Originariamente Scritto da circolo.pickwick.ter
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tornando in topic, per gli americani a stelle e striscie la questione delle armi - e aggiungo io, quella della pena di morte - è un crinale culturale davvero pronunciato, un valore di default dell'immaginario collettivo, verosimilmente legato a doppio filo all'idea profonda dello stato come male necessario e della iper-sussidiarizzazione fino al privato domestico di tutte le funzioni che allo stato attribuiamo noi europei;
uno dei miei fornitori storici, B.M., era lo psichiatra di Boulder CO che intervenne a Columbine; persino lui, persona mitissima e colta, aveva difficoltà a seguire i miei ragionamenti contro la pena capitale, e solo durante un'accesa discussione a cavallo di alcune casse di dischi, ammise che forse la circolazione delle armi da fuoco e la pena di morte erano scelte quantomeno discutibili nella prospettiva di rendere la società americana più sicurae meno violenta;
oltretutto, mi è capitato di notare che dopo alcuni anni, diversi amici italiani emigrati negli USA, quelli meno ideologizzati in modo strutturato, cominciavano a simpatizzare con il costume locale della "frontiera" e dell'"occhio per occhio...", magari con sofisticate giustificazioni da antropologia culturale...



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