Movimento 5 stelle

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  • evalorn
    Opinionista
    • 28/01/06
    • 852

    #211
    E perchè?
    Questo l'ha spiegato bene anche grillo... ma anche Fresno, ognuno a modo suo.

    Non è che son nati più puri. La causa è ambientale. Se passi 10, 20, 30 anni in mezzo ad un ambiente dove ti viene detto che il compromesso (leggi raccomandazione, corruzione, opportunismo, vilipendio alla democrazia, ecc,ecc,) è assolutamente lecito purché non se ne parli troppo .. be' almeno nella dc era così, poi è diventato un fa quel che ti pare e se vuoi dillo pure in diretta nazionale... sei diverso da uno che fino a un mese prima ha fatto tutt'altro, e a quell'ambiente è totalmente estraneo... sei peggiore.
    "Il Silenzio del tempo che viene a mancare
    l'hai visto triturato da una Grande Bocca adorna di denti aguzzi
    questo è l'abisso dell'eco spezzato. E non penso si debba aggiungere altro." C.B.

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    • Il gatto
      Opinionista
      • 21/11/09
      • 12721

      #212
      Mica è detto, c'è anche il problema di chi arriva con una fame arretrata di una vita e, sapendo la precarietà della sua posizione, fa l'abbuffata che mai ha fatto e sa sa che mai più gli sarà concessa.
      E' pensabile l'onestà del novellino, ma non è una garanzia anche perchè nulla sta a garantire che chi entra già non abbia in atto i suoi giri, come la consigliera arrestata per spaccio di droga, o quell'altro che comprava spazi politici.

      Comunque non è solo la corrutela il problema, è la capacità di amministrare secondo il voluto di chi ti elegge perchè una divergenza su ciò produce danni propri ben più grossi del malgoverno normale e non sentirli correntemente descrivere il loro modo di approcciare contabilmente queste problematiche fa sorgere enormi dubbi su questo lato della valutazione.
      L'onesto che ti danneggia perchè nin sapeva, era la prima volta che si trovava a.....non è grandemente apprezzato.

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      • evalorn
        Opinionista
        • 28/01/06
        • 852

        #213
        Infatti, ma ho detto che è una garanzia? Sicuramente è la scelta che può dar migliori risultati in tal senso... Certezze non se ne hanno.

        Quanto all'amministrazione, l'han detto fino alla nausea i candidati 5stelle... è vero che l'inesperienza può non essere positiva per gli aspetti ai quali hai fatto riferimento, ma rimane il fatto che i politici si servono di consiglieri per ogni specifica questione... e basta un minimo d'intelligenza e un atteggiamento onesto per capire la strada giusta per risolvere certi problemi, sia a livello locale che nazionale....

        Poi, ripeto, se ci si aspetta cambiamenti immediati si rimane delusi. Sai qual è un buon modo per giudicare un politico (cosa a cui non siamo abituati) tener sottocchio il programma e cominciare a spuntare gli obiettivi raggiunti, uno per uno...
        Dopo la scadenza del mandato si tirano le somme... E' semplice o no? lo potrebbe fare un bambino di 5 anni... ma il popolo italiano non ci ha ancora pensato... Se fosse una questione genetica dovremmo avere tutti 66 di Q.I. per aver fatto ciò che abbiamo fatto.... ma non lo è.. e in un sistema che è un mattatoio rischiano tutti, dai geni agli adulti-bambini.. la soluzione è prender di mira il sistema.
        "Il Silenzio del tempo che viene a mancare
        l'hai visto triturato da una Grande Bocca adorna di denti aguzzi
        questo è l'abisso dell'eco spezzato. E non penso si debba aggiungere altro." C.B.

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        • Il gatto
          Opinionista
          • 21/11/09
          • 12721

          #214
          è la scelta che può dar migliori risultati in tal senso...
          Con i chiari di luna che si sono visti interessa anche molto una continuità del reddito proprio su cui pesa il sistema fiscale e i sistemi contrattuali e tante altre amenità, al che è necessario che le parti politiche si sgolino a documentare quali scelte pensano siano le migliori, secondo loro, per tutti quei fattori che poi vanno ad incidere sul reddito famigliare netto, al che ciascuno si valuti se il migliore di loro signori va a coincidere sufficientemente con il migliore seconso se stessi.
          In difetto di ciò, ovvero in situazione di nebbia fitta in merito, la soluzione propria più gettonata è quella conservativa.
          Ovviamente il tutto in un quadro di sostenibilità complessiva documentata.
          Mi sembra chiaro che quanto sopra non è una tematica che si liquida con un po di strilli unidirezionali, o qualche frase in un blog virtuale, sono questioni molto articolate e insidiose dove serve un buon contraddittorio.


          Dopo la scadenza del mandato si tirano le somme... E' semplice o no?
          Dopo è tardi e al massimo si valutano i piccoli scostamenti, il grosso va valutato prima, dopo si potrebbero contare solo le rovine proprie e la cosa non è allettante.

          la soluzione è prender di mira il sistema
          Sai come è? se sul ramo ci stai sopra, prendi delle precauzioni per tagliarlo, poi non tutti ci stanno, o si rendono conto di starci sopra e adottano altri punti di vista.
          Sono queste "lievi" differenze che producono diverse posizioni e conseguenti scelte, facendo dire a chi non le considera:come potè accadere ciò?
          Potè accadere non dando risposte adeguate a tante domande, anche inespresse, che necessitavano di risposte esaustive e complete e pure nel senso voluto da chi avrebbe deciso.

          Basta poco per far succedere un casino, in cile al tempo di allende si innescò un dissesto finanziario che poi precipitò solo per aver avuto l'idea di garantire una scatola di latte ad ogni bambino.
          La correzione del malcostume è secondaria rispetto alla effettiva gestione economica e normativa della nazione, ovvero dall'onestà non escono le centinaia di miliardi che si pensa, con una purezza cristallina ne uscirebbero 150, poi ne servono altri 600.
          Last edited by Il gatto; 27-08-2012, 11:01.

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          • Durante
            Opinionista
            • 16/11/08
            • 2103

            #215
            Che il M5S sia un neofita della poltica qui non ci piove sopra, con la differenza che coloro che si sono impegnati a più livelli in questo movimento sono consapevoli dei una cosa; che hanno ha che fare con dei politici istrionamente marpioni senza scrupoli e disposti a tutto per mantenere il potere partendo dalla circoscrizione comunale per arrivare alla dirigenza nazionale. Uno fra i rischi che possono incorrere i grillini e purtroppo sarà inevitabile ed è l'interpretazione soggettiva dall'iniziativa da prendere quando si cominciano a ricoprire ruoli di rilievo, ma questo rientra nella normalità delle cose, il rischio sono i deviazionismi partendo da pochi gradi per arrivare ai 180 gradi di interpretazione delle scelte da prendere e normalmente queste provengono dal protagonismo personale camuffato. Poi i litigi che stanno avvenendo fra il P.D., l'I.D.V e il M5S erano già preesistenti per ovvie ragioni di programma politico economico e sinceramente non vedo come il P.D. possa giustificarsi per il semplice fatto che da una parte è stato critico nei confronti del governo Monti, però contemporaneamente gli ha dato il suo appoggio nel prendere le misure così dette anticrisi soltanto nei confronti dei ceti più deboli e delle piccole imprese sia dell'industria che dell'artigianato. Sinceramente è un comportamento semplicemente equiovoco quello del P.D. e credo che alle prosssime elezioni pagherà un prezzo non saprei quantificare ma lo pagherà. Non mi riferisco al suo zoccolo duro del partito, ma da parte delle persone che hanno fatto e faranno delle considerazioni a proposito.

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            • Il gatto
              Opinionista
              • 21/11/09
              • 12721

              #216
              Il pd pagherà ed è giusto che paghi, ma verificandosi una situazione in cui si deve scegliere fra un governo del pd e un governo del m5s, non so quanti entusiasti della trasperenza opterebbero per il m5s nella prospettiva di governo economico che riescono a dare ora.
              Poi potendo realisticamente vedere il m5s come un partito di opposizione predestinata le considerazioni cambiano, ma sempre bloccandolo all'opposizione.
              Alla fine mettendolo a fare ciò che faceva il partito comunista.

              Limitarsi a promuovere l'onestà legale e ideologica è poco, perchè onestamente si può fare una politica borghese, una proletaria, una di confindustria e una della finanza, politiche che sono molto diverse fra loro e hanno diverse ricadute sull'elettore che valuta il suo personale ruolo sociale e quello che ti proponi di fare tu e come questo incide sul suo mondo che, se invivibile per lui, vorrà rovesciare, se adeguato vorrà mantenere.
              Last edited by Il gatto; 27-08-2012, 11:40.

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              • Durante
                Opinionista
                • 16/11/08
                • 2103

                #217
                La tua considerazione riguardo al fatto che il M5S potrebbe essere la leadership apportando non poche perlessità nella opinione pubblica è più che giusta e di questo ne ero e ne sono pienamente cosciente. Ma nella situazione in cui siamo e che siamo stati non solo nel quasi ventennio berlusconiano se fai una veloce e sintetica digressione mnemonica i politici che abbiamo avuto escludendo il primo governo del dopo guerra presieduto da Ferruccio Parri sopravvissuto per sei mesi soltanto perchè osteggiato dalla D.C. per la sua ferrea lotta nei confronti della mafia e questo la dice lunga. Come dicevo da li in poi ai lavoratori e alle piccole imprese sono stati richiesti soltanto sacrifici, ma siccome tutto era da ricostruire per la questione bellica, la grande volontà delle tante persone capaci e che credevano nel futuro hanno fatto il miracolo economico, nel frattempo i politici facevano grandi mangiate pantagrueliche nel nome della democrazia perpetuando nel grande inganno e per esso la prova del nove ne era ed è tutt'ora il debito pubblico. Quello che potrà essere utile in un buon risultato elettorale del M5S, però dire che supererà il 51% andrebbe al di la della fantapolitica e quest'ultima è come un castello costruito sulla sabbia con tutte le conseguenze che ne comporta. Però un consistente consenso non sarebbe deleterio con tutti i rischi che hai citato nel tuo post precedente. Quindi se permetti vorrei portare un'empio: Se sono in alto mare in una imbarcazione che stà affondando e intorno gira un vorace squalo, cosa succede? Devo prendere una decisione, o affondo e perisco nell'abissamento dell'imbarcazione e quindi è morte sicura oppure mi getto in acqua nella speranza che lo squalo non mi scambi per una appetibile preda o chissà per quale altro motivo non mi attacchi, quindi se avviene quest'ultima ipotesi qualche speranza di sopravvivenza sussiste. Non c'è molto da stare a pensare l'Argentina e la Grecia non sono vicende accadute in una altra galassia. La speranza è che in base ad un risultato elettorale che esula le classiche percentuali che ottengono i classici partiti possa partorire una consapevolezza nel ceto medio della nostra società e conseguentemente individuare delle persone oneste. Non c'è più tempo ne per slogan ne per orpellate oratorie che poi sono senza contenuto come scatoloni vuoti

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                • Il gatto
                  Opinionista
                  • 21/11/09
                  • 12721

                  #218
                  Si certo, solo che mi sembra che si attribuisca alle ruberie un volume di bottino eccessivo, ovvero è tantissimo per ciascuno perchè sono pochi a dividerselo, ma il grosso dei costi e dei debiti è generato dalle decine di milioni che, anche con poco o niente ciascuno, fanno presto ad ammucchiare cifre iperboliche.
                  Ne deriva che per un recupero si deve per forza operare sui grandi numeri dei soliti noti e da ciò ne deriva che la strategia economica che si adotta diventa vitale per ogni singolo elettore perchè comunque vada ci sarà una guerra fra poveri con un impoverimento generale che peggiorerà la situazione.
                  Al che si vorrebbero sentire piani credibili per aumentare la ricchezza complessiva e la condanna delle solite cose ormai ha fatto il suo corso, insisterci sta solo a significare che non si ha altro da proporre e lo sterminio di mille squali è illusorio se si debbono alimentare milioni di merluzzi che tengono famiglie di sardine.

                  Nel niente si gestisce il niente per non ottenere niente come fatto tante altre volte dove alla fine era più abbondante il cibo prodotto dagli scarti degli squali che non quello lasciato intendere dai cacciatori che cercavano companatico pe la loro cena a base di merluzzi e sardine.
                  Di giustizieri se ne sono pure visti, rifondazione, i radicali, di pietro e altri, ma altre allo sbraitare che hanno saputo fare?

                  E se il m5s non gioca per vincere assume un peso notevole anche andare a pesare nelle proporzioni interne dell'alleanza che si presume possa vincere perchè quegli equilibri interni hanno un peso superiore all'opera di una opposizione perchè una opposizione interna alla maggioranza ottiene molto.
                  Last edited by Il gatto; 27-08-2012, 14:04.

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                  • Il gatto
                    Opinionista
                    • 21/11/09
                    • 12721

                    #219
                    e questo ci dicono

                    Anarchici e moderati
                    La contesa sul presunto elettorato moderato rivela una miopia indicativa dello stato di confusione di (quasi) tutte le forze politiche. Perché la partita a chi è più moderato di chi, in corso da tempo, si gioca senza accorgersi di quello che intanto sta accadendo sugli spalti.

                    Il fatto è che di elettorato moderato, in Italia, se ne vede pochino. E forse ce n’è sempre di meno. Il ceto medio – e sempre meno riflessivo – ribolle di pulsioni tanto anarcoidi quanto subalterne, e facendosi scudo di un sofisticato vittimismo invoca la rivoluzione anticasta non in nome di una nuova politica ma piuttosto di una nuova immaginazione al potere.

                    Il primo a giocare sull’ambiguità moderazione-rivoluzione-anarchia, inquinando i pozzi per anni, è stato Silvio Berlusconi. E ora, nell’indistinto lasciato dal ventennio populista (e complice l’inettitudine dei grandi partiti) l’impolitico e l’intenzionalmente ambiguo – abilmente manovrati – crescono e fanno massa critica.

                    Tutto ciò per dire che la partita decisiva che si sta giocando in Italia non è la conquista dei moderati. E non è tra rigore e crescita, Monti o non Monti, sinistra o destra.

                    La partita vera è tra la democrazia e un suo post che nulla lascia presagire di buono.

                    Perché basterebbe avere un minimo di cultura democratica per capire che lo slogan i cittadini eleggono se stessi è il più antidemocratico che ci sia. E basterebbe conoscere un minimo di storia del Novecento per capire che il mito della democrazia diretta è sempre servito a sobillare le anime e mai a governare le complessità.

                    Così, mentre si insegue con formule politicamente corrette un fantomatico centro che chissà dov’è e se c’è ancora, gli anarchici non-chic avanzano. Con l’illusione digitale di contare finalmente ma senza accorgersi di essere solo massa mandata al macero da nuovi – e ben più pericolosi – narcisisti.

                    Il fascismo 2.0
                    Era ora che uno dei leader si prendesse la responsabilità di chiamare le cose col proprio nome: troppo tardi, ma meglio tardi che mai.

                    Eppure per sconfiggere i fascismi di oggi – bravissimi a dissimularsi da rivoluzionari della politica e della morale – non basta chiamarli per nome. C’è da togliere loro l’habitat in cui sguazzano.

                    Dire fascisti non basta, e se resta un dire senza politica rischia di essere perfino controproducente. Bisogna mettersi a testa bassa e smontare l’immagine di privilegio che – a torto o a ragione – si è creata attorno ai partiti. Adattare i tempi e i modi della politica alla crisi culturale in atto. Comprendere le pulsioni dell’opinione pubblica senza assecondarle. Disfarsi dell’abito di saccenza. Parlare alla pancia delle persone con spirito maieutico e non pedagogico.

                    Per troppo tempo i manganelli digitali sapientemente manovrati dai guru della non-democrazia diretta sono stati relegati nel rassicurante alveo dell’antisistema. E indugiando nell’equivoco, colpevolmente, si è perso tempo prezioso.

                    Potrebbe essere troppo tardi. Ma meglio tardi che mai. Bersani fa bene a ricordare il 1919 e a invitare tutti a rileggersi un po’ di storia. Adesso però lui e gli altri si rileggano quella stessa storia, e rimandino a mente il capolavoro suicida con cui gli attori della democrazia di allora aprirono la strada al fascismo.

                    E dopo aver avuto il coraggio di chiamare le cose col loro nome, evitino di fare gli stessi identici errori.


                    Il voto degli evasori
                    L’ex garante della privacy Pizzetti propone di togliere il voto agli evasori fiscali. Se uno non fa il suo dovere di cittadino, sostiene il giurista, allora gli vengano tolti anche i diritti da cittadino.

                    Un deterrente micidiale, senz’altro. Una orribile minaccia per la moltitudine ansiosa di recarsi alle urne. Uno spietato monito per milioni di evasori appassionati e partecipi del proprio essere cives.

                    Tutti questi, finalmente terrorizzati dalla deportazione al mare o in montagna nel fatidico giorno del voto, si batteranno il capo emettendo scontrini come mai prima e spedendo spalloni di ritorno per riportare dall’estero i soldi parcheggiati all’estero.

                    E così, grazie allo spauracchio del voto sottratto e di una tristissima domenica senza cabine e scrutatori, l’Italia diventerà il paradiso delle fatture e l’inferno dei commercialisti deviati, e dirà una volta per tutte addio all’eterno purgatorio del debito pubblico.

                    Il professor Pizzetti è ottimo giurista. Ma come altri professori, non ha proprio capito in che paese vive.

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                    • Durante
                      Opinionista
                      • 16/11/08
                      • 2103

                      #220
                      Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
                      Di giustizieri se ne sono pure visti, rifondazione, i radicali, di pietro e altri, ma altre allo sbraitare che hanno saputo fare?

                      E se il m5s non gioca per vincere assume un peso notevole anche andare a pesare nelle proporzioni interne dell'alleanza che si presume possa vincere perchè quegli equilibri interni hanno un peso superiore all'opera di una opposizione perchè una opposizione interna alla maggioranza ottiene molto.
                      Quindi fra le righe dici: o elettori perdete ogni speranza dopo di che avrete mandato alle camere i promessi profeti. Allora sarebbe più indolore la roulette russa?

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                      • evalorn
                        Opinionista
                        • 28/01/06
                        • 852

                        #221
                        Allora sarebbe più indolore la roulette russa?
                        Senza levare nemmeno un proiettile però.....


                        Va molto di moda tra le menti brillanti, specie se son atei ed han superato i sessanta, far notare a tutti gli altri che son fottuti in ogni caso.... la speranza è roba da ingenui....
                        "Il Silenzio del tempo che viene a mancare
                        l'hai visto triturato da una Grande Bocca adorna di denti aguzzi
                        questo è l'abisso dell'eco spezzato. E non penso si debba aggiungere altro." C.B.

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                        • Il gatto
                          Opinionista
                          • 21/11/09
                          • 12721

                          #222
                          Quindi fra le righe dici: o elettori
                          Sono considerazioni che esistono, quindi discorsivamente, in una analisi della situazione, vanno fatte perchè produrranno effetti, sia che le si nomini, sia che no e qui stiamo analizzando lo scenario, non facendo campagna promozionale per cui solo il positivo deve risaltare.
                          Io agli elettori non posso dire niente, non so la loro situazione specifica, per altro molto varia ed è questa varietà che determina la scelta propria, ciascuno deve decidere il suo da se perchè solo lui sa ciò che vuole e perchè lo vuole.
                          E' evidente pure che chi ha certe sistuazioni tenderà a certe scelte, chi le ha diverse propenderà per scelte diverse, così un membro della generazione dei tre niente vedrà bene un rimescolamento radicale di carte avendo solo da guadagnarci, situazione diversa da un soggetto discretamente collocato che vuole lo stesso certe cose, ma vuole pure salvaguardare la sua posizione senza di cui perderebbe di senso il resto.
                          E una campagna elettorale ben fatta serve a gestire queste divergenze trovando dei punti di interesse per tutto il variegato fronte elettorale.

                          la speranza è roba da ingenui....
                          Non da ingenui, ma viene meglio a chi ha una situazione ben definita e ben poco da perdere al che la scelta diventa immediata, pure logico e comprensibile, ti sto solo dicendo che non è così per tutti esistendo tante variabili che nemmeno si applicano a tutti e, chi ne ha alcune, deve trovare una sua soluzione personalizzata a fronte del problema a cui il m5s non da una soluzione ottimale e quindi chi ha considerazioni da fare sulla sua specifica situazione vedrà uno scenario diverso dal tuo in linea di principio, considerando opzioni che ad altri non si pongono perchè la loro situazione non le pone.
                          Last edited by Il gatto; 27-08-2012, 15:35.

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                          • Il gatto
                            Opinionista
                            • 21/11/09
                            • 12721

                            #223
                            In campo gli epurati del Movimento 5 Stelle
                            contro Grillo esposto all'Agcom

                            Si allarga la frattura tra lo Staff del comico e la base. Gli espulsi hanno mandato una segnalazione all'Autorità per le Comunicazioni. Che ha aperto un fascicolo contro “Casaleggio e Associati”, che possiede il simbolo di M5S, per pratica commerciale scorretta e pubblicità non trasparente. Quella lunga scia di espulsioni.
                            Una guerra vera e propria. In Emilia Romagna si allarga la frattura tra la base e lo Staff del blogger. E partono pure le carte bollate. Spunta un esposto all’Agcom degli “epurati” contro la “Casaleggio e Associati”, che possiede il simbolo del Movimento 5 Stelle. Nervi sempre tesi tra il consigliere regionale Giovanni Favia e quello comunale Massimo Bugani. Si discute nei forum, con gli attivisti arrabbiati per l’espulsione di Filippo Boriani, eletto in quartiere a Bologna e poi licenziato con un p.s. dal blog di Grillo. Una battaglia culminata con la richiesta, partita dai grillini bolognesi, di un incontro con Grillo e Casaleggio di cui lo Staff non è nemmeno informato: "Non sappiamo nulla di questa vicenda".

                            Un caos che nasce dall’amarezza per le tante espulsioni in regione, da quella di Valentino Tavolazzi all’ultima, quella di Boriani, colpevole di avere già due mandati alle spalle. Espulsioni

                            che hanno toccato tutte le province bolognesi, e che hanno convinto una parte degli “epurati” a creare una rete online di ribelli, il “Movimento Revolution”, che ha deciso addirittura di portare Grillo e Casaleggio davanti all’Agcom. L’Autorità garante per la concorrenza e il mercato ha aperto un fascicolo sul M5S, per pratica commerciale scorretta e pubblicità non trasparente. Secondo l’esposto il non-partito del blogger genovese, in realtà sarebbe una società di e-commerce (la Casaleggio Associati) e dovrebbe poter essere identificata come tale dal consumatore.

                            Dietro a Grillo ci sarebbe insomma un’azienda che ricava un introito attraverso il blog e la vendita di vari prodotti, con tanto di padrone: Casaleggio. "Il blog Beppegrillo. it non può ritenersi un partito — si legge nella segnalazione arrivata a Roma — non avendo una struttura gerarchica, e non può ritenersi un movimento politico avendo un proprietario". Il portavoce degli scontenti è Gaetano Vilnò, ex grillino parmense espulso nel 2009, che ha scritto anche una lettera al Presidente della Repubblica.

                            Ma questa è solo la punta dell’iceberg. Persino il blitz dei grillini alla Festa dell’Unità contro Bersani, diventa motivo di divisioni. Il consigliere comunale di Bologna Massimo Bugani, tra i più vicini allo Staff di Grillo, ha chiamato al telefono, venerdì, il segretario Pd Raffaele Donini. Esattamente come fece già mesi fa, dopo le polemiche circolate sulle riprese del consigliere regionale Favia sul luogo della morte di Maurizio Cevenini. Favia, d’altra parte, si difende: "Io ho rispetto dei volontari e delle feste, come momento di aggregazione, non sono un bullo e non ho organizzato io quell’iniziativa. Anzi, sono stato informato dagli attivisti del blitz alla festa e sono andato come garante, proprio per impedire che ci fossero incidenti".

                            Quanto alla telefonata tra Bugani e Donini, Favia glissa: "Non so di che telefonata si tratti. Io comunque sto con gli attivisti, se loro decidono un’azione, io sono con loro". Nessun problema quindi con Bugani, almeno "dal punto di vista politico": "Sul fronte personale invece — aggiunge Favia — sono questioni nostre". Non si tratterebbe però di rivalità per la corsa in Parlamento. Se Bugani definisce "demente" chiunque pensi che voglia andare a Roma, Favia ha più volte negato una sua candidatura, e nega pure di essere a capo della “fronda” dei ribelli della Regione contro lo Staff: "Non sono capo di alcuna fronda. Con Grillo ho cenato ieri sera, ci siamo abbracciati, abbiamo parlato di altro. Leggendo il nostro forum si capisce che c’è un dibattito acceso tra gli attivisti. Il problema non sono le poltrone in Parlamento ma i metodi decisionali".

                            Un problema di “rapporti” con lo Staff, che caccia attivisti ed eletti in un modo che anche la consigliera comunale Federica Salsi, pur riconoscendo a Grillo il ruolo di garante, giudica "violento e un po’ brutale". Per questo motivo, ammette Favia di fronte alla richiesta di un incontro con Grillo dopo l’epurazione di Boriani, "in generale la comunicazione va sempre bene. Si faccia se si ritiene utile". Ma a Milano di questa richiesta non ne sanno nulla.
                            Si allarga la frattura tra lo Staff del comico e la base. Gli espulsi hanno mandato una segnalazione all'Autorità per la concorrenza. Che ha aperto un f…



                            Dietro lo scontro è partita
                            la corsa al Parlamento
                            di ANDREA CHIARINI






                            La cacciata di Filippo Boriani, il verde di mille battaglie che trovò asilo nel M5S e l’arrembaggio alla Festa Pd capitanato dall’inquieto consigliere regionale grillino Giovanni Favia, a ben guardare sono le due facce della stessa medaglia. Che poi è quella delle prossime elezioni politiche e, di conseguenza, del metodo di selezione dei candidati che rischia di far sprofondare il movimento/partito nel caos. Una torta che fa gola a tutti i grillini in circolazione, se hanno ragione i sondaggi che accreditano la creatura del Savonarola genovese di un buon 20%.

                            Ma il povero Boriani purgato che c’entra in tutto ciò? In effetti poco. Paga agli occhi del duo Grillo-Casaleggio l’aver già consumato il suo bonus dei due mandati, regola aurea del Grillo-pensiero (che a parole pure il Pd sostiene dovrebbe valere per i propri parlamentari). Ma il consigliere del quartiere Saragozza, va detto, ha un peso relativo nella galassia grillina di chi si dichiara anti-Casta, fin qui ha volato basso evitando iniziative e dichiarazioni che lo resero invece “celebre” ai tempi della giunta Vitali. Insomma si accontentava di posarsi su quel marchio che ora gli è stato sfilato con la forza. Purtroppo

                            Boriani si è trovato nel posto sbagliato, nel momento sbagliato. Bersaglio perfetto. Passava ed è stato colpito dall’anatema, dalla scomunica, l’ultima ma solo in ordine di tempo, del comico-guru col solito inciso sul blog.

                            Il vero obiettivo infatti non è Boriani seduto in seconda fila, ma il primattore Favia che ha ambizioni romane e che punta al parlamento (il fatto che neghi con ossessione non sposta i termini della sua eventuale ascesa). Ma come lo scomunicato Boriani, pure Favia ha già collezionato due mandati, il primo, breve con Delbono in Comune, il secondo, l’attuale, in Regione. E ha capito da tempo che i vertici del Movimento gli stanno facendo terra bruciata attorno.

                            Del resto dopo due mandati dovrebbe tornare alla sua professione precedente salutando la politica che, si intuisce, gli piace un sacco. Ci ha preso gusto, perché smontare ora? Ma Favia adesso è più solo, i rapporti con Grillo appaiono compromessi, pesa lo scandalo delle interviste in tv a pagamento (a proposito di trasparenza, il grillino ancora non ha spiegato fatture alla mano quanto ha speso in un anno di comparsate sulle emittenti locali).

                            Grillo per quelle interviste lo liquidò con l’epitaffio "chi paga per andare in tv paga per il suo funerale". In più ha un competitor interno che lo marca stretto, il consigliere comunale Massimo Bugani che, al suo primo mandato, lavora pure lui per aggiudicarsi un biglietto per Roma. Per queste e altre ragioni a Favia non resta che scommettere tutto su se stesso, senza ottenere o attendersi altri placet dall’alto (che non verranno) e quindi, come l’altra sera, guidare blitz anti-Pd alla festa del Parco Nord puntando a incassare il massimo dell’esposizione mediatica anche se nel Movimento e nella Rete si comincia a storcere il naso di fronte a questo tipo di provocazioni che però, c’è da scommettere, non si fermeranno qui.

                            Non a caso il bubbone scoppia proprio in Emilia, terra generosa coi grillini che proprio qui hanno ottenuto i primi significativi successi e relative poltrone e che qui rischiano di implodere tra faide intestine e rivolte silenziose contro il capo. L’elenco dei purgati si allunga ogni giorno, dalla modenese Sandra Poppi, al consigliere regionale Andrea Defranceschi, dal ferrarese Valentino Tavolazzi e ora all’ex verde Filippo Boriani. Favia è in bilico da tempo, ma non rinuncia a rivendicare spazio e autonomia rispetto a Grillo. A chi toccherà la prossima volta?

                            Il M5S emiliano è a un bivio, deve decidere cosa farà e cosa sarà da grande e il primo banco di prova sono le candidature per le politiche. Se dovrà valere e prevalere l’esperienza sul territorio degli eletti nei quartieri, negli enti locali e in Regione (che hanno comprensibili aspettative) o se alla fine si deciderà in base agli umori variabili di Casaleggio. Se dunque saranno candidature dal basso, magari certificate in Rete (ma non sarebbe meglio copiare il Pd almeno in questo facendo primarie in carne e ossa?) o se tutto cadrà dall’alto tra Genova e Milano.



                            "Istigazione a delinquere contro di me
                            Vogliono che qualcuno mi elimini"
                            Il leader del Movimento 5 Stelle si produce sul suo blog in un adattamento del "Rito dell'Odio" tratto da 1984 di George Orwell per denunciare la campagna di aggressione messa in piedi, a suo dire, da politica e media. "Lo scopo è chiaro, creare mostri da abbattere per mantenere lo status quo". E ancora: "Li diffami, li isoli e poi qualcuno li elimina. Ci vediamo in Parlamento. Sarà un piacere"
                            Con un drammatico richiamo agli anni di piombo, condito dall'adattamento di un brano di 1984 di George Orwell, Beppe Grillo paventa sul suo blog la concreta possibilità di un attentato ai suoi danni come ipotetico risultato della campagna di aggressione orchestrata, a suo dire, da politica e media.

                            "Il rito quotidiano dell'Odio (definizione tratta da 1984, ndr) da parte di aizzatori di professione nei miei confronti, nei confronti degli appartenenti al MoVimento 5 Stelle e dei miei collaboratori sta diventando fragoroso, insopportabile, indecente", scrive Grillo sul suo blog. "Lo scopo - prosegue - è quello, chiaro, di creare dei mostri da abbattere per mantenere lo status quo".
                            Il leader del Movimento 5 Stelle cita nel suo blog il "Rito dell'Odio" di "1984" di George Orwell per denunciare la campagna di aggressione…


                            Una volta era berlusconi a fare certe uscite, i tempi cambiano, ma sono sempre gli istrioni a tenere banco.
                            Last edited by Il gatto; 02-09-2012, 15:33.

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                            • Durante
                              Opinionista
                              • 16/11/08
                              • 2103

                              #224
                              Originariamente Scritto da evalorn Visualizza Messaggio
                              Senza levare nemmeno un proiettile però.....


                              Va molto di moda tra le menti brillanti, specie se son atei ed han superato i sessanta, far notare a tutti gli altri che son fottuti in ogni caso.... la speranza è roba da ingenui....
                              Se sei convinto che la speranza è roba da ingenui su che cosa si basano le tue convinzioni e le tue certezze? La certezza assoluta non esiste. In maniera inequivocabile c'è soltanto una cosa certa e sicura. Noto una distonia di pensiero nel tuo post e gradirei di essere smentito. Dici che va di moda fra le menti brillanti la tendenza al suicidio in particolar modo se sono atei e se anagraficamente sono abbastanza maturi e quindi ostentano agli altri la loro fine imminente. Più che altro mi sembra che ostenti tu che non esiste la speranza perchè avercela è da ingenui quindi si deduce che fra la morte e la vita non intravedi differenza.

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                              • erin
                                like me, like me
                                • 22/05/06
                                • 13145

                                #225
                                Guardate che merda d'uomo è il vostro amato Grillo


                                Ni sumisa ni devota, libre linda y loca!

                                Nel tuo piccolo mondo, tra piccole iene, anche il sole sorge solo se conviene.

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