Economia. Redistribuzione dei redditi, propensione al consumo e Pil

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  • crepuscolo
    Opinionista
    • 08/10/07
    • 24570

    #1

    Economia. Redistribuzione dei redditi, propensione al consumo e Pil

    Caro Il gatto ti ricordi quando alcuni giorni fa abbiamo parlato della propensione al consumo e della redistribuzione dei redditi?
    Oggi su La Repubblica:
    Se la ricchezza si concentra in poche mani la crisi è inevitabile, come negli anni Trenta. Il teorema del premio Nobel dimostra come disuguaglianza e po…
  • Il gatto
    Opinionista
    • 21/11/09
    • 12721

    #2
    In linea di principio è corretto ed è il principio che motiva l'aliquota progressiva sul reddito messa per far circolare quel reddito che altrimenti i ricchi manterrebbero fermo in quanto eccedente ai loro bisogni di spesa.
    Però, enunciato il principio, la pratica non è così semplice ed è brutto il termine redistribuire perché evoca il togliere a chi è in grado di produrre per dare a chi avrà si bisogno, ma non produce, con ciò si torna a meccanismi di circolazione veloce del denaro dove devi produrre per farne defluire verso te.
    Il difficile sta nel realizzare questi meccanismi di circolazione, oltretutto in un sistema dove il denaro non si accumula nelle mani del magnate, ma nelle diversi enti finanziari, anche esteri su cui non hai controllo, magari pure impediti a farlo circolare quel denaro, es le banche che obblighi alla ricapitalizzazione dopo che gli hai fatto comprare i titoli di stato per abbattere gli interessi.
    E poi c'è l'aspetto investimenti che interviene solo a fronte di accumuli di ricchezza e se non sai dosare il prelievo fiscale ingeneri la fuga dei produttori e dei capitali, incassando pure di meno.

    I principi vanno saputi ingegnerizzare, ovvero non basta il principio di archimede sui fluidi, in se corretto, per far volare un jumbo, anzi non ci vola nemmeno la macchina di leonardo anche se li applicava correttamente, come puri principi.

    Nel nostro caso devi quanto meno inserire nel sistema il motore di avviamento a che parta il motore principale e si auto mantenga, questo sarebbe ottenuto nel semplice immettendo denaro nuovo in circolazione e siccome non lo fanno a proprio rischio i dententori di capitale, andrebbe fatto a livello istituzionale stampando denaro e accettando una ragionevole inflazione fintanto che la macchina scoppiettando si avvia.
    Ciò però non si può fare perché la bce non è autorizzata ad emettere valuta senza il consenso di tutti gli stati dell'unione.

    Se poi non tappi buchi del genere da dove ti perdi benzina stai solo che a posto

    Prato, profitti in nero per 4,5 miliardi
    riciclati ed esportati dalla mafia cinese

    La capitale tessile della Toscana è una centrale del gigantesco flusso di denaro sporco: più della tassa dell'Imu. Così si concludono le indagini su cinque anni di attività. Gli indagati sono 287
    UN atto di accusa contro un'economia tanto florida quanto radicalmente illegale. Una fotografia drammatica del sistema delle imprese cinesi attive principalmente a Prato ma anche in altre città italiane, e del suo effetto devastante sul settore tessile, sulla pelletteria, sulle calzature, sul pronto moda, sull'abbigliamento.


    I soldi dell'imu volano in cina in un solo botto, sono soldi che escono da quel circuito che si vuole riavviare, mo 4 alla mps, 4 ai cinesi, tanto per dirne due e sono 8 miliardi che mancano, una manovra finanziaria.
    Più quello che questi consumano a gratis in termini di servizi pubblici.
    Last edited by Il gatto; 31-05-2013, 13:26.

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    • crepuscolo
      Opinionista
      • 08/10/07
      • 24570

      #3
      Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
      In linea di principio è corretto ed è il principio che motiva l'aliquota progressiva sul reddito messa per far circolare quel reddito che altrimenti i ricchi manterrebbero fermo in quanto eccedente ai loro bisogni di spesa.
      Però, enunciato il principio, la pratica non è così semplice ed è brutto il termine redistribuire perché evoca il togliere a chi è in grado di produrre per dare a chi avrà si bisogno, ma non produce, con ciò si torna a meccanismi di circolazione veloce del denaro dove devi produrre per farne defluire verso te.
      Ti interrompo a questo punto per chiarire, poi andrò avanti a leggere. Il tuo discorso funzionerebbe se quell'1% che detiene il 25% del reddito lo investisse, quindi maggiori investimenti I, sarebbe l'optimum, infatti lo rimetterebbe in circolo a favore di imprese e conseguentemente di maggiore occupazione, ma non succede; primo peché lo postano all'estero, secondo perché siamo in recessione e quindi minore e la propensione ad investire, magari si accaparrano di beni di lusso tipo oro, diamanti, quadri, ecc. Il termine redistribuzione quindi secondo me va inteso nel senso di rimettere i denari in circolo a vantaggio di molti ( per la teoria della velocità di circolazione della moneta, ma qui mi sembra che non circoli e le banche sono le prime ad astenersi) ed in definitiva anche per se.
      ...................................
      Adesso ho concluso la lettura e in un certo quel modo siamo abbastanza uniformi nelle visioni della realtà economica; per quanto riguarda il motore da rimettere in moto, l'unico che può farlo nell'economia che ha accantonato da lungo tempo le teorie liberalistiche, è lo Stato attraverso investimenti ed incentivi su quei settori strategici, e questo può avvenire solo, in questo momento, prelevando soldi da quelle classi ricche che non sono propense ad investire e neanche a consumare più del dovuto.
      Last edited by crepuscolo; 31-05-2013, 13:52.

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      • Durante
        Opinionista
        • 16/11/08
        • 2103

        #4
        L'analisi del premio Nobel Stigliz, non fa una piega ma ciò è già stato spiegato, con variazioni di termini ma in sostanza già conosciuto. Peccato che gli economisti compreso i Nobel non facciano presente che coloro che sono al governo sono coloro che la momento opportuno non hanno preso i provvedimenti adeguati per far si che l'impatto con la crisi fosse stata più soft, mi riferisco agli anni passati e quindi questi personaggi che hanno contribuito a tanto danno si autodefiniscono i taumaturghi. O si ha il coraggio di cambiare questa classe dirigente o ne verremo fuori molto tardi e piuttosto malconci. Non mi illudo se noi cittadini continueremo a identificarci e quindi a votare i così detti unti del Signore e non mi riferisco solo a Berlusconi non usciremo da questo corto circuito. Personaggi da mettere alla prova ci sono, d'altronde di certo nella vita non c'è niente di certo come chiosò al suo tempo Lorenzo il Magnifico ma se non vengono fatti i tentativi non si fa altro che impaludarsi in questa impasse. Diversi giustamente si formuleranno la domanda chi sono i personaggi da mettere alla prova? Per me uno è Renzi.

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        • Il gatto
          Opinionista
          • 21/11/09
          • 12721

          #5
          Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
          Ti interrompo a questo punto per chiarire, poi andrò avanti a leggere. Il tuo discorso funzionerebbe se quell'1% che detiene il 25% del reddito lo investisse, quindi maggiori investimenti I, sarebbe l'optimum, infatti lo rimetterebbe in circolo a favore di imprese e conseguentemente di maggiore occupazione, ma non succede; primo peché lo postano all'estero, secondo perché siamo in recessione e quindi minore e la propensione ad investire, magari si accaparrano di beni di lusso tipo oro, diamanti, quadri, ecc. Il termine redistribuzione quindi secondo me va inteso nel senso di rimettere i denari in circolo a vantaggio di molti ( per la teoria della velocità di circolazione della moneta, ma qui mi sembra che non circoli e le banche sono le prime ad astenersi) ed in definitiva anche per se.
          Ma le devi costruire le condizioni in cui l'investimento industriale o produttivo in generale sia appetibile più di quello finanziario e sia appetibile farlo qui.
          Questa è tutta problematica gestionale.
          E tale costruzione del sistema gestionale che da il risultato è il problema.

          Il tuo discorso funzionerebbe se quell'1% che detiene il 25% del reddito lo investisse,
          Al di la dei numerelli che ballano molto, in genere si parla di concentrazione della ricchezza dove anche una fabbrica fa ricchezza, ma quelli sono muri non soldi pur restando ricchezza, nel nostro caso si parla di liquidità circolante.

          Nel caso del reddito va tenuto conto che gran parte del reddito fa capo alle imprese e come queste reinvestono dipende da tante cose.

          Come viene messa si evoca lo scenario dei primi 900 dove potevi indentificare i signori del vapore in persone fisiche, ora operano persone giuridiche che agiscono sulla base di scenari economici automatizzati e non i vecchi capitani di industria che operavano con forti influenze emozionali.


          E poi dopo aver dichiarato grande vittoria la libera circolazione di capitali e persone come ne limiti la circolazione sconveniente se non creando condizioni premianti e punitive per quello che vuoi venga e quello che vuoi vada?
          Last edited by Il gatto; 31-05-2013, 14:00.

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          • crepuscolo
            Opinionista
            • 08/10/07
            • 24570

            #6
            Per Durante

            L'economista può individuare il problema ma non può costringere i governanti, può produrre equazioni econometriche come proprio il teorema di Stiglitz:
            ml=1/(1-c)k(1/1-G); tra l'altro nella Repubblica cartacea si parla di un convegno che si terrà a Roma dove l'economista invierà le considerazioni conclusive, scritte a quattro mani con il suo più stretto collaboratore italiano dell'Università Politecnica delle Marche ( la mia regione) Mauro Gallegati.
            Last edited by crepuscolo; 31-05-2013, 14:06.

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            • crepuscolo
              Opinionista
              • 08/10/07
              • 24570

              #7
              Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
              Ma le devi costruire le condizioni in cui l'investimento industriale o produttivo in generale sia appetibile più di quello finanziario e sia appetibile farlo qui.
              Certo, e questo credo sia il compito di chi ci governa; dovranno pur guadagnarli quei quattro soldi. Gli italiani devono capire che la politica deve interessarsi dell'economia, altrimenti rischiamo di sentir sempra parlare di Grillo, Berlusconi, e &. Io sinceramente mi sono rotto le palle.

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              • Il gatto
                Opinionista
                • 21/11/09
                • 12721

                #8
                Il problema economico non è tutto perché la sua soluzione impatta sull'assetto sociale e si creano problemi sociali di competenza strettamente politica.
                Mo come gestire in contemporanea le due cose senza far venire giù tutto è il vero problema.

                Tanto tempo fa bastava che il visir dicesse al faraone tu vuoi la piramide, mi servono 10 milioni di blocchi di granito e chi li piazza.
                Il faraone ammucchiava 10000 disgraziati e la piramide andava su, mo i 10000 disgraziati non sono così disponibil,i al che la soluzione tecnica è la parte più semplice del problema e ci si blocca su quella sociale dove chi viene danneggiato ti sfancula.

                Fare una ripartizione capillare dei carichi e dei proventi in un sistema con milioni di variabili non è cosa per niente semplice e richiede una notevolissima finezza di pensiero e azione.
                Se poi i blocchi li deve produrre una cava altrui che ha poco interesse a produrteli il problema si complica e alla finezza della gestione interna si deve aggiungere arte e forza diplomatica.
                Certo il faraone mandava 100000 arcieri e si pigliava la cava, noi con 8 milioni di baionette non andiamo lontano.
                Last edited by Il gatto; 31-05-2013, 14:15.

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                • Il gatto
                  Opinionista
                  • 21/11/09
                  • 12721

                  #9
                  Per me uno è Renzi
                  Uno, che come tanti altri si conosce solo da ciò che traspare attraverso l'immagine mediatica.
                  E gli altri diecimila?
                  Perché l'uno deve contrattare mille dettagli e puoi ci stanno tutti titolari di poteri autonomi con necessità di contrattazione propria, ai queli si aggiungono i poteri di apparato al che tu dici e la ragioneria di stato ti disdice.
                  Ed tutto l'ambaradan che deve funzionare nel suo insieme coordinato.

                  E comunque se renzi non ha una maggioranza sua di fedelissimi dentro il parlamento il suo dire vale ben poco per quanto possa essere ritenuto corretto.

                  altrimenti rischiamo di sentir sempra parlare di Grillo, Berlusconi
                  Si cade nell'oblio quando perdi, trova un vincente che li sostituisca e sentirai parlare di lui al posto loro.
                  Guai solo ai vinti.
                  Last edited by Il gatto; 31-05-2013, 15:05.

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                  • Durante
                    Opinionista
                    • 16/11/08
                    • 2103

                    #10
                    Gatto hai la virtù di fare la domanda e contemporaneamente di dare la risposta anche se è criptata nei tuoi scritti. Comprendo che la tua metafora riguarda i partenr europei e nello specifico la Germania, però quel dici per cento di italiani che detengono quasi il 50% dei beni mobili e immobili non sono meno dei teutonici, anzi se non vuoi loro più giustificabili perchè oltretutto i nostrani dagli anni cinquanta, sessanta in poi hanno ottenuto tanti di quei benefici fra permessi che erano inconciliabili con le opere manufatturiere e leggi fatte ad hoc operazioni finanziarie dire sospette è eufemistico. Basti pensare ad una industria automobilistica italiana, finchè non eravamo nella banda stretta dell'euro e non erano tenuti a rispettare nessun parametro della comunità europea era il bel vivere, la vera panacea tanto c'èra lo stato che spremeva i cittadini per elergire centinai di miliardi l'anno l'azienda automibolistica, ora che i rubinetti non sono aperti a gogo ma a gocciole che dicano e soprattutto che fanno? Arrivederci e grazie. Quindi il comportamento dei tedeschi hanno tutto il diritto di non contribuire con i loro risparmi a ripianare i nostri debiti non causati per circostanze sfortunate ma debitamente premeditate. In ogni modo qui da noi ci sono persone che si atteggiano peggio di chi abita oltralpe e la confindustria italiana ne sa qualcosa anche se tace su delle proposte che sono state fatte al parlamento europeo riguardo ai tanti arrivederci e grazie da parte di coloro che hanno delocalizzato le industrie italiane di cui alcuni sono veri gioielli. Se continuano ad avere voce in capitolo determinate persone siamo destinati ad andare poco lontano, anzi saranno gli altri partner a venire qui ad acquistare a buon prezzo le nostre migliori industrie e non solo esse. Gli interessi che risiedono nel portafoglio parlano di Patria per buttare fumo negli occhi e contemporaneamente la oltraggiano non dico come perchè sarebbe troppo oltraggioso, però un riferimento lo farei, è un film con Ugo Tognazzi che impersona un magistrato e Vittorio Gasman che è un imprenditore senza scrupoli. con questo non faccio di tutta l'erba un fascio me ne guardo perchè ci sono imprenditori pur di resistere con la loro attività in Italia fanno grandi sacrifici di cui uno è Diego Della Valle ma ci sono altri che meritano di essere menzionati, ne è la testimonianza dei suicidi che sono avvenuti e che purtroppo avverranno di questi imprenditori che si meritavano e si meritano ben altra classe politica che sperpera inutilmente decine di miliardi di euro l'anno che sono soltanto cattedrali nel deserto ma agli amici degli amici non possono dire di no, è ovvio dietro lauta tangente. Quindi prima va tolto di mezzo questa gente, termine che adopero normalmente è di persone , ma loro non si meritano questa differenza. Si oggi più che acido sono caustico.

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                    • Il gatto
                      Opinionista
                      • 21/11/09
                      • 12721

                      #11
                      Contrastare la corruzione recupera spesa pubblica, ma non demotiva l'investitore che comunque va dove spende meno e guadagna di più con al contorno agevolazioni fiscali e burocratiche nemmeno speciali per lui, ma perché funziona così.
                      Dalla valle ha margini di manovra per cui si paga con possibili minori guadagni un prestigio e una soddisfazione personale che lui ottiene in quel modo, ma non così è per i più che o massimizzano la reddittività minimizzando le spese o dipartono.

                      E' pure ovvio che chi ci rimette da una tua politica ti si oppone e se gli dici che deve pagare lui per gli altri ti inverte i termini della questione e si ritorna alla gestione del sistema che deve inventarsi qualcosa, che non si inventa, per rendere interessante l'agire a tutti.
                      Senza interesse proprio tanto non si muove paglia.

                      Poi ci stanno regole che sentirle sembrano cervellotiche, esempio la detassazione delle assunzioni deve avere copertura come se fosse un mancato introito fiscale, cosa che non tiene conto che senza l'azione non si ha assunzione quindi la partita si chiuderebbe in positivo.
                      Lo stesso per l'incremento iva, per toglierlo serve copertura anche se si calcola che la sua introduzione abbassa il gettito.
                      Last edited by Il gatto; 31-05-2013, 15:21.

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                      • Il gatto
                        Opinionista
                        • 21/11/09
                        • 12721

                        #12
                        Comunque senza unione normativa e fiscale sarà dura ragionale con gli investitori siano essi di origine interna che esterna.
                        Se poi ai rischi vari ci aggiungi il rischio politico che viene sempre valorizzato per decidere hai fatto bingo, si fa per dire perchè se pensi di utilizzare il pakista quel rischio ha un valore, ma se pensi l'olanda ne ha uno ben diverso.

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                        • Durante
                          Opinionista
                          • 16/11/08
                          • 2103

                          #13
                          Mancano le palle per cambiare per cambiare questi energumini? Quindi nella loro dialettica questi politici dicono: noi non si cambia una virgola su questo sistema marcio e corrotto perchè oltre che il potere ci porta enormi vantaggi, quindi a chi non va bene è meglio che delocalizzi. Fra loro (gli inciuciati) ci sarà qualcuno che dirà, ma con la disoccupazione come si fà? qualcun'altro ripeterà la mostruosa frase che venne usata nel secolo scorso, o emigranti o briganti. Con la differenza che non siamo più all'inizio del XX secolo anche se questa frase è stata ripresa nel XIX sec. ora esistono altre priorità anche se sussiste il sant'arrangiati, quindi proseguendo il loro dialogo si convinceranno che lo scilopotismo è il loro futuro con tutti i benefit che ne usufruiranno. Anche se ci sono nove o dieci milioni che credono al falso profeta ci crederanno finchè ci sarà il loro tornaconto, ci vorrà degli anni perchè ciò avvenga ma il cane dopo aver spolpato il coscio di daino pur succlulento poi gli rimane l'osso e non credo che gli altri milioni di persone che sono vicini all'osso stiano ferme a guardare questo scempio sociale. Esiste in natura, ogni causa produce un effetto nel bene e nel male. Riguardo al tuo riferimento sugli interessi e quindi dove molti italiani delocalizzano perchè pagano meno sul costo del lavoro non gli penalizzo, sono quegli industriali che hanno usufruito di una grande quantità di denaro e che si stanno defilando. La collusione fra economia, finanza, politica e criminalità hanno dato a dimostrare in questi decenni che sono andati a braccetto molto stretti difatti ci hanno lasciato le macerie. Almeno Attila non sapeva ne leggere ne scrivere e non aveva un barlume di civiltà. Ce ne sono moltissimi di questi personaggi però loro sanno leggere e scrivere benissimo come civiltà ne dubito perchè è solo apparenza, di cui alcuni ne fanno parte ne godono di un'ottima posizione politica. Allora ti chiedo che aspettative ci sono? Che fare?

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                          • Il gatto
                            Opinionista
                            • 21/11/09
                            • 12721

                            #14
                            Con il ricatto industriale si pigliavano quei soldi che compensavano il gap, ove il fattore di convenienza locale viene a mancare subentrano le convenienze oggettive che poi sono valutate dai consigli di amministrazione in essere magari pure estranei ad altre fasi passate.
                            Amministrazioni che rispondono agli azionisti del momento che non gli dicono mica bravi se le azioni in loro possesso calano.

                            In passato non era nemmeno così semplice e conveniente traslocare con tutti gli oneri e le problematiche dell'attraversare quella frontiera che non c'è più.

                            Ora sembra che tu ti aspetteresti una lealtà "industriale" diciamo dell'ora per allora, ma in certi meccanismi non sembra che esista ne ricordo, ne gratitudine.
                            Ciò al netto di vari imbrogli qualificabili propriamente come crimine nel qual caso si procede per altre vie.

                            Una volta accettavi di migrare al sud investendo in posti poco appetibili si fa per dire perché venivi compensato su altri aspetti, è un dare per avere come tutti gli scambi.

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                            • Durante
                              Opinionista
                              • 16/11/08
                              • 2103

                              #15
                              Allora uno che si trova in difficoltà e non ha ne appoggi di coloro che fanno il bello e il cattivo tempo e non ha la possibilità di elargire laute tangenti si sente in diriitto di non comportarsi come richiede una equa società, ma siccome il bisogno non ha leggi di conseguenza agisce. Sai esiste un aneddoto su una vicenda in cui si ritrovò Alessandro Magno. Fu catturato un pirata e quando fu portato davanti al re, egli gli disse:con che diritto infesti i mari? Il pirata rispose: con lo stesso tuo diritto, solo che io lo faccio con una sola nave e sono chiamato pirata, tu lo fai con una flotta e sei chiamato re.

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