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3 maggio
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Purtroppo in Italia la libertà di stampa è un'utopia, a tutti i livelli. Si è schiavi del portafogli, quando va bene, della politica nella peggiore delle ipotesi (e la più frequente, per inciso).“Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]
Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .
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Siamo anche l'unico paese europeo in cui l'opinione pubblica ritiene normale che la proprietà di un giornale faccia riferimento a precisi e determinati gruppi politici.Moderatore Debate Square
"Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
- P. Conte -
Angst essen Seele auf
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Stavo per scriverlo io.
Tra l'altro vorrei mi si spiegasse come può la libertà di stampa arrivare ad essere troppa.
Ni sumisa ni devota, libre linda y loca!
Nel tuo piccolo mondo, tra piccole iene, anche il sole sorge solo se conviene.
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E murdoch è il classico esempio di una editoria e media in generale che fanno capo a degli anonimi e umani tutti in rappresentanza del pensiero dei tuttiOriginariamente Scritto da mat612000 Visualizza MessaggioSiamo anche l'unico paese europeo in cui l'opinione pubblica ritiene normale che la proprietà di un giornale faccia riferimento a precisi e determinati gruppi politici.
E ora con il «Journal» l' impero è autorevole
Per l' editore australiano il prestigio della testata è l' ultimo tassello alla conquista delle news
* * * DAL NOSTRO INVIATO WASHINGTON - Il vecchio editore che ha acquistato il suo primo giornale nel 1953 - un quotidiano di Adelaide - sostiene di essere ancora innamorato della carta stampata. Ma, con l' accordo per l' acquisto del Wall Street Journal, ora sottoposto all' approvazione della famiglia Bancroft, Rupert Murdoch conclude un affare che va molto al di là della carta. Il 76enne tycoon australiano è convinto che le due aree di sviluppo più promettenti, nel mondo dei media, siano la comunicazione via internet e la distribuzione di informazioni a quella «classe finanziaria» che sta crescendo in tutti i Paesi avanzati come conseguenza di un' economia che è sempre più dominata dalla finanza. Il quotidiano newyorkese - il diamante della corona Dow Jones, la società che dovrebbe essere rilevata dalla News Corp di Murdoch per 5 miliardi di dollari - non solo è la bibbia di questa financial class, ma è anche il giornale con la più estesa base di abbonati (circa 900 mila, tutti paganti) al suo sito web.
Ovvero, paese che vai, gruppo finanziario che trovi al controllo della spa mediatiche e, gruppo finanziario che trovi, politiche che sono appoggiate o ostate in funzione degli interessi propri, del gruppo finanziario di controllo.
Interessi che non sono ovviamente coincidenti con quelli dei cipputi che di quei media fruiscono.
Tuttavia il problema direi non sta li perchè se cipputi si stampa il suo foglio normalmente può farlo senza che gli sfascino la testa e incendino la rotativa.
Il problema sta nel fatto che poi il pubblico si sceglie da solo quello che leggere e ancor più selettivo è quello a cui da retta e se quel pubblico il foglio del cipputi non se lo fila perchè diciamo cipputi non interessa con chi te la pigli?
Giornali e comunicazioni di controtendenza ci stanno solo che non hanno presa, ciò non equivale a dire che siano soggetti a censura, ma solo che non incontrano l'interesse diffuso.
Nel concreto il corriere della sera, voce delle banche, vende 2,7 milioni di copie
Il giornale, voce della famiglia berlusconi, vende 620.000 copie
Liberazione, voce del popolo proletario, vende 8.000 copie
Blogger è uno strumento di Google per la pubblicazione di blog e per una facile condivisione dei tuoi pensieri con tutti il mondo. Blogger semplifica la pubblicazione di testi, foto e video nel tuo blog personale o in un blog collettivo.
Veste tipografica similare, prezzo similare, quello che li separa è il contenuto, ma fra i tre interviene un sabotaggio a generare il differenziale delle diffusione?Last edited by Il gatto; 05-05-2010, 15:23.
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Non puoi confondere impunemente gli organi di partito (dichiaratamente tali e come tali sovvenzionati dallo stato) con la stampa non di partito che dovrebbe essere indipendente e garantire un'informazione corretta.
Libero e il Giornale, ad esempio, non sono ufficialmente organi di partito come l'Unità o Liberazione, però è evidente che il loro orientamento partitico è ben preciso.Moderatore Debate Square
"Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
- P. Conte -
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Qua tutta la stampa vive di obolo, comunque anche l'organo di partito non si presenta come una gazzetta ufficiale tecnica per uso politico interno riservato ai quadri, ma si propone tal quale ad un normale giornale fornendo informazione e commento che si dichiara obiettivo ed esaustivo anche se ovviamente nell'ottica di chi lo scrive.
Su liberazione ci stava infatti, per dire, pure un servio sui dischi volanti in gb ed effettivamente non lo si ditingue come strutturazione e contenuti da un normale giornale.
Quindi come gli altri se ci trovi il tuo e non c'
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[QUOTE=mat612000;1173597]Quindi siamo al 74mo posto e ultimi in Europa perchdove non può la scienza occorre intelligenza
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Mi è capitato di vedere tali statistiche però non trovo mai i criteri su cui uno ha un posto e un altro ha un altro posto, ne è chiaro magari perchè il ruanda è più "libero" dell'italia, ne trovo i dati oggettivi e certificati che determinano la graduatoria.
Qua se vuoi scrivere scrivi e non mi sembra che travaglio nel momento che ha messo su il suo giornale sia stato arrestato.
Lo stesso vale per ciascuno che voglia dire il suo, il più grosso limite è trovare un pubblico che ti legga, ma averlo non è cosa soggetta a imposizione.
Per un altro aspetto i media italiani soffrono per un mercato pubblicitario piccolo che quello è e pemette il sopravvivere solo di pochi media, ma quello è un dato che non si sposta ne so se in tali graduatorie siano inclusi i giornali e media locali che comunque stanno a dire il proprio o solo le grandi testate.
Oppure è il pubblico pagante magari lettore più pagante di altri che con il potere di pagare o cambiare canale va a determinare scelte economicamente superiori a quelle determinate dal controllo editoriale.
Ovvero sbaglio il taglio e il crollo delle vendite non mi compesa il vantaggio di supportare la scelta gradita dall'editore, ma anche in quel caso torniamo al potere esercitato discrezionalmente dal pubblico pagante e se il pubblico non vuol pagare è come come il pubblico che non vuole leggerti.
Quindi quantomeno servirebbe sapere nel dettaglio i criteri di costruzione delle graduatorie e di valorizzazione delle stesse per discuterle.
Altrimenti qualcuno provi a dire perchè il gruppo murdoch sarebbe più libero di quello de benedetti o fininvest.
Dubito che quall'altri se fosse si facciano sparare contro o contrastare interessi cari alla proprietà da chi stipendiano e finanziano con soldi propri.Last edited by Il gatto; 05-05-2010, 18:20.
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Anche Libero è un giornale di partito, il glorioso MOVIMENTO MONARCHICO ITALIANO di cui il giornale di Belpietro è l'organo ufficiale. Che di tale partito non esista traccia è noto a tutti, ma che il Belpietro abbia la faccia da schiaffi di percepire il finanziamento pubblico a tale titolo è indubbio.Originariamente Scritto da mat612000 Visualizza MessaggioLibero e il Giornale, ad esempio, non sono ufficialmente organi di partito come l'Unità o Liberazione, però è evidente che il loro orientamento partitico è ben preciso.
Quanto al Giornale, pare che appartenga ad uno stretto familiare di un famoso uomo politico di cui ora mi sfugge il nome.
[I][FONT="Book Antiqua"][SIZE="3"]Ges
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LE “CINQUE SORELLE” DELLA CARTA STAMPATA
o più esteso
PRINCIPALI QUOTIDIANI ITALIANI
Non è mica obbligatoria essere organi di partito per avere i soldi visto che più del 90% del finanziamento viene erogato sotto le voci si "sconti" per la carta, la scossa, le spese postali, telefoniche etc.Che di tale partito non esista traccia è noto a tutti, ma che il Belpietro abbia la faccia da schiaffi di percepire il finanziamento pubblico a tale titolo è indubbio.
Finanziamenti pubblici ai giornali: anche “il Fatto” prende i suoi
Come scrive l’autore di seguito, non c’è nulla di male. A patto di non predicare l’opposto di ciò che si fa. Ma questo è sport nazionale, al quale neppure le vergini de “il Fatto” si sottraggono.
Non c'è niente di drammatico nell'appartenere alla famigerata casta dei giornali: purché chi vi appartiene non combatta una battaglia contro la famigerata casta dei giornali. E' il caso de Il Fatto, sotto la cui testata c'è scritto che «Non riceve alcun finanziamento pubblico» anche se non è vero, anzi, è decisamente falso.
Affianco alla citata frasetta, infatti, in piccolo, si legge «Spedizione abb. postale D.L. 353/03 (conv. in L.270/02/2004) Art. I comma I Roma Aut. 114/2009» che in lingua italiana significa che il quotidiano, dopo averne fatto richiesta, fruisce delle «tariffe postali agevolate per i prodotti editoriali».
Trattasi dei pure famigerati «contributi indiretti» che riguardano le tariffe postali e che nel caso rappresentano, con quelle elettriche telefoniche, «la fetta più grossa distribuita a tutti i giornali»: la definizione è di una celebre puntata di Report andata in onda il 23 aprile 2006.
Sono agevolazioni di cui può giovarsi chi ne faccia richiesta, s'intende: è, anche, il caso de Il Fatto. Ed è il caso, per fare esempi notevoli, de La Repubblica-Espresso che nel 2004 hanno ricevuto 12 milioni di euro, Rcs e Corriere della Sera 25 milioni di euro, Il Sole 24 Ore della Confindustria 18 milioni di euro, Mondadori 30 milioni di euro.
Come scrive l’autore di seguito, non c’è nulla di male. A patto di non predicare l’opposto di ciò che si fa. Ma questo è sport nazionale, al...
Nome Testata Finanziamenti pubblici
Mondadori 30 milioni
RCS e Corriere della sera 23 milioni
Il sole 24 ore 19 milioni
Espresso e Repubblica 16 milioni
La Stampa 7 milioni
L’avvenire 6,3 milioni
L’unità 6,5 milioni
Libero 5,5 milioni
Italia Oggi 5 milioni
Il manifesto 4,4 milioni
La Padania 4 milioni
Il Foglio 3,8 milioni
Liberazione 3,7 milioni
Europa 3,6 milioni
Conquiste del lavoro 3,2 milioni
Secolo D’italia 3 milioni
Torino Cronica 2,7 milioni
L’Avanti 2,5 milioni
Fiamma Tricolore 2,2 milioni
Famiglia Cristiana 312 mila euro
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Mo dire che che chi piglia il becchime non può beccare la mano che glielo porge è cosa pure semplice, ma a quanto appare nessuno si è tirato indietro, ne chi dice tante cose si offre lui di sopperire, ne sembra ci sia un pubblico che voglia pagare quella indipendenza che chiede.
Ora se l'essere pagati contraddice l'indipendenza e nessuno vuol sostituirsi ai pagatori di potere come si dovrebbe fare?Last edited by Il gatto; 05-05-2010, 19:19.
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