La seduzione del male

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  • Ninag
    Opinionista
    • 05/03/24
    • 1521

    #1

    La seduzione del male

    Da cosa nasce il male, e cosa s’intende per male, nasce forse all’interno di una religione, oppure è già intrinseco nell’essere umano, non possiamo non citare il più famoso essere che uccise suo fratello, un certo Caino, tale vicenda si può leggere in alcuni testi.
    Caino come emblema del male oppure ne è solo la rappresentazione, Caino uccide suo fratello che rendere omaggio al suo Dio, in ciò c’è un intento di seduzione, il volere per un fine ultimo, la benevolenza.

    Nella Storia non abbiamo che l’imbarazzo della scelta; in alcuni i testi conosciuti come religiosi abbiamo la figura di Erode, che cedendo al desiderio di un potere longevo non ha esitato a porre fine alla vita di molti neonati, o almeno è quello che si racconta.
    Ogni volta che qualcuno toglie la vita a un altro essere nella maggior parte dei casi parliamo di omicidio, o di strage in base al numero dei periti.
    Le guerre invece sono alquanto complicate, per chi vince uccidere è corretto perché si tratta della riprova della propria potenza, per chi perde oltre al danno, la beffa, perdita di vite e di potere.

    Parrebbe a un primo esame che gli esseri che vivono su questo pianeta, molti non del tutto umani, uccidano per raggiungere un traguardo, e questo parrebbe giustificare qualsiasi efferatezza.
    Già nei secoli passati abbiamo fulgidi esempi di genocidi, i popoli nativi americani furono quasi del tutto sterminati per fare posto a più preparati europei, inglesi, francesi spagnoli, in fondo c’era un fine ultimo più importante, il benessere dei nuovi popoli.
    Anche la Germania nazista usò tale strategia, aveva bisogno di rinnovarsi, eliminando tutti coloro che non erano si adeguavano, in questo caso furono parecchie etnie a subire il trattamento. Ma si sa i tedeschi sono precisi, non amano il disordine.
    Anche in Australia gli aborigeni erano considerati obsoleti, sì è provveduto come da copione.

    Attualmente ci sono varie attività in corso, c’è chi le chiama guerre, forse per abitudine, anche se le guerre in passato erano combattute dai soldati, sicuramente è un modello superato, la nuova moda, quella che ormai è largamente diffusa è l’attacco preventivo, io attacco te, nel caso tu attaccassi me, così si sta tranquilli, nulla di complicato e quando a qualcuno piace qualcosa, se la prende, poco importa se un altro ci rimette, vuoi mettere il fasciano del bandito, chi non ha mai patteggiato per il bandito di cinematografica memoria, suvvia.
    La nuova moda mondiale forse una nuova forma di sport, si chiama “prendo quello che voglio”, che si tratti di cose piccole, o grandi poco importa. A pensarci bene forse è la pirateria 3.0, un certo rinnovo ci vuole sempre.
    Una nazione, vabbè, ma non è poi grave, l’Ucraina, la Palestina, a me piace la Groenlandia, quasi quasi ci faccio un pensierino. Anche l’Iran non è male, potrei farci un parcheggio, spiano tutto, Cuba forse è meglio, il Libano m’intriga chissà se ci sono ancora i grandi cedri. Che vogliamo, anche il male ha un suo fascino.



  • axeUgene
    Opinionista

    • 17/04/10
    • 24581

    #2
    a occhio, direi che si tratta di una reazione all'angoscia e alla paura dell'ignoto, della soggezione a un destino che si può condizionare poco o nulla:
    non a caso, la morale religiosa ha formulato il Male, il peccato, come il desiderio di mettersi "alla pari con Dio", no ? l'angelo ribelle, il frutto della conoscenza, ecc...
    aderire al male offre una modica illusione e sollievo, con la sensazione di non subire il destino, ma esserne i decisori, almeno per le vittime;

    un'illusione di potenza che a livelli banali si ritrova nella fascinazione delle persone ordinarie per qualsiasi simbolo o feticcio della violenza efferata, la simpatia per i cattivi, ecc... una cosa tipica e "sana" fino alla tarda adolescenza; poi un po' meno; non per un fatto "morale", ma per una questione di equilibrio psichico.
    c'è del lardo in Garfagnana

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    • doxa
      Opinionista
      • 30/04/19
      • 2659

      #3
      Il bene e il male.

      Ninag ha scritto


      Da cosa nasce il male, e cosa s’intende per male, nasce forse all’interno di una religione, oppure è già intrinseco nell’essere umano,
      In assenza di fratel Cono e del suo sodale Tommaso (= il nick Pace) mi assumo l’incombenza di parlare brevemente di Dio, artefice anche del bene e del male.



      Ad Isaia, profeta di “sventure”, Dio disse: “Io formo la luce e creo le tenebre, / faccio il bene e provoco il male; / io, il Signore, compio tutto questo” (45, 7).

      Se ciò è vero, Dio è un giocherellone: per passare il tempo piacevolmente si diverte, a suo dire, a praticare il bene e il male. Con tono perentorio afferma: “io (sono) il Signore”. Forse non ci credeva nemmeno lui di essere il Dio unico ed ebbe l’esigenza di ribadirlo.


      Altri “ispirati” autori biblici confermano il deutero-Isaia: per chi crede nel dio universale egli è anche l’artefice del bene e del male.

      Bene e male, vita e morte,
      povertà e ricchezza, tutto proviene dal Signore.
      Sapienza, senno e conoscenza della legge vengono dal
      Signore;
      carità e rettitudine sono dono del Signore.
      Errore e tenebre sono per gli empi
      e il male resta per i malvagi.

      (Siracide 11, 14 – 16).

      Bene e male sono concetti relativi, ideologicamente condizionati, costringono a scelte morali, che spesso sono sbagliate.


      La riflessione filosofico-teologica che tenta di persuadere come la giustizia di Dio sia compatibile con la presenza del male nel mondo è detta “teodicea” (dal greco “theòs” (= Dio) + “díkē” (= giustizia): è la dottrina della giustizia di Dio.

      Questo concetto fu elaborato nel 1710 dal filosofo tedesco Gottfried Wilhelm Leibniz (1646 – 1716) nei “Saggi di teodicea sulla bontà di Dio, la libertà dell’uomo e l’origine del male” per cercare di conciliare la fede in un Dio buono con l’esistenza del male e della sofferenza.
      In quel testo scrisse: “Si Deus est, unde malum? Si non est, unde bonum?” (= Se Dio esiste, da dove [viene] il male? E se non esiste, da dove [viene] il bene?), [parte prima, n. 20]. Questa frase deriva dal filosofo Severino Boezio (480 circa – 525 circa), che nel “De consolatione philosophiae” scrisse: “Si quidem deus est, unde mala? Bona vero unde, si non est? (= Se Dio esiste, da dove vengono i mali? Ma da dove vengono i beni, se Dio non esiste?), [I, prosa, IV, verso 30].
      La necessità di spiegare l’esistenza del male nasce dalla convinzione che esista Dio, considerato buono e onni-tutto.


      Leibniz sostiene che Dio ha creato il migliore dei mondi possibili, ma la libertà concessa agli umani e il loro libero arbitrio inducono molti al male. Secondo questo filosofo, Dio non è autore del male, questo nasce dal cattivo uso della libertà.

      L’attributo divino “giustizia di Dio” implica bontà, sapienza e ordine morale del mondo. Ma è compatibile con il male ? No !. Quando “bontà divina” e male reale entrano in tensione rendono evidente il problema, in chi crede in Dio. Agli atei la cosa è indifferente perché per loro Dio non esiste !
      Last edited by doxa; 09-04-2026, 22:05.

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      • Ninag
        Opinionista
        • 05/03/24
        • 1521

        #4
        Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
        a occhio, direi che si tratta di una reazione all'angoscia e alla paura dell'ignoto, della soggezione a un destino che si può condizionare poco o nulla:
        non a caso, la morale religiosa ha formulato il Male, il peccato, come il desiderio di mettersi "alla pari con Dio", no ? l'angelo ribelle, il frutto della conoscenza, ecc...
        aderire al male offre una modica illusione e sollievo, con la sensazione di non subire il destino, ma esserne i decisori, almeno per le vittime;

        un'illusione di potenza che a livelli banali si ritrova nella fascinazione delle persone ordinarie per qualsiasi simbolo o feticcio della violenza efferata, la simpatia per i cattivi, ecc... una cosa tipica e "sana" fino alla tarda adolescenza; poi un po' meno; non per un fatto "morale", ma per una questione di equilibrio psichico.
        Era proprio questo il quesito, quando si può essere affascinati dal male, dal momento che lo vediamo ogni giorno in ogni forma.

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        • Ninag
          Opinionista
          • 05/03/24
          • 1521

          #5
          Grazie Doxa, la violenza esercitata dall’uomo sull’uomo turba le coscienze più attente, e spesso questo ci lascia privi di una qualsiasi spiegazione. Anche se gli esseri umani da sempre hanno cercato di superare i propri limiti, in fondo nessuno crede di essere realmente malvagio. Mi ricordavo la frase di Leibniz, magari questo mondo si potrebbe anche cercare di migliorarlo.

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          • donnacheride
            Opinionista
            • 09/04/26
            • 65

            #6
            Forse la soluzione sta in questa domanda:"a chi appartiene quella voce gentile,carezzevole e suadente che ti suggerisce "amichevolmente" cose che se le fai ti trovi prima o poi col c...o per terra?"
            Se rispondi con attenzione a questa domanda,ti rendi conto che a volte è la tua, a volte, è quella di altri che ti oorti ancora dietro e,a volte,è la voce del NULLA, la voce di un QUID che ti porta in alto per poi lasciarti nei guai o precipitare ...
            In tutti questi casi bisogna ASCOLTARE e poi fermarsi,fare un paio di passi indietro e dire:"NO GRAZIE" e p

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            • doxa
              Opinionista
              • 30/04/19
              • 2659

              #7


              "donnacheride" ha scritto

              a chi appartiene quella voce gentile,carezzevole e suadente che ti suggerisce "amichevolmente" cose...
              Domina, se vuoi, chiamala "coscienza"
              Last edited by doxa; 10-04-2026, 07:55.

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              • doxa
                Opinionista
                • 30/04/19
                • 2659

                #8

                Aquileia, basilica patriarcale di Santa Maria Assunta




                Aquileia, basilica di Santa Maria Assunta, aula nord, scena con la tartaruga e il gallo (lotta tra il Male e il Bene), mosaico pavimentale del IV - V secolo.
                Questa scena è presente in modo simile anche nell’aula sud.

                Gli studiosi hanno dato diverse interpretazioni a questa desueta iconografia.

                Nell’iconografia antica greca, gallo e tartaruga accompagnano Hermes o Mercurio, il messaggero degli dei, simbologie pagane risemantizzate in epoca cristiana.

                La tartaruga, animale mite e silenzioso, veniva considerato un simbolo del male, solo perché il suo nome deriva dal greco “tartarouchos”, da cui il latino “tartaruchum” = “abitante del Tartaro”, abitatore degli Inferi, perciò è un essere demoniaco. Le abitudini dell’animale favorirono questa connotazione negativa, sia perché vive in letargo nei mesi invernali sia quando ha paura e si ritrae nel suo carapace.

                Al contrario, il gallo è un animale vivace ed aggressivo, “canta” quando sorge il sole per annunciare un nuovo giorno = Cristo, “luce del mondo”, perciò il gallo simboleggia il bene.

                Sullo sfondo il musivarius raffigurò una piccola colonna che sostiene un’anfora, forse per contenere un olio prezioso.

                Aula Sud: era il catecumeneo, lo spazio dove i battezzandi venivano istruiti prima di entrare nella comunità. Il suo mosaico è un grande racconto allegorico, con riferimenti giudaici e simboli di passaggio, lotta, rinascita.

                La ricchezza e la varietà di immagini riprodotte su questo pavimento, e nella successiva produzione scultorea medievale, aveva lo scopo di insegnare le verità cristiane a coloro che si erano convertiti alla nuova fede, sia che fossero in attesa di battesimo, sia che fossero stati già battezzati. Ai catecumeni, infatti, era consentito entrare in chiesa e seguire il rito della messa fino alla lettura dell’Epistola e del Vangelo.
                Successivamente, nel momento in cui iniziava la preparazione dell’Eucaristia, questi uscivano dall’aula per continuare la loro formazione religiosa sotto la guida dei diaconi.

                Pure in quest’aula c’è la scena musiva della tartaruga e il gallo (la cresta è poco visibile): simboleggia la luce che vince la notte, la rivelazione che supera l’ignoranza, il nuovo credente che emerge dal caos verso l’ordine della fede.



                Aquileia, basilica di Santa Maria Assunta, aula sud, nona campata, la tartaruga e il gallo (lotta tra il Male e il Bene), mosaico pavimentale del IV secolo.

                Simile è l’interpretazione in chiave gnostica che vede rappresentata nel gallo la luce, con allusione a Dio Padre, al Figlio ed alla Chiesa, mentre la tartaruga simboleggia gli inferi.

                Sullo sfondo, la colonnina con sopra anziché l’anfora un sacchetto con i denari, sul quale è appena distinguibile una cifra: CCC; gli studiosi dicono che equivale allaTrinità.
                Last edited by doxa; 12-04-2026, 18:36.

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                • Ninag
                  Opinionista
                  • 05/03/24
                  • 1521

                  #9
                  Originariamente Scritto da donnacheride Visualizza Messaggio
                  Forse la soluzione sta in questa domanda:"a chi appartiene quella voce gentile,carezzevole e suadente che ti suggerisce "amichevolmente" cose che se le fai ti trovi prima o poi col c...o per terra?"
                  Se rispondi con attenzione a questa domanda,ti rendi conto che a volte è la tua, a volte, è quella di altri che ti oorti ancora dietro e,a volte,è la voce del NULLA, la voce di un QUID che ti porta in alto per poi lasciarti nei guai o precipitare ...
                  In tutti questi casi bisogna ASCOLTARE e poi fermarsi,fare un paio di passi indietro e dire:"NO GRAZIE" e p
                  IN quel caso la maggior parte delle persone ci sente malissimo.

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                  • Ninag
                    Opinionista
                    • 05/03/24
                    • 1521

                    #10




                    Aquileia, basilica di Santa Maria Assunta, aula nord, scena con la tartaruga e il gallo (lotta tra il Male e il Bene), mosaico pavimentale del IV - V secolo.
                    Questa scena è presente in modo simile anche nell’aula sud.
                    Spiegare o giustificare razionalmente l’esistenza del male, è un compito arduo, il tema ha ricevuto le attenzioni dei più grandi filosofi. Quando penso a certe dinamiche mi viene in mente Il Faust, che, come ogni personaggio, si trova a vivere le contraddizioni che sono insite negli esseri umani, l’eterna lotta tra il bene e il male.
                    Per Hegel il male avrebbe la funzione di spingere l’uomo a migliorarsi, anche se resta sempre un dubbio, l’uomo è così per natura o per un semplice fatto culturale, sempre ricordandoci che abbiamo il libero arbitrio.
                    Ma se gli umani fossero strutturati solo su basi biologiche, e tutto ciò che concerne la civiltà scomparisse, che cosa ne resterebbe, ci si ridurrebbe a esseri brutali che rasentano la bestialità, in cui gli istinti prevalgono sulla ragione.
                    O esiste una parte che per natura ha una sua morale, che potrebbe essere stata stravolta da un eccesso di razionalità.

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                    • Vega
                      Opinionista

                      • 04/05/05
                      • 17951

                      #11
                      Si potrebbe porre lo stesso quesito sul bene e la sua esistenza.

                      A livello biologico e psichico, abbiamo comportamenti che registriamo come positivi e altri negativi e si sono evoluti emozioni e comportamenti volti alla sopravvivenza.
                      La questione dell'istinto e basta come un caos aggressivo è una semplificazione manichea. Gli animali hanno evoluto anche comportamenti e regole sociali per educare i propri simili e non arrivare agli estremi nelle interazioni. I mammiferi sociali sono quelli che ad esempio ne hanno e ne fanno uso.

                      Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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                      • axeUgene
                        Opinionista

                        • 17/04/10
                        • 24581

                        #12
                        Originariamente Scritto da Ninag Visualizza Messaggio





                        Ma se gli umani fossero strutturati solo su basi biologiche, e tutto ciò che concerne la civiltà scomparisse, che cosa ne resterebbe, ci si ridurrebbe a esseri brutali che rasentano la bestialità, in cui gli istinti prevalgono sulla ragione.
                        O esiste una parte che per natura ha una sua morale, che potrebbe essere stata stravolta da un eccesso di razionalità.
                        da tre secoli la filosofia ha smesso di distinguere tra natura e cultura, anche perché nel caso della specie umana la seconda è inclusa nella prima;
                        la socialità implica sempre collaborazione, pertanto una legge, che necessita di affidamento e, quindi, moralità;
                        ovviamente, cambia molto nel tempo;
                        è abbastanza fisiologico che molti valori di fondo cambino nella loro applicazione concreta nel giro di tre generazioni, più o meno.
                        c'è del lardo in Garfagnana

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                        • LadyHawke
                          Osservatrice

                          • 29/04/19
                          • 9335

                          #13
                          Originariamente Scritto da Ninag Visualizza Messaggio





                          Spiegare o giustificare razionalmente l’esistenza del male, è un compito arduo, il tema ha ricevuto le attenzioni dei più grandi filosofi. Quando penso a certe dinamiche mi viene in mente Il Faust, che, come ogni personaggio, si trova a vivere le contraddizioni che sono insite negli esseri umani, l’eterna lotta tra il bene e il male.
                          Per Hegel il male avrebbe la funzione di spingere l’uomo a migliorarsi, anche se resta sempre un dubbio, l’uomo è così per natura o per un semplice fatto culturale, sempre ricordandoci che abbiamo il libero arbitrio.
                          Ma se gli umani fossero strutturati solo su basi biologiche, e tutto ciò che concerne la civiltà scomparisse, che cosa ne resterebbe, ci si ridurrebbe a esseri brutali che rasentano la bestialità, in cui gli istinti prevalgono sulla ragione.
                          O esiste una parte che per natura ha una sua morale, che potrebbe essere stata stravolta da un eccesso di razionalità.
                          Se ti potrebbe interessare consiglio la lettura di "Psicologia del male" di di Piero Bocchiaro edito da Laterza:
                          "La malvagità non è appannaggio esclusivo di individui deviati o pazzi; chiunque può infierire contro un altro essere umano, perché questi erano gli ordini o semplicemente perché ne ha avuto l'occasione. La tradizionale (e semplicistica) dicotomia tra Bene e Male è sicuramente più comoda, poiché permette un orientamento facile negli intrecci della morale e una identificazione immediata dei cattivi: "loro" sono i responsabili di crimini e violenze, i personaggi da tenere a distanza; "noi", incorruttibili, abitiamo dalle parti della moralità. Le evidenze della psicologia sociale raccontano però un'altra storia, basata su dati, numeri, evidenze sperimentali che rendono lo scarto tra "loro-cattivi" e "noi-buoni" sempre più sottile, fino ad annullarlo del tutto. Non esistono individui totalmente virtuosi, altruisti, sensibili e altri interamente disonesti, egoisti, distaccati. In quanto esseri umani siamo un po' tutto questo, anche se la ripetitività della vita ci impedisce di prenderne atto: osserviamo noi stessi e gli altri nei soliti contesti, lasciamo che siano i ruoli sociali ad interagire; l'esito comportamentale non può che essere prevedibile e coerente alle aspettative. Diventa invece impossibile pronosticare ciò che sarà di noi e degli altri quando le dinamiche situazionali si rimescolano in modo da creare condizioni nuove e impreviste.)"

                          L'avevo letto diversi anni fa, in pratica emerge da esperimenti fatti e studi, teorie che nessuno è immune cioè totalmente "buono" o "cattivo" e chiunque in particolari circostanze o situazioni può infierire contro un altro essere umano.
                          La vita è veramente molto semplice, ma noi insistiamo nel renderla complicata.
                          Confucio

                          Comment

                          • Ninag
                            Opinionista
                            • 05/03/24
                            • 1521

                            #14
                            Originariamente Scritto da LadyHawke Visualizza Messaggio

                            Se ti potrebbe interessare consiglio la lettura di "Psicologia del male" di di Piero Bocchiaro edito da Laterza:
                            "La malvagità non è appannaggio esclusivo di individui deviati o pazzi; chiunque può infierire contro un altro essere umano, perché questi erano gli ordini o semplicemente perché ne ha avuto l'occasione. La tradizionale (e semplicistica) dicotomia tra Bene e Male è sicuramente più comoda, poiché permette un orientamento facile negli intrecci della morale e una identificazione immediata dei cattivi: "loro" sono i responsabili di crimini e violenze, i personaggi da tenere a distanza; "noi", incorruttibili, abitiamo dalle parti della moralità. Le evidenze della psicologia sociale raccontano però un'altra storia, basata su dati, numeri, evidenze sperimentali che rendono lo scarto tra "loro-cattivi" e "noi-buoni" sempre più sottile, fino ad annullarlo del tutto. Non esistono individui totalmente virtuosi, altruisti, sensibili e altri interamente disonesti, egoisti, distaccati. In quanto esseri umani siamo un po' tutto questo, anche se la ripetitività della vita ci impedisce di prenderne atto: osserviamo noi stessi e gli altri nei soliti contesti, lasciamo che siano i ruoli sociali ad interagire; l'esito comportamentale non può che essere prevedibile e coerente alle aspettative. Diventa invece impossibile pronosticare ciò che sarà di noi e degli altri quando le dinamiche situazionali si rimescolano in modo da creare condizioni nuove e impreviste.)"

                            L'avevo letto diversi anni fa, in pratica emerge da esperimenti fatti e studi, teorie che nessuno è immune cioè totalmente "buono" o "cattivo" e chiunque in particolari circostanze o situazioni può infierire contro un altro essere umano.
                            Grazie Lady, in effetti tutti noi facciamo molta fatica a distinguere esattamente cosa è bene cosa è male, da qua il titolo del pezzo, " La seduzione del male". Anche se credo esistano molte sfumature.

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                            • Ninag
                              Opinionista
                              • 05/03/24
                              • 1521

                              #15
                              Originariamente Scritto da Vega Visualizza Messaggio
                              Si potrebbe porre lo stesso quesito sul bene e la sua esistenza.

                              A livello biologico e psichico, abbiamo comportamenti che registriamo come positivi e altri negativi e si sono evoluti emozioni e comportamenti volti alla sopravvivenza.
                              La questione dell'istinto e basta come un caos aggressivo è una semplificazione manichea. Gli animali hanno evoluto anche comportamenti e regole sociali per educare i propri simili e non arrivare agli estremi nelle interazioni. I mammiferi sociali sono quelli che ad esempio ne hanno e ne fanno uso.
                              Naturalmente, ogni individuo ha come base un sistema sociale, in bene e in male.
                              Proprio oggi pensavo ai fatti di Massa, che lascia comunque perplessi e le domande restano senza risposta.

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