L'imu per ora è congelata, ma come tutte le cose congelate sono destinate a scongelarsi. Quindi Berlusconi punta a togliere l'imu prima casa e di per se stesso non è fatto male. Il cavaliere guarda lontano e dico perché: Prima di tutto riesce a parlare con una dialettica che parla direttamente alla pancia delle persone, lo dimostra che prima delle elezioni la fila di gente che si presentava ai vari sportelli per sapere come fare per non pagare la tassa sulla casa quando era stato speso soltanto la frase "tolgo e non la rimetto più". Anche se fa piacere non pagare la suddetta tassa non é essa che fa riprendere l'attività economica ma semmai é allegerendo il costo del lavoro per far si che ritorni l'occupazione e quindi che le persone abbiano un reddito avendo questo il consumo interno progressivamente torna ad essere virtuoso.Tutto questo Berlusconi lo sa benissimo ma sa però che fa più colpo a dire TOLGO L'IMU ANZI VI RESTITUISCO QUELLA CHE AVETE GIA' PAGATO. Lui con queste dieci frasi si è già ipotecato la vittoria alle prossime elezioni, meglio se saranno a breve termine perchè delle promesse ci se ne ricorda meglio. Nel Principe del Machiavelli al XVIII capitolo alla ventiseiesima riga dice: Sono tanto semplici gli uomini e tanto obbediscono alle necessità presenti, che colui che inganna troverà sempre chi si lascerà ingannare. Benchè é siano passati cinquecento anni da quando il Machiavelli scrisse queste frasi nel cervello delle persone non è che ci siano stati grandi cambiamenti, cambia la tecnologia ma la credulità facilona è la medesima.
Il governo Letta
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Tuttavia il problema maggiore non è dove spendersi i soldi, tema interessante quando i soldi li hai che comunque in qualche modo accontenta tanti, ma dove recuperare i soldi da spendersi, operazione che crea sempre scontento.
L'eliminazione dell'imu ha diversi aspetti, rende disponibili tutti insieme dei soldi ben identificabili, cosa diversa da un pari importo spalmato sulle aliquote irpef che rendono disponibile procapite una cifra invisibile e spalmata nel tempo e poi c'è l'affetto sull'edilizia che è stata penalizzata dalla tassazione della casa e che costituisce un fattore trainante dell'economia interna e dell'occupazione visto che le case si fanno a mano e non a macchina.
Poi magari incassi pure sulle compravendite e su altri aspetti di un settore vivo.
Come la politica sulla casa, quanto mai necessaria, ma ci sono concetti opposti e il segnale rappresenta, forse, il punto di vista di chi lo lancia, non di chi lo riceve.Le politiche riguardanti l'immigrazione sono quanto mai necessarie.Last edited by Il gatto; 01-05-2013, 14:32.
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ecco, cerca lo scontento qui:Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza MessaggioTuttavia il problema maggiore non è dove spendersi i soldi, tema interessante quando i soldi li hai che comunque in qualche modo accontenta tanti, ma dove recuperare i soldi da spendersi, operazione che crea sempre scontento.
Ottanta milioni di euro di spese militari al giorno, pari a 500 dollari pro-capite. Oltre 600 generali, 2 mila e 700 colonnelli, 13 mila ufficiali, quasi 26 mila sottoufficiali e ben 70 generali di corpo d'armata, più del doppio dei corpi d'armata: una massa sterminata di dirigenti con ricchi stipendi a guidare un numero sempre più esiguo di soldati. Una spesa per armamenti che cresce senza freni e non conosce crisi. Un sistema, quello dell'industria bellica nazionale, che è immune dai tagli della manovra. Se in Germania, la cancelliera Angela Merkel, ha ridotto, già dal 2010, le spese per armamenti di 10 miliardi, in Italia il governo non ne vede la necessità.
Sono questi i dati che emergono dal dossier realizzato dalla Federazione dei Verdi. "Molto di più di quanto denunciato da padre Zanotelli", sottolinea il presidente Angelo Bonelli. "Perché secondo i documenti ufficiali, il volume finanziario complessivo a disposizione del ministero della Difesa è pari a 20 miliardi e 494,6 milioni di euro, nel 2011, a 21 miliardi e 16 milioni di euro, nel 2012, e a 21 miliardi e a 368 milioni di euro, nel 2013. Ma una parte consistente delle spese per l'acquisto degli armamenti è iscritta nei bilanci del ministero dello Sviluppo economico. A quanto ammontino i "fondi-stampella" dello Sviluppo economico le carte ufficiali però non lo dicono: sono circa 900 milioni per il 2011, rispetto ad almeno 1.200 milioni degli anni precedenti, secondo una stima che circola tra esperti della difesa".
"Il governo" - denuncia Bonelli - "non ha pubblicato un quadro trasparente di tutta la spesa e a questi vanno aggiunti il miliardo e mezzo di tutte le missioni". Soldi quasi sempre investiti senza gare d'appalto in nome della sicurezza nazionale, alimentando così un sottobosco di subforniture e di contratti segreti. Il governo Berlusconi, in tempi di crisi drammatica, ha messo a budget l'acquisto di 131 nuovi cacciabombardieri Jsf/F-35, al modico costo unitario di oltre 114 milioni di dollari l'uno, ma non solo.
L'elenco è ricco: l'ultima trance del programma per il caccia Eurofighter costerà all'Italia 5 miliardi di euro, senza considerare i 13 miliardi di euro già pagati. Poi ci sono gli otto aerei-robot Predator senza pilota da comprare per la cifra di 1,3 miliardi di euro. E ancora i 100 nuovi elicotteri militari NH-90 che peseranno sulle nostre tasche 4 miliardi di euro.
E non manca la difesa via mare, con due sommergibili che saranno acquistati per 915 milioni e 10 fregate "FREMM" da ottenere per soli 5 miliardi di euro: quest'ultimo è l'unico programma silurato dalla manovra che ha "affondanto" quattro delle navi.
Ma il capitolo più impressionante è quello della digitalizzazione: Forza Nec, una rete di comunicazione satellitare che unirà i mezzi di terra, mare e cielo in un solo network. Solo la progettazione costa 650 milioni, quanto alla spesa complessiva è stimata intorno ai 12 miliardi. Servirà mai a qualcosa?
C'è chi sostiene che non siano spese ma investimenti, che creano un ritorno in occupazione qualificata e ricerca tecnologica. Ma in una stagione di tagli a servizi primari per i cittadini, questo bilancio bellico da superpotenza appare mostruoso. E se la nostra industria militare ha vissuto una stagione d'oro - con blockbuster sui mercati come il veicolo tattico Lince o l'elicottero d'attacco A-129 Mangusta - la cronaca giudiziaria racconta come i contratti abbiano alimentato un sistema di potere parallelo.
Vicende come l'accordo panamense con sei pattugliatori navali "donati" a Panama grazie all'intercessione di Valter Lavitola nella sua veste di consulente Finmeccanica. Un regalo da cinquantina di milioni di euro che è stato prontamente inserito nelle maglie di due decreti per il rifinanziamento delle missioni all'estero. "A conti fatti, solo con la scelta di tagliare i nuovi programmi per l'acquisto di armamenti, si potrebbero risparmiare circa 43 miliardi di euro" fa notare Bonelli. E in effetti, con il costo di un solo cacciabombardiere F-35 si potrebbero realizzare 183 asili nido in grado di accogliere settanta bimbi, con stipendi per insegnanti compresi. Insomma un solo jet risolverebbe il problema delle liste di attesa negli asili nido solo a Roma o potrebbe garantire l'indennità di disoccupazione a 15.000 precari.
"I Verdi stanno raccogliendo le firma su una petizione popolare per il taglio delle spese militari" annuncia Bonelli, perché "la politica non può continuare a far finta di non vedere che la spesa militare aumenta esponenzialmente mentre si tagliano le garanzie sociali." E l'invito, riprendendo le parole dell'amato presidente Sandro Pertini, è quello di "Svuotare gli arsenali e riempire i granai".
fonte: l'Espresso
http://espresso.repubblica.it/dettag...-casta/2160322
ora, facciamo due più due; se il comparto difesa "funziona" in questo modo, quanto saranno virtuosi e ben motivati gli altri meccanismi di spesa ?
qui i governi vanno in scadenza - come Monti - dopo essersi giocati la faccia con tasse e tagli ai servizi, esattamente nel momento in cui dovrebbero metter mano ai veri tagli di spesa, quelli che riguardano questi capitoli succulenti, per poi ricominciare con facce nuove.Last edited by axeUgene; 01-05-2013, 14:42.c'è del lardo in Garfagnana
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Certo che trovare i soldi per allegerire la pressione fiscale è importante e fare in modo che le persone come ho già evidenziato prima abbiano più euro in tasca e abbiano l'opportunità di spendere non dico per il superfluo ma per il necessario. Forse non si è ancora capito che fra evasione fiscale elusione, lavoro nero e esportazione all'estero e corruzione si supera i cinquecento miliardi l'anno. Poi sarebbe sufficiente che dei venti miliardi che verrranno speso per i caccia bombardieri (che poi sono pieni di difetti e detto dagli ingegneri areonautici la manutenzione richiede cinquanta miliardi nei primi due tre anni) sarebbe sufficiente acquistarne dieci almeno per far contenti i tangentisti e risparmiarne dieci di miliardi. Viene studiato tutte le strade come fare per trovare i soldi salvo che non tagliare le spese inutili. Ci vuole saper fare e soprattutto la cosa più difficile, l'onestà. Senza quest'ultima non si va da nessuna parte.Last edited by Durante; 01-05-2013, 14:49.
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Fermo restando l'effetto globale di certe cifre poi conta la cifra totale e la sua distribuzione nel tempo, fra caccia e tav veniva un tre miliardi all'anno per una decina d'anni cosa che non risolve il problema di fondo che vuole dai 10 a 30 miliardi per sempre.
Sempre meglio comunque 3 miliardi che niente, ma poco cambiano l'effetto complessivo.
La revisione complessiva della spesa è come il recupero delle tasse, una cosa doverosa e utilissima, ma che non produce cifre spendibili a breve termine, quelle che poi ti servono.
In ogni caso per avviare l'economia serve generare il consumo, cosa che richiede soldi in mano ai consumatori e debbono essere soldi aggiuntivi a quelli già in circolazione, cosa che si traduce nello spostare sul mercato interno volumi monetari significativi che ora sono immobilizzati, o vanno verso mercati esterni.
Es i capitali immobilizzati nelle speculazione finanziaria da parte delle banche, le cifre che in ogni modo vanno all'estero.
Il contributo italiani al salva stati ha spostato 40 miliardi dai consumi interni ai consumi di altri stati e quqranta miliardi circolanti in meno si sentono visto che è la cifra che dovrebbe evita il fallimento di n mila imprese creditrici verso lo stato.
Molto aiutata nel suo insorgere e persistere da adeguate forme di ricerca del reato e delle prove, poi se il risultato è buono poco importa se all'origine l'onestà è spontanea o indotta.la cosa più difficile, l'onestà. Senza quest'ultima non si va da nessuna parteLast edited by Il gatto; 01-05-2013, 14:56.
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Intanto benefici di quello in conto capitale preventivato sulla spesa successivamente le entrate subentrano con il riavvio delle varie attività economiche sempre che si mantenga sott'occhio i bilanci che la Banca D'Italia è preposta a controllare, naturalmente la ripresa economica inizizierà lentamente se la pressione fiscale diminuirà in progressione e che le punte delle forbici si avvicinanano. Purtroppo adesso si sono allontanate e difatti il disagio sociale è aumentato. Ti devo salutare che devo uscire
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ho capito, siamo d'accordo; ma se non inizi mai ad incidere sui meccanismi di spesa facendo pulizia consenti solo il rafforzamento di quei meccanismi, che non incidono solo per quelle cifre - devi aggiungere casi comparabili in tutti i settori di spesa - ma in misura infinitamente maggiore in conto di mancate opportunità virtuose;Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio...Sempre meglio comunque 3 miliardi che niente, ma poco cambiano l'effetto complessivo.
La revisione complessiva della spesa è come il recupero delle tasse, una cosa doverosa e utilissima, ma che non produce cifre spendibili a breve termine, quelle che poi ti servono.
In ogni caso per avviare l'economia serve generare il consumo, cosa che richiede soldi in mano ai consumatori...
ora state a vedere la sceneggiata precotta dei prossimi giorni:
Berlusconi si è candidato presidente della "convenzione", candidatura pensata come specchietto per le allodole, tanto è già l'azionista di maggioranza del governo; il suo amichetto D'Alema si opporrà fieramente e farà la bella figura del salvatore della sinistra, mentre facendo un passo indietro il cavaliere guadagnerà gli onori dello statista responsabile che non vuole essere divisivo; state a vedere se non va così...
c'è del lardo in Garfagnana
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Mi assomiglia tanto alla tassazione dei magazzini perché si stima sia un venduto futuro, quindi ti anticipo la tassa poi sono affari tuoi vendere e comunque anche una spesa anticipata su un reddito addavenire ha un costo perché hai merce e non i soldi che si vogliono che ti devi prestare, o sottrarre all'investimento, o al reddito, tutte cosette che non motivano investire dei capitali propri in un vespaio produttivo.Intanto benefici di quello in conto capitale preventivato sulla spesa successivamente le entrate subentrano
Nel caso si sono azzerati i magazzini e a monte è calata la produzione.
Ne direi che per una ripresa sia secondario un clima di fiducia, giocattolo che va a braccetto con la sicurezza e con la stabilità delle linee di intervento perché se hai i soldi, ma non sai che succederà domani o valuti una forte incertezza sulle scelte di dopo domani è ben difficile che si sia propensi al consumo visto che il pensiero di malattia e vecchiaia funziona ora come allora consigliando di stare fermi a costruire le riserve per "un giorno".
E quelli pure sono capitali immobilizzati che puoi minacciare con la patrimoniale, ma senza risolvere il problema.
Sarebbe l'azione strutturale da farsi con azione e risultati di medio lungo termine.ho capito, siamo d'accordo; ma se non inizi mai ad incidere sui meccanismi di spesa facendo pulizia consenti solo il rafforzamento di quei meccanismi, che non incidono solo per quelle cifre - devi aggiungere casi comparabili in tutti i settori di spesa - ma in misura infinitamente maggiore in conto di mancate opportunità virtuose;
Una operazione di fondo che ritengo molto fuori dalla portata del governo letta sia per la composizione contradditoria che lo sostiene, sia perché ha i tempi segnati tutti rivolti ad una riforma istituzionale e al tamponamento delle urgenze economiche con azioni dai risultati immediati, per forza di cose quindi azioni semplici, sicure e contabilizzabili in tempi brevissimi dell'ordine delle settimane.Last edited by Il gatto; 01-05-2013, 16:08.
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[QUOTE=Il gatto;1415406]Mi assomiglia tanto alla tassazione dei magazzini perché si stima sia un venduto futuro, quindi ti anticipo la tassa poi sono affari tuoi vendere e comunque anche una spesa anticipata su un reddito addavenire ha un costo perché hai merce e non i soldi che si vogliono che ti devi prestare, o sottrarre all'investimento, o al reddito, tutte cosette che non motivano investire dei capitali propri in un vespaio produttivo.
Nel caso si sono azzerati i magazzini e a monte è calata la produzione.
Ne direi che per una ripresa sia secondario un clima di fiducia, giocattolo che va a braccetto con la sicurezza e con la stabilità delle linee di intervento perché se hai i soldi, ma non sai che succederà domani o valuti una forte incertezza sulle scelte di dopo domani è ben difficile che si sia propensi al consumo visto che il pensiero di malattia e vecchiaia funziona ora come allora consigliando di stare fermi a costruire le riserve per "un giorno".
E quelli pure sono capitali immobilizzati che puoi minacciare con la patrimoniale, ma senza risolvere il problema.
Il clima di fiducia si trova esclusivamente quando le spese folli e superflue saranno notevolmente diminuite dall'annuario di agenda, altrimenti sarebbe come chiedere di essere virtuoso a un giocatore di poker che perde di continuo e tende sempre a rilanciare pur essendosi indebitato. La fiducia e il buon incedere avvia ad esserci quando gli esempi positivi sono palesi altrimenti sono le promesse di Pinocchio, quindi mettendoci un poco di ironia il governo da Roma si può trasferire a Collodi, almeno la tematica è in sintonia. Probabilmente non mi sono spiegato bene quando ha scritto del conto capitale preventivato, non intendevo la fantomatica cartolarizzazione, ma in base a quello preventivato le spese del conto capitale siano più sobrie per far si che ci possa essere una notevole rimanenza di danaro che era pronto per essere speso in modo disinvolto e allegramente tanto per usare dei vocaboli più edulcoranti di come desidererei esprimermi.
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Si tratta quindi di rivisitare ogni singola spesa di ogni centro di spesa, cosa che include acquisti e spesa per il personale, una operazione che direi non troppo diversa dal recupero di evasione quanto a complessità di realizzazione e tempi per mettere a cassa delle cifre spendibili solo dopo incassate, o strutturalmente non spese, ovvero la spesa cancellata non risorge.
Che tale margine ci sia è evidente dal rendimento del denaro speso che qua si trasforma in servizi per 55 cent ogni euro speso, mentre altrove si hanno 85 cent, significa che per far solo funzionare la macchina si perdono almeno 30 cent ogni euro.
Una operazione da una decina d anni se l'operatore è bravo e ha dei poteri di intervento sostanziali.
Da considerare pure che livelli significativi di spesa sono dovuti all'uso dello stato come ammortizzatore sociale con le eccedenze di manodopera che ora a decamigliaglia sta appesa ad attività inutili e dannose.
Spesa da tagliare ma che apre ulteriori drammi sociali.
Comunque anche un'operazione del genere non genera la fiducia perché ciascuno può cadere vittime delle sforbiciate in qualunque momento e ciò non incentiva certo una spesa privata liberale.
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Il post di ieri n° 48 che hai scritto axeUgene è ben dettagliato nei particolari e sarebbe bene e salutare soprattutto per le tasche dei contribuenti che venga letta da più persone possibili, simili informazioni non sono mai troppe anzi tendono a scuotere un poco le coscienze assopite da troppo tempo nella speranza che il lungo letargo stia finendo.
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Se le sforbiciate a cui ti riferisci vengono fatte come a quel campo di tiro a segno che si chiama "dove cojo cojo" non esisteranno mai incentivi che invitino l'iniziativa privata a fare investimenti, salvo che non siano le solite cricche che si abbuffano come iene spartendosi l'abbondante bottino che i contribuenti hanno pagato con le loro tasse con sudore sangue e sacrifici. Non ti credere queste iene sono momentaneamente in stand by e stanno a guardare alla finestra e al momento opportuno agiscono come i loro omologhi a quattro zampe e guarda caso che forte somiglianza c'é fra di loro, gli zoologi le chiamano iene ridens e quelle che erano al telefono la notte del terremoto della città dell'Aquila ridevano egualmente, ma guarda un po che analogia di sintonia. A parte questa triste parentesi tu parli di coloro che attualmente sono disoccupati e i più fortunati che usufruiscono degli ammortizzatori sociali e credimi sono tantissimi che ne sono esclusi, ma quello che desidero scrivere è altro e ciòè riguardo di queste persone si puole occuparle in servizi di pubblica utilità ma questo non viene fatto per ovvi motivi di cui credo che anche tu lo sappia.Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza MessaggioSi tratta quindi di rivisitare ogni singola spesa di ogni centro di spesa, cosa che include acquisti e spesa per il personale, una operazione che direi non troppo diversa dal recupero di evasione quanto a complessità di realizzazione e tempi per mettere a cassa delle cifre spendibili solo dopo incassate, o strutturalmente non spese, ovvero la spesa cancellata non risorge.
Che tale margine ci sia è evidente dal rendimento del denaro speso che qua si trasforma in servizi per 55 cent ogni euro speso, mentre altrove si hanno 85 cent, significa che per far solo funzionare la macchina si perdono almeno 30 cent ogni euro.
Una operazione da una decina d anni se l'operatore è bravo e ha dei poteri di intervento sostanzi
Da considerare pure che livelli significativi di spesa sono dovuti all'uso dello stato come ammortizzatore sociale con le eccedenze di manodopera che ora a decamigliaglia sta appesa ad attività inutili e dannose.
Spesa da tagliare ma che apre ulteriori drammi sociali.
Comunque anche un'operazione del genere non genera la fiducia perché ciascuno può cadere vittime delle sforbiciate in qualunque momento e ciò non incentiva certo una spesa privata liberale.
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Se tutto fosse perfetto il mondo sarebbe perfetto, quindi stando nel reale tanto per cominciare si pone il problema di chi fa l'impresa e come lui pensa di farla, con le garanzie che da e il consenso che può raccogliere sul suo progetto certificato e garantito.Last edited by Il gatto; 02-05-2013, 16:01.
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Non è sufficiente purtroppo esporre come pianificare un progetto di lavoro, in Italia troppi lacci e lacciuoli desertificano l'iniziativa economica pur con tutto l'impegno che ci si possa mettere la burocrazia ti taglia le gambe con i suoi tempi e i suoi costi, sinceramente con tutto il rammarico che si possa esprimere per i lavoratori dipendenti qui da noi come si fa a condannare quegli imprenditori che delocalizzano nella vicina regione austriaca della Carinzia o in svizzera con tutti i benefit che mettono a disposizione per tutti coloro che aprono una attività imprenditoriale occupando i loro cittadini. Burocrazia snella come un'anguilla e con costi talmente allettanti che a rifiutare e come fare harakiri. Non ci siamo o si cambia marcia o siamo destinati ad una desertificazione economico industriale, al dialettica della vita reale esula la roboante oratoria della politica. Che provino loro a calarsi in quella realtà.
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Di questa sceneggiata è un bel po di tempo che se ne denuncia. Tu la hai articolata così bene che con la mente la vedo in anteprima.Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggioho capito, siamo d'accordo; ma se non inizi mai ad incidere sui meccanismi di spesa facendo pulizia consenti solo il rafforzamento di quei meccanismi, che non incidono solo per quelle cifre - devi aggiungere casi comparabili in tutti i settori di spesa - ma in misura infinitamente maggiore in conto di mancate opportunità virtuose;
ora state a vedere la sceneggiata precotta dei prossimi giorni:
Berlusconi si è candidato presidente della "convenzione", candidatura pensata come specchietto per le allodole, tanto è già l'azionista di maggioranza del governo; il suo amichetto D'Alema si opporrà fieramente e farà la bella figura del salvatore della sinistra, mentre facendo un passo indietro il cavaliere guadagnerà gli onori dello statista responsabile che non vuole essere divisivo; state a vedere se non va così...
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