le (discutibili) abitudini alimentari dei cinesi

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  • dark lady
    la viaggiatrice
    • 09/03/05
    • 70446

    #16
    Originariamente Scritto da Frutto Visualizza Messaggio
    ha mangiato gli scorpioni perchè era un turista, in una delle vie più centrali (e turistiche) di pechino ho trovato una bancarella con spiedini di insetti fritti. se chiedi in giro i cinesi stessi ti dicono che è roba per turisti e che loro nella loro quotidianità non si nutrono certo di quel genere di cose.
    l'alimentazione cinese è molto variegata, ricordiamoci che stiamo parlando di un paese esteso quanto l'europa e quindi è impensabile che da pechino a hong kong tutti si nutrano di spagheti saltati con gambeli. per quanto ho provato io non mi è sembrata terribile nè diversa (nei suoi capisaldi) dalla cucina di altre culture asiatiche per cui invece si spendono decine di euro al ristorante perchè sono fighe e cool. ogni tanto trovavo qualcosa che mi rifiutavo di mangiare, ad esempio tagli molto grassi o nervosi di carne, ma si deve tener presente che è un paese sostanzialmente del terzo mondo, che ha risolto i problemi di carestie e fame 30 anni fa quindi mi sembra logico che non facciano gli schizzinosi su cibi che qua andrebbero invece nella spazzatura. trovo coerente con la loro storia che i loro paletti etici su ciò che può o non può essere consumato siano molto labili (tipo, cane?), questo non vuol dire che mangerei cane in cina, ma non mi metto certo a sindacare se loro non hanno adottato la gerarchia occidentale che suddivide gli animali tra i degni di dormire ai piedi del nostro letto e quelli invece che è legittimo e doveroso macellare.
    ciò non significa che sia giusto scoperchiare la testa di una scimmia viva e mangiarne il cervello, ma ripeto che per quanto tu la trovi barbara è lo sfizio del riccone non del popolo intero, secondo me ci sono mille altri problemi per quanto riguarda il cibo in cina più pressanti delle scimmie uccise, come ad esempio i cibi avvelenati, quelli sì che finiscono nelle tavole di tutti.
    Non dico che non esistano problemi più pressanti, semplicemente qui mi interessava aprire un dibattito su queste particolari abitudini alimentari.
    Quello che poi non capisco proprio è il piacere della crudeltà sugli animali. Non dico non esista in altre culture, semplicemente leggendo il libro mi ha particolarmente colpito quella cinese. Del resto da loro il concetto di "animale da compagnia" è stato introdotto solo in tempi recenti, ed è per questo che hanno sempre mangiato tranquillamente il gatto e il cane.
    Si tratta di una cultura molto diversa dalla nostra e di difficile comprensione, secondo me, proprio perché ha una storia completamente diversa da quella di altri Paesi. E secondo me è anche ben diversa da quella di tutti gli altri Paesi orientali.
    “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

    Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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    • terra
      distratta
      • 07/12/09
      • 12689

      #17
      Originariamente Scritto da lo stregatto Visualizza Messaggio
      Il cervello, non di scimmia, lo mangiamo anche noi, peraltro.
      ...
      Per gli indiani noi mangiamo le mucche che sono sacre, per dire.
      a monaco di baviera, in viaggio di lavoro, al ristorante mi sono vista poggiare davanti una testa di capretto scoperchiata perché affondassi il cucchiaio nel cervello. non ho sboccato per miracolo.

      su anobii un amico cita dal libro "buono da mangiare" di marvin harris:
      "Il latte per loro è disgustoso come per noi
      potrebbe essere l'idea di dover bere un bel
      bicchierone fresco di saliva di vacca"

      (a proposito, leggerò quel libro. sembra interessante)

      Moderatore Arte e letteratura


      terra

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      • dark lady
        la viaggiatrice
        • 09/03/05
        • 70446

        #18
        Originariamente Scritto da lo stregatto Visualizza Messaggio
        Ah altra cosa, la cucina degli insetti, è in verità molto di moda, in Cina no perché eravamo itineranti, ma in Sud Africa eravamo fissi in una casa con la cuoca (straordinaria) che desiderava moltissimo cucinarci gli insetti, in particolare i dolci con le larve, però molti dei piatti erano a base di animaletti vivi, mia moglie stava ancora allattando e non ce la siamo sentiti, però, almeno in Sud Africa (ed anche in America) è considerata alta cucina e molto di moda.
        In Cina ho avuto meno tempo per cazzeggiare perché lavoravo con ritmi cinesi, appunto, non so neanche cosa mangiavo, gran polli, credo, in ciotole del cane, più o meno.
        Avevo sentito anch'io che in Africa ci sono queste abitudini alimentari. Io ho uno schifo tale degli insetti che li mangerei solo se stessi morendo di fame (nel senso letterale del termine).
        “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

        Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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        • lo stregatto
          persona non grata
          • 15/08/10
          • 3387

          #19
          C'è da dire che quasi l'80% della pelle di vacca che usiamo in Europa e in America come materiale per abbigliamento e oggettistiva, proviene da vacche indiane, ma, essendo animale sacro, è reato macellarlo in India, motivo per cui vengono portate, con modi e in condizioni vergognose, in Cina, molte muoiono nel viaggio, in Cina vengono poi trasformate in pelli per noi, forse gli indiani fgarebbero meglio a farsi due fettine da mangiare con i loro animali sacri e noi due domande in generale, del resto tutta la nostra società si basa sullo sfruttamento territoriale ed anche umano del resto del Mondo.
          Le cose stanno lentamente cambiando e noi ci caghiamo in mano, ma sto andando OT.
          http://engineersandmanagers.pen.io/

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          • Frutto
            Opinionista
            • 05/02/10
            • 2025

            #20
            Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
            Non dico che non esistano problemi più pressanti, semplicemente qui mi interessava aprire un dibattito su queste particolari abitudini alimentari.
            Quello che poi non capisco proprio è il piacere della crudeltà sugli animali. Non dico non esista in altre culture, semplicemente leggendo il libro mi ha particolarmente colpito quella cinese. Del resto da loro il concetto di "animale da compagnia" è stato introdotto solo in tempi recenti, ed è per questo che hanno sempre mangiato tranquillamente il gatto e il cane.
            Si tratta di una cultura molto diversa dalla nostra e di difficile comprensione, secondo me, proprio perché ha una storia completamente diversa da quella di altri Paesi. E secondo me è anche ben diversa da quella di tutti gli altri Paesi orientali.
            esatto. in cina sono stata chiamata "mostro" perchè ho espresso apprezzamento per la carne di cavallo, non credevano che in italia un animale come il cavallo (utile) potesse essere destinato al macello. i mongoli hanno conquistato metà globo in sella a un cavallo e noi lo mangiamo, ironico no? questo cambia la tua percezione sulla cucina italiana o sulle abitudini alimentari della penisola? pensi anche tu che sia mostruoso mangiare il cavallo? non credo, questo perchè l'etica non è universale.

            per quanto riguarda la crudeltà gratuita penso ti abbia già risposto chi ha citato le aragoste e il foie gras, che mi sembrano molto affini come tipologia di alimento al cervello di scimmia, proprio per il loro essere diffusi unicamente tra i ceti più abbienti. non voglio sminuire i fatti, ma la crudeltà sugli animali non mi sembra una prerogativa cinese, con tutto il bene che voglio alle aragoste alla catalana.
            oltretutto se proprio dobbiamo dirla tutta la cina è ben lungi dall'essere un paese evoluto (anche se si impegnano molto per farlo credere), ha delle disparità interne enormi, il boom economico li ha rintronati, il paese non è autosufficiente in termini di risorse alimentari e del sottosuolo, si passa dagli open space con pareti di vetro in centro shanghai alle capanne a 8 giorni di cammino dal villaggio più vicino, insomma, è come pretendere che in botswana bevano il tè nelle porcellane.
            No, tu non sei una persona cattiva, tu sei fantastica, sei la persona che preferisco...
            Peccato che di tanto in tanto sai essere una gran troia.

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            • erin
              like me, like me
              • 22/05/06
              • 13145

              #21
              Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
              Apro questo 3d perché mi ha colpito particolarmente leggere un libro noir scritto da un cinese e ambientato in Cina, in cui si rivela il ritratto di una Cina particolarmente crudele e spietata. Specialmente per quanto riguarda l'alimentazione. Sono rimasta quasi sconvolta leggendo delle abitudini alimentari di quel popolo, della pratica molto in voga di mangiare animali ancora vivi, con metodi decisamente crudeli, che comportano la prolungata sofferenza dell'animale in questione. Ad esempio il cervello di scimmia ancora viva (mangiato direttamente dal cranio) o il mettere una tartaruga in un brodo e farla bollire lentamente. Sinceramente leggere di queste pratiche mi ha un po' traumatizzato.
              Mi ha colpito anche il fatto che in pratica mangino qualsiasi cosa si muova, senza distinzioni. Dalle cavallette alla scimmia.
              Qualcuno di voi ha avuto esperienza diretta di questa cultura? Che ne pensate? Che senso può avere far soffrire così un animale? Io posso capire le necessità alimentari, ma che senso ha indurre volontariamente sofferenza?
              Sul mangiare qualsiasi cosa concordo con la risposta di stregatto: i cinesi sono troppi per fare troppo gli schizzinosi (anche se credo che comunque la dieta base rimanga soprattutto su riso, verdure, pollo e maiale). In Europa abbiamo una grandissima varietà di cibi, quindi possiamo permetterci di dire "no, la zuppa di vipera non mi va".
              Sulla sofferenza, mi sembra ingenuo pensare che sia una caratteristica particolare dei cinesi. Primo perché stai leggendo un noir, non un saggio sulle abitudini alimentari, quindi si tratta di finzione. All'autore sarà piaciuta l'idea di far mangiare ai personaggi cose da noi paragonabili a ostriche e ricci (mangiati vivi), aragoste (bollite vive), e fois gras (prodotto con atroci sofferenze dell'animale). Tutte cose che comunemente gli europei non mangiano (e molti, come te, non mangiano per scelta).
              Secondo perché credere che la produzione europea di carne non provochi sofferenza è un'illusione: maiali, galline e mucche degli allevamenti vivono in spazi talmente ristretti da non potersi nemmeno girare né muovere, e ovviamente non sanno cosa sia né la luce del sole né un ciuffo d'erba verde. Ai pulcini viene limato il becco perché in condizioni di sovrappopolamento ovviamente partono le risse e non ci si può permettere che si ammazzino tra di loro. E non parliamo dei trasporti, in cui vengono caricati in massa su camion e spediti spesso a km di distanza ovviamente senza grande attenzione per il benessere dell'animale, e infatti non tutti arrivano ancora vivi.
              Per quanto riguarda il pesce, la pesca con la rete prevede che i pesci vengano adagiati sul fondo della barca e lì lasciati a soffocare per conto loro (tra l'altro avere sul bancone di vendita un pesce che ancora si muove ne denota la freschezza), mentre nella pesca ad amo vengono agganciati nella gola e trascinati di peso (e anche lì, non è scontato che vengano ammazzati subito dopo che gli è stato strappato l'amo dalla gola).
              Alla luce di questo, se tu effettivamente segui un'alimentazione che non produce sofferenza, senza dubbio questo ti fa onore, ma non illuderti che sia una cosa diffusa, perché la realtà è che della sofferenza degli animali "da pasto" se ne frega chiunque (al contrario di quella degli animali da affezione che invece vengono riveriti e curati).
              Anzi, dopo parli anche del fatto che il concetto di animale da compagnia è stato introdotto in cina molto di recente. Anche in Italia è così, eh. La generazione dei nostri nonni non concepiva niente di simile: il gatto serviva a mangiare i topi, il cane a fare la guardia, la mucca a dare il latte, il bue al lavoro nei campi, le galline per le uova ecc.
              Mio nonno non sopportava che mia madre si portasse il gatto nel letto, per dire, e i cani magari passavano la vita alla catena.
              Il concetto di animale da compagnia è un concetto che arriva con il benessere economico, cioè con la possibilità di sfamare e curare un animale "inutile" (cioè che non risponde a esigenze di tipo pratico, ma solo a esigenze di tipo emotivo) e in Cina (come in gran parte del mondo escluso il nord) sono ancora abbastanza lontani da un benessere economico diffuso.


              Originariamente Scritto da terra Visualizza Messaggio
              su anobii un amico cita dal libro "buono da mangiare" di marvin harris:
              "Il latte per loro è disgustoso come per noi
              potrebbe essere l'idea di dover bere un bel
              bicchierone fresco di saliva di vacca"

              (a proposito, leggerò quel libro. sembra interessante)
              Letto, è molto interessante ed espone delle teorie abbastanza convincenti (salvo alcune cose che mi lasciano dubbiosa, ma ne parliamo quando l'avrai letto)

              Ni sumisa ni devota, libre linda y loca!

              Nel tuo piccolo mondo, tra piccole iene, anche il sole sorge solo se conviene.

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              • dark lady
                la viaggiatrice
                • 09/03/05
                • 70446

                #22
                Non è finzione, Erin, visto che - come peraltro ho specificato a inizio 3d - mi sono documentata e si tratta di cose che accadono realmente (anche se fortunatamente si stanno perdendo, erano in auge soprattutto negli anni 90). In secondo luogo, posso capire il povero che mangia di tutto perché non ha altro, ma qui si parla di cose servite al ristorante, con menù particolari e ricercati, riservati specialmente ai ricconi perché si tratta di piatti molto costosi.
                Poi ognuno avrà la propria sensibilità, ma mangiare un animale morto per me è ben diverso che mangiarlo mentre è ancora vivo. Questione di punti di vista.
                Poi hai tutte le ragioni sul fatto che anche nel mondo occidentale gli animali non vengono trattati bene, che spesso vengono fatti crescere o catturati in condizioni di crudeltà e tutto il resto, non penso che qualcuno abbia mai detto il contrario. Sono la prima ad essere contraria a tutte queste cose. Qui però stiamo parlando della Cina, non dell'Europa o degli Stati Uniti... E semplicemente volevo evidenziare quanto trovo assurdo "godere" della sofferenza di un animale.
                “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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                • erin
                  like me, like me
                  • 22/05/06
                  • 13145

                  #23
                  Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
                  Non è finzione, Erin, visto che - come peraltro ho specificato a inizio 3d - mi sono documentata e si tratta di cose che accadono realmente (anche se fortunatamente si stanno perdendo, erano in auge soprattutto negli anni 90).
                  Mi riferivo al fatto che si tratta di finzione letteraria, cioè che per quanto verosimili possono essere i fatti narrati, non si tratta comunque della realtà o di una descrizione fedele

                  Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
                  In secondo luogo, posso capire il povero che mangia di tutto perché non ha altro, ma qui si parla di cose servite al ristorante, con menù particolari e ricercati, riservati specialmente ai ricconi perché si tratta di piatti molto costosi.
                  Esattamente come sono ricconi quelli che mangiano aragoste, ostriche e fois gras.

                  Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
                  Poi ognuno avrà la propria sensibilità, ma mangiare un animale morto per me è ben diverso che mangiarlo mentre è ancora vivo. Questione di punti di vista.
                  Certo, sono perfettamente d'accordo con te. Ricordo ancora con orrore una cena in cui mia zia e gli altri commensali si gustavano con grandi apprezzamenti delle ostriche che ancora si muovevano.
                  Trovo comunque che sia sadico anche crescere in allevamenti lager degli animali, imbottirli di ormoni e antibiotici, e poi ucciderli spesso solamente perché "la carne è così buona!" (in Europa abbiamo accesso a talmente tanti tipi di cibo e in abbondanti quantità, che sono davvero rari i casi in cui il consumo di carne è necessario).

                  Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
                  Poi hai tutte le ragioni sul fatto che anche nel mondo occidentale gli animali non vengono trattati bene, che spesso vengono fatti crescere o catturati in condizioni di crudeltà e tutto il resto, non penso che qualcuno abbia mai detto il contrario. Sono la prima ad essere contraria a tutte queste cose. Qui però stiamo parlando della Cina, non dell'Europa o degli Stati Uniti... E semplicemente volevo evidenziare quanto trovo assurdo "godere" della sofferenza di un animale.
                  D'accordo, ma hai posto tutto il discorso su quanto siano sadici in cina, non su quanto siamo sadici con gli animali in tutto il mondo, e questo per me cambia le cose perché l'implicito è che solo in cina si maltrattino gli animali (o che lo si faccia in misura maggiore che in altre parti). E io su quest'ultima cosa non concordo affatto e anzi mi sembra un modo per non vedere la classica trave nel proprio occhio guardando la pagliuzza (che in questo caso è comunque una trave) in quello altrui. Anche perché ricordo che in Europa esistono tantissime feste di paese in cui si ammazzano gli animali a bastonate (o anche la corrida in Spagna può essere un ottimo esempio).

                  Ni sumisa ni devota, libre linda y loca!

                  Nel tuo piccolo mondo, tra piccole iene, anche il sole sorge solo se conviene.

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                  • bumble-bee
                    ...

                    • 10/12/09
                    • 15569

                    #24
                    Oh comunque si possono anche allevare animali, senza usare dei lager, trattarli con amore e cura, salvo poi ucciderli e mangiarli quando è il momento... proprio perchè la carne è buona.

                    Cosa trovi sadico, il fatto che vengano maltrattati prima di essere uccisi, o il fatto che vengano comunque uccisi perchè la carne è buona (lo chiedo per via del tuo"spesso solamente".
                    Bambol utente of the decade

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                    • dark lady
                      la viaggiatrice
                      • 09/03/05
                      • 70446

                      #25
                      Originariamente Scritto da erin Visualizza Messaggio
                      Mi riferivo al fatto che si tratta di finzione letteraria, cioè che per quanto verosimili possono essere i fatti narrati, non si tratta comunque della realtà o di una descrizione fedele
                      E io ti ripeto che non si trattava di finzione letteraria ma della descrizione di cose che accadono davvero, come ho appurato con stupore documentandomi dopo aver letto il libro.

                      Originariamente Scritto da erin Visualizza Messaggio
                      Esattamente come sono ricconi quelli che mangiano aragoste, ostriche e fois gras.
                      E nessuno ha detto il contrario, ma che c'entra?

                      Originariamente Scritto da erin Visualizza Messaggio
                      Certo, sono perfettamente d'accordo con te. Ricordo ancora con orrore una cena in cui mia zia e gli altri commensali si gustavano con grandi apprezzamenti delle ostriche che ancora si muovevano.
                      Trovo comunque che sia sadico anche crescere in allevamenti lager degli animali, imbottirli di ormoni e antibiotici, e poi ucciderli spesso solamente perché "la carne è così buona!" (in Europa abbiamo accesso a talmente tanti tipi di cibo e in abbondanti quantità, che sono davvero rari i casi in cui il consumo di carne è necessario).
                      E anche su questo punto non ho mai detto il contrario, ma non c'entra con il discorso da me impostato.

                      Originariamente Scritto da erin Visualizza Messaggio
                      D'accordo, ma hai posto tutto il discorso su quanto siano sadici in cina, non su quanto siamo sadici con gli animali in tutto il mondo, e questo per me cambia le cose perché l'implicito è che solo in cina si maltrattino gli animali (o che lo si faccia in misura maggiore che in altre parti). E io su quest'ultima cosa non concordo affatto e anzi mi sembra un modo per non vedere la classica trave nel proprio occhio guardando la pagliuzza (che in questo caso è comunque una trave) in quello altrui. Anche perché ricordo che in Europa esistono tantissime feste di paese in cui si ammazzano gli animali a bastonate (o anche la corrida in Spagna può essere un ottimo esempio).
                      Dove avrei scritto che solo in Cina maltrattano gli animali? Dove avrei scritto che negli altri paesi del mondo non maltrattano gli animali? Esatto, non l'ho scritto. Anche perché non l'ho mai pensato.
                      Semplicemente in QUESTO 3d volevo parlare delle abitudini alimentari dei cinesi, come da titolo. Altrimenti avrei scritto "le sadiche abitudini alimentari di tutto il mondo". Se ti interessa parlare di questo, puoi benissimo aprire un 3d sull'argomento.
                      “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                      Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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                      • Morwen
                        Cinnamon Girl
                        • 03/12/09
                        • 7242

                        #26
                        Originariamente Scritto da bumble-bee Visualizza Messaggio
                        Oh comunque si possono anche allevare animali, senza usare dei lager, trattarli con amore e cura, salvo poi ucciderli e mangiarli quando è il momento... proprio perchè la carne è buona.

                        Cosa trovi sadico, il fatto che vengano maltrattati prima di essere uccisi, o il fatto che vengano comunque uccisi perchè la carne è buona (lo chiedo per via del tuo"spesso solamente".
                        Sono d'accordo.
                        Mia nonna, contadina dall'infanzia alla vecchiaia, allevava con amore vacche, capre, pecore, conigli, galline e maiali.
                        Si affezionava moltissimo a loro, gli assegnava dei nomi, li coccolava e li andava a trovare più volte al giorno carezzandoli anche.
                        Il "sacrificio" dell'animale avveniva quando necessario, cioè per il sostentamento della sua famiglia o per occasioni speciali tipo il pranzo di Natale o di Pasqua, ma ogni volta a mia nonna scendeva qualche lacrima di commiato perchè se avesse potuto avrebbe evitato volentieri l'eliminazione fisica di un capo di bestiame.
                        Non concordo con erin sul discorso che ha fatto riguardo agli animali da compagnia, lei ha portato l'esempio di suo nonno, che non voleva che il gatto dormisse sul letto e che teneva alla catena il cane per tutta la vita. il paese in cui ho vissuto parte della mia vita, e in cui viveva mia nonna, ha invece sempre avuto attenzione e affetto per gli animali domestici, a partire dai gatti per arrivare al "cane da pastore" che veniva trattato quasi come un membro umano della famiglia d'appartenenza.
                        Poi, c'era anche chi teneva il cane alla catena o provava avversione feroce per i gatti ma quel tipo di individuo era decisamente in minoranza, la norma generale è sempre stata "tratta bene gli animali". ricordo che mia nonna mi ripeteva spesso il proverbio " chi nu veu ben a e bestie nu veu ben ai cristian" che tradotto significa "chi non vuol bene alle bestie non vuol bene ai cristiani".
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                        "Find what you love and let it kill you"

                        Charles Bukowsky

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                        • bumble-bee
                          ...

                          • 10/12/09
                          • 15569

                          #27
                          Originariamente Scritto da Morwen Visualizza Messaggio
                          Sono d'accordo.
                          Mia nonna, contadina dall'infanzia alla vecchiaia, allevava con amore vacche, capre, pecore, conigli, galline e maiali.
                          Si affezionava moltissimo a loro, gli assegnava dei nomi, li coccolava e li andava a trovare più volte al giorno carezzandoli anche.
                          Il "sacrificio" dell'animale avveniva quando necessario, cioè per il sostentamento della sua famiglia o per occasioni speciali tipo il pranzo di Natale o di Pasqua, ma ogni volta a mia nonna scendeva qualche lacrima di commiato perchè se avesse potuto avrebbe evitato volentieri l'eliminazione fisica di un capo di bestiame.
                          Non concordo con erin sul discorso che ha fatto riguardo agli animali da compagnia, lei ha portato l'esempio di suo nonno, che non voleva che il gatto dormisse sul letto e che teneva alla catena il cane per tutta la vita. il paese in cui ho vissuto parte della mia vita, e in cui viveva mia nonna, ha invece sempre avuto attenzione e affetto per gli animali domestici, a partire dai gatti per arrivare al "cane da pastore" che veniva trattato quasi come un membro umano della famiglia d'appartenenza.
                          Poi, c'era anche chi teneva il cane alla catena o provava avversione feroce per i gatti ma quel tipo di individuo era decisamente in minoranza, la norma generale è sempre stata "tratta bene gli animali". ricordo che mia nonna mi ripeteva spesso il proverbio " chi nu veu ben a e bestie nu veu ben ai cristian" che tradotto significa "chi non vuol bene alle bestie non vuol bene ai cristiani".
                          Anche io provengo da nonni allevatori di bestiame.... ho visto nascere agnelli, capretti, conigli... che venivano trattati con amore fino al momento della loro uccisione, che avveniva nella maniera più rispettosa e veloce possibile. Putroppo è il consumismo sfrenato e globale che porta a maltrattare gli animali secondo la logica del massimo proffitto ottenibile ed è questo che bisogna combattere.

                          La natura ha un suo equilibrio che va rispettato.... e alla fine, anche noi umani diventiamo il pasto di qualcuno.
                          Bambol utente of the decade

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                          • lo stregatto
                            persona non grata
                            • 15/08/10
                            • 3387

                            #28
                            Originariamente Scritto da bumble-bee Visualizza Messaggio
                            Oh comunque si possono anche allevare animali, senza usare dei lager, trattarli con amore e cura, salvo poi ucciderli e mangiarli quando è il momento... proprio perchè la carne è buona.
                            Certo, ma non è conveniente economicamente.
                            E' l'industria alimentare che si macchia delle più atroci e sistematiche crudeltà, in questo senso il miliardario che ha la mano di gorilla in casa come portaoggetti è meno lesivo.
                            Peraltro viviamo in un'epoca in cui non si può far finta di non sapere, ma viviamo anche in un'epoca ed in una società che, come dicevo, basa la propria esistenza sullo sfruttamento sistematico dei più deboli, sfruttamento territoriale, della fauna e della flora, degli uomini che hanno avuto la sfiga di non nascere nel Primo Mondo.
                            Far finta di essere anime pure non credo sia una gran soluzione, ognuno di noi qua ha causato (indirettamente) la sofferenza di animali o persone.
                            http://engineersandmanagers.pen.io/

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                            • terra
                              distratta
                              • 07/12/09
                              • 12689

                              #29
                              consiglio

                              Moderatore Arte e letteratura


                              terra

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                              • Frutto
                                Opinionista
                                • 05/02/10
                                • 2025

                                #30
                                Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio

                                Dove avrei scritto che solo in Cina maltrattano gli animali? Dove avrei scritto che negli altri paesi del mondo non maltrattano gli animali? Esatto, non l'ho scritto. Anche perché non l'ho mai pensato.
                                Semplicemente in QUESTO 3d volevo parlare delle abitudini alimentari dei cinesi, come da titolo. Altrimenti avrei scritto "le sadiche abitudini alimentari di tutto il mondo". Se ti interessa parlare di questo, puoi benissimo aprire un 3d sull'argomento.
                                scusami eh, ma riguardo a questo ti hanno già risposto in almeno tre persone e non mi sembra sia emerso che le dinamiche cinesi siano profondamente diverse e non assimilabili ad altre storie in altri paesi, quindi non capisco perchè circorscrivere il discorso alla cina quando la questione, per come l'hai impostata tu, è pressapoco globale.
                                No, tu non sei una persona cattiva, tu sei fantastica, sei la persona che preferisco...
                                Peccato che di tanto in tanto sai essere una gran troia.

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