Il dibattito interno sulla gestione e struttura del movimento 5stelle - che già esiste - immagino s'intensificherà sempre di più..
E' una buona notizia, se non facciamo le cose 'all'italiana'
E' una buona notizia, se non facciamo le cose 'all'italiana'
Un po come avviene in certi gruppi chiusi dove sei convinto di avere tanti diritti, finchè non ti trovi a volerne usufruire, li esce chi comanda con il potere che puntella quella posizione e chi deve solo ubbidire o scomparire con ignominia.
Ne sono secondari i diritti di gestione del marchio perchè al momento lo stemma aziendale si è trasformato in un patrimonio politico che l'idea predominante non può utilizzare a propria discrezione e si trova con una mano davanti e una di dietro dovendo ricostituire da zero il tutto, un tutto che punta sull'idea evocata dal marchio, non standoci grandi nomi in grado di sostituirsi a livello nazionale alla potenza del simbolismo conosciuto.
Non per niente il silvio nazionale ha blindato l'uso del suo logo, di fatto non può essere spodestato dalla posizione, come il titolare di un brevetto che rimane il padrone dell'idea che da e toglie in concessione a chi gli pare.
Come se un partito noto cessa di esistere, se a chiedere consenso senza simbolo ci vanno i big ormai consolidati, lo recuperano in nome del marchio, ma se ci vanno gli ignoti, senza quella certificazione ottengono un prrrrrrrrrrr.
Mo qua abbiamo un esercito di ingnoti, un ideologo e una voce, entrambi blindati dal copyright.
Non per niente ci fu una lunga e feroce lotta per l'uso dei grandi marchi della dc e del pci su chi poteva sventolarli costituiendo essi una notevolissima rendita di posizione acquisita nel contesto diffuso.

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(per la Minetti,però sono d'accordo)
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