melius

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                      • follemente
                        Opinionista

                        • 22/12/09
                        • 11727

                        #86
                        Originariamente Scritto da Pazza_di_Acerra Visualizza Messaggio
                        Macchè complice! Si divertivano come matti quei due!
                        E poi, parlare di maschilismo in un'opera di fine '700 mi sembra alquanto curioso!
                        So di giudicare con gli occhi di oggi... e il mio giudizio è stato condiviso da tutte le persone con cui ho parlato. L'opera è datata soprattutto per questo, mentre la musica rimane ammaliante.

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                        • dark lady
                          la viaggiatrice
                          • 09/03/05
                          • 70448

                          #87
                          Ho visto "Perfetta" di Geppi Cucciari, a teatro. Piaciuta assai. A parte che fare un monologo di un'ora e mezza è tutt'altro che semplice, ha saputo tenere al massimo l'attenzione e ci ha fatto ridere. Brava brava.
                          “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                          Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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                          • follemente
                            Opinionista

                            • 22/12/09
                            • 11727

                            #88
                            Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
                            Ho visto "Perfetta" di Geppi Cucciari, a teatro. Piaciuta assai. A parte che fare un monologo di un'ora e mezza è tutt'altro che semplice, ha saputo tenere al massimo l'attenzione e ci ha fatto ridere. Brava brava.
                            Io ai monologhi ho rinunciato da tempo. Comunque mi interessa sapere di cosa parlava.

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                            • dark lady
                              la viaggiatrice
                              • 09/03/05
                              • 70448

                              #89
                              Del ciclo mestruale
                              “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                              Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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                              • follemente
                                Opinionista

                                • 22/12/09
                                • 11727

                                #90
                                L’Italiana in Algeri di G.Rossini: una ventata di allegria, godimento, onde spumeggianti e fiabesche.

                                Se volete la critica me la dovete chiedere.

                                So’ troppo pigra.

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