Il comportamento di Israele

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  • vapensiero
    Opinionista
    • 01/12/11
    • 802

    #136
    Il gatto

    Ma non hanno nemmeno fatto pace con i falchi.
    A maggior ragione prendiamoci i calopsiti di crepuscolo e insegniamogli cos'è la pace. Sicuramente lo imparerebbero prima di molti esseri umani.
    Sarò Banale ma credo che la verità abbia molte facce.

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    • vapensiero
      Opinionista
      • 01/12/11
      • 802

      #137
      A proposito di riconoscimento della Palestina presso le Nazioni Unite, posto il parere di uno scrittore israeliano che viene a proposito.

      Lo scrittore israeliano David Grossman

      «Il modo in cui il governo israeliano ha reagito al voto dell’Onu sulla Palestina come Stato osservatore è sbagliato e poco perspicace. Invece di essere il primo paese a riconoscere lo Stato palestinese, Israele ha scelto di reagire in maniera prepotente, tentando di mortificare i palestinesi con un comportamento che di fatto è mortificante per Israele stesso».
      Come volevasi dimostrare.
      Sarò Banale ma credo che la verità abbia molte facce.

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      • vapensiero
        Opinionista
        • 01/12/11
        • 802

        #138
        ]EDITORIALE[/B]

        Io sto con la pace

        “Come è possibile che la professoressa di mio
        figlio abbia detto che sono gli israeliani ad
        essere minacciati dai palestinesi?” -ci chiede
        una lettrice di BoccheScucite. È facile capire
        come si forma l’opinione comune anche solo
        aprendo due settimanali in edicola. Anzi,
        precisiamo che L'Espresso e Il Venerdì di
        Repubblica sono ritenuti tra i settimanali più “di
        sinistra”.
        Da tempo si leggono commenti e critiche rivolte
        a Roberto Saviano, con vere e proprie
        “suppliche” di suoi ammiratori affinché, invece
        di schierarsi senza se e senza ma dalla parte di
        Israele, provi ad aprire gli occhi su una delle più
        colossali ingiustizie della storia contemporanea,
        l'occupazione militare della Palestina.
        Ma raggiunto ormai periodicamente da queste
        contestazioni, il nostro paladino della legalità si
        è proprio stancato e decide di sfogarsi
        nell'editoriale de L'Espresso
        (http://espresso.repubblica.it/dettag...iamoci/2192812 ).
        Bisogna smetterla di essere di parte. Io voglio
        fare vedere le cose belle di Israele, la natura, il
        paesaggio, la città di Tel Aviv. Basta “dividerci”
        e seguire “gli umori della pancia”.
        E, come leggerete, racconta la sua ingenua
        partecipazione a quel vergognoso “evento proIsraele” che Fiamma Nirenstein, mentre tutta la
        Comunità internazionale e le Nazioni Unite
        stavano condannando duramente il massacro di
        Piombo Fuso, inventò per raccogliere a Roma
        tutta la destra pronta come sempre a schierarsi
        senza critica alcuna dalla parte di Israele.
        “Nel mio video non ho mai appoggiato la
        guerra, mai appoggiato Piombo Fuso o la
        destra israeliana”.
        Ecco. Non crediamo che Saviano ritenga che sia
        sufficiente non appoggiare la mafia per essere
        cittadini degni di questo nome. Ma con Israele
        questo è il criterio di sempre: non permettersi di
        accusarlo, mai. Allora è semplice: basta con il
        tifo. Basta essere di parte.
        “Alla domanda stai con i palestinesi o con gli
        israeliani, deluderò forse, ma risponderò
        sempre come mi ha insegnato il mio amico
        David Grossman: «Sto con la pace».
        Perfetto. Così possiamo finalmente essere tutti
        d'accordo. La vecchia, intramontabile formula
        dell'equidistanza.
        Ma forse Saviano non si accorge che il primo ad
        esser di parte è proprio lui, quando testimonia la
        sua chiara e inequivocabile passione civile per
        la legalità in Italia.
        E poi, ancora, è di parte Saviano perché si
        colloca in buona compagnia dalla parte del
        silenzio complice. Dalla parte di quell’omertà
        che mai vorremmo sentire sulle sue labbra, così
        chiaramente schierate a favore della giustizia.
        Certo, è evidente che
        “raccontare una cosa non significa nascondere
        l’altra”.
        Peccato che da sessant'anni la narrazione
        comune racconta solo dell'unica democrazia del
        medioriente che si difende da bande di terroristi
        ostinati a voler rimanere sulla loro terra.
        Vorremmo che le famiglie palestinesi che in
        questi giorni subiscono la violenza dei coloni e
        dei militari che distruggono i loro alberi di ulivo
        e per sempre stroncano la loro speranza,
        potessero deliziarsi ai profumi di quella terra
        che Saviano ricorda dai racconti del nonno, una
        terra che non era certo un deserto.
        Vorremmo chiedere a Saviano: credi davvero
        che affermare “sto con la pace” voglia dire
        tacere ogni ingiustizia? O ritieni davvero che chi
        invece denuncia non “stia con la pace”?
        Ma se invece de L'Espresso migliaia di italiani
        aprono il più diffuso “Il Venerdì di
        Repubblica”, a formare la nostra opinione su
        Palestina e Israele è il grande scrittore David
        Grossman.
        “la realtà è che è difficile cambiare e Israele
        oggi sembra che non abbia l'energia per farlo”
        Insomma, la solita complessità che ci evita ogni
        fastidioso schierarsi con chi subisce l'ingiustizia.
        E se proprio non possiamo fare a meno di aprire
        gli occhi sul cancro della colonizzazione che sta
        distruggendo ogni futuro di giustizia, basta
        scaricare su un'entità altra da “Israele” la colpa
        di tutto:
        “Sono i coloni che hanno creato una situazione
        irreversibile che impedisce una pace stabile e
        un confine solido con la Palestina”.
        Grossman è certo un intellettuale lucido, eppure
        pone sullo stesso piano oppresso e oppressore,
        stato occupante e baraccone denominato
        “Autorità palestinese”, poiché conclude il suo
        articolo rimettendo in ordine ogni
        sbilanciamento politico:
        “Insomma, non credo che Netanyahu e Abu
        Mazen abbiano serie intenzioni di negoziare la
        pace”
        Le migliaia di lettori “progressisti” di
        Repubblica possono rimanere tranquilli e il
        buon Saviano troverà conferma alle sue
        lapalissiane conclusioni: basta fare il tifo per la
        Palestina! È importante solo affermare, con
        buona pace di chi si affanna tanto per la
        giustizia: “io sto con la pace”.
        Dedicato a cono che si trova sull'isola che non ce; pardon: sul pianeta che non c'è.
        Sarò Banale ma credo che la verità abbia molte facce.

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        • conogelato
          Candle in the wind

          • 17/07/06
          • 66028

          #139
          Qua c'è in ballo una cosa enorme, Vapensiero. Non possiamo ridurci a fare il tifo per quello piuttosto che per quell'altro, secondo me. Ma di ampliare i nostri orizzonti, di favorire coloro (nei rispettivi schieramenti) che la Pace la vogliono davvero e non solo per farsi belli di fronte all'opinione pubblica internazionale, capisci? Nello specifico, Israele ha scelto come sempre secondo i criteri della sua sicurezza interna e cio' ci rattrista. Tutti. Ma i suoi capi sanno benissimo che il riconoscimento della Palestina non puo' certo essere rimandato all'infinito...
          amate i vostri nemici

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          • vapensiero
            Opinionista
            • 01/12/11
            • 802

            #140
            conogelato

            Qua c'è in ballo una cosa enorme, Vapensiero. Non possiamo ridurci a fare il tifo per quello piuttosto che per quell'altro, secondo me. Ma di ampliare i nostri orizzonti, di favorire coloro (nei rispettivi schieramenti) che la Pace la vogliono davvero e non solo per farsi belli di fronte all'opinione pubblica internazionale, capisci? Nello specifico, Israele ha scelto come sempre secondo i criteri della sua sicurezza interna e ciò ci rattrista. Tutti. Ma i suoi capi sanno benissimo che il riconoscimento della Palestina non può certo essere rimandato all'infinito...
            Cono, ho letto quell'articolo per caso e ho subito pensato a te, poiché il tuo comportamento è identico a quello di Saviane: la equo distanza. Ovvero, credi che non pronunciarsi né per l'uno e né per l'altro sia un atto di giustizia, senza COMPRENDERE che quell'indifferenza qualunquistica continua a provocare da sessanta anni migliaia di morti innocenti. Tanto alla fine basta affermare: io sto con la pace; e intanto il genocidio continua...complimenti a te e a Saviane, giacché siete così sicuri che Israele non potrà rimandare il riconoscimento della Palestina all'infinito. Fantozzi avrebbe detto: ma quanto siete buoni voi.
            Sarò Banale ma credo che la verità abbia molte facce.

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