La seduzione del male

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  • axeUgene
    Opinionista

    • 17/04/10
    • 24581

    #31
    Originariamente Scritto da Ninag Visualizza Messaggio

    Forse è una questione d'età, ma essendo nata in Italia, non posso sentirmi francese o tedesca, per quanto in Francia ci sia stata diverse volte, la mia sui francesi era più una battuta, ma prova a chiedere ad un francese chi tifa per i mondiali, poi ne riparliamo, non so se lo hai mai notato ma in Francia non troverai facilmente un supermercato Conad, ma in Italia troverai tanti Carrefour.
    L'Italia ha vinto il mondiale due mesi dopo che mi ero lasciato con fidanzata francese, dopo 5 anni di convivenza
    la grande distribuzione è il settore coi profitti più bassi; il motivo è che in Italia non siamo capaci di concentrare i capitali e fare economie di scala; ma poi, che vuol dire "francese" ? con un click compri le azioni del gruppo Carrefour e sei "francese" pure tu; le pesche che compri, a seconda del mese sono spagnole o romagnole; la cassiera è italiana e le tasse le pagano qui; dove la vedi la nazionalità ?

    Il punto è che non ritengo necessario rinunciare alla propria identità in cambio di un qualcosa che non ci rappresenta ( come individui).
    nessuno chiede di rinunciare all'identità; come, poi ? peraltro, non ci dispiace che importino i nostri alimentari, e mangino "italiano";

    questa cosa però era solo per illustrare che come a te risulta difficile la creazione di un popolo europeo, nonostante le tante possibilità di interazione e scambio, pensa quanto è stata artificiosa e superimposta la creazione di un popolo italiano a partire da identità inesistenti per mancanza quasi totale di culture condivise, fatta eccezione per poche élite;
    il paradosso è che a Madrid non si vive diversamente da Barcellona o Bilbao, ma nemmeno da Milano o Lione, ma le identità servono ancora per esprimere conflitti tra città e campagne, giovani e anziani.
    c'è del lardo in Garfagnana

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    • PACE
      Opinionista
      • 27/08/07
      • 1411

      #32
      Originariamente Scritto da doxa Visualizza Messaggio
      Il bene e il male.

      Ninag ha scritto




      In assenza di fratel Cono e del suo sodale Tommaso (= il nick Pace) mi assumo l’incombenza di parlare brevemente di Dio, artefice anche del bene e del male.



      Ad Isaia, profeta di “sventure”, Dio disse: “Io formo la luce e creo le tenebre, / faccio il bene e provoco il male; / io, il Signore, compio tutto questo” (45, 7).

      Se ciò è vero, Dio è un giocherellone: per passare il tempo piacevolmente si diverte, a suo dire, a praticare il bene e il male. Con tono perentorio afferma: “io (sono) il Signore”. Forse non ci credeva nemmeno lui di essere il Dio unico ed ebbe l’esigenza di ribadirlo.


      Altri “ispirati” autori biblici confermano il deutero-Isaia: per chi crede nel dio universale egli è anche l’artefice del bene e del male.

      Bene e male, vita e morte,
      povertà e ricchezza, tutto proviene dal Signore.
      Sapienza, senno e conoscenza della legge vengono dal
      Signore;
      carità e rettitudine sono dono del Signore.
      Errore e tenebre sono per gli empi
      e il male resta per i malvagi.

      (Siracide 11, 14 – 16).

      Bene e male sono concetti relativi, ideologicamente condizionati, costringono a scelte morali, che spesso sono sbagliate.


      La riflessione filosofico-teologica che tenta di persuadere come la giustizia di Dio sia compatibile con la presenza del male nel mondo è detta “teodicea” (dal greco “theòs” (= Dio) + “díkē” (= giustizia): è la dottrina della giustizia di Dio.

      Questo concetto fu elaborato nel 1710 dal filosofo tedesco Gottfried Wilhelm Leibniz (1646 – 1716) nei “Saggi di teodicea sulla bontà di Dio, la libertà dell’uomo e l’origine del male” per cercare di conciliare la fede in un Dio buono con l’esistenza del male e della sofferenza.
      In quel testo scrisse: “Si Deus est, unde malum? Si non est, unde bonum?” (= Se Dio esiste, da dove [viene] il male? E se non esiste, da dove [viene] il bene?), [parte prima, n. 20]. Questa frase deriva dal filosofo Severino Boezio (480 circa – 525 circa), che nel “De consolatione philosophiae” scrisse: “Si quidem deus est, unde mala? Bona vero unde, si non est? (= Se Dio esiste, da dove vengono i mali? Ma da dove vengono i beni, se Dio non esiste?), [I, prosa, IV, verso 30].
      La necessità di spiegare l’esistenza del male nasce dalla convinzione che esista Dio, considerato buono e onni-tutto.


      Leibniz sostiene che Dio ha creato il migliore dei mondi possibili, ma la libertà concessa agli umani e il loro libero arbitrio inducono molti al male. Secondo questo filosofo, Dio non è autore del male, questo nasce dal cattivo uso della libertà.

      L’attributo divino “giustizia di Dio” implica bontà, sapienza e ordine morale del mondo. Ma è compatibile con il male ? No !. Quando “bontà divina” e male reale entrano in tensione rendono evidente il problema, in chi crede in Dio. Agli atei la cosa è indifferente perché per loro Dio non esiste !
      Ma ne parlano continuamente! Come fa anche lei qua dentro Doxa, in arte e in religione. Più che dei credenti, Dio è l'ossessione degli atei
      "Tutti sotto lo stesso tendone blu, il Cielo di Dio, credenti di qualsiasi religione e non credenti, con la certezza che l

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      • PACE
        Opinionista
        • 27/08/07
        • 1411

        #33
        Originariamente Scritto da Ninag Visualizza Messaggio
        Da cosa nasce il male, e cosa s’intende per male, nasce forse all’interno di una religione, oppure è già intrinseco nell’essere umano, non possiamo non citare il più famoso essere che uccise suo fratello, un certo Caino, tale vicenda si può leggere in alcuni testi.
        Caino come emblema del male oppure ne è solo la rappresentazione, Caino uccide suo fratello che rendere omaggio al suo Dio, in ciò c’è un intento di seduzione, il volere per un fine ultimo, la benevolenza.

        Nella Storia non abbiamo che l’imbarazzo della scelta; in alcuni i testi conosciuti come religiosi abbiamo la figura di Erode, che cedendo al desiderio di un potere longevo non ha esitato a porre fine alla vita di molti neonati, o almeno è quello che si racconta.
        Ogni volta che qualcuno toglie la vita a un altro essere nella maggior parte dei casi parliamo di omicidio, o di strage in base al numero dei periti.
        Le guerre invece sono alquanto complicate, per chi vince uccidere è corretto perché si tratta della riprova della propria potenza, per chi perde oltre al danno, la beffa, perdita di vite e di potere.

        Parrebbe a un primo esame che gli esseri che vivono su questo pianeta, molti non del tutto umani, uccidano per raggiungere un traguardo, e questo parrebbe giustificare qualsiasi efferatezza.
        Già nei secoli passati abbiamo fulgidi esempi di genocidi, i popoli nativi americani furono quasi del tutto sterminati per fare posto a più preparati europei, inglesi, francesi spagnoli, in fondo c’era un fine ultimo più importante, il benessere dei nuovi popoli.
        Anche la Germania nazista usò tale strategia, aveva bisogno di rinnovarsi, eliminando tutti coloro che non erano si adeguavano, in questo caso furono parecchie etnie a subire il trattamento. Ma si sa i tedeschi sono precisi, non amano il disordine.
        Anche in Australia gli aborigeni erano considerati obsoleti, sì è provveduto come da copione.

        Attualmente ci sono varie attività in corso, c’è chi le chiama guerre, forse per abitudine, anche se le guerre in passato erano combattute dai soldati, sicuramente è un modello superato, la nuova moda, quella che ormai è largamente diffusa è l’attacco preventivo, io attacco te, nel caso tu attaccassi me, così si sta tranquilli, nulla di complicato e quando a qualcuno piace qualcosa, se la prende, poco importa se un altro ci rimette, vuoi mettere il fasciano del bandito, chi non ha mai patteggiato per il bandito di cinematografica memoria, suvvia.
        La nuova moda mondiale forse una nuova forma di sport, si chiama “prendo quello che voglio”, che si tratti di cose piccole, o grandi poco importa. A pensarci bene forse è la pirateria 3.0, un certo rinnovo ci vuole sempre.
        Una nazione, vabbè, ma non è poi grave, l’Ucraina, la Palestina, a me piace la Groenlandia, quasi quasi ci faccio un pensierino. Anche l’Iran non è male, potrei farci un parcheggio, spiano tutto, Cuba forse è meglio, il Libano m’intriga chissà se ci sono ancora i grandi cedri. Che vogliamo, anche il male ha un suo fascino.



        L'attualità viene in nostro aiuto - Ninag - per rispondere al quesito che pone; Trump arroga a sè le prerogative del Papa. Prevost gli risponde per le rime "Non mi fai paura, io annuncio solamente il Vangelo!" Non è vero - come da lei affermato - che non abbiamo gli strumenti per scegliere fra bene e male o che sia esercizio difficile. Lo avvertiamo subito, immediatamente, chi ha torto e chi ragione, chi sta dalla parte giusta della storia e chi da quella sbagliata. Solo che oggi viviamo nella confusione più totale, dove impera il relativismo. Dove ognuno si fabbrica la sua personale verità. Mentre a Pasqua - pochissimi giorni fa - abbiamo celebrato il trionfo dell'unica: Gesù Cristo ha preso su di sè tutti i peccati del mondo! E' Lui l'unica verità, non ce ne sono mille. Ha bevuto Lui il nostro veleno, ne è morto, ma poi è risorto, glorioso! Uniti a Lui, anche noi possiamo lasciare i sepolcri nei quali siamo imprigionati (che ci fanno dubitare perfino di Dio) e risorgere a vita nuova
        "Tutti sotto lo stesso tendone blu, il Cielo di Dio, credenti di qualsiasi religione e non credenti, con la certezza che l

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        • Ninag
          Opinionista
          • 05/03/24
          • 1521

          #34
          [QUOTEnessuno chiede di rinunciare all'identità; come, poi ? peraltro, non ci dispiace che importino i nostri alimentari, e mangino "italiano";

          questa cosa però era solo per illustrare che come a te risulta difficile la creazione di un popolo europeo, nonostante le tante possibilità di interazione e scambio, pensa quanto è stata artificiosa e superimposta la creazione di un popolo italiano a partire da identità inesistenti per mancanza quasi totale di culture condivise, fatta eccezione per poche élite;
          il paradosso è che a Madrid non si vive diversamente da Barcellona o Bilbao, ma nemmeno da Milano o Lione, ma le identità servono ancora per esprimere conflitti tra città e campagne, giovani e anziani.][/QUOTE]

          Ci stiamo un po' allontanando dal tema iniziale, se i popoli non esistono, perché invece dovrebbe esistere un popolo europeo? Gli scambi commerciali sono altra cosa, e sono diffusi in tutto il mondo, anche se comprassi un vaso cinese, non vedo perché dovrei sentirmi cinese, o iraniana perché ho un tappeto persiano. Sull'unità d'Italia stendiamo un velo pietoso, in modo particolare sui Savoia.
          Il discorso sul male nasce da ciò che sentiamo quotidianamente; anche ammettendo che il male è sempre esistito, e talvolta giustificato, cosa resta dell'essere umano, che è considerato poco più che polvere, senza parlare di questo o quel popolo, il punto è che chi può o ha un certo potere tende ad usarlo in modo arbitrario, spesso a discapito di chi non può difendersi. Per questo siamo costretti a ricercare la vera essenza degli esseri umani attraverso lo studio del pensiero, è come se ogni generazione dovesse imparare ogni cosa dal principio, senza considerare minimamente gli sforzi fatti dagli individui che cercano di portare un minimo di civiltà e non di perseguire i propri interessi, mi pare che Platone ci dia qualche indicazione in tal senso, c'è sempre la questione del rispetto, parola del tutto scomparsa dai modelli sociali.

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          • Ninag
            Opinionista
            • 05/03/24
            • 1521

            #35
            [QUOTE]L'attualità viene in nostro aiuto - Ninag - per rispondere al quesito che pone; Trump arroga a sè le prerogative del Papa. Prevost gli risponde per le rime "Non mi fai paura, io annuncio solamente il Vangelo!" Non è vero - come da lei affermato - che non abbiamo gli strumenti per scegliere fra bene e male o che sia esercizio difficile. Lo avvertiamo subito, immediatamente, chi ha torto e chi ragione, chi sta dalla parte giusta della storia e chi da quella sbagliata. Solo che oggi viviamo nella confusione più totale, dove impera il relativismo. Dove ognuno si fabbrica la sua personale verità. Mentre a Pasqua - pochissimi giorni fa - abbiamo celebrato il trionfo dell'unica: Gesù Cristo ha preso su di sè tutti i peccati del mondo! E' Lui l'unica verità, non ce ne sono mille. Ha bevuto Lui il nostro veleno, ne è morto, ma poi è risorto, glorioso! Uniti a Lui, anche noi possiamo lasciare i sepolcri nei quali siamo imprigionati (che ci fanno dubitare perfino di Dio) e risorgere a vita nuova/QUOTE]

            Grazie Pace per il tuo contributo, capisco il tuo punto di vista, ma non ne facevo una questione religiosa, credo più in forme intime di religiosità, per quanto il Papa sia un importante rappresentante del credo cattolico.
            Come ho già ribadito nel post precedente si sta perdendo il senso della misura, ogni occasione diventa uno scontro; a mio avviso quello che si sta perdendo è il senso di umanità, oppure negli ultimi anni abbiamo vissuto attraverso una nuvoletta rosa in cui pensavamo di aver trovato il modo per vivere in pace, o almeno in alcune parti dell'Europa.
            Le guerre ci sono sempre state e il male che ne deriva non possiamo negarlo, esiste in ogni individuo un forte dualismo, nessuno è del tutto colpevole o del tutto innocente, a sbagliare siamo bravi tutti.
            Per vivere in modo sereno si devono affrontare molte difficoltà, chi fa del male talvolta non conosce il bene, sta a tutti noi perseguire la conoscenza che deve essere necessariamente modulata dalla ragione.

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            • axeUgene
              Opinionista

              • 17/04/10
              • 24581

              #36
              Originariamente Scritto da Ninag Visualizza Messaggio

              Ci stiamo un po' allontanando dal tema iniziale, se i popoli non esistono, perché invece dovrebbe esistere un popolo europeo? Gli scambi commerciali sono altra cosa, e sono diffusi in tutto il mondo, anche se comprassi un vaso cinese, non vedo perché dovrei sentirmi cinese, o iraniana perché ho un tappeto persiano.
              infatti, anche un popolo europeo sarebbe un artificio politico;

              è solo che in questo momento essere europei significa spendere un botto per il welfare, ripudiare la pena di morte, le armi libere, e far valere lo stato di diritto, la garanzia per chi è sotto custodia dello stato, il giusto processo e il diritto universale alle cure sanitarie, laddove nel resto del mondo si tende a negare tutto questo;

              a me sembra un argomento identitario forte, che merita; nel senso che merita di superare la paura che la propria identità venga fagocitata; posso parlare 4 lingue e sentirmi a casa in tutta l'Europa occidentale, ma stai tranquilla che per me quelli di Senigallia sono già mezzi romagnoli, e già a Fermo sanno di Abruzzo
              davvero, la paura di un'identità annacquata è un pensiero in cui ho difficoltà ad immedesimarmi.
              c'è del lardo in Garfagnana

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              • follemente
                Opinionista

                • 22/12/09
                • 11727

                #37
                Originariamente Scritto da PACE Visualizza Messaggio

                L'attualità viene in nostro aiuto - Ninag - per rispondere al quesito che pone; Trump arroga a sè le prerogative del Papa. Prevost gli risponde per le rime "Non mi fai paura, io annuncio solamente il Vangelo!" Non è vero - come da lei affermato - che non abbiamo gli strumenti per scegliere fra bene e male o che sia esercizio difficile. Lo avvertiamo subito, immediatamente, chi ha torto e chi ragione, chi sta dalla parte giusta della storia e chi da quella sbagliata. Solo che oggi viviamo nella confusione più totale, dove impera il relativismo. Dove ognuno si fabbrica la sua personale verità.
                Il Papa e Sanchez sono tra i rarissimi uomini in vista che si oppongono pubblicamente alle guerre imperialiste di Trump e Netanyahu e si espongono di persona, nonostante gli attacchi e le minacce.

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                • restodelcarlino
                  giullare

                  • 13/05/19
                  • 12543

                  #38

                  Originariamente Scritto da follemente Visualizza Messaggio

                  Il Papa e Sanchez sono tra i rarissimi uomini in vista che si oppongono pubblicamente alle guerre imperialiste di Trump e Netanyahu e si espongono di persona, nonostante gli attacchi e le minacce.
                  Non dimentichiamo il giullare e la redazione de la "Svanvera", in un forum di rinomanza galattica

                  ...vassapé...

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                  • follemente
                    Opinionista

                    • 22/12/09
                    • 11727

                    #39
                    Originariamente Scritto da restodelcarlino Visualizza Messaggio

                    Non dimentichiamo il giullare e la redazione de la "Svanvera", in un forum di rinomanza galattica

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                    • restodelcarlino
                      giullare

                      • 13/05/19
                      • 12543

                      #40
                      E se le cose fossero molto più semplici?
                      Una sola "Legge", naturale ed assoluta che vale per tutti i viventi, dal lichene all'homo smartphonicus insipiens (m/f/altro+). Dalle origini, dal procariota per arrivare a oggi: la "Perennità della Specie". Col suo corollario: "Istinto di sopravvivenza individuale". Ogni "vivente" é evoluto ed evolve in base ai mezzi che ha.
                      L'uomo é senziente e sociale.
                      Non socievole, per il corollario é "naturalmente" egoista.
                      Ed é l'intelligenza che lo rende, nel suo interesse (come membro della specie), tale. "Socievole", intendo
                      Religioni, filosofie....etica....bene...male.....etc.
                      Basta cambiare gli occhiali, guardare tutto con le lenti della "Legge di Natura", e tutto é chiaro. I "perché".
                      I "come".....altro discorso.
                      Last edited by restodelcarlino; 14-04-2026, 15:29.
                      ...vassapé...

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                      • axeUgene
                        Opinionista

                        • 17/04/10
                        • 24581

                        #41
                        Originariamente Scritto da restodelcarlino Visualizza Messaggio
                        L'uomo é senziente e sociale.
                        Non socievole, per il corollario é "naturalmente" egoista.
                        Ed é l'intelligenza che lo rende, nel suo interesse (come membro della specie), tale. "Socievole", intendo
                        Religioni, filosofie....etica....bene...male.....etc.
                        Basta cambiare gli occhiali, guardare tutto con le lenti della "Legge di Natura", e tutto é chiaro. I "perché".
                        I "come".....altro discorso.
                        questo ragionamento però ha un bug, in fondo parente del conflitto natura/cultura;

                        l'egoismo che argomenti, nella tua logica dovrebbe manifestarsi istintivamente e a livello individuale nel senso di adattarsi alle necessità secondo quell'imperativo di utile;
                        la realtà, invece, mostra più che abbondanti casi in cui l'egoismo, sacralizzato in legge, e passato in seconda mano con questa mediazione, soccombe alla legge stessa, e persino in assenza di vincoli sociali veri e propri;

                        la guerra per il sacro egoismo della patria già pone un problema, perché la mediazione sopprime l'istinto egoista primario, l'autoconservazione; perché questa si sposta sull'identità; e spesso solo per l'immaginario, se mancano gli spettatori e i lodatori dell'eroe;
                        che egoismo manifesta il virtuoso senza pubblico ?
                        c'è del lardo in Garfagnana

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                        • restodelcarlino
                          giullare

                          • 13/05/19
                          • 12543

                          #42
                          Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                          questo ragionamento però ha un bug, in fondo parente del conflitto natura/cultura;

                          l'egoismo che argomenti, nella tua logica dovrebbe manifestarsi istintivamente e a livello individuale nel senso di adattarsi alle necessità secondo quell'imperativo di utile;
                          la realtà, invece, mostra più che abbondanti casi in cui l'egoismo, sacralizzato in legge, e passato in seconda mano con questa mediazione, soccombe alla legge stessa, e persino in assenza di vincoli sociali veri e propri;

                          la guerra per il sacro egoismo della patria già pone un problema, perché la mediazione sopprime l'istinto egoista primario, l'autoconservazione; perché questa si sposta sull'identità; e spesso solo per l'immaginario, se mancano gli spettatori e i lodatori dell'eroe;
                          che egoismo manifesta il virtuoso senza pubblico ?
                          "virtuoso senza pubblico"= tizio da solo, quindi la "virtù" é parola priva di significato. Il tizio, da solo, farà quello che più gli aggrada.
                          ...vassapé...

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                          • axeUgene
                            Opinionista

                            • 17/04/10
                            • 24581

                            #43
                            Originariamente Scritto da restodelcarlino Visualizza Messaggio

                            "virtuoso senza pubblico"= tizio da solo, quindi la "virtù" é parola priva di significato. Il tizio, da solo, farà quello che più gli aggrada.
                            appunto, no: se quello resta virtuoso senza utile o giudizio;
                            la risposta è che l'attaccamento all'identità lega a quella virtù anche se di nessuna utilità o addirittura nociva.
                            c'è del lardo in Garfagnana

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                            • restodelcarlino
                              giullare

                              • 13/05/19
                              • 12543

                              #44
                              Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                              appunto, no: se quello resta virtuoso senza utile o giudizio;
                              la risposta è che l'attaccamento all'identità lega a quella virtù anche se di nessuna utilità o addirittura nociva.
                              Rileggi il post che ho scritto.
                              E' evidente che non sono stato chiaro, ma non so fare di meglio.
                              In relazione a quello che ho scritto, quanto dici é privo di senso.
                              Ma é colpa mia.

                              ...vassapé...

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                              • axeUgene
                                Opinionista

                                • 17/04/10
                                • 24581

                                #45
                                Originariamente Scritto da restodelcarlino Visualizza Messaggio

                                Rileggi il post che ho scritto.
                                E' evidente che non sono stato chiaro, ma non so fare di meglio.
                                In relazione a quello che ho scritto, quanto dici é privo di senso.
                                Ma é colpa mia.
                                rileggi il mio, invece:
                                se io resto vegetariano o vegano da ultimo essere umano, non ho un pubblico; se ho imperniato la mia identità su quel precetto morale, anche la fedeltà a una comunità estinta può imporsi sull'"utile";

                                il problema del tuo ragionamento è che esclude l'autoconservazione dell'identità, come proiezione astratta di sé
                                pare una cazzata, ma la gente agisce così svariate volte al giorno.
                                c'è del lardo in Garfagnana

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